La saga principale di uno dei brand più noti al mondo, tra grandi e piccini, è giunta finalmente sulla console di casa nipponica Nintendo Switch. La saga Pokémon continua a far parlare di sé e, con un titolo all’anno sfornato da Game Freak e The Pokémon Company, fa registrare un nuovo record mondiale per quanto riguarda la console portatile. In tre giorni dalla loro uscita, Pokémon Spada e Pokémon Scudo hanno registrato 6 milioni di copie vendute in tutto il mondo.

La community e i giocatori di Pokémon sono sempre stati divisi, e anche questi capitoli non hanno fatto altro che far risaltare ancor di più questo divario. Pokémon Spada e Scudo hanno portato numerose novità, ottime per una base futura ancor più improntata in stile RPG, ma anche problemi a livello di sviluppo e scelte discutibili. Nella recensione che vi approccerete a leggere, troverete un’analisi e un parere quanto più oggettivo possibile in merito ai giochi di nuova generazione. La recensione arriva dopo 50 ore di gioco (saranno presenti SPOILER), durante le quali siamo andati alla ricerca di ogni singolo dettaglio che non poteva essere trascurato.

Mettetevi comodi, il vostro viaggio a Galar con noi comincerà adesso.

Una ventata di aria fresca nelle Terre del Nord

Tra distese pianegganti e foreste incantante, tra città rurali e industriali, la nostra avventura nella regione di Galar ci porterà alla scoperta di un mondo che rimanda alle leggende norrene in un periodo post-industrializzazione. Il nostro percorso che ci porterà a diventare il miglior allenatore di Galar, nel classico stampo Pokémon adorato da tutti i giocatori, avrà inizio nel paesino di Furlongham, nei pressi della cittadina di Brassbury.

Abitazioni e ambientazioni che richiamano lo stile della Gran Bretagna, mostriciattoli che saranno parte vivente di questo mondo, e le tradizioni locali ci faranno calare subito nel mood di una sana e genuina competizione. Nella nuova regione, le lotte pokémon sono considerate un vero e proprio sport, sia a livello amatoriale che agonistico, e vengono vissute ogni giorno come un evento al quale non ci si può sottrarre.

Le palestre si sono evolute, e oggi sono diventate dei veri e propri stadi, con tanto di campo da gioco, spalti e spogliatoi. A differenza dei passati titoli, sarà il Presidente Rose, imprenditore a capo di aziende e marchi di Galar, che sponsorizzeranno i vari eventi e atleti durante la Sfida delle Palestre, a introdurci a questo capitolo. La strada per puntare al titolo di Campione della Lega Pokémon è lunga, e nell’arrivarci dovremo affrontare le Terre Selvagge, luogo dove gli allenatori potranno interagire tra loro e partecipare ai Raid, la nuova modalità PvE che fa la sua comparsa per la prima volta dei capitoli principali della saga.

Queste le premesse di una generazione che sarebbe potuta essere la migliore della storia, ma che forse sarà solo il trampolino di lancio per ciò che verrà.

Si scende in campo a suon di Dynamax.

Per quanto concerne il gameplay, non possiamo che spezzare diverse lance a favore di Game Freak, ma non troppe. Anche se il gameplay è rimasto invariato, è stato ritoccato per far si che possa ancora intrattenerci con qualche piccola novità. Dimenticatevi delle Megaevoluzioni e delle Mosse-Z che hanno segnato gli ultimi 6 anni della saga, a Galar è presente il fenomeno Dynamax e Gigamax. Queste funzioni sono divertenti e vedono il loro impiego sia nelle lotte Pokémon durante la Sfida delle Palestre, dove ne fanno da padroni, che nella scalata della Torre Lotta e nei Raid. Tutti i Pokémon (esclusi tre su quattrocento) potranno usufruire di questa funzione, che andrà a modificare le loro dimensioni, e per alcuni anche l’aspetto, aumenterà la loro statistica di punti salute e li consentirà di usare le mosse Dynamax, dai particolari effetti.

Sono tornate le lotte con i Pokémon selvatici, assenti negli spin-off di Pokémon Let’s Go, Pikachu! e Let’s Go, Eevee! 81 nuovi compagni potranno entrare a far parte della squadra, insieme ai Pokémon con una forma regionale particolare, autoctona proprio di Galar, ognuno dei quali con un design unico e particolare, che si addice bene al contorno offerto dalla regione.

Unica pecca è la decapitazione del Pokédex, assente infatti la versione Internazionale di questo, il numero totale di Pokémon catturabili è di solamente 400. Un bel numero, considerando il fatto che sono tutti ottenibili nell’erba alta, e non solo, se non fosse che gli altri 490 esemplari esistenti in questo universo non posso essere trasferiti sulle nuove console. Un vero peccato, in quanto il giocatore veterano di Pokémon è sempre stato in grado di portarsi dietro il suo Pokémon sin dai primi anni 2000, a partire da Pokémon Rubino e Zaffiro.

C’è però da dire che la selezione dei Pokémon effettuata è stata maniacale, in quanto quasi la totalità di Pokémon presenti all’interno del gioco sono, come già detto prima, azzeccati ai percorsi e alle Terre Selvagge.

Le Palestre, ormai divenute stadi, sono state totalmente rinnovate, prima di poter affrontare il Capopalestra verremo infatti sottoposti a diverse sfide. Seppur alcune di queste sono abbastanza semplici da portare a termine, sono varie e divertenti da portare a termine. Una volta termine ci troveremo dinanzi a colui/colei che dovrà testare le nostre capacità. A suon di mosse e Dynamax, e una colonna sonora che non lascia affatto a desiderare, il pubblico sarà più vivo che mai, in quanto si farà sentire con cori e urla che si adattano a ogni nostra azione. Anche gli allenatori e i Capopalestra non saranno da meno, dato che tramite cinematiche in gioco interagiranno con noi per farci entrare ancora di più nell’azione.

Nuove sinfonie a colpi di basso.

Per quanto riguarda il comparto sonoro, anche qui abbiamo aspetti positivi e negativi, partiamo dalle colonne sonore. I compositori Minako Adachi e Go Ichinose, insieme ad un piccolo aiuto di Toby Fox, compositore di Undertale, hanno realizzato alcune delle migliori tracce della serie, rivisitando alcuni tempi classici e realizzandone di nuovi. Se da un lato abbiamo OST che esalteranno la nostra avventura, queste scenderanno di tono proprio nelle battute finali, dove ci si aspetterebbe un livello ancora più alto, visto la qualità del lavoro dei loro realizzatori (nella lotta finale con il Campione si può sentire la colonna sonora terminare e ricominciare dall’inizio).

Una pecca per quanto concerne il reparto sonoro, oltre quella esposta in precedenza, è il suono dell’impatto tra il giocatore e una qualsiasi superficie, qualsiasi sia la sua natura, il suono viene prodotto è lo stesso per ogni azione.

È tempo di connettersi con il resto del mondo.

Giustamente non può mancare il comparto online, la cui quasi totalità è raccolta nelle Funzioni Y-Comm, che racchiude sia i precedentemente menzionati raid, scambi, e lotte competitive e amichevoli. Analizziamo singolarmente ognuno di questi aspetti, partendo subito con il citare la nuova funzione degli Sticker, che sarà alla base della maggior parte delle funzioni online. Non appena il giocatore attiverà la connessione ad internet tramite il Y-Comm vedrà apparire una serie di notifiche delle varie attività nelle quali sono coinvolti i vari allenatori. Si avrà la possibilità di avviare scambi, lotte e raid, sia con amici tramite password che con persone casuali, che unirsi ad una sessione già in corso (si potrà proseguire con le proprie attività fino a quando il matchmaking in background non avrà trovato una persona compatibile con noi).

Tutto sarebbe perfetto, se gli sticker funzionassero a dovere. Ebbene, questa nuova feature non funziona come dovrebbe, infatti le sessioni che ci appariranno nella schermata principale saranno per la maggior parte scadute per limite di tempo o per limite di persone raggiunte. Gli sticker infatti, seppur vengono aggiornati in tempo reale, sono solamente una manciata se dovessimo andare a paragonarli al numero di persone connesse in quel momento, rendendo il sistema più un peso che un aiuto.

Nelle Terre Selvagge saranno presenti gli avatar di allenatori provenienti in tutto il mondo, che a dirsi è una cosa bella, ma a livello pratico è poco comodo sia a per quanto riguarda le prestazioni del gioco che i contenuti. In queste macroaree, dove il motore di gioco già fatica a mantenere un frame rate decente, dato che il numero di modelli che vengono caricati è molto elevato e le condizioni atmosferiche peggiorano ulteriormente la capacità del gioco di rimanere stabile (diverse volte ci siamo trovati a rimaner bloccati per una manciata di decimi di secondo a casa della pesantezza della zona), l’avere ulteriori poligoni che vengono generati grava pesantemente sulla godibilità del titolo.

Sempre per quanto concerne gli allenatori presenti nelle Terre Selvagge, le possibilità di interazione con questi si riducono a uno solo dialogo che ci farà ottenere diversi oggetti, facilmente ottenibili anche tramite altri fonti più che accessibili, o potremo accedere al loro Poké Campeggio, un’altra delle nuove funzioni inserite nei titoli.

Il Poké Campeggio è un punto di ristoro che potrà essere posizionato a discrezione del giocatore in un Percorso o nelle Terre, nel quale potrà passare un po’ di tempo con i propri compagni di avventura, si avrà la possibilità di giocare con essi, anche se sono presenti solamente due minigiochi che non possono neanche essere definiti tali. Potremo anche metterci ai fornelli e cucinare 100 diversi tipi di curry, quasi tutti con lo stesso tipo di benifici. In questa funzione il team di sviluppo ha riversato molto tempo e risorse, ma il suo utilizzo e scopo all’interno dei giochi rasenta quasi lo zero.

Parlando degli scambi, possiamo dire addio alla Global Trade Station (GTS), sistema di ricerca che ci consentiva di trovare il Pokémon da noi desiderato online, secondo diversi parametri di ricerca. In Pokémon Spada e Scudo il sistema di scambi sarà poco fruibile, in quanto potremo solamente mostrare al giocatore con il quale vorremo effettuare lo scambio un Pokémon e lui farà la stessa con noi. Nei passati titoli si aveva la possibilità di vedere i mostriciattoli sui quali scorreva il nostro scambiatore, al contrario di come accade su questi titoli.

Un look casual o punk, scozzese o sportivo.

La personalizzazione nei nuovi capitoli della saga ha raggiunto un livello ancora più alto, superando addirittura il già vasto assortimento di vestiario e acconciature presenti in Pokémon Sole e Luna. Non appena ci dirigeremo nella cittadina di Brassbury, potremo subito modificare l’abbigliamento del nostro personaggio presso un negozio di vestiti, ad inizio gioco avremo infatti già una serie di indumenti sbloccati tra i quali scegliere. Proseguendo nella storia si avrà la possibilità di ottenere di ulteriori, oltre al poter cambiare acconciatura, colore dei capelli e sopracciglia, e lenti a contatto.

Un difetto nello scorrimento dei capi presenti nella nostra collezione è che il solo passare su di loro singolarmente non ci fornirà un’anteprima, bensì dovremo andare a selezionarlo, a differenza di come accade nel menù dell’npc addetto alla vendita, basterà solamente spostarsi su uno di essi per vederlo.

Sempre parlando di personalizzazione, a identificarci come allenatori e Sfidapalestre sarà presente la Card della Lega Pokémon. Questa card potrà essere modificata a nostro piacimento, tra cornici, sfondi, posizione dell’avatar e molto altro, e andrà a fungere da record della nostra avventura e presentazione prima dell’inizio di una lotta.

Si punta al titolo di campione…

La nostra avventura ricalcherà lo stile Pokémon così come lo abbiamo conosciuto per oltre 20 anni. L’obiettivo è uno ed uno solo, battere i Capopalestra e arrivare alla Lega Pokémon. La trama dei giochi Pokémon di ottava generazione non si discosta molto da quelle già viste, ma questa volta, il mondo delle lotte è più vivo che mai.

Seppur nel gioco è presente un troppo spiccato senso di buonismo, pecca infatti di eventi e personaggi con lati negativi, viene insegnato il valore della buona sportività. Assieme al nostro rivale Hop, segno di speranza che punta a superare suo fratello Dandel, Campione di Galar, intraprenderemo il percorso che ci porterà a conoscere una bella dose di personaggi ben caratterizzati.

La professoressa Flora e sua nipote Sonia, i Capopalestra Yarrow e Laburno, saranno solo alcuni dei personaggi con i quali avremo a che fare. Tra questi spiccano altri atleti come Mary, la quale punta al titolo per portare ristoro alla sua ormai decadente città, e Beet, orfano che è stato preso sotto l’ala protettiva di Rose, il cui obiettivo è solamente quello di dimostrare di essere degno della fiducia in lui riposta. Sarà proprio questo unico personaggio che proverà ad avere un’influenza negativa su noi e sul mondo attorno a lui, fino a quando anche lui non verrà divorato dall’ondata di benevolenza che avvolge Galar.

Una stretta di mano dopo l’altra con i Capopalestra, a simboleggiare il riconoscimento del proprio avversario, arriveremo a Goalwick, luogo dove terminerà il nostro viaggio. Qui ci troveremo ad affrontare l’unica minaccia del nostro percorso, un presidente accecato dalla follia. Con il richiamo agli eroi del passato che lottarono al fianco della Spada e dello Scudo, sventeremo i piani di Rose e la Notte Oscura. Il titolo di campione ormai ci attende, e anche la fine della nostra avventura.

…ma a quale costo?

A differenza dei passati titoli della serie, dove erano presenti uno o più team malvagi, qui la nostra avventura proseguirà senza intoppi dall’inizio alla fine, se non fosse per una serie di quelle che si potrebbero chiamare scaramucce con il Team Yell, fan sfegatati di Mary che cercano in modo infantile di mettere i bastioni fra le ruote agli altri Sfidapalestre. Solo quando giungeremo a Goalwick, poco prima dello scontro con il campione, ci troveremo ad affrontare la “Lega Pokémon Cattiva”. Una manciata di allenatori che hanno “trattenuto” Dandel e impeditogli di affrontarci, per una minaccia che avverrà tra ben 1.000 anni.

Sulla carta, la storia di Rose e Beet, sfruttato per raccogliere strumenti per gli scopi del suo benefattore, potrebbe essere al pari di quelle passate, abbiamo infatti uno scontro e colonne sonore tra le migliori della saga. La Notte Oscura, meglio nota come Eternatus, dovrà essere sgominata dal protagonista e Hop, insieme ai leggendari Zacian e Zamazenta, in una battaglia che sotto forma di raid. Eppure tutto questo avviene solamente nelle battute finali del gioco, senza un precedente accenno, rendendo questa sottotrama solamente un peso da portare a termine, prima di poter affrontare Dandel.

La storia della Sfide delle Palestre che, anche se da sola avrebbe intrattenuto i giocatori in modo più che egregie, affiancata a una trama più complessa e oscura, come avvenuto ad esempio in Pokémon Sole e Luna, avrebbe potuto rende Pokémon Spada e Scudo titoli al pari, se non addirittura superiori, ai loro precursori.

Ultima analisi e tecnicismi.

Abbiamo parlato di diversi aspetti di Pokémon Spada e Scudo, esaltandone alcuni e disdegnandone altri. In questa sezione andremo a vedere più da vicino quei dettagli che possono fare la differenza all’interno di un titolo, sia in positivo che in negativo, e scelte che sarebbero potute essere più user friendly. All’interno del gioco sono presenti notevoli differenze di qualità tra una zona e un’altra, questo lo si può notare già solo andando ad analizzare le texture degli alberi presenti nelle Terre Selvagge e quelli dei normali percorsi, ma non solo.

Seppur in Spada e Scudo sono presenti bei percorsi e città, come il Bosco Brillabirinto e Knuckleburgh, la mappa di questi sarà molto semplice, a volte fin troppo (vedasi la sezione del Percorso 8 innevata), e poco interattiva. Nei percorsi son presenti anche bug che vedo lo spawn dei Pokémon al di fuori della mappa o all’interno di rocce. La semplicità del gioco traspare anche grazie all’impossibilità del giocatore di disabilitare il Condivide Esperienza, che nel caso in cui si sarebbe potuto disattivare avrebbe potuto regalare un’esperienza di un po’ più alto grado di difficoltà.

Rimanendo in tema di livello di difficoltà, il non poter catturare Pokémon Selvatici di un determinato livello presenti nelle Wildlands, ammazza quell’unico stralcio di difficoltà che sarebbe potuto essere presente, dato che sarebbe stato difficile da prendere visti i mezzi a nostra disposizione durante il corso del nostro viaggio e il livello dei nostri Pokémon.

Un’altra nota non molto chiara è la scelta di rendere il livello dei Pokémon Selvatici all’interno dei percorsi molto più elevato rispetto a quello degli allenatori. Diverse volte ci siamo ritrovati nella condizione di non sapere quale livello ci stesse richiedendo il gioco per proseguire verso la successiva destinazione.

Le animazioni degli npc e dei Pokémon risultano ben curate, se non fosse per un’intelligenza artificiale “stupida”, che possiamo constatare come tale nei seguenti punti. Nella scelta dello starter, questi si gireranno nella nostra direzione solo quando ci troveremo in un determinato range, o se impatteremo con loro, o a volte mai, invece i Pokémon selvatici andranno a bloccarsi a vicenza quando cercheranno di interagire con noi.

Avvicinandoci alla conclusione di questa recensione, una menzione va fatta anche all’illuminazione, anche qui con punti a favore e non. L’illuminazione dei vari modelli in gioco e le fonti di luce funzionano quasi alla perfezione, tranne per alcune fonti inserite totalmente a caso, come cespugli o persone con una propria luce.

Infine, diverse volte, nei menù ci siamo ritrovati a premere pulsanti che non eseguivano l’azione pensata, in quanto non configurati per quella specifica azione. Giusto per fare une esempio, nei vecchi giochi c’era la presenza dell’utilizzo veloce delle Poké Ball tramite la pressione consecutiva del tasto X per vuole, mentre in Spada e Scudo questa è stata convertita in X->A. Dettagli che avrebbero potuto giovare a una migliore fluidità del gioco, come ad esempio una migliore gestione della Bici da Corsa, totalmente ingestibile che porta il giocatore a non utilizzarla in diverse occasione.

Il nostro verdetto finale.

Abbiamo parlato tanto, ed è giunto il momento di tirare le somme. Durante la nostra avventura ci siamo divertiti, e anche tanto, grazie all’immedesimazione nella quale ci ha catapultato il titolo, sia grazie alle lotte, raid o stadi che fossero, che all’ambientazione. Abbiamo sentito però l’assenza di una trama più complessa, non altezza dei vecchi capitoli, che avrebbe sicuramente dato un punto a favore ai giochi di ottava generazione, oltre alla mancanza della totalità dei Pokémon. Non tutti i giocatori apprezzano il dovere ripetere una infinita serie di raid, soprattutto persone non avvezze questo genere di esperienza, ma una buona parte vede un pregio in questo, e speriamo che possano venir sfruttati anche in futuro, in quanto offrono una solida base sulla quale proseguire. In sintesi, non ci sentiamo di dare un volto alto a Pokémon Spada e Pokémon Scudo, in quanto presentano numerosi errori, che speriamo vengano risolti nei giochi di nona generazione.

PRO CONTRO
• Lotte divertenti e coinvolgenti
• Ambientazione unica e immedesimante
• Endgame con Raid che non annoia
• Trama assente
• Difficoltà assente
• Scelte ed errori discutibili