A volte, come se i dolori alla schiena non bastassero, ci sono fattori davvero sorprendenti che ci fanno notare l’incessante incalzare del tempo facendoci sentire vecchi, e tra questi sicuramente possiamo contare alcune saghe videoludiche storiche.
Ecco, per noi la serie di Ace Combat significa anche questo, una pietra miliare dell’esperienza videoludica che portò nel lontano 1995 un simulatore di volo su console, facendoci sentire dei veri Assi con la cloche tra le mani.

In questi 24 lunghi anni dal debutto, Bandai Namco, che ai tempi era solo Namco, e Project Aces hanno portato sul mercato ben 18 giochi targati Ace Combat su ogni piattaforma possibile.
Con questa diciannovesima iterazione, Ace Combat 7: Skies Unknown, riprende la saga canonica lasciata in pausa nel passato 2007 con Ace Combat 6 uscito in esclusiva per Xbox 360.

Ecco dunque che, dopo anni, con questo capitolo ci si ripresenta, sia su PlayStation 4, PC e Xbox One, la possibilità di ricordare ancora chi domina i cieli, chi è il vero Asso.
Terminate dunque tutte le procedure di marshalling siamo pronti a decollare in questa nuova avventura e a vedere nel dettaglio cosa ci aspetterà una volta staccato il carrello dall’asfalto della pista.

War has changed

Con una storia ultraventennale sulle spalle, la narrativa in Ace Combat 7 vede come sfondo l’universo alternativo di Strangereal, che agli appassionati della saga non suonerà nuovo, agli albori del conflitto tra la Federazione Oseana e la nazione di Usea.

Un conflitto di ideologie e generazioni: droni autonomi o piloti umani?

Da sempre la trama in Ace Combat è stata una cornice apprezzabile, ma non sempre rilevante, ed è qui che cogliamo il primo cambiamento nella direzione della serie: la storia c’è e vuole farsi ricordare, dai personaggi agli eventi specifici, grazie anche al buon lavoro dello scrittore Sunao Katabuchi, che ben ha figurato anche in alcuni dei passati capitoli della saga.

Ambientato nel presentissimo 2019, assisteremo allo scoppio della Lighthouse War, conflitto che prende il nome dall’ascensore spaziale progettato e costruito dallo sforzo congiunto delle nazioni sopracitate per convogliare energia solare da ridistribuire poi come segno di pace, dopo 20 anni di conflitti derivanti dalla crisi causata dall’impatto nel “continente asiatico” dell’asteroide Ulysses 1994XF04 che nel 1999 mise in ginocchio entrambe le contendenti.

Queste buone intenzioni tuttavia vengono meno quando la controparte Oseana ne prende il possesso con azioni militari mirate, inducendo la nazione di Erusea a valutare la situazione come un tentativo da parte dei rivali di ridurre la propria autorità.
Questa serie di eventi scalderà il clima politico che si infiammerà poi fino a giungere a un inevitabile conflitto.
Proprio qui entra in causa il nostro protagonista, Trigger, che finirà suo malgrado in uno spinoso incidente politico che ne comprometterà la carriera, e lo costringerà a doversi gettare in missioni ad alto rischio per redimere il suo onore da pilota.

Pronti per il briefing prima del decollo?

La sensazione comunque è quella di avere a che far con una narrazione più elaborata e matura, a partire sin dal video introduttivo iniziale, che servirà sia da trampolino di lancio ai protagonisti della nostra avventura sia come prefazione anche per i novizi alla saga anche se, oggettivamente, i primi momenti potrebbero essere quelli un po’ più difficili e delicati per il giocatore.
Una narrazione indiretta e lenta nel decollare, che mette a confronto le due fazioni in causa, potrebbe far perdere interesse ai non appassionati della serie, mentre per i veterani di lungo corso non ci saranno problemi nel calarsi velocemente nel mood giusto.

Tuttavia questo dualismo tra le controparti genera un vero e proprio scontro di ideali che dona una certa profondità alla trama, che mette a confronto diverse ideologie per il futuro rappresentate dai progetti del Dott. Schoroeder, ingegnere sviluppatore sviluppo della tecnologia impiegata nel comando dei droni da battaglia dell’Erusa, e dai ferventi e appassionati ragionamenti della giovane Avril, una ragazza ricca di talento cresciuta nel mito del padre e del nonno piloti, con il sogno di ricalcarne le orme nell’Aviazione Oseana.

Un gene di famiglia difficile da nascondere

Senza dilungarsi troppo nella trama, per evitare anche eventuali spoiler, la campagna single-player di Ace Combat 7: Skies Unknown si suddividerà in 20 missioni, dove vivremo lo sviluppo di ogni momento saliente della guerra in corso toccando ogni genere di obiettivo, da incursioni d’assalto a scortare aerei VIP.
Queste attività garantiranno una media di almeno 10 ore di longevità, anche se il tutto è abbastanza soggettivo e dipenderà anche dall’esperienza stessa del giocatore che qualora non abbondante potrebbe dilatare un po’ i tempi di gioco.

Il piacere del volo

Se sotto l’aspetto puramente narrativo Ace Combat vede una bella virata verso cieli più da pellicola a stelle e strisce, per quanto riguarda il gameplay la rotta è quella di sempre: un’anima Arcade senza se e senza ma, accessibile più o meno a tutti, e che garantisce divertimento e spensieratezza tra un AAM e l’altro.

Partiamo parlando del sistema di difficoltà adottato per questo settimo capitolo, che mostra una scalabilità discreta, suddivisa principalmente in 3 livelli, giusto per regolare quale sarà l’intelligenza mostrata dalla IA durante il volo, anche se a onor del vero i piloti controllati dal gioco non sono né avversari formidabili né compagni ineccepibili anche a difficoltà massima, mostrandosi capaci più d’intasarci di comunicazioni radio che di centrare un bersaglio.

Per quanto riguarda i comandi invece le possibilità sono fondamentalmente due: una totalmente assistita, per i novizi al volo, e una per i giocatori più abili, a cui è concesso di settare a proprio piacimento i controlli dell’aeromobile potendo scegliere di slegare i movimenti di beccheggio e virata, andando quindi a gestirli manualmente tra analogici e pulsanti dorsali.

Piccola chicca, durante le fasi di caricamento, il gioco  stesso ci suggerirà alcune delle manovre più usate dai piloti durante le missioni, in modo da poterle rifare in gioco e sentirci dei veri Top Gun.

Questo permetterà di andare a controllare con più precisione il rollio del proprio velivolo, garantendo manovre precise ed efficaci, oltre ad aprire l’accesso a tutto quel parco evoluzioni utilizzato anche nella realtà, che altrimenti verrebbe limitato nella sua applicabilità.

Ma non è finita qui, la personalizzazione infatti comprende anche la telecamera, che può essere posizionata in terza persona oppure all’interno della carlinga in prima persona, in modo tale da avere la visione diretta del pilota.

Insomma, l’anima arcade non viene meno, ma la possibilità di poter modificare alcuni controlli strizza l’occhio a un lato tendente alla vera e propria simulazione, anche se ovviamente i veri simulatori al 100% sono un altro discorso.

Un gradito ritorno al passato è visibile anche dalla rimozione dei Quick Time Event dopo ogni abbattimento, ma soprattutto è stato eliminato l’auto-lock rispetto agli ultimi capitoli, entrambi poco graditi dai giocatori.

Questo per certi versi è un piccolo ritorno al passato, con un sistema di volo che ricorda il predecessore Ace Combat 5 su PlayStation 2, il che potrebbe essere molto apprezzato dai fan della serie.

Una novità davvero gradita, invece, è sicuramente il vivo e dinamico clima che ci accompagnerà durante le nostre missioni, che alternerà in tempo reale cieli limpidi a furibonde tempeste.

Grazie alla tecnologia TrueSky le condizioni metereologiche non saranno solo un mero aspetto estetico, per altro realizzato davvero niente male, ma influenzeranno anche attivamente lo svolgimento della missione e quindi l’approccio al gameplay da parte del giocatore con diversi vantaggi e svantaggi.
Ovviamente questa meccanica non ricalca del tutto le condizioni reali, ricordiamoci che siamo pur sempre all’interno di un titolo spiccatamente arcade, ma non sarà raro utilizzare una nuvola o un banco di nebbia per sparire dai radar nemicio l’essere disturbati se finiremo in una corrente ascensionale.

Gli aerei crescono sugli alberi

Abbiamo parlato del gameplay e di come il gioco ci permetta di gestire a 360 gradi i comandi del nostro velivolo, ma cosa ne è dell’aereo vero e proprio con cui solcheremo i cieli?

Ace Combat 7 da un risposta notevole a questo quesito, proponendo un parco aeromobili che può contare su più di 30 modelli, se comprendiamo anche le Edizioni Speciali e il Season Pass, suddivisi in 3 categorie principali: Caccia, D’Assalto e Multiruolo, ognuna con i suoi pregi e difetti.

Selezionare aereo, armi e modifiche più adatte per la missione da affrontare è fondamentale per la buona riuscita dell’impresa

I Caccia, agili e veloci, sono i migliori per le missioni che comprendono scontri in aria, gli aerei d’assalto sono specializzati per missioni che comprendono obiettivi terrestri mentre i multiruolo, come suggerisce il nome, non eccellono in nessun campo ma si adattano a ogni evenienza.

Le modifiche che potremo andare ad applicare al nostro aereo non saranno comunque infinite, ma saranno suddivise in otto Parti, e ognuna di esse occupa in preciso slot, variabile in base anche alla classe d’aereo scelta
Ecco dunque che la scelta di cosa montare diventa fondamentale per l’economia del gioco, donando spessore al gameplay.

Tuttavia questo lungo listino di aerei non ci verrà regalato, ma dovremo guadagnarcelo sul campo seguendo il sistema di progressione imposto dall’Albero degli Aerei.

Infatti, base al valore dimostrato in azione sia nelle missioni in singolo sia nelle partite multigiocatore, verremo ricompensati con dei MRP (Military Result Points), che altro non sono che la valuta in gioco per poter acquistare nuovi aerei, tuttavia non serviranno solo a questo.

Nell’Albero degli Aerei, sempre tramite la valuta sopracitata, sarà possibile anche acquistare potenziamenti per le statistiche dei velivoli che già possediamo nel nostro hangar, senza scordarci che potremo aggiungere armi speciali al nostro arsenale, e anche queste si acquisteranno con il sudore speso in missione presso l’Albero degli Aerei.

Semplice, immediato e vario, l’Albero degli Aerei sarà il nostro market personale

Semplice e lineare, questo sistema di progressione prevede con lo sblocco di una casella la possibilità di passare alla successiva che, ovviamente, darà accesso a perk ancora più forti e così via, invogliando il giocatore a decollare più e più volte, sia per arrivare a ottenere l’aereo dei sogni su misura, ma anche per poter guadagnare valuta sufficiente per poter personalizzare il proprio aereo anche esteticamente, con un totale di svariate centinaia di oggetti ottenibilipresso l’Albero degli Aerei.

La forza della squadriglia

Se l’AI dei piloti alleati durante la campagna vi lascerà con l’amaro in bocca potrete rifarvi senza troppi problemi nella modalità multigiocatore offerta da Ace Combat 7: Skies Unknown.

Fidatevi, il cambiamento fra le due modalità sarà sostanziale e ben visibile, ma d’altronde è proprio qui che differisce l’abilità di un vero Asso.

Filosofia a parte, il comparto multiplayer presenta un’offerta forse un po’ scarna, essenziale ma in fin dei conti divertente, con due modalità sul piatto: una stile Battle Royale, un tutti contro tutti per intenderci, e un Deathmatch con le classiche regole d’ingaggio anche a squadre, da 2 a 8 giocatori.

Mai perdere d’occhio il camp, ops, cielo di battaglia

Nulla di caratteristico o eclatante, ma la modalità multigiocatore garantisce il guadagno di valuta spendibile anche in modalità singola nell’Albero degli Aerei, il che unisce l’utile al dilettevole, spingendo i giocatori a combattere nei cieli non solo per misurarsi con altri piloti.

Questa integrazione del sistema di progressione, che a conti fatti è unico per tutta l’offerta di Ace Combat, risulta quindi essere una delle carte vincenti del comparto multigiocatore, potendo anche condividere la possibilità di utilizzare i loadout e le personalizzazioni già testate durante la campagna, togliendo quella fastidiosa separazione di avanzamento presente in altri titoli.

Un volo in VR

Voluta fortemente dal director della serie, Kazutoki Kono, fin dall’annuncio del PlayStation VR, questa modalità darà finalmente la possibilità ai fan della saga di immergersi a pieno nell’esperienza di volo, donando tutt’altro spessore a questo punto di vista dall’interno della carlinga, per ora riprodotto solo staticamente

Eccoci dunque al piatto forte di questo titolo, che se, per motivi puramente di longevità, non può essere considerata la portata principale del menù offerto sicuramente rappresenta un dolce irrinunciabile, la modalità VR.

Questa modalità si fonda principalmente su di una mini-campagna composta da 3 missioni esclusive, ambientata 5 anni prima della storia principale dove andremo a impersonare Mobius 1, pilota già presente in Ace Combat Zero, ma non è tutto qui.

Sempre visore alla mano potremo godere anche di una modalità di Volo Libero, di una spettacolare modalità hangar dove potremo osservare da vicino i nostri areomobili e, infine, la modalità AirShow, dove saremo spettatori a 360 gradi di uno spettacolo acrobatico dal pontile di una portaerei.

Ma veniamo al sodo, se già volteggiare nei cieli può risultare disorientante a tratti, la modalità VR non sarà assolutamente da meno, con una motion-sickness a tratti davvero fastidiosa, in grado di trasmetterci, anche solo idealmente, tutta l’accelerazione a cui sono sottoposti i piloti nella realtà.

Le reazioni, va ammesso, sono sempre soggettive in ultima analisi, ma il fatto che non ci sia la possibilità di variare le impostazioni della modalità, per altro fisse su Esperto, e la dinamicità delle manovre potrebbe mettere seriamente a rischio l’esperienza di gioco.

Tuttavia, se riuscirete a resistere al senso di nausea, l’esperienza che il VR offre è tecnicamente superba, con un’immersione totale e incredibile sia a livello puramente grafico che di gameplay.

La ricostruzione del cockpit di volo è curata sotto ogni aspetto e la possibilità di agganciare un bersaglio semplicemente girando la visuale restituisce un feeling davvero stupendo e adrenalinico.

Tutto sotto controllo grazie ai parametri presenti sul quadro

L’esperimento VR supera quindi il primo vero esame pratico, promettendo scintille per il prossimo futuro capitolo.

Tecnicamente parlando

Anche sotto il lato tecnico Ace Combat 7 vede un netto miglioramento davvero molto gradito, che lo porta a picchi di realismo nei dettagli mai raggiunti dalla serie.

La carta vincente? Il passaggio all’Unreal Engine 4, che come un vero post-bruciatore dona una spinta ulteriore al titolo verso la gloria, anche se questo ottimo motore grafico potrebbe dare molto di più, ma confidiamo che i ragazzi di Project Aces avranno tutto il tempo per padroneggiarlo al meglio e sfornare un prodotto ancora migliore in futuro.

La cura spesa nel realizzare ogni singolo modello è ineccepibile

La tecnologia TrueSky, citata in precedenza, e SpeedTree, per il rendering della vegetazione, sono due tasselli fondamentali in questo mosaico grafico, anche se, come era facile intuire, i modelli degli aerei rivestono sempre il ruolo di prima donna.

Un piccolo rammarico per il paesaggio visibile nei voli a bassa quota, ben realizzato si ma forse un pochino spoglio.

Poche dunque le sbavature nella veste grafica, che si mette in mostra in 6 diverse mappe ben stratificate, che donano un senso di prospettiva abbastanza realistico, creando di fatto una cornice di gioco niente male.

Per quanto riguarda il comparto sonoro Project Aces è voluta andare sul sicuro affidando il lavoro a Keiki Kobayashi, storico compositore per la serie, che per Ace Combat 7 non ha assolutamente tradito la fiducia degli sviluppatori, sfornando una colonna sonora incalzante, in grado di esaltare i momenti più cruciali.

Niente da rimproverare neppure nel doppiaggio, presente in inglese o in giapponese, ne tanto meno alla localizzazione presente con dei sottotitoli in italiano ben realizzati.

PROCONTRO
– Buona sceneggiatura nella campagna Single Player
– Gameplay adatto a tutti con una buona scalabilità
– Ottimo comparto VR, immersivo e tecnicamente ben realizzato
– Ottimi miglioramenti sotto il lato puramente estetico
– Buon sistema di progressione
– Colonna sonora degna di nota
– Dopo un po’ le missioni possono risultare ripetitive
– Meccanica del Lock-On rivedibile
– AI non proprio all’altezza della situazione
– Poca varietà multiplayer
Conclusione
Ace Combat 7: Skies Unknown
8
Articolo precedenteNetflix, le serie tv e i film in arrivo a febbraio
Prossimo articoloDarksiders Warmastered Edition in arrivo su Nintendo Switch
Studente di Ingegneria prima e appassionato di videogame poi, possessore di una PS4 ha concretizzato la sua passione per il mondo videoludico sposando il progetto del 17KGroup.