Devil May Cry 5

Ed eccoci qui, dopo molti anni dall’ultimo capitolo, il reboot DmC: Devil May Cry, e dopo ancor più tempo da Devil May Cry 4, a goderci Devil May Cry 5 insieme alle gesta di Nero, Dante e del misterioso V a Redgrave City, città vittima di una nuova infestazione capitanata da un nuovo e potente nemico.

Devil May Cry 5 si distacca dal precedente DmC: Devil May Cry, capitolo che, pur avendo avuto vendite discrete, non ha riscontrato il successo previsto da parte dei fan di vecchia data amanti del Dante classico con cui molti sono cresciuti.

Ciò che contraddistingue questo nuovo Devil May Cry infatti sono le atmosfere che hanno caratterizzato la saga sin dagli albori, mostrando un Dante sì adulto e maturo ma anche che sbeffeggia e si diverte con creature che normalmente farebbero a pezzi un esercito.

Nero invece è stato caratterizzato in modo decisamente più articolato rispetto a Devil May Cry 4 in cui era molto simile al giovane Dante visto in Devil May Cry 3 sotto alcuni aspetti, rendendolo in questo episodio una sorta di “bulletto scavezzacollo”, tratto caratteriale che si adatta perfettamente al personaggio rendendolo unico e ben differenziato dal leggendario figlio di Sparda.

V, pur rimanendo avvolto nel mistero, è una new entry che sa far parlare di sé in positivo, riuscendo a catturare i giocatori con i suoi modi di fare riservati ma mai vuoti, rendendo anche lui un personaggio dotato di grande carisma.
Affiancato poi da Griffon, unica evocazione di V che parla la lingua umana, i due formano un duetto capace di strappare anche un sorriso ai giocatori senza però rovinare le atmosfere drammatiche che molto spesso dominano la scena.

Detto questo andiamo ad esaminare cosa Devil May Cry 5 ci ha riservato dopo un’attesa di undici anni da Devil May Cry 4.

Devil May Cry 5
Non credo che la cittadina di Redgrave abbia concesso i permessi per una struttura simile…

Uno sguardo a Redgrave City

Dopo anni dalle vicende di Fortuna, Dante riceve una richiesta da parte di un misterioso individuo chiamato V, il quale gli chiede di porre fine alla vita di un nuovo Re degli Inferi, che reo di aver strappato a Nero il suo braccio destro, ha poi richiamato un immenso albero demoniaco nella città di Redgrave.

Dante, Nero e V si dirigono quindi verso l’enorme albero, facendosi strada attraverso numerosi demoni in modo da poter eliminare il suddetto sovrano, che si rivela però troppo forte per il gruppo di cacciatori.

Un mese dopo possiamo vedere come Nero, in compagnia di Nico, artigiana nipote della leggendaria armaiola che costruì per Dante le famose calibro .45 Ebony ed Ivory, si appresta a raggiungere nuovamente l’albero nel quale il gruppo ha affrontato il nuovo nemico.
Questa volta Nero dispone di una nuova arma, il Devil Breaker, progetto originale di Nico che va a sostituire il suo vecchio Devil Bringer in modo da permettergli di combattere senza alcun handicap contro i demoni che hanno invaso la città.

Nel frattempo V collaborando con Nero viaggia anche lui verso l’albero, mostrando però di sapere molto più di quanto non abbia rivelato ai compagni di missione.
A circondare V di ulteriore mistero sono le creature che lo accompagnano.
Griffon, un falco capace di parlare la lingua umana, Shadow, una pantera capace di assumere la forma di lame, di spuntoni o di una frusta, e Nightmare, un enorme colosso capace non solo di devastare gli avversari con la forza bruta ma anche di lanciare raggi laser devastanti.
Ai più attenti non sarà sfuggito che questi demoni che accompagnano V nel suo viaggio sono dei nemici già incontrati nel primissimo Devil May Cry come boss, nei casi di Griffon e Nightmare, o miniboss nel caso di Shadow.

Devils Never Cry

Per quanto riguarda il gameplay di questo nuovo capitolo, possiamo vedere come il tutto sia esattamente ciò che ci ha fatto amare i precedenti giochi ma portato su un altro livello.
Il titolo infatti presenta il classico format di gioco d’azione/avventura in terza persona, incentrando molto il combattimento sulla varietà delle combo che possiamo eseguire in modo da ottenere un alto voto di stile, cosa che ci permetterà di ottenere un gran numero di sfere rosse che potremo utilizzare per acquisire abilità e oggetti.

Devil May Cry 5
Le mosse di Nero uniscono come al solito violenza ed eleganza.

Cominciando con Nero possiamo vedere come il suo stile di combattimento sia stato rivisitato sotto una nuova veste grafica andando ad intaccare pochissimo delle sue movenze, modificando leggermente alcuni aspetti come ad esempio il revolver Blue Rose, il quale vede il suo rateo di fuoco diminuito in favore però di colpi decisamente più letali.

La modifica che più influisce sul gameplay di questo personaggio è ovviamente la sostituzione del suo Devil Bringer, braccio demoniaco che unito alla spada Yamato in Devil May Cry 4 gli consentiva di sprigionare il potere del suo Devil Trigger.
Perdendo quel braccio infatti Nero ha dovuto compensare con un altro tipo di potere, utilizzando delle protesi chiamate Devil Breaker.
Il funzionamento è molto semplice.
Da un lato come il Devil Bringer possono andare ad afferrare determinati nemici distanti da noi, per attirarli e tempestarli di colpi, dall’altro però essendo queste protesi di molteplici tipi ogni effetto sarà diverso, andando a variare di moltissimo il gameplay e le tattiche utilizzate da Nero durante il combattimento.
L’Overture per esempio sarà capace di potenti onde d’urto in grado di danneggiare e respingere i nemici, mentre il Gerbera potrà fornire una propulsione utile sia per spostarsi che per il combattimento in aria o a terra.

Oltre a questi inoltre potremmo contare su un gran numero di effetti sia offensivi che di supporto, e grazie alla deluxe edition potremo inoltre avere Devil Breaker esclusivi, come ad esempio il Mega Buster di Mega Man.
Per il resto Nero si presenta come nel quarto capitolo, con uno stile di combattimento irruento e violento capace però di variare molte combo e di poterne concatenare altrettante grazie anche al nuovo braccio.

Devil May Cry 5
V è un personaggio ambiguo, ma indispensabile per Dante e Nero.

Passando a V invece, la vera novità di questo capitolo, egli mostrerà sin da subito una forza fisica estremamente misera, cosa che lo rende incapace di difendersi da solo, e per questo disporrà di tre demoni guardiani, Griffon, Shadow e Nightmare.

Griffon è un falco che domina l’elettricità e fungerà da attacco a distanza sparando proiettili elettrici, generando fulmini, barriere elettriche o una coppia di raggi continui che andranno a chiudersi a forbice, esattamente come l’omonimo boss del primo Devil May Cry.

Shadow invece, una pantera che combatte usando le ombre, fungerà da assalto in mischia, per quanto si possa parlare di combattimenti in mischia con V, e disporrà di numerose tecniche grazie alla sua capacità di mutare forma.
Grazie a lui potremmo infatti disporre di attacchi che si adatteranno ad ogni tipo di nemico sia offensivi, come ad esempio uno scatto in avanti roteando le ombre come fossero numerose fruste, che difensivi, andando a trasformarsi in una serie di spuntoni che si stendono in ogni direzione su un punto fisso, permettendogli così di proteggere se stesso o eventualmente noi in caso dovessimo aver bisogno di protezione.

Sia Griffon che Shadow forniscono anche supporto al movimento.
Griffon infatti potrà fornire a V uno slancio aggiuntivo mentre salta, come fosse un vero e proprio doppio salto, andando però a trasportarlo per un breve tratto permettendo al giocatore di planare.
Questo risulta utile sia nell’esplorazione per poter raggiungere luoghi altrimenti impossibili sia in combattimento, fornendo a V la mobilità necessaria per muoversi tra i demoni o per fuggire dai loro colpi in caso si trovasse in pericolo.
Shadow invece fornisce V di un boost alla velocità di movimento andando a prendere la forma di un cumulo d’ombra che V potrà usare come fosse una tavola da surf per spostarsi velocemente in ogni zona.

L’ultima evocazione di V è il colosso Nightmare, un enorme golem che fa della semplice forza bruta il suo cavallo di battaglia.
Disponibile solo durante l’attivazione del Devil Trigger, spesso il suo ingresso sul campo di battaglia è la prima fonte di danno da lui inferta, facendosi spesso e volentieri cadere di peso sugli avversari.
I suoi colpi, seppur lenti, infliggono danni tremendi a mob standard e boss, rendendolo l’arma migliore di V contro la maggior parte dei nemici, sempre che questi non siano estremamente rapidi o sfuggevoli.
Sarà inoltre possibile arrampicarsi su di lui per poterlo controllare noi stessi in modo da fargli eseguire le azioni che vogliamo, anche in questo caso sarà necessario ottenere tutte le rispettive abilità per poterlo utilizzare al meglio.

Anche Nightmare è utile per l’esplorazione, diventando una vera e propria palla da demolizione andando a distruggere numerose pareti che durante le sessioni con V nasconderanno scorciatoie o aree segrete in cui sarà possibile trovare frammenti di sfere blu o viola o addirittura missioni segrete.

Infine abbiamo Dante, il leggendario cacciatore di demoni figlio di Sparda.
Il suo gameplay rimane pressoché invariato da quello degli altri capitoli facendo della Rebellion la sua arma preferita per affettare e massacrare i demoni che si intrometteranno tra lui e il suo obiettivo, solitamente una pizza.

Devil May Cry 5
Come sempre le tecniche di Dante sono tanto efficaci quanto belle da vedere.

La vera novità sta come in ogni capitolo nelle diverse armi che avremo a disposizione oltre al fidato spadone.
I Balrog, ovvero guanti e gambali presenti quasi in ogni capitolo, sono sì un’arma ricorrente in Devil May Cry, ma in questo caso abbiamo a disposizione ben due moveset, come fossero due armi in una, uno che è chiaramente ispirato alla boxe mentre l’altro che prende le sue movenze dalla capoeira, entrambi capaci di infliggere tremendi danni e di sprigionare fiammate in grado di carbonizzare ogni nemico.
La Cavaliere-R è una delle armi che più ha incuriosito i fan durante i vari trailer, essendo essa una vera e propria moto dotata di poteri demoniaci.
Essa infatti si divide in due spade che usano le ruote del veicolo come lame a sega circolare, potendo anche unirsi per essere usata mentre la si guida, attaccando con impennate o sgommate investendo i nemici.
L’ultima arma da mischia invece è una vera chicca per i giocatori di vecchia data, trattandosi infatti della King Cerberus.
Quest’arma che vede le sue origini in Devil May Cry 3 altro non è che una versione moderna e rinnovata della Cerberus originale, i suoi attacchi base infatti saranno esattamente quella cui siamo abituati, permettendoci di mettere di nuovo le mani sul triplo nunchaku di ghiaccio che ci fece innamorare.
Quest’arma però offre anche due forme alternative con relativi elementi.
Diventando infatti una catena essa genera fulmini che permettono attacchi sia mirati che ad area, senza però particolari combo estese, mentre la terza forma la vede come una staffa infusa dell’elemento del fuoco che permetterà numerose combinazioni di colpi a lungo raggio.

Le armi da fuoco rimangono molto simili ai precedenti capitoli, tenendo Ebony ed Ivory insieme al Coyote-A come “firma” del cacciatore di demoni.
Ebony ed Ivory però vedono qualche piccolo cambiamento, come ad esempio la capacità di una delle due di sparare proiettili a basso rateo ma molto precisi, mentre il Coyote-A vede la propria mobilità migliorata grazie ad alcune combinazioni insieme effettuate durante le mosse evasive di Dante.
La prima arma che vediamo essere una vera novità è il Dr. Faust, un cappello che prende il nome dai demoni di Devil May Cry 4 e che usa le nostre sfere rosse come munizioni.
Ovviamente quest’arma non si ferma a sparare le nostre sudate sfere come proiettili ma è in grado di utilizzarle anche come arma difensiva facendole roteare attorno a noi o addirittura di evocare un enorme ammasso di sfere dal cielo come fossero un vero e proprio meteorite.
Dr. Faust dispone inoltre di un’abilità che ci permette di raccogliere sfere più velocemente e più di quante non saremmo in grado di raccoglierne semplicemente sconfiggendo i nemici, rendendolo così un’ottimo modo per farmare esperienza utilizzabile per potenziare i nostri personaggi.
L’ultima arma da fuoco di Dante è il Kalina Ann II, arma ispirata all’originale Kalina Ann di Lady dotata pressapoco delle stesse tecniche, dall’essere un “semplice” lanciarazzi al poter sparare missili a grappolo o brevi raffiche in grado di danneggiare pesantemente chi ci sta attorno.

Pull my Devil Trigger

Oltre al gameplay questo gioco dispone di alcune nuove meccaniche davvero comode ed interessanti.
In primis come di routine potremo accedere alle missioni dal menù principale scegliendo di iniziare da quella che vogliamo alle difficoltà che avremo sbloccato, funzione comoda per poter sbloccare missioni segrete o trovare collezionabili che abbiamo mancato alla prima run, oltre a questo dalla galleria saranno disponibili i video del gioco, il jukebox, le illustrazioni, i documenti inviati da alcuni personaggi e il database di ogni personaggio, nemico, boss o arma che man mano sbloccheremo e vedremo durante il gioco.

Le nuove meccaniche che davvero sono una manna dal cielo per ogni giocatore della saga sono Il Vuoto, una modalità allenamento in cui potremo provare ogni tipo di arma, combinazione o abilità in uno spazio piano contro un singolo nemico dalla vitalità illimitata.
Potremo scegliere inoltre quale nemico affrontare tra tutti i mob del gioco, a parte i boss, e decidere se farlo rimanere immobile o se farlo spostare nell’arena, mentre per il giocatore sarà possibile impostare la ricarica automatica dell’indicatore Devil Trigger permettendo così di provare i personaggi sotto ogni loro aspetto.

Per i possessori della Deluxe Edition sarà inoltre possibile selezionare nella galleria l’opzione per visualizzare i filmati con attori reali al posto di quelli standard, vedendo così durante il gioco come e dove gli attori hanno recitato e dove si sono svolte le riprese.
Sempre per chi acquista questa edizione del gioco sarà anche possibile poter ascoltare nel jukebox le ost dei precedenti Devil May Cry, dal primo al quarto (andando ad escludere quindi lo spin off DmC: Devil May Cry), permettendo inoltre inserire quei brani nel gioco al posto del classico tema di battaglia che accompagnerà i nostri combattimenti, potendo scegliere quale personaggio avrà il tema di battaglia da noi scelto.

Il sistema di potenziamento di Devil May Cry 5 rimane il medesimo degli altri capitoli, con la possibilità di acquistare abilità e tecniche fra una missione e l’altra o fermandoci alle apposite statue che troveremo nelle missioni in cambio di sfere rosse, rimuovendo quindi la meccanica delle Anime Fiere di Devil May Cry 4.
Una cosa che invece sorprende è come a dispetto degli altri capitoli il gioco abbia rimosso la presenza di oggetti attivi quali le stelle di cura o l’Acqua Santa, inserendo però durante il livello sfere verdi cristallizzate in luoghi strategici che non facilitano per niente il lavoro del giocatore rendendo anzi il gioco più duro togliendo la possibilità di curarsi quando si vuole, specie durante le boss fight.

Altre meccaniche interessanti sono alcune chicche di gameplay come ad esempio la musica durante i combattimenti che partendo “smorta” e debole andrà man mano ad aggiungere strumenti e voci ogni volta che il nostro voto di stile crescerà, incitando quindi il gicoatore a dare il meglio di se e rendendo l’atmosfera più eccitante regalandoci una musica sempre più articolata e completa man mano che miglioreremo.

Devil May Cry 5
La cura per le piccole cose come ad esempio i tatuaggi di V o i dettagli delle decorazioni sul suo bastone sono solo alcune delle cose che rendono questo gioco una gioia per gli occhi.

Smokin’ Sexy Stile!

Sotto il punto di vista tecnico Devil May Cry 5 è semplicemente sublime.
Il titolo si presenta in 4K nativi sostenendo senza problemi i 60 frame per secondo anche su console con davvero pochissimi cali che possono avvenire unicamente per caso mantenendo una stabilità costante anche quando i nemici e gli effetti particellari si fanno numerosi su schermo durante il gameplay.

L’attenzione ai dettagli si vede in ogni piccola cosa, con alcune inquadrature e alcuni video che sembrano fatti apposta per mostrare la qualità del lavoro svolto da Capcom.
Le cutscene, fatte interamente col motore di gioco, mostrano una regia sublime capace di incantare il giocatore che non le avvertirà assolutamente pesanti a prescindere da quanto possano essere lunghi questi intermezzi.

L’attenzione ai dettagli si vede in ogni piccola cosa, con alcune inquadrature e alcuni video che sembrano fatti apposta per mostrare la qualità del lavoro svolto da Capcom.
Le cutscene, fatte interamente col motore di gioco, mostrano una regia sublime capace di incantare il giocatore che non le avvertirà assolutamente pesanti a prescindere da quanto possano essere lunghi questi intermezzi.

Il sonoro è ovviamente uno dei punti di forza di questo titolo che come i precedenti giochi porta con se una colonna sonora impattante che accompagna ogni momento del gioco con note sempre adatte alla situazione.
Anche la qualità dell’audio rimane altissima sia che si usi la televisione, delle casse esterne o delle cuffie, su console è inoltre possibile determinare la differenza tra alti e bassi, cosa che raramente si vede su console casalinghe.

Una piccola pecca sono invece i caricamenti, spesso eccessivamente lunghi anche per passare da un menù all’altro o per entrare dal gioco alla schermata dei potenziamenti.
Anche alcune cutscene a volte presentano caricamenti che possono spazientire o annoiare il giocatore, sebbene il resto compensi ampiamente questo piccolo difetto.

Devil May Cry 5

Let’s rock!

Una piacevole novità in questo capitolo è la presenza di una componente simil multigiocatore.
Infatti durante la storia capiterà spesso di venire affiancati da altri personaggi, ad esempio nelle prime missioni capiterà spesso, usando Nero, di vedere V in lontananza occuparsi di alcuni demoni, e qui abbiamo la chicca, V infatti in quel caso non sarà un bot, bensì un giocatore che sarà “entrato” nella nostra partita e che vedremo giocare nel momento in cui saremo in grado di vederlo.
Potrà accadere infatti di vedere un Nero, mentre stiamo usando V, fermarsi per distruggere alcuni cristalli di sfere rosse.
Questa feature è stata inserita dagli sviluppatori senza voler snaturare l’esperienza di gioco, mantenendo il titolo un’esperienza soprattutto single player.
In caso non ci siano giocatori vedremo infatti un bot controllato dal computer, e in caso di scarsa connessione il personaggio passerà ad una gestione di dati fantasma da parte dell’intelligenza artificiale così da non creare rallentamenti o crash all’interno del titolo.

The time has come and so have I

In conclusione Devil May Cry 5 possiede il carisma e le capacità necessarie per entrare nella storia di questa generazione, facendo tornare in pompa magna tutti i personaggi che negli anni hanno fatto innamorare milioni di giocatori.
Una storia intrigante, un gameplay fedele agli originali eppure rinnovato, un comparto tecnico di tutto rispetto e una componente multiplayer tanto piccola quanto originale e apprezzabile fanno sì che questo titolo sia il degno successore della quadrilogia di Dante, donando a tutti i fan il titolo che aspettavano da anni.

Ricordiamo inoltre che il titolo è già disponibile in formato sia fisico che digitale nelle edizioni standard e Deluxe Edition, e che lunedì 1° aprile sarà disponibile sotto forma di aggiornamento gratutio la modalità Palazzo di Sangue, modalità di sopravvivenza a livelli che metterà alla prova anche i giocatori più bravi.

Possiamo concludere quindi dicendo quando mettendo le mani su questo titolo potrete lasciarvi andare nel dire ciò che il nostro amato Dante adora dire in caso di vittoria.

Jackpot!

PROCONTRO
– Gameplay solido
– Trama coinvolgente
– Dettaglio grafico eccezionale
– Colonna sonora invidiabile
– Personaggi ben caratterizzati
– Tempi di caricamento a volte eccessivamente lunghi
– …finisce