Con la dovuta calma, abbiamo affrontato e assaporato l’ultima espansione di Borderlands 3, Armi, Amore e Tentacoli, cercando di valutarne gli aspetti, capire quanto impattasse l’introduzione di nuovi contenuti sull’ultima opera di Gearbox e, soprattutto, la qualità generale. Con Borderlands, Gearbox ha sempre viziato i propri utenti proponendo espansioni di qualità crescente, in un costante miglioramento che, anni fa, non potemmo concepire come potesse esistere qualcosa di più bello di un Claptastic Voyage o Assalto alla Rocca del Drago. Ebbene, è arrivato Borderlands 3, che imbastisce una parodia degli heist movie e ora tocca all’horror a essere al centro del mirino degli studios di Randy Pitchford. Le prime avvisaglie di un contenuto simile le abbiamo ricevute a San Valentino, quando ci è stato consegnato un “Wedding invitation“, nei Giorni del Crepacuore, dove già abbiamo intravisto qualche… tentacolo.
Ebbene, il matrimonio fra Alistair Hammerlock, studioso ed esperto cacciatore, e Wainwright Jakobs, erede e proprietario della Jakobs Corporation, non poteva che offrire l’occasione perfetta per far scatenare la fantasia forsennata e rutilante dei creativi Gearbox.
Ed ecco che arriva l’espansione, che si tinge di scuro, che strizza molti occhi – almeno una dozzina – sparsi su tutto il corpo, ai fan di una certa letteratura dell’orrore, con citazioni dirette di Edgar Allan Poe, Jeff Vandermeer e, primo fra tutti, il maestro Howard Philip Lovecraft.

Ma, prima di entrare nel vivo (o nel morto), un’ultima considerazione: l’espansione giunge in un momento ben preciso e programmato da Gearbox e trovo che, in via definitiva, l’esperienza non sarebbe stata la stessa. Senza la presenza degli eventi che hanno aumentato il drop rate dei nemici Duri e che hanno reso acquistabili oggetti leggendari dai rivenditori sparsi per la galassia, avremmo avuto sicuramente un’esperienza diversa. Senza contare anche l’aumento del level cap, che ha offerto, nel contesto generale, una progressione e un incentivo a giocare che non fosse lo scoprire la fine della micro-narrazione dell’espansione. Insomma, abbiamo avuto tra le mani una buca da colmare e tanto materiale nuovo con cui riempirla.

Vediamo assieme, quindi, cos’è Armi, Amore e Tentacoli e perché, a mio avviso, è l’apice della produzione Gearbox.

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Dove tutto comincia.

Il cuore che scalda

La potenza dell’espansione risiede, come sempre, nella geniale scrittura targata Borderlands. Tuttavia, questa volta l’ironia e il nonsense risultano ridimensionati, anche se sempre presenti. L’espansione si apre con una lettera lasciata da Hammerlock nel suo studio, sulla Sanctuary III, in cui viene spiegato che Wainwright e lui intendono finalmente sposarsi. La location è Cursehaven, sul gelido pianeta Xylourgos, e la cerimonia si terrà lì a breve. È stata Gaige a organizzare il tutto, dopo aver mollato la professione di Cacciatrice della Cripta ed essersi data al wedding planning assieme al suo fidato, e immancabile, amico robotico Deathtrap. Il suo carattere esplosivo e vivace riscalda subito il cuore, dato che si tratta di un personaggio che ha avuto fin troppo poco spazio nella serie finora e che abbiamo rivisto con piacere.

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Inquietante come pochi, Mostruomo, dalla sua fisionomia, potrebbe essere un avatar di Lovecraft stesso!

Tuttavia, ben presto le cose precipitano: Wainwright diviene vittima di un complotto ordito da Eleanor, una ex-ricercatrice Dahl che, assieme a suo marito Vincent, studiò a fondo i rimasugli del cadavere di Gythian, il mostro della Cripta dalle dimensioni gigantesche che sovrasta Cursehaven e dintorni. Eleanor ha infatti scoperto un modo per vivere in eterno sfruttando il cuore ancora pulsante del titanico Gythian: tutto ciò che le serve è rubare dei corpi, uno per sé e uno per il marito, in modo da vivere per sempre, come coppia.

Definiremmo la storia come tipica di Borderlands 3, in quanto tratta temi intimi dove il fulcro è il rapporto fra i personaggi e non la narrazione in sé. Per questo, riteniamo che sotto il profilo narrativo Armi, Amore e Tentacoli sia una gioia per tutti gli appassionati, soprattutto per coloro che hanno sinora solo fantasticato sul destino della coppia Hammerlock-Jakobs. Tuttavia, l’espansione potrebbe tranquillamente risultare appassionante anche per il giocatore più casual, che si troverà davanti una storia semplice e pulita che porta a esplorare le nuovissime e varie mappe di Xylourgos. Senza contare che i continui rimandi a Poe, Lovecraft e compagnia bella (che semplici rimandi non sono ma, anzi, fanno parte della viscerale e magnifica atmosfera) sono una chicca per tutti i lettori del genere senza risultare dei requisiti per capire o godersi l’espansione.
Abbiamo notato con grande piacere, inoltre, che il Cacciatore della Cripta è sempre più partecipe, intervenendo maggiormente con NPC e dialoghi via ECHO, regalando perle di comicità che potrebbero portare, nei casi dei giocatori più affezionati, ad addentrarsi nuovamente nelle aree di Xylourgos solo per sentire gli spassosi interventi.

Orrore cosmico

L’impatto iniziale con Xylourgos è notevole: ascoltare l’inquietante colonna sonora mentre si attraversa il lago congelato risulta parecchio evocativo. E ancora, inoltrandosi più in profondità, fino a giungere al cuore (letteralmente) si scoprono ambienti sempre diversi, tutti ciascuno un aspetto diverso della letteratura dell’orrore degli autori già citati. La varietà degli ambienti stupisce e ammalia, tant’è che diremmo che gran parte della potenza espressiva di Armi, Amore e Tentacoli deriva dall’atmosfera che Gearbox ha imbastito per i giocatori: un’esperienza davvero ben riuscita.
L’impatto della colonna sonora è perfettamente funzionale agli ambienti: cigolii, sussurri, melodie ultraterrene e percussioni battenti sono perfettamente in armonia con il contesto generale, valorizzando al meglio l’incredibile opera artistica e di design compiuta da Gearbox.

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Notevoli anche i manifesti: molto vari e sparsi ovunque.

Nonostante i toni più cupi rispetto allo sfavillante Handsome Jackpot (che brilla di luce propria, non solo per il ritorno del personaggio più carismatico del panorama odierno), Armi, Amore e Tentacoli tiene testa a qualsiasi contenuto aggiuntivo con cui il giocatore è entrato in contatto, proponendo una lettura in chiave Borderlands di Lovecraft. Ritroviamo, dunque, intere missioni secondarie dedicate a Dagon (o forse dovremmo dire la regina dei pesci?) e Cthulhu che, se un tempo ci avrebbero fatti dormire con la luce accesa, ora ci presentano i classici momenti demenziali e spassosi tipici della serie. Gli elementi caratteristici dell’orrore Lovecraftiano ci sono tutti: una cittadina maledetta, la libreria ma anche i selvaggi e la fascinazione per i riti voodoo, il lago ghiacciato e la costante sensazione di essere all’oscuro di qualcosa che non si dovrebbe sapere. Tuttavia, l’espansione non è esente da rimandi ad altri tipi di orrore, dato che il relitto Dahl nel ghiaccio ci ricorda tantissimo La Cosa di John Carpenter.

Insomma, tutto ciò viene presentato in maniera eccelsa, riconfermando Borderlands come uno dei titoli artisticamente più belli presenti sul mercato. Molti nemici sono concepiti ex-novo, mentre altri sono un semplice restyle di banditi già presenti nel gioco ma, questa volta, presentati sotto forma di folli selvaggi. Avremmo giusto preferito una maggiore valorizzazione della prima zona di gioco, di taglia enorme, dalla potenza evocativa molto elevata ma pur sempre vuota. Purtroppo, nulla che l’estrema bellezza artistica e compositiva dell’espansione riesca a stemperare, specie dopo aver esaurito la storia principale. Siamo ben lontani anche dagli stessi stilemi di Borderlands 3, con una grossa area HUB e una ruota di zone satelliti attorno.

Qualcuno mi spiega come si gioca?

Le trovate per rendere meno lineari e ricche di sorprese le missioni svolgono egregiamente il loro compito. Dalla storia principale, Gearbox imbastisce una serie di percorsi tortuosi all’interno delle zone di gioco che, lago ghiacciato a parte, portano i giocatori ad esplorare una buona parte delle stesse. Non mancano, ovviamente, missioni secondarie che costellano il tragitto e che spingono il giocatore a deviare brevemente, anche se non in tutti i casi. Anzi, talvolta converrà accettare le missioni secondarie proprio perché si possono svolgere parallelamente alla quest principale.

Attenzione, però, alle “avventure nei cessi”!

Da un lato, abbiamo una storia che ci porta in aree che ricordano Borderlands 2 come level design: un grosso girare in tondo per poi tornare al punto di partenza, e ciò non è necessariamente un male. Anzi, nel caso del Bosco Ulcerato si nota a malapena il girare in tondo, così come nella libreria, presieduta, anche se non per molto, da una bisbetica bibliotecaria. In particolare, le idee di Gearbox per le quest secondarie ci hanno dato l’ottima impressione di voler portare finalmente qualcosa di veramente nuovo e di aggiornare progressivamente lo stile di Borderlands. In particolare, mi riferisco alla quest-line dell’investigatore smemorato Burton Briggs, che mette in scena modi sempre nuovi per svelare il mistero su cui si è dimenticato di stare indagando. Si recuperano, in tal senso, meccaniche introdotte e poi abbandonate già nell’arco della storia principale; l’Occhio delle Canaglie, in questo caso, torna sotto forma di easter egg di un film di Shyamalan, il revolver Seventh Sense, il cui mirino è in grado di vedere nel mondo degli spiriti. Indispensabile per attraversare stanze dai muri altrimenti invisibili, sarà l’arma con cui dovremo risolvere la geniale missione affidataci da Briggs: un altro, ormai diremmo tipico, rapporto intimo famigliare, su cui Borderlands 3 ci riporta a più riprese.

Tuttavia, non tutte le quest brillano per genialità. In particolare, le missioni assegnate dal cacciatore-barbaro Eista sono probabilmente le meno ispirate e le più noiose da compiere, se non fosse che, durante il viaggio, si ha comunque la possibilità di incontrare creature uniche dal drop esclusivo. In ogni caso, nonostante la monotonia delle sue missioni, Eista rimane un signor personaggio che ha subito scavato nel nostro cuore un posto speciale grazie al suo essere genuino e divertente.

Armi, meravigliose armi

Veniamo al vero sugo del DLC: armi ed equipaggiamento. Come anticipato, il DLC è uscito in coincidenza con tre eventi importanti, due eventi stricto sensu e un aggiornamento: l’evento con drop aumentato da parte dei duri in cooperativa e i rivenditori con dentro oggetti leggendari, per non parlare dell’aumento del level cap a 57. Ottima collocazione, che permette ai giocatori il recupero di equipaggiamento leggendario in modo tale da essere totalmente e perfettamente equipaggiati con oggetti di livello massimo, senza dover spendere eccessivo farming per rifarsi il personaggio. Senza contare, inoltre, che i contenuti sono perfettamente in grado di coprire i 5 nuovi livelli.

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Leggendarie come se piovessero!

In quella che sembra una vera e propria loot-fest, non è stato difficile recuperare nuovi e interessanti oggetti come il poderoso shotgun Anarchy (di cui, però, temiamo il nerf vista la sua potenza bruta esagerata) e soprattutto il nuovo Manufatto eridiano, senza contare, chiaramente, tutte le altre aggiunte (numerose!) all’arsenale che sono comunque degne di nota. Fioccano nuove build, come se piovessero, che sfruttano il nuovo gear, a dimostrazione che l’equipaggiamento del DLC vale la pena di essere farmato e, infine, almeno provato. La formula altamente suscettibile ai cambiamenti di Borderlands 3 si riconferma vincente, dato che gli oggetti si collocano perfettamente nell’economia generale inserendosi o, come anticipato, creando addirittura nuovi modi di giocare con i Cacciatori della Cripta. Se oggetti come la Perla della Conoscenza Imperscrutabile e la Mod di classe di Moze Sapper danno luogo a vere e proprie nuove build, equipaggiamenti come il già citato shotgun Anarchy, la SMG Oldidrian e il fucile d’assalto Clairvoyance saranno comunque ottime aggiunte all’arsenale di build già esistenti (giusto per citare un paio di nuove armi). Anche lo scudo Old God fa la sua figura, proponendosi come perno per nuove build a tema danno gelante.

In sostanza, l’ultimo DLC di Borderlands 3 non delude per niente sul punto di vista degli oggetti, il vero perno della longevità di Borderlands 3, dato che permettono modi sempre nuovi, a causa della loro fortissima natura ricombinante, per poter approcciarsi al titolo.

PROCONTRO
Ottime atmosfere, complete di ambienti e sonoro stellariUna sola zona non viene sfruttata, lasciando un vuoto
Ottimo bottino
Storia semplice, diretta, funzionale e squisitamente intima
Conclusione
Armi, Amore e Tentacoli
9.7
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Appassionato di videogiochi e musica fin dall'infanzia. Adora i rogue-like, RPG e i rompicapo. È Cacciatore della Cripta a tempo pieno nonché Bardo una volta a settimana