La prima espansione di Borderlands 3 è approdata sul mercato il 19 dicembre 2019, inserendosi in un continuum di contenuti che Gearbox ha pianificato da prima dell’uscita di Borderlands 3. Vediamo, prima di cominciare a commentare il DLC Moxxi’s Heist of Handsome Jackpot, il contesto in cui tale espansione si colloca.

Borderlands 3 ha goduto di un supporto e una cura invidiabili, con hotfix a cadenza settimanale, update, bilanciamenti e cesellature che hanno saputo, in parte, ammortizzare l’urto di un’uscita sì efficace ma, a mio avviso, prematura. De facto, Borderlands 3 non è stato abbandonato a se stesso e i dev hanno compiuto la corretta operazione nei confronti dei consumatori. Anche a livello comunicativo, vedere una software house che c’è, che ascolta la community e che esamina puntualmente il proprio prodotto, risulta importante. Non ci sono stati grossi problemi irrisolti, errori fatali il cui fix è stato procrastinato o glitch ed exploit particolarmente al di sopra delle regole di gioco che non siano stati curati. Senza contare che per tutto il mese di ottobre, Gearbox ha curato micro-eventi a cadenza settimanale in grado di orientare i giocatori in attività specifiche.

Possiamo compiere lo stesso ragionamento dal punto di vista contenutistico: Gearbox, prima di rilasciare il primo DLC, ha pubblicato nuovi contenuti sotto forma di evento e update gratuito. parliamo del Sanguinoso Raccolto, evento a tempo limitato che ha introdotto un ciclo perpetuo di quest, una nuova zona, nuovi nemici, nuovo equipaggiamento e una nuova meccanica di gioco. Arriva poi l’aggiornamento che introduce l’espansione della banca, Caos 4, il raid che ci conduce a Wotan L’Invincibile e tutta una serie di nuove armi come bottino esclusivo della modalità Caos 4.

Un DLC impostato come Moxxi’s Heist of Handsome Jackpot non può che giovare ad un Borderlands 3 in tali condizioni, visto che aggiunge nuovo loot per affrontare Caos 4 e, soprattutto, nuove occasioni per il farming. Inoltre, non essendo Caos 4 obbligatorio, e non essendo obbligatoria ogni feature del gioco che non sia la storia principale, un contenuto in più è sempre un’ottima aggiunta, specie se rispetta gli standard a cui ci ha abituati Gearbox negli anni. Handsome Jackpot, quindi, è conforme alle aspettative che Gearbox ha creato in anni di espansioni ben fatte? Scopriamolo.

Colpaccio

Handsome Jackpot
Opulenza, opulenza e ancora opulenza.

Le premesse narrative del DLC sono molto basilari: Jack il Bello, con la sua morte, ha abbandonato a se stesso l’Handsome Jackpot, una sala giochi d’azzardo extra lusso nata dalle idee di Moxxi, che ne reclama il possesso, dato che Jack ha realizzato il suo progetto a sua insaputa. Tuttavia, l’incredibile avidità di Jack e le logiche corporative, portano la struttura ad essere una vera e propria trappola studiata ad hoc per intrappolare le persone e spillare loro quanto più denaro possibile.

Handsome Jackpot
Giusto per non farsi mancare niente, la struttura è collocata in un punto stabile fra due buchi neri. Jack il Bello è sempre stato un megalomane

Il Cacciatore della Cripta, quindi, approda nell’Handsome Jackpot e ne rimane intrappolato, circondato dagli ex giocatori d’azzardo e dai Caricatori Hyperion ricondizionati. Il casinó, piombato nell’anarchia totale, è ora un luogo di banditi e disperati che cercano di sopravvivere nella violenza e nella lotta fra bande. Gran parte del controllo delle strutture e della tecnologia è trattenuta da Bel Faccino, un twink ex-schiavo che Jack il Bello teneva con sé come sorta di giullare personale.

Presto si incontra Timothy Lawrence, ovvero uno dei doppelgänger di Jack che lui stesso ha reclutato e creato tramite operazioni chirurgiche definitive, quel doppelgänger che è possibile giocare come personaggio DLC in Borderlands The Pre-Sequel. Timothy è il primo membro che Moxxi vuole reclutare nella “squadra” per infiltrarsi nel punto nevralgico del casinó per ottenerne il controllo totale, seguito da una serie di altri personaggi, in un crescendo di assurdità e follia.
Seguono, quindi, i nuovi volti del DLC.

Handsome Jackpot
Ogni sua frase ha a che fare con il fuoco. Letteralmente.

Abbiamo Freddie, dagli inequivocabili baffi, che sembra uscito direttamente da un revival degli anni ’80. Questa via di mezzo fra Jean Claude Van Damme e Hackerman è forse il più folle dei personaggi nati dalla mente di Gearbox per questo titolo; l’esperta in demolizioni Ember è una conturbante donna dall’accento francese che non rinuncia mai a parlare di come gli piaccia bruciare le cose e infine vi è il Sindaco, ex sarto di Jack il Bello, ormai uomo politico a capo di Spazzatlantide, situata nel compattatore di rifiuti dell’Handsome Jackpot come protesta all’ideologia capitalista e consumista promulgata dalla Hyperion Corp e sostenitrice di uno stile di vita comunitario e cooperativo. Quest’ultimo servirà a vestire Timothy di tutto punto per permettergli di entrare nella torre di Bel Faccino e concludere il colpo.

Handsome Jackpot
Freddie, in uno dei suoi più riusciti travestimenti da revival degli anni ’80.

I personaggi così caratterizzati non sono semplici NPC ma un vero e proprio cast di personaggi per un DLC che abbraccia totalmente lo spirito goliardico della parodia. Tutto il DLC è infarcito di dinamiche, stilemi, caratteristiche e addirittura scelte di regia tipiche degli heist movie (per intenderci, quei film dove viene assemblata una squadra di individui dalle competenze diverse per compiere un furto).
Gearbox lavora di fino e riesce a curare fin nei minimi dettagli il proprio lavoro per trasmettere in maniera ottimale una spassosa parodia di un genere cinematografico, catturandone ed esaltandone i cliché, portandoli in un’altra dimensione, con altri canoni, i canoni di Borderlands, sovvertendone la logica. Il tutto si trova nel tipico umorismo grottesco e irriverente in pieno stile Borderlands, che Gearbox ormai padroneggia alla perfezione senza mai stancare il fruitore.

Handsome Jackpot
Come citare due famosi film in un colpo solo

Un ritorno alle origini

Handsome Jackpot è una splendida occasione per rivivere le battaglie contro i Caricatori Hyperion. La massiccia presenza di nemici di questo genere ha permesso a Gearbox una mossa dall’efficacia doppia: portare un po’ di revival per coloro che hanno amato sforacchiare di proiettili i robot Hyperion e dare un effettivo senso e utilità alle armi corrosive, efficaci contro le corazze. Perfino Timothy, all’inizio del DLC, fornirà al giocatore un’arma corrosiva, in accordo con l’occasione. Quest’ultima è un’importante pezza a Borderlands 3 vanilla, assieme al raid di Wotan L’Invincibile, nell’economia totale di gioco, dove, altrimenti, le armi corrosive sarebbero rimaste prive di utilità effettiva.

Questo revival conferisce al DLC un’atmosfera tutta sua, estremamente differente dal resto del gioco. Per la maggior parte del tempo, sia per la presenza pregnante di Jack il Bello e della Hyperion sia per la struttura del DLC in sé, sembra quasi di giocare a Borderlands 2. Mi spiego meglio: questo DLC è più “Borderlands” di quanto non lo sia la trama principale, che non si concentra più sulla lotta alle corporazioni ma su una storia con il fuoco spostato sugli Eridiani e su i rapporti intimi fra i personaggi che la popolano. Recupera, in questo senso, le vecchie atmosfere, pur con declinazioni chiaramente diverse.

Già Borderlands 3 ha chiarito le origini dell’Angelo, tramite una missione secondaria. Poteva mancare forse un suo ritratto?

Abbiamo notato con piacevole sorpresa che, ad esclusione di qualche missione secondaria, in Borderlands 3 la presenza di Jack si percepisce appena. Ciò è un bene, perché dimostra che Borderlands ha qualcosa da dire anche senza il suo personaggio meglio riuscito in assoluto. Borderlands 3, di fatto, ha molto da dire, lasciando il passato nel passato.
Ecco, personalmente avrei gradito che ciò fosse rimasto nel primo DLC ma così non è accaduto.
Sicuramente gran parte dell’atmosfera è dovuta alla presenza di Jack il Bello, personaggio che da solo regge praticamente tutta la saga grazie al suo carisma. Jack ha un’influenza che si estende in tutti i giochi, sia come eco sia come presenza fisica vera e propria, e questo DLC non fa eccezione. Gearbox ha notato di aver scritto il miglior cattivo delle ultimi anni. Di conseguenza Jack non fa parte dell’universo di Borderlands: Jack, oramai, è Borderlands. Posto che Gearbox ha dimostrato di saper scrivere una storia emozionante anche senza Jack, perché concentrarsi su elementi così tanto familiari?

Profetico.

Tutto ciò, ovviamente, è più un’elucubrazione fine a se stessa, dato che la qualità di questo DLC è talmente alta che non ci si pone minimamente il problema della completa originalità dei contenuti. Tuttavia, il tarlo rimane, specie perché vi sono moltissime aree di gioco già esistenti poco sfruttate e con lo spazio fisico e narrativo per ospitare contenuti totalmente nuovi, come ad esempio l’alieno e misterioso pianeta Nekrotafeyo.

In genere, le mappe proposte sono una gioia per gli occhi, completamente ex novo, che comunque non riciclano nulla di quanto già visto in precedenza. Il revival, dunque, persiste ma più a livello d’atmosfere che altro.
Nell’Handsome Jackpot si percepisce chiaramente che si sta giocando a qualcosa d’altro, di più familiare e confortante, rispetto a Borderlands 3 ma al contempo è troppo moderno e influenzato dagli stilemi e meccaniche di quest’ultimo da risultare fastidiosamente nostalgico.

È un’ottimo giorno per il capitalismo, nell’Handsome Jackpot

Ora, l’ultima, succosa parte: il bottino.
Handsome Jackpot è una fonte di nuovo e interessante bottino e di ottime aggiunte agli oggetti leggendari già presenti al gioco base. Tuttavia, prima di prendere in esame il bottino in sé, vorrei porre l’accento su una parte sempre marginale nella serie: il denaro.
Gli sviluppatori non hanno mai voluto che il denaro fosse una priorità per i giocatori, limitandone l’importanza nell’economia generale di gioco. Di fatto, conviene risparmiare soldi unicamente per acquistare MMP ed espandere la capacità totale di zaino e munizioni. Infatti, una volta massimizzate, il denaro è praticamente inutile in Borderlands 3.
All’interno di Handsome Jackpot, tuttavia, non è così.
Handsome Jackpot, si può dire, forma un’economia tutta sua, fornendo grosse quantità di risorse e altrettanti modi per consumarle e ripetere il processo. Si parte dalle cosiddette “Aree VIP”, accessibili solamente pagando un’ingente somma, e si arriva a veri e propri tavoli di gioco d’azzardo sotto forma di cassa, dove è possibile scommettere una somma e giocare a Black Jack con un croupier robot per determinare la rarità del bottino. Le aree saranno, poi, costellate dalle solite slot machine a premi. In tutto ciò, è possibile trovare decine di migliaia di dollari letteralmente in ogni corridoio, garantendo la perfetta sostenibilità della micro-economia presente all’interno dell’Handsome Jackpot: guadagni tanto, spendi tanto.

Finora, il mod di classe in assoluto più forte per Zane. Garantito.

Il DLC, di per sé, offre una serie di nuove armi ottenibili dalle classiche fonti di drop ma anche tramite il completamento di sfide molto simili a quanto visto in Borderlands 3.
Vengono disseminate per la mappa delle bottiglie di salsa che Mr Torgue vi chiederà di far esplodere, Ember vi chiederà di sciogliere con la termìte particolari statue di Bel Faccino e il Sindaco vorrà riappropriarsi di capi alla moda rubati dai banditi del casinó, in maniera molto simile alle prede di Hammerlock o ai bersagli di Zer0.

Dopo interessantissime e potentissime Mod di classe che portano letteralmente ad un altro livello i Cacciatori della Cripta disponibili, vi sono sia nuovi volti che vecchie conoscenze. Tornano infatti il lanciarazzi Nukem e lo shotgun Heartbreaker e fanno capolino curiose nuove armi come il revolver Lucky-7, che subisce potenziamenti casuali dopo la ricarica, e il lanciarazzi ION Cannon, l’arma che può infliggere il più alto quantitativo di danni, per ora, con un singolo colpo.

In definitiva, Moxxi’s Heist on Handsome Jackpot è un contenuto certamente di qualità ottima, se non eccellente, con tutte le carte in regola per rivaleggiare con quel capolavoro di Assalto alla Rocca del Drago di Tiny Tina. Pur con la presenza ingombrante di Jack il Bello e di altri elementi recuperati dal precedente Borderlands, il contenuto presenta una sua identità, collocandosi ottimamente nel contesto fornito da Borderlands 3. Per noi, questo contenuto è un must have.

PROCONTRO
Ottimamente collocato nel prodotto di riferimentoJack il Bello ormai pervade ogni contenuto di Borderlands. Con pro e contro
Ottima economia generale
Nuovo bottino interessante
…Zane furbacchione