I'm HungryDopo aver intrapreso un viaggio futuristico su Marte con Unearthing Mars 2: The Ancient War e aver sperimentato la paura orientale su Paper Dolls, Winking Entertainment (nel doppio ruolo di sviluppatore e publisher) ci invoglia a tornare nella realtà virtuale (anche in piena estate) sotto forma di aspiranti chef. Mettendoci dietro i fornelli, rivestiremo i panni di un cuoco addetto alla preparazione di pietanze in una postazione da fast food; tra panini ipercalorici e gelati dalla strana prelibatezza, I’m Hungry ricalcherà il concetto di gioco simulativo in salsa casual, senza però sminuire l’attività fisica e la caratteristica lavorativa in ambito videoludico.

I'm Hungry
Pronti a cucinare?

Ai fornelli!

Messi da parte l’horror e la fantascienza, il PSVR si trasformerà nel perfetto connubio tra realtà virtuale e cucina, miscelando il concetto di simulazione con quello arcade che tanto si ricerca nelle versioni mobile. Sarebbe comunque riduttivo paragonare I’m Hungry a qualsiasi titolo simulativo per smartphone, ma il contesto è abbastanza simile. Indossando il visore, verremo letteralmente catapultati in una location molto particolare: un bizzarro fast food. Come proprietari del suddetto piccolo locale adibito a prelibatezze, dovremo soddisfare i desideri culinari dei clienti che ci ritroveremo a servire.

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Il sistema di sfide sarà rappresentato dal punteggio in stelle

In base alla preparazione di hamburger, patatine e gelati, la soddisfazione di portare a termine una comanda sarà retribuita dal denaro virtuale che il nostro avventore ci lascerà. Tale ricompensa finale sarà reinvestita, da buoni imprenditori, per modificare il locale e acquistare attrezzature migliori. Una volta completate tutte le sfide a disposizione nel primo ambiente, potremo cambiare location e variare così il locale, fino completare tutta l’esperienza. Non si tratta di un obbligo, ma di un’accortezza indicativa per apprendere appieno le dinamiche del titolo, potendo trasferire il fast food da una location all’altra in ogni momento.

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La realizzazione grafica è veramente appagante!

Lavorare col sorriso

I’m Hungry non offre una vera e propria campagna, ma un sistema punteggio rappresentato dalle classiche stelle a condimento di una modalità carriera. Diciotto livelli completeranno ciascuna location, prima di districarsi con la modalità estrema (con successiva condizione infernale per giocatori più hardcore), senza limiti di tempo. Nel primo caso, invero, avremo a disposizione una manciata di minuti (in modo da rendere ogni step non troppo longevo) per potere a termine il nostro lavoro, così da passare al livello successivo.

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I nostri clienti saranno veramente bizzarri.

Dotandosi di una coppia di PlayStation Move, I’m Hungry mostra i muscoli e costringe il videogiocatore ad una partita lavorativa, immergendosi in cucina e preparando leccornie. Attraverso un buon sistema di puntamento e precisione, potremo preparare panini in combinazione ad un esiguo numero di ingredienti, oppure friggere patatine nell’olio bollente, nonché riempire bicchieri con bibite gustose. Il gameplay si ferma qui, pochi passi da apprendere, ma difficili nel tempo da padroneggiare. La complessità è solo relativa alle comande da prendere, dove i clienti saranno man mano più esigenti in termini quantitativi. La sofferenza di tale mole di lavoro sarà mitigata dall’upgrade delle attrezzature, con valuta virtuale, che ci faranno risparmiare tempo sulla preparazione di ordini multipli.

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Aggiornare l’attrezzatura faciliterà di molto il nostro lavoro, ma occhio all’investimento esoso!

Un fast food differente

Avevamo già avuto modo di provare la realtà virtuale in accoppiata con la cucina, così come il ruolo di chef era coadiuvato dall’aiuto di un secondo giocatore in VR The Diner Duo, però su I’m Hungry non si nota questa mancanza, in virtù di un comparto visivo degno di nota. Lo stile artistico dei personaggi è reso incredibilmente cartoonesco, così come l’ambientazione generale. Con modelli poligonali più complessi e gradevoli alla vista, anche le animazioni risultano consone al contesto, così come l’utilizzo appropriato dei suoni.

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Il cambio di ambientazione ci darà modo di sperimentare altre richieste.

Con uno stile artistico gradevole, il rovescio della medaglia è rappresentata proprio da un gameplay non proprio profondo. La semplicità dei controlli rende I’m Hungry fedele allo stile arcade, ma la ripetitività delle azioni può far sopraggiungere troppo presto il senso di noia. Preparare hamburger richiederà solo un paio di movimenti e la scelta di due salse, tra cui formaggio e ketchup, che faranno da contorno alla lattuga. Riempire una bibita richiederà la pressione di un pulsante e preparare un cono gelato sarà relegato ad una leva da tirare. Bellissima risulta la scelta nel completare l’ordine, imbustando tutto in sacchetti di carta, dove la gestualità fornita dai Move renderà tutto molto immersivo.

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Ecco il nostro incredibile fast food!

Il duro lavoro paga!

Superate le prime fasi, la curva di apprendimento sarà messa a dura prova a causa delle esose richieste. Solo l’aggiornamento dell’attrezzatura in fast food potrà ottemperare a tale esigenza. A tal proposito, il costo dell’ammodernamento dei macchinari è così spropositato che bisognerà fare gli straordinari e restare nel nostro locale anche dopo l’orario d’ufficio. In aggiunta, I’m Hungry possiede una localizzazione italiana, con sottotitoli che non presentano problemi in fase di traduzione, ma risultano molto sfocati e talvolta difficili da leggere.

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Oltre al punteggio, I’m Hungry fornirà anche l’indicazione delle nostre calorie perse!

Avendo a disposizione dei punti di riferimento (le nostre mani), non abbiamo sofferto la sensazione dovuta a motion-sickness, generando sessioni lunghe di gioco senza risentirne particolarmente di quell’effetto provocato da chinetosi. Nonostante il divertimento iniziale, la ripetitività comincia a intraprendere il suo percorso dopo una manciata di livelli, dove meccanicamente sappiamo già come intervenire, ma lo stimolo per andare avanti (con poche risorse a disposizione) comincia a venir meno. Nonostante tutto, I’m Hungry concederà qualche ora di relax, soprattutto se si intende sfidare un amico o parente in una gara locale di cucina, tenendo presente che non necessariamente bisognerà stare in piedi, ma ci si può divertire anche stando seduti comodamente sul divano (avendo sempre spazio consono ai movimenti).

PRO CONTRO
  • Divertente simulazione culinaria in VR
  • Ottima realizzazione visiva
  • Assenza di motion-sickness
  • Gameplay semplice…
  • … che potrebbe sfociare nella noia
  • Presenza di qualche problema visivo
  • Esigui contenuti a disposizione
  • Poca varietà di sfida