Festeggiare un compleanno è sempre bello, soprattutto se celebri il compimento di mezzo secolo di vita, e se la festeggiata è la rivista Weekly Shonen Jump allora il regalo deve essere un qualcosa di iconico, che ti rappresenti, ecco questa in sintesi è la storia della nascita di Jump Force.

Bandai Namco, in collaborazione con i ragazzi di Spike Chunsoft, ha voluto omaggiare il 50esimo anniversario della storica rivista nipponica producendo il crossover più ambizioso mai visto prima, in formato rigorosamente picchiaduro, con i maggiori esponenti delle serie manga comparsi tra le sue pagine.

Per tutti i lettori dell’editoria Shonen Jump potrebbe trattarsi dunque del paradiso, della più grande forma di fanservice mai prodotta prima, visto il ricchissimo roster, ma la vera domanda è: riuscirà Jump Force a non limitarsi a questo? Sarà riuscito nella sua intenzione di fornire un prodotto profondo, ben architettato ma allo stesso tempo altamente intrigante?

Il risultato purtroppo, come vedremo, non è dei migliori, viste anche le grandi aspettative degli appassionati dopo il suo annuncio allo scorso E3, tuttavia l’intenzione c’era ma non è stata abbastanza forte ed è un peccato, ma bando alle ciance e andiamo ad analizzare nel dettaglio questo nuovo picchiaduro targato Bandai Namco.

Universi in collisione

La trama di fondo che guida la nostra avventura su Jump Force è delle più classiche: dopo che, per un inspiegabile evento, il nostro universo si è scontrato con quello Jump, che racchiude tutti i personaggi dei manga più famosi, i villain di tutte le saghe hanno invaso il nostro mondo, e si apprestano a portare terrore e distruzione.

Chi mai fermerà, la follia, che nelle strade va, chi mai spezzerà, le nostre catene, chi da quest’incubo nero ci risveglierà, chi mai potrà? Così recita una famosa sigla, e benissimo si adatta all’incipit della storia in cui veniamo catapultati da subito, in cui assisteremo, all’inizio, da inermi spettatori ad un attacco da parte di Freezer alla città in cui siamo.

Le vittime sono inevitabili, e purtroppo anche il nostro personaggio è tra queste, tuttavia per nostra fortuna Trunks noterà il nostro corpo esanime e deciderà che per noi non è ancora giunto il momento, riportandoci in vita ancora più forti di prima grazie ad una misteriosa tecnologia: il Cubo Umbras.

Questo cubo infatti, oltre a rianimare il morente malcapitato, ha la capacità di donare al soggetto una forza sufficiente per combattere ad armi pare con i personaggi dell’universo Jump.

Pronti a scendere in campo al fianco di questi mostri sacri?

Consci della nostra nuova forza, e della minaccia che grava sul nostro mondo, verremo invitati ad unirci alla Jump Force, una squadra speciale composta da tutti i maggiori eroi del mondo dei manga coinvolti in questo grande crossover, e con loro dovremo sventare i piani della malvagia organizzazione che sta dietro a questa scia di caos e distruzione perpetrata dai villain in tutto il mondo.

Questo, a sommi capi, è il prologo alla nostra avventura in questo nuovo picchiaduro targato Bandai, dove avremo la possibilità di creare il nostro avatar e di scendere in campo a fianco dei nostri eroi preferiti.

Procedendo per gradi partiamo dicendo che la personalizzazione del nostro avatar è molto basilare, senza nulla di eccessivamente complicato da regolare, ma a stupire è l’ampia gamma di opzioni per ciascun aspetto, grazie alla quale potremmo infatti scegliere di ricreare un nostro personaggio ideale a tema con qualsiasi universo che vanti almeno un protagonista all’interno del roster, e con uno dei tre stili di combattimento, ispirati ai tre protagonisti di copertina, a disposizione: arti maziali (goku), abilità ninja (naruto) e piratesco (ruffy).

Sobria ma non povera, la creazione del nostro avatar sarà un punto cruciale per dare il volto al nuovo eroe che scenderà in campo.

La base dei nostri eroi è davvero ampia e con un design discreto, peccato che la sua immensità dia un senso di vuoto abbastanza accentuato, con ampi spazi inutilizzati, senza contare il fatto che i marker degli obiettivi non risultano sulla minimappa, costringendo il giocatore, ogni volta, a giri immensi per la vasta base.

Una volta data un’identità al nuovo membro della Jump Force verremo portati a quello che sarà l’hub principale del gioco, la base del gruppo di eroi.

Qui faremo la conoscenza dei tre capitani che guidano i relativi tre sottogruppi in cui è divisa la Jump Force: la squadra Alfa, Beta e Gamma, ciascuna di esse è specializzata in operazioni specifiche, che sono relativamente attacchi frontali a viso aperto la prima, guidata da Goku, esplorazioni ricognitive per la seconda, agli ordini di Rufy, e missioni stealth sotto copertura per l’ultima, comandata da Naruto.

A noi dunque la scelta a quale squadra affiliarci, e in base a tale il proseguo della storia vedrà una leggera inflessione, ma solo a livello narrativo, poiché a livello contenutistico il mantra sarà sempre lo stesso: botte da orbi ai vari villain di turno.

Man mano che andremo avanti nella campagna dunque dipaneremo il mistero che sta dietro questa invasione da parte dei cattivi del mondo Jump con tutto quello che ne consegue, e questo ci terrà occupati per poco meno di una ventina di ore contando anche le missioni secondarie, il tutto purtroppo con un ritmo forse troppo monotono anche per un picchiaduro.

Immancabili le cutscene di intramezzo tra un combattimento e l’altro, peccato però che la resa non sia brillate, facendo storcere un attimo il naso.

Il canovaccio alla base della trama di Jump Force, però, risulta pensato abbastanza bene, creando una scusa davvero ottima per giustificare questo immenso crossover di universi, inoltre andando avanti nella storia sbloccheremo nuovi personaggi per il nostro roster di eroi, che inizialmente sarà parecchio scarno ma che alla fine della campagna può vantare ben più di 40 membri, dando anche un certo senso logico al voler portare a termine la nostra avventura.

It was me, Dio! Ammettiamolo, chi non lo ha detto almeno una volta vedendolo tra i personaggi?

Tuttavia c’è da ammettere però che la trama non spicca mai davvero, nonostante le buone premesse, a causa dell’andamento forse un po’ lento, che per un titolo del genere, vista la prevedibile monotonia delle missioni affidate, è più deleterio di una storia inconsistente a livello di architettura.

Personal Fighter

Se non siete nuovi ai picchiaduro targati Bandai Namco in Jump Force noterete sicuramente, per quanto riguarda l’impostazione generale del titolo, alcune ricorrenze dei suoi predecessori in linea temporale, tra cui la gestione del proprio avatar.

L’idea di fatto si allaccia al concetto espresso da Dragon Ball Xenoverse: completare quest per guadagnare esperienza e denaro in game, guadagnare esperienza e valuta per salire di livello e aumentare statistiche e acquistare nuove tecniche.

Tuttavia il come è stato sviluppato questo aspetto risulta abbastanza deludente, avendo come risultato una semplice ‘infarinata’ di queste meccaniche, senza un vero e proprio sistema di progressione ruolistico da fighting game completo.

Se da un lato infatti troviamo l’immancabile aumento di statistiche dovute al salire di livello, dall’altro la valuta in gioco sarà adibita quasi esclusivamente ad aspetti puramente estetici, rendendosi utile solo nell’acquisto di tecniche con cui personalizzare l’arsenale messo sul campo dal nostro avatar e qualche potenziamento temporaneo.

La modalità Multiplayer è delle più classiche e prevede partite Classificate, Amichevoli e Veloci per quanto riguarda la modalità online, e normalissimi scontri PvP anche in modalità offline, a noi starà solo il compito di comporre la nostra squadra da tre membri e scendere in campo

Il risultato dunque porta inevitabilmente il giocatore a limitarsi nella sua esperienza, non fornendo un motivo veramente valido per esplorare ogni singola modalità o missione, se non per curiosità o completismo incallito.

Questo sistema di progressione semplicistico tuttavia vede uno sbocco interessante per quanto riguarda il multiplayer, dove il nostro avatar verrà incluso nel roster di personaggi selezionabili per sfidare online altri giocatori da tutto il mondo, permettendoci di avere un combattente che possiede esattamente le statistiche e tecniche che ci sono più congeniali.

Pugni alla cieca

Veniamo ora all’aspetto più chiaroscuro dell’intero titolo: il gameplay.

Partiamo da una doverosa premessa, ovvero che Jump Force, nel suo essere, si prefiggeva l’obiettivo di andare oltre al concetto di fanservice che risulta palese sin dall’annuncio, e le aspettative erano davvero alte ma purtroppo il risultato non è proprio quello sperato e tanto atteso.

Perché questa premessa? Perché appunto si erano venute a creare delle attese che non sono state soddisfatte nella mente di molti giocatori, mentre se l’intento fosse stato subito reso chiaro, magari ridimensionando l’aspettativa che si era generata, l’impatto del gameplay di Jump Force sarebbe stato meno dannoso, anzi forse quasi accettato, nel nome del divertimento e della possibilità di incrociare così tanti personaggi da manga differenti, ma così non è stato.

A parte questa piccola digressione, che era votata al solo scopo di mettervi in guardia su quello che vi dovete aspettare da questo titolo e con quale mentalità approcciarvi, possiamo dire che nel complesso l’offerta messa sul tavolo ha il suo perché, ma purtroppo non è esente da difetti.

La formula è quella già vista in molti titoli, come per esempio nei Ninja Storm, in cui gli scontri saranno basati su dei 3 vs 3 con un combattente utilizzabile per volta e liberamente intercambiabile con gli altri due durante la battaglia.

Mai sottovalutare la forza di una squadra formata da tre membri diversi

Già qui, purtroppo, viene fuori il primo discutibile elemento che fa storcere un po’ il naso agli abituè del genere: la barra di salute condivisa.

La nostra squadra infatti avrà una barra di salute generale, e non una per singolo membro, e questa cosa potrebbe essere vista in due ottiche diverse: la prima, in chiave puramente caciarona, vede questa scelta come uno snellimento del combattimento per renderlo più veloce e dinamico, con una conclusione che giunge più in fretta, la seconda, e forse la più condivisa, è un impoverimento tattico di non poco conto, dato che la gestione dei tre membri è un aspetto fondamentale per questo genere di picchiaduro.

Non sarà raro infatti che, se messi alle strette, non riusciremo ad utilizzare un componente del nostro team, il che a volte si traduce anche nella scelta quasi disinteressata dei restanti membri del team, poiché questa meccanica potrebbe portare a puntare tutto su un membro solo, ignorando gli altri due se non per piccole combo in battaglia che non necessitano l’avvicendarsi dei personaggi.

Passando oltre, con una leggerezza un po’ forzata, arriviamo al Combat System, vero punto cardine di ogni picchiaduro, e qui riceviamo un altro colpo basso che, sempre per rifarsi alla premessa, ci saremmo aspettati se le intenzioni fossero state chiare sin da subito, ma così non è stato e quindi risulta essere un difetto non passabile tanto facilmente.

Ma andiamo con ordine, il combat system è semplice e intuitivo sin da subito, con uno schema già comprovato da anni nel genere: colpi leggeri e pesanti, caricati o meno, si alterneranno a prese e parate per concatenare combo su combo, in aria o a terra, con una frenesia davvero incalzante, e che invoglia il giocatore a non dare un secondo di respiro all’avversario.

Al parco di combo a mani nude si aggiungono anche tre tecniche ‘base’ e una Ultimate, attivabili con una combinazione dei tasti dorsali e frontali, grazie alle quali potremo ricreare alcuni dei colpi più iconici che caratterizzano i vari personaggi.

Alcuni guerrieri poi, come Goku e Vegeta, posseggono un ulteriore livello di Risveglio: per esempio i due possono passare dal normale stato di SSJ allo stadio di SSJ Blue, la nuova evoluzione apparsa per la prima volta nell’anime Dragon Ball Super, grazie al quale hanno accesso a un ulteriore parco mosse.

Qui dobbiamo dar merito a Jump Force per aver inserito la meccanica del Risveglio, collegata alla Ultimate e che può essere liberata solo quando l’apposita barra viene caricata.
Questa tecnica darà sfoggio di un colpo finale particolarmente potente e lascerà poi il personaggio in uno stato di ‘risveglio’, grazie al quale vedrà un incremento delle sue statistiche permettendogli quindi di esprimere il suo massimo potenziale.

La somma di tutto questo è un combattimento roboante, pieno di effetti speciali e di facile approccio, con scontri incalzanti e veloci, adatto per chiunque cerca leggerezza condita da sani cazzotti a basso dispendio di concentrazione, adatto anche per i meno esperti del genere.

La spettacolarità di certo non manca in Jump Force

Non tutto è oro però ciò che luccica, e se da una parte il casino scintillante generato dalle tecniche e una curva d’apprendimento praticamente nulla aiutano l’approccio al titolo, dall’altra la coltre di caos che si solleva a ogni incrocio di pugni e buttom mashing che ne consegue non da la minima profondità al combat system, rendendolo piatto, poco prevedibile, tanto meno tattico e monotono dopo la terza combinazione ripetuta di fila.

Questo fatto toglie dunque ogni minima possibilità di vedere un briciolo di bilanciamento o possibili tier nei combattenti, e la conseguente competitività nei combattimenti, rendendoli alla fine solo un bellissimo spettacolo di luci e nulla più, strozzando anche di fatto eventuali sbocchi per un multiplayer di rilievo nel panorama del genere picchiaduro.

Piccola pecca è la gestione della regia per quanto riguarda i quick time event delle tecniche, a volte assenti a volte troppo frettolosi, che purtroppo castrano un po’ l’effettiva resa scenica di colpi altrimenti spettacolari.

A rincarare la dose ci si mette anche una gestione della telecamera non eccezionale, ma questo è un aspetto tutto sommato accettabile e facilmente aggirabile con un poco di esperienza e occhio sul combattimento.

Al netto di tutto ciò, Jump Force restituisce un feedback davvero frivolo e piacevole, a patto che dimensioniate le vostre aspettative nel giusto modo, cercando solo spensieratezza e botte da orbi perché potrete trovare solo quelli, non che sia un male dopotutto.

Tecnicamente parlando

Se per una cosa Jump Force si è fatto ricordare al suo annuncio durante l’E3 è sicuramente per il suo comparto grafico.

La scelta di puntare forte su di un realismo quasi umano è stata sicuramente ambiziosa e ha suscitato non pochi dubbi e interesse sull’effettiva resa, soprattutto in un genere di gioco abbastanza convulso e caotico come un picchiaduro.

Lo scopo era chiaro: un realismo mai visto, il mezzo era valido: l’Unreal Engine 4 ne ha sicuramente le capacità, il risultato? Una via di mezzo che non soddisfa pienamente l’occhio del giocatore.

Abbandonato il cell shading tipico del genere, i modelli poligonali sono veramente ben fatti, dettagliati e rifiniti, la resa però degli shader scelti rovina tutto il lavoro certosino fatto per rendere al meglio ogni personaggio, facendoli sembrare quasi innaturali se colpiti da certi angoli di luce.

Diventa palese poi, pensando anche a un certo bilanciamento negli sforzi, che se i muscoli dell’Unreal Engine vengono stressati quasi totalmente per creare modelli e ambientazioni molto realistici, oltre ai combattimenti pieni zeppi di esplosioni ed effetti speciali, debba esserci una mancanza sotto qualche altro aspetto e questo lo notiamo nelle animazioni dei personaggi, dove molti movimenti infatti paiono innaturalmente accentuati o irreali e legnosi.

Si salva, come accennato prima, la realizzazione degli scenari che faranno da sfondo ai combattimenti dei nostri eroi, che risultano invece davvero ben fatti e dal colpo d’occhio sorprendente, con texture dettagliate e curate nel minimo particolare.

A discapito di quanto ci si poteva aspettare da un gioco frenetico come Jump Force, il motore grafico non cede quasi mai il passo a cali di frame pesanti, rimanendo sempre bello fluido e fruibile, rendendo il combattimento responsivo e dinamico.


PROCONTRO
– Ampia gamma di personaggi e abilità
– Combat System intuitivo e di facile apprendimento
– Combattimento ad alto tasso di spettacolarità
– Adatto a un relax spensierato
– Spesso caotico
– Gameplay basilare e senza alcun segno di tattica
– La storia poteva essere sfruttata meglio
– Tecnicamente impreciso
– Inadatto a qualsiasi genere di competizione
Conclusione
Jump Force
7
Articolo precedenteEcco il nuovo trailer in italiano per X-Men: Dark Phoenix
Prossimo articoloNetflix, le serie tv e i film in arrivo a marzo
Studente di Ingegneria prima e appassionato di videogame poi, possessore di una PS4 ha concretizzato la sua passione per il mondo videoludico sposando il progetto del 17KGroup.