Sono passati poco più di tre anni dal lancio di The Division; ricordo ancora bene l’hype che il titolo Ubisoft – Massive scatenò sull’intera community. Quasi una psicosi collettiva, tant’è che solo la beta del 7 marzo 2016 collezionò 6.4 milioni di giocatori. Il Sold Out al Day One era già nell’aria e, nel primo mese, si raggiunsero quasi 10 milioni di giocatori, volumi di vendita enormi per un gioco figuriamoci un per un MMO.

Tutto questo entusiasmo, si trasformò ben presto in frustrazione: sebbene il gioco offriva davvero moltissime novità e molte ore di divertimento, era continuamente vessato da problemi di stabilità e di bilanciamento. E già dopo i primi 2 mesi ci fu un vistoso calo di giocatori.
Nonostante le critiche e i problemi, Massive e Ubisoft non hanno mai abbandonato il progetto The Division, fornendo aggiornamenti importanti e costanti nel tempo, fino al punto di trasformarlo completamente nel giro di un anno.

Ad oggi The Division è un gioco che funziona dannatamente bene, ha innumerevoli modalità di gioco, sia PvE che PvP, e offre un esperienza ad alto livello di coinvolgimento.

The Division 2 – Washington DC

Gli eventi si svolgono a Washington, pochi mesi dopo quelli di New York, dove la divisione riceve una chiamata d’aiuto dalla capitale degli Stati Uniti d’America.

La mappa di Washington.

L’ambientazione, sebbene pur sempre metropolitana, acquista connotati differenti, in primis per il clima: lasciamo le gelide bufere di neve di Manhattan per le assolate e putrescenti pianure cittadine di Washington DC, inoltre facciamo la conoscenza di nuove fazioni:

  • Iene: disorganizzate e occasionali, si basano su piccoli clan e approfittano dei civili con intimidazioni e violenze;
  • Reietti: sono i superstiti della quarantena che vogliono vendicarsi; hanno una leader che li sprona a diffondere il virus;
  • True Sons: sono un gruppo paramilitare, guidato da un ex membro della JTF che vuole sfruttare l’esperienza dei suoi uomini per controllare la città;
  • Black Tusk: un gruppo militare ben addestrato e altamente organizzato, dispone inoltre di numerose tecnologie; sono i veri antagonisti della Divisione.

Arriviamo in una città ormai al collasso; dovremo quindi darci da fare per attivare la Divisione e mettere in salvo quanti più civili possibili.

La trama prosegue direttamente da quella del primo capitolo della saga, e non propone intriganti colpi di scena o un’affascinante storia, tuttavia funziona bene e detta continuità agli eventi che si susseguono con velocità e senza brusche variazioni.

Due giochi in uno

Possiamo dividere The Division 2 in maniera più netta di come si possa fare con altri giochi di questo tipo (games as services), ponendo un evidente stacco dal gioco fino al completamento della trama principale e l’endgame vero e proprio, quasi come fossero 2 giochi distinti.

Questa è solo una parte delle attività da fare sulla mappa.

Solo per arrivare al livello 30 saranno necessarie dalle 30 alle 40 ore, non solo per la progressione della trama principale, ma sopratutto perché gli eventi dell’endgame si sbloccheranno solo quando avremo terminato anche le missioni secondarie.

E quand’anche arrivassimo all’endgame ,per poter capire bene le nuove dinamiche, ci vorranno almeno altre 15-20 ore; ecco alcune delle specialità che troveremo solo dopo aver completato la mainquest e le sidequest: specializzazioni, roccaforti, Eventi di Invasione, usare il crafting e la calibrazioni per aumentare il Gear Score, raggiungere almeno il World Tier 4 (Livello difficoltà), il Sistema World Tier 4 con Modalità Priorità Bersaglio, le modalità PvP come Conflitto e le zone occupate della Dark Zone.

Approfondiamone qualcuna:

  • Specializzazioni: una volta raggiunto il livello 30 potremo scegliere di specializzarci e sbloccare armi e modalità di gioco relative: Esperto di Sopravvivenza, Esperto di Demolizioni, Occhio di Falco;
  • Black Tusk: al completamento di tutte le missioni principali e quelle secondarie la mappa sarà invasa dalle forze dei militari della Black Tusk, che prenderanno il controllo di alcune zone e roccaforti;
  • Eventi: i Black Tusk che invaderanno la mappa nell’endgame ne faranno di tutte i colori, e mai nello stesso posto; a noi il compito di ripulire le aree che avevamo già affrontato in precedenza ma adesso riconquistate dai militari;
  • Priority Target System: quando raggiungeremo il World Tier 4 potremo affrontare delle missioni taglia, alla stregua di come già avveniva il secondo anno del primo The Division;
  • Missioni rigiocabili: tutte le zone che già avevamo affrontato come missioni della storia principale saranno ora invase dai Black Tusk e ci toccherà ripulirle;
  • Zone Occupate della Dark Zone: nella Dark Zone ci saranno zone presidiate dai membri più forti dei Black Tusk; sono combattimenti altamente impegnativi, non vi sognate nemmeno di farli da soli.
Oltre alle attività che potete vedere in questa porzione di mappa, altri eventi possono apparire dinamicamente.

Tra gli eventi che possiamo trovare sulla mappa, gli incontri casuali (ad esempio: stoppa la propaganda, salva gli ostaggi) sono una piacevole novità che rende il free roaming molto vivo e interessante. Gli avamposti sono un’altra idea intelligente, prima di tutto perché offrono ulteriori e utilissimi punti di spawn sulla mappa ma anche perché danno utilissimi bonus, se riforniti con regolarità, nel PvE prima dell’endgame.

Insomma un bel po’ da fare dopo aver completato la storia, tuttavia le meccaniche di gioco sono più o meno le stesse, quindi non aspettatevi enormi variazioni del tema.

Il gioco

Ma le novità introdotte non si fermano qui. The Division rimane sempre un gioco basato sulle coperture, e questa volta il team Massive ha migliorato il gameplay rendendolo meno macchinoso ma soprattutto più rapido.

I nemici non sono più “spugne” come nel primo capitolo, ma sopperiscono ad un minore TTK (Time to kill) con una maggior intelligenza artificiale, mostrando diverse tattiche e migliorando la loro abilità con le armi.

In questa scheda si può avere una rapida panoramica delle statistiche del nostro personaggio, pochi giochi hanno una sezione del genere.

La difesa del nostro agente adesso è strutturata diversamente: ci sarà una barra della salute (recuperabile solo con il tempo) che sarà difesa da un’armatura (di qualità crescente) che potremo riparare se verrà danneggiata. Questa scelta rende le battaglie più realistiche e di pari passo anche il divertimento cresce. Trasformando The Division 2 in un gioco di coperture meglio di come facesse il suo predecessore.

Nella Dark Zone non ci sarà più il gap di Gear Score, tutte le armi saranno “normalizzate”, focalizzando l’efficacia sulle proprie abilità individuali.

Massive e Ubisoft hanno concentrato le risorse per abbattere definitivamente quella piaga che si chiama Cheat, implementando tool anti-cheat (anche di terze parti) e anti-toxicity nel PvP.

Ulteriormente affinata la modifica delle abilità sulle quali ora è possibile montare delle modifiche per migliorarne gli effetti. Oltre alle solite (Torrette, mine a ricerca, ecc.) troviamo: i lanciatori chimici, i Droni d’assalto, l’alveare e nuove tipologie delle precedenti. Le armi non sono più quella matassa infinita di mod, che ora sono craftabili e non più droppabili; sopratutto hanno dei bonus, ma anche dei malus che obbligano a sceglierle con cura per adattarle al nostro stile di gioco.

La personalizzazione del personaggio è molto particolareggiata, su può anche passare dal barbiere/tatuatore.

Implementate le modalità PvP di Schermaglia (classico deathmatch a squadre) e Dominio (Conquistare le zone).

Le missioni secondarie acquistano un senso più logico, perché sono legate al potenziamento degli insediamenti e sbloccano importanti progetti per l’equipaggiamento e le mod.
I progetti invece sono una intelligente rivisitazione dei precedenti, sempre molto utili e non più legati al punteggio del personaggio.

Ma la novità che più ci ha colpiti è il supporto ai Clan; potremo creare un vero e proprio clan (fino a 50 persone) dove far iscrivere i nostri amici e ottenere ricompense extra collaborando, ma potremo anche decidere di iscriverci ai team di altre persone. Sono presenti le classifiche dei vari team.

Il classico matchmaking si arricchisce di una nuova modalità: la richiesta d’aiuto. Se durante l’esplorazione ci imbattiamo in un evento particolarmente difficile, potremo lanciare una richiesta d’aiuto, che altri agenti vedranno su un una sezione apposita della mappa o in sovrimpressione nell’HUD, e decidere o meno di aderirvi.

Tecnica

Tecnicamente il motore grafico di Ubisoft è sempre un gran bel vedere; il realismo è davvero notevole già su una Xbox One S, di conseguenza migliore su piattaforme più potenti. L’unico problema più evidente è il ritardo nel caricare i modelli poligonali più complessi, ma succede di raro e non grava in modo pesante sulla qualità percepita.
La cura nei dettagli è un altro aspetto che ci ha stupito davvero tanto; anche nelle missioni più insignificanti o nei punti più nascosti della mappa, nulla è lasciato al caso: oggetti, mappature, illuminazioni, tutto è stato modellato con estrema attenzione a cura, rendendo l’ambientazione così particolareggiata che sembra quasi fotografata dalla realtà.

In arrivo anche le incursioni con 8 giocatori contemporaneamente.

Il comparto audio invece rasenta la perfezione, tantissimi e coinvolgenti gli effetti sonori, senza mai un glitch o un ritardo, nemmeno nelle scene più concitate. La colonna sonora calza perfettamente al gioco e si alterna in modo molto intelligente ai vari cambi di gameplay. Una menzione particolare va al doppiaggio italiano, davvero ben fatto, forse uno dei migliori che abbiamo sentito.

Conclusioni

Ubisoft e Massive hanno ridefinito la frase “imparare dai propri errori“; con The Division 2 hanno creato un prodotto di altissimo livello, sotto ogni aspetto: tanti contenuti, coinvolgente e divertente come pochi titoli, longevo e tecnicamente ben fatto, impreziosito da ottimi server e un netcode efficiente e pulito. Se proprio dobbiamo tirare fuori qualche difetto possiamo dire che il gameplay sia leggermente ripetitivo, ma francamente questo è un aspetto che accomuna tutti gli MMO.
Consigliato a tutti, ma sopratutto a chi ha già giocato il primo, dategli una seconda possibilità, se l’è meritato.

Pro

  • Tecnicamente eccellente
  • Longevità elevata
  • Tante attività da fare ma…

Contro

  • … per alcuni potrebbe essere ripetitivo
  • Qualche piccolo glitch
  • Trama poco accattivante