La storia continua…

Dragon Ball Z: Kakarot è questo: una storia, una leggenda narrata più e più volte attraverso molti media diversi come fumetti, anime, film e ultimi, ma non meno importanti, videogiochi.
In un periodo in cui il multiplayer e l’online la fanno da padrone, Cyberconnect2 e Bandai Namco hanno deciso di dare a noi giocatori un titolo di Dragon Ball, franchise ormai famoso per i numerosissimi picchiaduro, che decide di fare della storia e della componente narrativa il suo cavallo di battaglia, alternando le vicende che tutti noi conosciamo a missioni secondarie che svelano chicche mai rivelate, a minigiochi che si ispirano a varie attività svolte dai nostri eroi nel manga e a un’esplorazione capace di tenere incollato il giocatore per ore allo schermo, il tutto supportato da un gameplay non proprio intuitivo, ma semplice da imparare, compensando questa piccola pecca con una spettacolarità nei combattimenti e con una fedeltà alla storia originale che poche volte abbiamo visto in un videogioco dedicato a questo brand.

Sì, c’è anche lui!

La leggenda delle Sette Sfere

La trama di Dragon Ball Z: Kakarot non ha di certo bisogno di essere spiegata, ma se siete fra quelli che vogliono avvicinarsi al brand in questo momento non abbiate timore, perché questo titolo è in grado non solo di narrare la storia in modo fedele fin nei più piccoli dettagli tramite dialoghi e cutscene che riprendono le scene esattamente come sono rappresentate nel fumetto e nella serie animata, ma è anche capace di coglierne l’essenza, regalando non solo un’ottima narrazione, ma anche trasmettendo ai giocatori tutte le emozioni che l’opera originale è capace di dare ai suoi appassionati.
La prima trasformazione in Super Saiyan di Goku, la rabbia esplosiva di Gohan, l’orgoglio del principe Vegeta che per la prima volta lotta non per se stesso ma per chi ama: ogni scena sarà carica delle stesse emozioni che avete provato vedendole per la prima volta in televisione o sulle pagine del fumetto.

A tutto ciò va ad aggiungersi una quantità davvero notevole di quest secondarie, alcune delle quali richiederanno al giocatore di lottare contro determinati avversari, altre di raccogliere materiali o ingredienti, e molte di esse riveleranno interessanti chicche che Toriyama non aveva mai svelato, invogliando il giocatore a continuare non solo per avanzare nella storia o rendere i suoi personaggi più potenti, ma anche per scoprire ognuna di queste informazioni che rendono questo universo narrativo ancora più magico e coerente con se stesso.

La pelle d’oca è normale, tranquilli.

Gameplay e modalità

Il gameplay si basa sulle normali modalità che abbiamo potuto conoscere nei numerosi titoli di Dragon Ball precedenti, con un sistema di combattimento basato sulle combo corpo a corpo, i colpi Ki, il volo libero attraverso le arene, che troveremo davvero molto estese, e sulle classiche barre di vita e aura, quest’ultima necessaria per effettuare tecniche speciali o altre azioni come gli scatti o le schivate.
Le mosse speciali saranno utilizzabili tramite la pressione di un tasto che aprirà un menù a tendina del tutto personalizzabile, dove potremo inserire le tecniche che preferiamo, molto varie e diversificate tra loro, offrendo quindi al giocatore la possibilità di creare uno stile di combattimento adatto a lui in maniera simile a quella vista nei titoli Xenoverse e Xenoverse 2, mentre con la pressione di altri tasti potremo aprire il menù delle tecniche di supporto, nel caso fossimo assistiti da altri personaggi, o degli oggetti di cura, anch’essi personalizzabili e acquistabili presso i numerosi rivenditori presenti nelle diverse aree di gioco.
I comandi non sono tuttavia molto intuitivi, e anche i veterani potrebbero impiegarci un po’ per abituarsi ai tasti, trovandoli tuttavia estremamente comodi una volta abituatisi.

Il titolo, essendo nato come action RPG, è stato capace di rendere il fattore “allenamento” una costante tanto qui quanto lo è nell’anime e nel manga da cui è tratto: oltre ad adottare un sistema a livelli e un albero delle abilità per ogni personaggio in cui è possibile sbloccare le tecniche firma di ogni protagonista, il titolo presenta anche una serie di allenamenti necessari per sbloccare determinate mosse attraverso le quali avanzare nell’albero citato poco fa; tutto questo è contestualizzato all’interno del gioco grazie a uno scontro mentale in cui il nostro combattente dovrà battersi contro proiezioni mentali di amici e perfino di se stesso.

Uno sguardo che dice più di mille parole.

Per quanto riguarda invece le altre abilità, per sbloccarle saranno necessarie le Sfere Z, oggetti che potranno essere raccolti nel mondo di gioco o conquistati sconfiggendo i numerosi avversari casuali che Dragon Ball Z: Kakarot ci proporrà durante i nostri viaggi all’interno delle varie zone del mondo di gioco.
Questi mob ci attaccheranno casualmente e man mano che avanzeremo nella trama principale ne incontreremo sempre di nuovi: partendo dai robot pirati, di cui troviamo un esemplare nella primissima serie di Dragon Ball, potremo incontrare soldati dell’esercito di Freezer, robot da combattimento del Red Ribbon o soldati dell’esercito di Babidy.
Questi nemici saranno inoltre presenti in più varietà e modelli differenti: ad esempio, nell’esercito di Freezer troveremo soldati semplici, luogotenenti e così via, ognuno con abilità e statistiche differenti, elemento che dà un tocco di varietà al gameplay anche nelle fasi di esplorazione libera.

Tramite l’esplorazione, organizzata in modo da dare l’accesso a varie aree molto estese, sarà possibile non solo farmare oggetti per potenziare il nostro personaggio, ma anche ingredienti e materiali per poter cucinare cibi e costruire macchinari.
I primi saranno degli utili boost per le nostre statistiche, alcuni permanenti e altri temporanei, e comprendono la possibilità di donare un bonus all’esperienza ottenuta, rendendo la crescita dei nostri personaggi molto più veloce, purché abbiate le ricette giuste per i menù completi, ottenibili tramite quest secondarie o parlando con NPC casuali, e potremo farle preparare a Chichi in casa sua.
I materiali per la costruzione invece si troveranno un po’ ovunque nel mondo di gioco: i minerali ad esempio saranno ottenibili per lo più nelle grotte o in alcuni depositi all’esterno, tutti segnalati sulla mappa che avremo a disposizione, altri andranno cercati nelle torri del Red Ribbon e in altri luoghi, che dovremo distruggere a colpi di proiettili Ki per poi raccogliere ciò che sarà rimasto fra le macerie.
Ovviamente i materiali di base come il ferro o la semplice carne saranno anche acquistabili dai negozianti.

In fondo non ha mai odiato nessun avversario.

Naturalmente, essendo questo un gioco di Dragon Ball, potevano mancare le nostre adorate Sfere? Ovviamente no.
Raccogliere i leggendari artefatti ci permetterà ovviamente di esprimere un desiderio a Shenron, che come nell’anime vedremo potenziato in modo tale da poter realizzare anche più di un desiderio avanzando nel gioco.
Questo permette al giocatore di poter richiedere Zeni, Sfere Z e infine materiali o ingredienti rari, eliminando così la paura di un possibile farming forzato che altrimenti spezzerebbe il ritmo di gioco, rendendo Dragon Ball Z: Kakarot un titolo per niente noioso nella meccanica di crescita dei personaggi.
Shenron inoltre non si limiterà a rifornirci di oggetti o denaro, ma potremo anche chiedergli di riportare in vita alcuni nemici sconfitti in precedenza per affrontarli nuovamente, assistendo così a dialoghi e scene che molti di noi, se non tutti, hanno sperato di vedere, come ad esempio un nuovo incontro tra Radish e Piccolo, o Cui che incontra Vegeta dopo che questi è diventato in grado di trasformarsi in Super Saiyan, ma per non farvi spoiler lasceremo a voi il piacere di scoprire le numerose possibilità che avremo di incontrare nuovamente vecchie conoscenze nel corso della storia.

Rimanendo in tema di combattimenti, potremo inoltre notare nelle varie aree, dopo aver superato un certo punto nel gioco, l’apparizione dei cosiddetti nemici pericolosi, avversari estremamente potenti contornati da una minacciosa aura rossastra che daranno al giocatore del filo da torcere, ma anche numerose ricompense ed una gran quantità di esperienza, una volta sconfitti.
Affrontarli non sarà certo facile, ma una volta battuti potrete sbloccare man mano nuovi nemici che vi porteranno a piacevoli sorprese che in questa recensione non vogliamo spoilerare in alcun modo, lasciando a voi il compito di scoprire di cosa si tratta.

Chi ha detto che l’orgoglio può essere solo tossico?

Per poter aiutare ulteriormente i nostri protagonisti abbiamo infine il sistema di Comunità.
Questo originale metodo per garantire altri bonus ai personaggi si basa su altri “alberi” a cui dovremo assegnare determinate medaglie, ognuna rappresentante di un determinato personaggio, che forniranno a questa Comunità il suo supporto per poter crescere ulteriormente.
La comunità dei Guerrieri Z ci donerà ad esempio bonus per gli attacchi in mischia e Aura, mentre la comunità Cucina potenzierà i pasti cucinati da Chichi e quella degli Adulti invece ci farà guadagnare di più vendendo oggetti, dandoci allo stesso tempo uno sconto su quelli acquistati.
Ovviamente ci sono molte altre Comunità pronte ad attendervi per darvi numerosi bonus utili per la vostra avventura.
Le medaglie di cui abbiamo parlato prima saranno ottenibili attraverso la storia principale e le quest secondarie, ed ognuna sarà specializzata per una determinata comunità: per esempio Vegeta potrà dare un immenso bonus alle comunità Guerrieri Z e Allenamento, mentre Mr. Satan darà il meglio di sé nelle comunità Cucina e Adulti.
Ogni medaglia inoltre sarà potenziabile attraverso dei doni assegnabili ai singoli personaggi e potrà inoltre formare sinergie con altre medaglie: per esempio Goku, Crilin e Yamcha, se messi a contatto tra loro nella griglia degli alberi delle Comunità, otterranno un bonus essendo tutti e tre allievi del maestro Muten, mentre Gohan otterrà questo stesso bonus a contatto con Piccolo o con Videl e così via.

Un “arrivederci” che è diventato leggendario.

Un lato tecnico degno di rispetto, seppur con qualche difetto

Dragon Ball Z: Kakarot utilizza il motore grafico Unreal Engine 4 e la grafica in cell shading dona come sempre un perfetto effetto anime, dando al titolo dei colori puliti estremamente fedeli alla serie e creando la giusta atmosfera per le nostre esplorazioni e i nostri combattimenti.
Il gioco però potrebbe talvolta soffrire di alcuni cali nel frame rate all’inizio dei combattimenti, e seppur si tratti di davvero pochi secondi che non influenzeranno la nostra performance, a lungo andare questo calo potrebbe far storcere il naso a chi nei giochi ricerca la perfezione tecnica.
Anche i caricamenti non sono sempre veloci come si spera, cosa che comunque verrà costantemente corretta e migliorata tramite patch e update gratuiti.
Nonostante questi difetti gli effetti particellari delle esplosioni, i riflessi del sole o le Aure dei personaggi sono uno spettacolo per gli occhi sia nelle sessioni di gameplay che nelle cutscene, il che rende il titolo estremamente piacevole alla vista nel suo insieme.
Il sonoro è sicuramente uno dei punti forti del titolo, e non solo dal punto di vista tecnico: la scelta di adottare riadattamenti della soundtrack originale di Dragon Ball Z per gli scontri più importanti o per l’esplorazione è di certo la più azzeccata per i fan di vecchia data.
Gli effetti sonori, come ad esempio quelli del volo, della distruzione di elementi a schermo, del contatto dei nostri personaggi con l’acqua e altri ancora sono davvero piacevoli da sentire e incredibilmente fedeli a quelli che possiamo ascoltare nella serie animata di Dragon Ball Z, donando al gioco ancora più atmosfera di quanto non faccia già il mondo di gioco in sé.

Nel complesso, anche se con qualche difetto e qualche crash, il lato tecnico del titolo si rivela di tutto rispetto, e con i continui supporti che riceverà non farà altro che migliorare.

Non possiamo fare altro che salutarvi augurandovi buon divertimento con questo titolo, ricordandovi che esso è già disponibile dal 17 gennaio su Playstation 4, Xbox One e PC.

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PRO CONTRO
  • Assoluta fedeltà alla storia originale
  • Spettacolarità degli scontri
  • Varietà di ambienti e di attività da svolgere
  • Capacità di emozionare come fecero l’anime e il manga
  • Sistema di comandi non proprio intuitivo
  • Cali di frame e lentezza dei caricamenti