Una piccola premessa prima di partire con la recensione. La scorsa stagione di Doctor Who non è stata un successo per vari aspetti, episodi poco convincenti, personaggi non particolarmente interessanti ecc. L’ottava stagione è inoltre stata il trampolino di lancio del nuovo Dottore, ma gli episodi non hanno dato modo a Peter Capaldi di poter sviluppare in maniera soddisfacente il proprio personaggio. Tuttavia c’è anche un’altra questione che bisogna prendere assolutamente in considerazione. A partire dalla scorsa stagione, dobbiamo guardare la serie con occhi differenti; con occhi più pazienti. Non dobbiamo guardare la serie sperando di trovarci esplosioni e razzi spaziali ogni 5 minuti. Poi prendendo spunto dalle parole del Dottore alla fine di “Deep Breath“, il Dottore non è un essere umano e non deve dedicarsi ai romanticismi con le ragazze terrestri; ha un carico sulla sua schiena e come lui, anche noi dobbiamo rendercene conto. Molti (o dovrei dire “moltE”) fan hanno già abbandonato la serie per il fatto che Capaldi non è giovane e affascinante ed  è proprio questo il punto: il Dottore non è un romantico e dolce casanova che atterra e (semi-citando Clara) “con un cenno della sua mano ammalia le ragazze e le trascina nella cabina dei suoi comodi“. Deal with it!

Detto ciò, iniziamo.
Se la scorsa stagione era più “Clara Who“, già a partire da questa prima puntata si può tornare fieramente a chiamare la serie “Doctor Who“. Steven Moffat ha aperto con una puntata a dir poco eccellente, che riprende in pieno aspetti e stili della serie classica di Doctor Who pur rimanendo nella nuova era. Un episodio ben scritto, scorrevole e che tiene incollati alla sedia per tutta la durata dei 45 minuti sin dalle prime scene, con più colpi di scena che mai (il primo all’inizio dell’episodio è da togliere il fiato, senza dire altro). Senza ombra di dubbio questo è l’opener di stagione migliore degli ultimi anni (parlando sempre di Doctor Who, naturalmente) e almeno per adesso, la migliore puntata con Capaldi come Dottore scritta finora. Migliorata di molto la fotografia e anche gli effetti visivi, almeno da quanto posiamo vedere in questo singolo episodio. Troviamo un Peter Capaldi molto energico e a distanza di tutto questo tempo è molto più a suo agio ad interpretare il suo ruolo. Lo vediamo assumere diverse sfaccettature lungo l’episodio per via della trama e anche egregiamente. Il livello di tensione è palpabile ed è strutturato in maniera ottima. Jenna Coleman (Clara Oswald) la vediamo non più come la fidanzatina maniacale dell’ottava stagione, adesso ha più esperienza ed è in grado di gestire in maniera migliore determinate situazioni. Non è, perciò, influenzata dal concetto “Danny Pink”, il quale viene solo menzionato da Missy con una battuta piuttosto pungente. E a proposito, è tornata anche lei, sempre interpretata da Michelle Gomez. Non è una sorpresa, poiché il suo ritorno era stato anticipato sin dai primi stadi di produzione lo scorso anno e i trailer diffusi durante l’estate ne sono stati una prova. La vediamo sempre con l’atteggiamento che l’ha contraddistinta nel finale “Dark Water-Death in Heaven”, ma in quest’episodio sembra faccia a gara con Capaldi per rubare la scena a furia di bravura.

Un inizio di stagione davvero eccellente, quindi. Stagione che sembra dirigere la serie verso toni più dark, a partire dalla sigla stessa (leggermente modificata) e dalle tematiche trattate anche in questo The Magician’s Apprentice. C’è da dire che se davvero questa è l’ultima stagione per Steven Moffat come showrunner (più volte ci sono stati rumors a riguardo) ha intenzione di andarsene col botto, realizzando quella che potrà essere una delle migliori stagioni sotto il suo “comando”. I presupposti ci sono tutti, sta solo a noi aspettare e vedere per poter giudicare.
Tra l’altro non lasciatevi cogliere dalle brutte impressioni leggendo il titolo: c’entra poco o nulla col contenuto dell’episodio!

Avete visto l’episodio? Se si, fateci sapere la vostra opinione in un commento!