Il genere degli Horror è stato una delle punte di diamante negli anni 90′ e i primi dei 2000, proclamandosi come genere più popolare sulle vecchie console come Playstation 1, Xbox e pure l’amatissima Playstation 2. Tuttavia, con l’avvento della Playstation 3, questo genere ha avuto un calo di interesse da parte dell’utenza a causa di una forte, e voluta, presenza degli Action e dei Multiplayer. Con Resident Evil 7: Biohazard gli horror game sono tornati in auge ed è da questa rinascita dell’interesse di massa che intervengono i ragazzi di Stormind Games e di Darril Arts, che pubblicano Remothered: Tormented Fathers il 30 gennaio 2018 su Steam. L’uscita di un gioco del genere tutto italiano ha sorpreso mass media e utenza, che lo elogiano e amano. Pensate che pure Keiichiro Toyama, creatore di Silent Hill e Siren, ha richiesto direttamente una collaborazione a Chris Darril, capo della Darril Arts, e dal tweet del maestro dei survival horror si evince che ci sarà una collaborazione.
Dopo mesi che il gioco è uscito sulla piattaforma videoludica più famosa per PC, ecco che finalmente oggi è uscito ufficialmente per Playstation 4 e adesso andremo a vederlo insieme nella sua interezza, ricordando però che un gioco horror si basa su tre caratteristiche tecniche fondamentali: il suono, l’IA del nemico e il level design.

“ATTENZIONE: nell’articolo non verranno fatti spoiler di nessun tipo, se non quelli insignificanti per garantire meglio la comprensione di una scena”

I peccati del tormento

Nel gioco vestiremo i panni di Rosemary Reed, una donna misteriosa interessata alla scomparsa di Celeste Felton e al passato del Dr. Felton. Il suo interessamento la porterà alla magione dell’anziano notaio e questo sarà l’inizio di un’avventura tormentata da sofferenza e rivelazioni. Remothered: Tormented Fathers è la storia del tormento di un padre, come suggerisce anche il nome, e avanzando nell’avventura, scoprendo un segreto dopo l’altro dietro al tormento, riceveremo rivelazioni che lasceranno a bocca aperta e di grandissimo impatto narrativo che terranno chiunque incollato allo schermo per vedere come andrà a finire la storia dietro alla famiglia Felton. Il character design dei personaggi principali e dei nemici è ben strutturato e non ha presentato alcuna lacuna, o quasi, e questo ci permette di “affezionarci” o di odiare quei determinati elementi nella famiglia Felton. Potrà sembrare una penalità ma appena chiunque provi emozioni per un personaggio di un videogioco, vuol dire che quel titolo ha colpito nel cuore e Remothered è stato questo per noi.
L’incipit del gioco è molto interessante e offre degli spunti narrativi veramente belli, sopratutto per qualche scrittore che volesse avventurarsi nella scrittura di un romanzo dedicato a questo gioco.

Nasconditi, distrai, scappa e ripeti

Ci dovremmo nascondere nella magione e usare l’astuzia per garantire la nostra sicurezza evitando nemici molto temibili e ognuno con le sue unicità. Nell’ambiente di gioco ci saranno postazioni in cui potremmo nasconderci, tipo armadi o divani, che ci forniranno una sicura copertura e nascondiglio ma nel malaugurato caso in cui il nemico si insospettisse e decidesse di setacciare il nascondiglio, dovremmo passare un minigioco abbastanza semplice per mantenere il respiro costante così da evitare di farci notare. Una piccola nota negativa è nella limitatezza dell’IA per questa parte: Perché non apre la porta o controlla direttamente sotto il divano? È comprensibile nel caso il nemico non sappia della nostra presenza in quella zona, ma se ci stava seguendo un attimo fa e svoltato l’angolo spariamo alla sua vista, verrebbe quasi d’istinto controllare tutta quella stanza o zona aprendo armadi e controllando possibili nascondigli.

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Noi, oltre a servirci dei nascondigli citati prima, potremmo sfruttare i “diversivi”, degli oggetti che potremmo tenere nel nostro inventario, fino a un massimo di 3, che fungeranno da oggetti di difesa o da distrazione per i nemici. Questi possono distinguersi in bicchieri, tazze, carillon, corde (per bloccare le porte) e molti altri. Vi sono, inoltre, le armi difensive: armi che potremmo tenere con noi che fungeranno da salvavita in caso il nemico ci avesse preso. Se mai il nemico ci prendesse e noi ci fossimo difesi, gli provocheremo un danno che sarà visibile sul modello e questo cambierà l’animazione di movimento, come se fosse ferito. Una chicca tecnica molto apprezzata.

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Nel mondo di gioco interagiremo attraverso gli input preimpostati che permettono di aprire porte, aprire cassetti, accedere alle zone, nascondersi, osservare e raccogliere gli oggetti. Nonostante questo sia un metodo funzionale per aiutare l’utente su cosa vedere o meno, gli input non sono stati ben calibrati perché solo in determinati punti possono venir azionati.

La ronda dei nemici non è molto prevedibile a differenza di molti altri giochi horror simili perché complessa e cambia costantemente. La parte difficile è quando sono consci che siamo nelle vicinanze: una volta individuati ci inizieranno a inseguire e se non ci vedranno più inizieranno a setacciare l’ultima zona in cui ci hanno visto e dintorni con una ronda più serrata. Spesso è capitato che facessero gli infami, del tipo che mentre stavano per uscire dalla stanza aprivano la porta, rimanevano fermi e ritornavano nei loro passi. Frequentemente è capitato quando uscivamo dal nascondiglio, per poter aggirare il nemico, fu inevitabile che ci videro. Tralasciando quanto detto prima per i nascondigli, l’intelligenza artificiale dei nemici è ben sviluppata e nel gioco saranno una bella gatta da pelare per raggiungere un obbiettivo.

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La magione del tormento

L’abitazione della famiglia Felton non poteva essere che un luogo perfetto per rappresentare il cupo tormento e gli orrendi segreti che celano dietro a questa sciagurata famiglia. L’abitazione racchiude tutti i cliché dei luoghi presenti nei giochi Horror, e questa è solo una cosa positiva perché permette di avventurarsi in contesti pienamente fattibili cercando di sopravvivere da tutte le minacce. Nel gioco sono presenti dei punti di salvataggio, nonché uniche possibilità di salvare i progressi, e sono raffigurati come un metronomo e uno specchio. In questi punti, ben distanziati l’un dall’altro e intelligentemente piazzati, oltre che avere funzionalità di salvataggio, curano anche il personaggio.
La magione è suddivisa in quattro piani, uno interrato e gli altri in elevazione dal pian terreno, e tutto l’ambiente di gioco si districherà nelle stanze dei vari piani. Alcune stanze saranno bloccate e alcuni oggetti inutilizzabili e sarà solo la nostra capacità di esplorazione e determinazione a resistere ai nemici a trovare gli oggetti chiave da combinare con oggetti e porte.
Il level design della villa è ben curato e creato su misura per quello che il gioco deve offrire.

Il vero tormento: il comparto tecnico

Se in termini di narrativa, gameplay e level design ci sono solo complimenti, vi è qualche piccola eccezione: il comparto tecnico. Esso non è allo stesso livello qualitativo e questo va ad aggravare pesantemente su Remothered.

I team di sviluppo hanno saputo gestire intelligentemente l’Unreal Engine 4 portando a un risultato visivo finale molto curato e piacevole da vedere. A partire dai modelli dei personaggi: sono belli, verosimili e curati. Nonostante questo il problema risiede nella grafica e nel render distance.
La grafica, anche se è idonea ai canoni della generazione attuale, rimane troppo nascosta a causa di un illuminazione globale troppo bassa, come si può dimostrare dagli screenshots postati prima, e ci sono alcuni glitch grafici che rovinano in alcuni casi l’ambiente di gioco.
Il render distance troppo basso spesso non consente una chiara visione di cosa c’è alla fine del corridoio, se non proprio oscurato perché non caricato il frammento di mappa. Un esempio lo potete trovare nell’immagine sottostante al paragrafo.
A parte questo, le texture e gli effetti grafici, anche se pochi, risultano gradevoli e di bell’impatto.

L’ottimizzazione da PC a Console è sempre un bel problema, sopratutto quando si parla di Unreal Engine, e anche in questo gioco ci sono i suoi problemi. In linea generale il gioco scorre tranquillamente sui 30 FPS, però dopo delle cutscene e quando si passa da una nuova zona c’è per un breve periodo di calo dove si raggiungono mediamente i 15/20 FPS. Inoltre abbiamo pure riscontrato dei crash del sistema durante le nostre partite, in particolare dopo uno specifico caricamento verso la fine dell’avventura.
Fortunatamente questi problemi si sono risolti reinstallando il gioco. Di fatto abbiamo voluto confermare questi problemi e, prima di ricominciare il gioco per finirlo una seconda volta, abbiamo riscaricato il gioco e questi problemi si sono risolti. Per tanto, se per caso vi capitassero anche voi del problemi del genere, provate a riscaricare il gioco. Invece se non riuscite a risolvere niente, vi consigliamo di contattare il supporto di Remothered.

Passiamo al comparto tecnico più importante adesso, come si vuol dire “il meglio alla fine”: il comparto sonoro. Non c’è cosa più importante in un survival horror: la gestione dei suoni in questo gioco è gestita bene, anche se non ottimamente. I passi si sento chiaramente, si intuisce dove sono e il range di udito non è neanche tanto basso, ma il problema  risiede che non si capisce se il nemico non si sa in che piano sia. Di fatto, che il nostro cacciatore stia sotto o sopra di noi sulla destra, noi lo sentiremo come se stesse nel nostro medesimo piano e talvolta ci si può prendere degli “spaventi inutili” perché convinti che sia affianco a noi. Per contrastare un problema del genere si poteva fare che mettere solo il rumore dello scricchiolio delle assi di legno o del calpestio sul cemento. Darebbe meno confusione al giocatore e aiuterebbe il giocatore timoroso che passa più tempo nascosto che alla ricerca degli oggetti a farsi avanti.
Invece una bella chicca risiede nelle unicità dei personaggi: oltre ad agire diversamente, hanno dei suoni unici sui passi e sulle frasi che pronunciano durante la nostra ricerca. Le frasi rendono il tutto molto più immersivo e provocano quella sensazione di ansia che pochi giochi offrono.

Forse adesso parleremo il più grande problema del titolo: il doppiaggio. Alziamo le mani quando diciamo che il doppiaggio in inglese è molto bello e coinvolgente, ma perché non è stato doppiato in italiano? A fini commerciali è anche comprensibile, ma ormai l’estero si è abituata alle passionate voci italiane e sinceramente, avrebbe fatto più colpo un doppiaggio italiano che inglese in molte scene. Più che altro renderebbero giustizia alle circostanze del mondo di gioco.

In conclusione

Remothered: Tormented Fathers è uno dei giochi horror con al storia più bella, coinvolgente e passionale usciti fino ad ora. Ci ha tenuto incollati allo schermo con le sue 6 ore di gioco e siamo rimasti soddisfatti e sorpresi alla fine dell’avventura. Sfortunatamente il porting ha portate dei problemi tecnici che potrebbero rovinare l’intera esperienza ed è per questo che auguriamo che i team facciano il possibile per risolvere tutte le magagne tecniche.
Il gioco è uscito oggi per Playstation 4 e Xbox One, invece a gennaio è uscito per PC acquistabile tramite il sito ufficiale e Steam.