Si può iniziare a giocare una saga dal quarto capitolo? Conoscere i titoli precedenti può aiutare a inquadrare al meglio un’esperienza come quella di Trine 4: the Nightmare Prince? Per scoprirlo abbiamo deciso di agire senza pensarci troppo e ci siamo tuffati a pesce su questo simpatico Platform in 2.5D sviluppato dal team finlandese dei ragazzi di Frozenbyte, che nelle scorse settimane hanno rivelato alcuni passaggi dello sviluppo del gioco.

SENZA PREGIUDIZI

Affrontare una recensione di un titolo giunto alla sua quarta uscita in dieci anni (il primo Trine uscì nel 2009) senza aver toccato con mano i lavori precedenti ci consente di sperimentarne la bontà senza quell’alone di aspettative, positive o negative che siano, legate alle esperienze pregresse. Si tratta di una sorta di battesimo del fuoco con questo titolo che, pur evidenziando qualche lieve difetto, ha saputo restituirci sensazioni genuinamente positive, conducendoci indietro nel tempo, fino all’età in cui i Platform Games occupavano ancora un posto importante tra i generi più diffusi.

TRINE 4: THE NIGHTMARE OF… PLATFORMING

Il Principe Selius è nei guai, e con le sue azioni rischia di mettere in pericolo l’intero Trine. Il giovane reale, infatti, desideroso di scoprire autonomamente i segreti della magia oscura, ha inavvertitamente liberato i propri peggiori incubi per tutto il regno, toccherà ai nostri personaggi, al Mago Amadeus, al Cavaliere Pontius e alla Ladra Zoya trovarlo e condurlo in salvo.

Dopo un breve tutorial, strutturato in tre distinte missioni, che ci consentirà di toccare con mano e di familiarizzare facilmente con le abilità principali dei personaggi, potremo finalmente imbarcarci in un’impresa che si articolerà in un totale di cinque atti, che potremo affrontare insieme ad un massimo di altri 3 amici, anche in locale.

Il gioco prenderà forma in maniera piuttosto lineare, facendo leva direttamente sproprio sulle differenti abilità dei personaggi per risolvere i sempre più intricati puzzle ambientali che si succederanno livello dopo livello, arrivando a toccare anche un discreto tasso di difficoltà, e risultando assolutamente divertente da affrontare soprattutto in compagnia, vista la possibilità di concatenare le diverse abilità tra i personaggi.

Il Mago Amadeus può evocare una scatola magica che può fungere da peso, da ariete o da rialzo e ha la capacità di spostare alcuni oggetti chiave grazie alla sua magia, la Ladra Zoya fa affidamento sulla sua agilità e sulla sua abilità con il suo arco, grazie al quale è in grado di agganciare oggetti, creare ponti di corda e di scoccare frecce elementali in grado di interagire con elementi di mappa, il Cavaliere Pontius invece fa affidamento sulla capacità riflettente del suo scudo, in grado di deviare i colpi nemici e la luce, e sulla sua forza bruta: saltando e atterrando pesatemente verso il basso infatti questo personaggio sarà in grado di sfruttare alcuni meccanismi a catapulta e di creare un varco nelle zone fragili del pavimento.

Avanzando durante la nostra storia, avremo la possibilità di sbloccare delle nuove abilità. Per alcune, quelle legate alle abilità principali, non sarà necessario alcun accorgimento di sorta, ci basterà procedere nel gioco e ci saranno rese disponibili automaticamente, per altre dovremo accumulare punti potenziamento da utilizzare in un menu che forse non risulterà così chiaro al primo impatto ai tutti i giocatori. Le stesse abilità da sbloccare, inoltre, non risulteranno quasi mai così determinanti per il proseguo della nostra avventura, facendo perdere a tratti un po’ della magia che ci spinge a risolvere gli enigmi più intricati per raggiungere i tesori più nascosti.

Nel mezzo di questo continuo susseguirsi di puzzle, i nostri eroi si troveranno di fronte alcune delle minacce scaturite dagli incubi oscuri del Principe: una nota leggermente stonata arriva proprio dal combat system, che appare piuttosto ripetitivo e leggero e che spinge a utilizzare prevalentemente il personaggio di Pontius. Saranno ben poche, infatti, le occasioni in cui utilizzeremo gli atri due personaggi in uno scontro, con l’eccezione di Zoya, che con le sue frecce (soprattutto quelle elementali) sarà in grado di colpire i nemici più distanti.

Discorso diverso per le Boss Fight: se è vero che ci troveremo anche in queste situazioni ad affidarci alla forza bruta del nostro Cavaliere panciuto, è altresì importante far notare che queste sessioni di combattimento richiederanno una prima breve fase di studio per comprendere come fare danno al Boss, e gestire alcuni piccoli cambiamenti durante lo scontro. Ci ritroveremo senza quasi rendercene conto ad affrontare un semplice puzzle anche durante il combattimento: una piacevole variabile che spezza il ritmo del susseguirsi incessante di rompicapi.

C’ERA UNA VOLTA…

Trine 4: The Nightmare Prince, ha come obiettivo quello di trasportare i giocatori direttamente dentro una fiaba, e ci sentiamo di affermare che il team di Frozenbyte ha centrato pienamente il bersaglio.

I colori vivaci, la voce narrante e una colonna sonora leggera e mai invadente, uniti a una grande cura nella realizzazione delle ambientazioni, che spiccano sullo sfondo della visuale in 2.5D, riescono a far calare perfettamente il giocatore nel contesto del gioco, che scorre fluido pur senza eccellere nei dettagli. Una gioia per gli amanti del genere, siano essi grandi o piccini, che rimarranno sicuramente soddisfatti del comparto artistico del gioco.

PRO 

CONTRO 

  • Platform vario e ben strutturato… 
  • …legato molto bene alle abilità dei personaggi 
  • Atmosfera fiabesca ben realizzata 
  • Multiplayer Locale
  • Il combat System piuttosto ripetitivo contro i nemici normali… 
  • …che “obbliga” il giocatore a utilizzare il solo Pontius
  • abilità secondarie di scarsa utilità 

Trine 4: The Nightmare Prince convince con la sua atmosfera fiabesca in 2.5D, i suoi enigmi e i puzzle da risolvere. Le abilità dei tre personaggi ben si sposano con il Platfom che offre il gioco, e poco importa se il gioco pecca nelle fasi più action, spingendo il giocatore a utilizzare prevalentemente un solo personaggio: il cuore del titolo dei ragazzi di Frozenbyte è un altro, e ci riporta a un passato dove titoli come questo dominavano una buona fetta del mercato. Il titolo è disponibile per PC, Xbox One, Playstation 4 e Nintendo Switch dal 7 ottobre. Quale che sia la vostra piattaforma di gioco, vi consigliamo assolutamente di dare una possibilità a questa piccola fiaba ben raccontata.