La saga di Age of Empires è una che ha avuto indubbiamente un grande impatto sulla cultura dei videogiochi, in particolar modo Age of Empires II è stato uno dei primi videogiochi su cui molti della generazione dei millennials avrà messo mano.

La storia di questa saga è più che mai strana, dopo alcuni anni di rapida espansione e di enorme popolarità Ensemble Studios è stata chiusa, dopo aver dato alla luce l’emblematico Halo Wars, titolo RTS appartenente alla saga di Halo, ma che nelle meccaniche riprende moltissimo lo stile del classico strategico ambientato nelle epoche passate. Dopo un torpore di qualche anno la saga ha fatto ritorno su Steam, in particolar modo è giunta Age of Empires II: HD Edition (ora elencato sugli store digitali come Age of Empires II 2013), una versione del titolo che pur risolvendo i problemi di compatibilità coi nuovi sistemi operativi e hardware moderno, ma soprattutto col supporto al multi-giocatore di Steamworks, è sempre stata caratterizzata da una marea di bug che molto spesso tardavano a trovare soluzione, talvolta rimanendo irrisolti.

Age of Empires II: Definitive Edition è in parte la risposta a queste problematiche, in parte invece un grande refactor, un lavoro non di semplice restauro, ma un vero e proprio remake artistico che ha dato vita alla veste grafica più bella di sempre per il titolo, al contempo accorpando tutti i contenuti passati in una edizione che incarna il significato del termine “definitivo”.

I TEMPI CHE CAMBIANO

Il lavoro che sta dietro Age of Empires II: Definitive Edition si è spinto nei meandri più profondi del vecchio titolo, che ora ci accoglie con una filmato di introduzione ad altissima definizione, abbandonando il vecchio filmato che vedeva due signori giocare una partita a scacchi mentre nelle lande medioevali si tenevano saccheggi, assedi e schermaglie. Ad essere completamente cambiato è anche il menu principale, che ora non contempla più un sistema ad icone, simpaticamente implementate come insegne di un borgo medioevale, ma un menu tabulare, molto elegante e ordinato, in cui scintille svolazzano come trascinate dal vento.

Fa una certa specie avviare un gioco su Steam, roccaforte del PC Gaming, ed essere accolti da un filmato introduttivo di Xbox, segno dei tempi che cambiano, di un cambiamento di direzione, politica e filosofia sia da parte di Valve che di Microsoft, prima pronte a farsi guerra a vicenda, ora invece intenzionate a collaborare e a tendersi una mano l’un l’altra.

Tale collaborazione non è solo una facciata, non è nemmeno legata al mero publishing, infatti Age of Empires II: Definitive Edition, disponibile sia su Steam che sul Microsoft Store di Windows 10, vanta un crossplay nativo fra le due piattaforme, disponibile sin dal giorno di lancio (sebbene a singhiozzi). Un traguardo che è solo un piacere constatare si sia potuto finalmente raggiungere, ma che sicuramente non lascerà più di tanto stupiti coloro che attendono Halo: The Master Chief Collection su PC il 3 dicembre, dato che andrà incontro allo stesso destino.

I CLASSICI CHE RESTANO

Basta avviare una partita di Age of Empires II: Definitive Edition per sentirsi subito a casa, per sentire il brivido di un tuffo nel passato, un passato che può tranquillamente risalire all’altroieri se eravate assidui giocatori della HD Edition, indipendentemente da ciò l’emozione è davvero forte.

La nostra partita inizia ora con il tema del popolo scelto, per poi dare spazio alla colonna sonora, anche in questo caso completamente rifatta da 0. Seguono poi le classiche note iniziali di tutte le partite di Age of Empires II, mentre noi rapidamente cominciamo a dare comandi ai nostri abitanti, facendo costruire loro case, mulini e tutto il necessario per passare all’età feudale, sapendo che dai primi minuti della partita dipenderà l’esito della stessa. In un attimo abbiamo mandato il nostro esploratore a cavallo a setacciare i dintorni, abbiamo trovato le pecore ed abbiamo cominciato ad esplorare pure con quelle (le mitiche Scout Sheeps), premuto sul pulsante per passare all’età successiva… il resto è storia.

Questo l’itinerario classico con cui esordisce ogni partita di Age of Empires II, proprietà che non è cambiata nella Definitive Edition, anche se ora una nuova modalità ci consente di partire con l’economia già avviata, molti più abitanti e dall’età feudale (Empire Wars). Ci guardiamo intorno, vediamo le fronde degli alberi ondeggiare al vento, ascoltiamo i nuovi effetti sonori e la nuova colonna sonora, ci accorgiamo che per quanto le cose siano cambiate, siamo sempre a casa nostra.

Ma la nostra non è una casa che ha ricevuto una nuova mano di vernice sulle pareti da parte di un’imbianchino, piuttosto una che è stata rifatta dalle fondamenta cercando di riprodurre fedelmente tutto quanto, tutte le caratteristiche della nostra casa vecchia, dandole quei giusti tocchi di modernità di cui aveva bisogno: una coda globale di produzione, un indice degli abitanti impiegati su una determinata risorsa e diversi stravolgimenti alle icone, nonché ai menu in partita.

Ma in fondo, è pur sempre casa nostra: cliccando su un abitante mentre si gioca una partita con gli spagnoli verremo accolti dal classico “¿Mande?” seguito da “Construir” quando gettiamo le fondamenta del nostro primo mulino. E così è rimasto il feel del gioco in generale: stiamo giocando Age of Empires II: Definitive Edition, ultima versione di un titolo immortale, scolpito nella roccia, ora più che mai al meglio delle sue performance.

CAMBIAMENTI POSITIVI, TALVOLTA INATTESI

Age of Empires II è un titolo figlio di un’epoca diversa, senza alcun dubbio la versione italiana è testimone di alcune caratteristiche che mentre oggi ci farebbero storcere il naso, in un qualche modo sono diventate leggenda. Un esempio di ciò è il suo doppiaggio italiano originale, famoso per essere molto sgangherato, in particolar modo chiunque abbia giocato la campagna di Giovanna D’arco si ricorda le urla di La Hire, accompagnate dall’accento indubbiamente inglese dei signori britannici nostri avversari.

La Definitive Edition ha visto un completo ri-doppiaggio del titolo in tutte le lingue (fatta eccezione per le linee parlate degli abitanti), in particolare la lingua nostrana ora vanta un doppiaggio di tutto rispetto, forse non il miglior esempio delle capacità dei doppiatori italiani come lo è stato invece il recente Borderlands 3 (con le impeccabili performance di Maurizio Merluzzo ed Emanuela Pacotto nei ruoli dei Gemelli Calypso), ma è comunque buono al punto da lasciar quasi straniti di fronte a un divario di qualità così marcato con l’originale. Se infatti il prodotto in passato si presentava quantomeno bizzarro su questo fronte, ma proprio per questo unico nel suo valore, Age of Empires II: Definitive Edition semplicemente è normale, allineato con quanto ci si aspetta nel 2019.

In un certo senso non possiamo negare di aver percepito una certa mancanza di tutto questo una volta messa mano sulle campagne della Definitive Edition, ma c’è un indubbio pro ad avere le campagne interamente doppiate, incluse quelle delle espansioni della HD Edition e quelle completamente nuove, introdotte solo ora.

Niente esprime odio meglio di una doppia carica di elefanti con balista d’elite completamente potenziati, inviati a distruggere qualunque cosa sia così sfortunata da capitare lungo il loro cammino

A questo proposito, Age of Empires II: Definitive Edition contempla tutte le campagne dell’edizione originale, delle sue espansioni e altre 4 nuove campagne, tutte disponibili al lancio e senza alcun costo aggiuntivo. Si tratta di una mole di contenuti che può tenerci incollati al titolo per centinaia di ore, senza mai avviare neanche una partita casuale. Questo pacchetto inoltre porta con sé diverse revisioni ad alcune campagne, come l’introduzione di popolazioni frutto di aggiunte più recenti nelle missioni più vecchie, oltre a vari ri-bilanciamenti che hanno avuto un effetto molto positivo sull’esperienza generale.

Fra tutti però il cambiamento più positivo è la revisione architetturale del multiplayer, che ora non si basa più su un sistema peer-2-peer, ma Server-based. L’impatto di questa modifica è molto più che positivo, dato che ora è quasi del tutto impercettibile la latenza di gioco, la stabilità delle partite è maggiore ed inoltre è meno probabile incorrere in problemi tipici della HD Edition, come la perdita di pacchetti che risultava sistematicamente in un errore di sincronizzazione e immediata interruzione della partita.

Da lodare anche la considerevole stabilità del titolo al lancio: in passato infatti erano capitati episodi molto spiacevoli, non ultimo il lancio di Age of Empires Definitive Edition, che era stato sommerso dalle critiche a causa dei problemi tecnici palesi. In generale, chi ha giocato molto alla HD Edition sicuramente ricorda quanto gravi fossero certi problemi e quanto alcuni update avessero letteralmente rotto il titolo, spesso vedendo una patch solo a distanza di mesi. Age of Empires II: Definitive Edition, almeno nella nostra esperienza, ha visto invece un lancio pressoché impeccabile.

Inoltre merita una menzione anche il lavoro svolto nell’introduzione dei nuovi popoli, che presentano meccaniche completamente nuove, che a loro modo fanno certamente urlare al “broken balancement”, ma che riescono ad essere incredibilmente consone e adeguate per le meccaniche di gioco della serie. Abbiamo ad esempio unità di cavalleria che quando vengono sconfitte si trasformano in fanteria, un popolo che potenzia la cavalleria in base alle reliquie possedute (fino a un massimo di +5 punti all’attacco), una nuova poderosa unità di cavalleria alle stalle dei Tartari e Cumani e un arciere a cavallo in grado di sparare raffiche di frecce, in modo analogo ai Chu Ko Nu cinesi. Si tratta di quel genere di cambiamenti al microcosmo di Age of Empires II che sono sempre benvenuti.

Per concludere, importanti revisioni sono state apportate all’IA, che ora si trova in una forma particolarmente smagliante. Infatti, perfino la HD Edition del gioco era conosciuta per avere severe limitazioni alla giocabilità, noi personalmente abbiamo sempre impiegato AI custom realizzate dalla community (come ResonanceBot) per sentire la giusta sfida in una partita casuale contro la CPU. L’IA della Definitive Edition oltre a condurre migliori strategie in generale, non è assillante nelle tattiche e nel micro-management come in passato, risultando in un’esperienza migliore in generale.

Sono stati introdotti anche dei bilanciamenti diversi in quanto a numero di unità controllate e difficoltà generale che hanno sicuramente il pregio di rendere il titolo più accessibile ai novellini, nondimeno la difficoltà se impostata al massimo rivela una IA particolarmente tenace e impegnativa da affrontare.

VERDETTO

Una delle nuove modalità di gioco consente di giocare con risorse infinite. L’IA si rivela particolarmente tenace.

Age of Empires II: Definitive Edition è senza alcun dubbio promosso a pieni voti. Il titolo è la miglior versione del gioco finora, che non si porta appresso una semplice veste grafica per il 4k, ma che invece rivede l’esperienza di gioco dalle sue fondamenta, con un rifacimento completo di tutto il reparto visuale del titolo, ma soprattutto con diversi upgrade tecnici, in primo luogo l’architettura server-based per il multiplayer, ma tanti piccoli e grandi bugfix che rendono il titolo ben funzionante.

PRO CONTRO
  • La miglior versione di Age of Empires II finora
  • Eccellente remake visuale e sonoro
  • Mole di contenuti considerevole
  • Architettura Server-Based per il multiplayer
  • Crossplay con Windows Store
  • Non interamente bug-free