Se guardiamo indietro alle passate stagioni di Doctor Who, ci viene subito in mente un problema riguardo alle storie divise in 2 episodi: la paura che il secondo sia sottotono rispetto al primo. Effettivamente ce ne sono stati, sia durante l’era Russel T. Davies, che in questa Steven Moffat. Un esempio in quest’ultima è “The Impossible Astronaut” e “The Day of the Moon” che sono stati l’apertura della stagione 6. Il primo è stato un bell’episodio, ha introdotto nuovi nemici come i Silenti (e il Silenzio) e  il mistero attorno all’astronauta sul lago Silencio. Tuttavia “The Day of the Moon” non ha soddisfatto le aspettative , rivelandosi un seguito “ok” ma non eccezionale.
In questo caso,  “The Witch’s Familiar” è un gran bell’episodio, un degno seguito del precedente “The Magician’s Apprentice” anche se non è esattamente allo stesso livello, che tratta di vaie tematiche interessanti e momenti a dir poco emozionanti.

Il primo episodio ci ha lasciati con un cliffhanger e la puntata inizia subito con lo sviluppo piuttosto intelligente del suddetto; ha anche posto delle domande le cui risposte sono state date in maniera soddisfacente. Per gran parte della puntata il Dottore è separato da Missy e Clara le quali sono costrette a fare lavoro di squadra se vogliono sopravvivere  e in entrambe le situazioni verremo a conoscenza di molte cose (che siano esse legate alla serie contemporanea, sia alla serie classica). In quest’episodio Michelle Gomez sfodera la sua pazzia nell’interpretare Missy magistralmente tanto da rubare spesso la scena (memorabile il suo danzare a ritmo delle sillabiche parole dei Dalek); scopriamo dunque che è un personaggio assai interessante e sopratutto intrattiene, cosa che è fondamentale data la caratterizzazione data al personaggio, di cui non ci si può mai fidare. Sopratutto la sua uscita di scena fa ben sperare in un potenziale episodio futuro. Clara (Jenna Coleman) dal canto suo in questo doppio episodio è tornata ad essere una semplice companion (in The Witch’s Familiar più che mai) e verso la parte finale c’è persino una strizzatina d’occhio alla puntata in cui è stata introdotta (Asylum of the Daleks). Viene approfondito il personaggo del 12° Dottore, il quale dovrà regolare i conti con il suo passato e inoltre in questa puntata viene introdotta una tematica che probabilmente ritroveremo più avanti lungo la stagione (o potrebbe essere anche uno dei temi principali), una tematica che probabilmente è meglio definire una “domanda” e sarà piuttosto interessante vedere come la svilupperanno poiché darà tutto un altro senso a tutto Doctor Who.

Complessivamente la storia è molto intensa e hanno fatto bene a dividerla in 2 episodi. Succedono talmente tante cose che se fossero state riassunte in uno solo non ci sarebbe stato modo di rendere tutto così bello e di approfondire certe situazioni. Così cinematografico, poiché parlando della fotografia e degli effetti è tutto assai migliorato: suddividendo più storie in 2-parter episodes, c’è più budget a disposizione per ognuna. Lo showrunner e scrittore Steven Moffat ha più volte ribadito che questa stagione sarà  importante perché segnerà una sorta di cambiamento rispetto alle precedenti e più 2-parters è uno degli aspetti. L’altro è senza dubbio l’avvicinamento sempre più propenso alla serie classica è un altro. Forse verso la parte finale la puntata cala leggermente per via della soluzione a tutto (e ad una spiegazione da parte del Dottore un po’ forzata), ma ciò nonostante rimane lo stesso una puntata molto bella. Se ultimamente gli episodi con i Dalek erano un po’ deludenti, stavolta si sono risollevati molto bene. E assai interessanti sono state alcune scene illuminanti riguardo agli ormai famigerati alieni.
Il motivo per cui “The Magician’s Apprentice” è stato migliore è per via dei vari colpi di scena e momenti studiati ad hoc che hanno reso l’episodio uno dei migliori scritti da Moffat. Questo “The Witch’s Familiar” è assai bello, ma punta di più a colpire lo spettatore attraverso altri escamotage. Questa nona di Doctor Who, per cui, è iniziata davvero bene. 2 episodi a dir poco stupendi che pongono le basi per quella che potrà essere una delle migliori stagioni della serie contemporanea.

“Questa volta sono davvero i Dalek!” [cit. Steven Moffat]