NOTA: le immagini presenti in questo articolo derivano da sessioni di gioco, riprese direttamente indossando il visore Playstation VR. La qualità delle stesse apparirà differente da quanto lo sia in realtà, in virtù di una esperienza diversificata in ambito VR.

Paper DollsIl nostro Road to VR non si ferma e invero continua imperterrito a mostrare la varietà di titoli in libreria presenti per PlayStation VR. Sotto l’influsso di Jack O’Lantern e delle ore passate nel periodo di Halloween, è risultata altresì appropriata l’immersione in Paper Dolls per farci ricordare quanto paura e inquietudine possano caratterizzare un titolo in realtà virtuale. Grazie al codice fornitoci da Winking Entertainment, qui in veste di publisher che avevamo già avuto modo di conoscere con Unearthing Mars 2: The Ancient War, il titolo realizzato da Beijing Litchi Culture Media si tinge di macabro e ci proietta in una casa abbandonata, la quale trasuda ansia e il turbamento ci farà rimpiangere di aver indossato un visore per la realtà virtuale.

Paper Dolls
Vedere una candela nell’oscurità a volte potrebbe essere rilassante…

Un horror in salsa orientale

Un terribile incidente si manifesta dinanzi ai nostri occhi, con un rumore sordo e delle grida sullo sfondo, mentre l’immagine si scurisce e le ombre si allungano a causa della chiusura delle palpebre. Qualcosa sembra essersi smarrita nell’oscurità, in effetti nell’auto c’erano due persone, ma dopo la strana sciagura automobilistica nostra figlia sembra essere scomparsa. Scossi dall’avvenimento, perdiamo conoscenza per poi ritrovarci soli, disorientati e spaventati all’interno di una strana residenza. Nonostante gli occhi siano ben aperti, la penombra è ingombrante. Opprimente risulta lo stato di abbandono, quasi come se la stessa magione voglia fagocitarci al suo interno.

Paper Dolls
La torcia sarà l’unico strumento che potremo portare con noi per poter vedere attraverso l’oscurità

Di nostra figlia al momento del risveglio non v’è traccia, solo il tetro buio delle pareti e l’aria gelida che circonda l’atmosfera. Ci guardiamo attorno con l’aria impaurita, scorgendo solo le forme indistinte delle suppellettili. Solitari viandanti all’interno di un posto sconosciuto, cerchiamo invano una fiamma sopita che ci dia conforto e al tempo stesso la concentrazione per riordinare i pensieri. Lo scopo primario sarà quello di cercare nostra figlia. Sappiamo che è ancora lì, nelle grinfie di quello strano posto, odendo lamenti confusi provenir dalle pareti. Immersi nell’oscurità postremo fare ben poco, se non sbirciare oltre le massicce porte di legno, logorate dal tempo, mettendo a fuoco quel che resta da vedere nella stanza adiacente, ma le grida si fanno sempre più profonde. Il pianto di nostra figlia si mischia a quei suoni gutturali che di terreno non hanno ormai nulla e fanno rabbrividire, eccome se fanno rabbrividire…

Paper Dolls
In quell’armadio si nasconde qualcosa…

Quando l’ambientazione conta

Dopo la breve, se non altro, marcata introduzione su quello che ci aspetta, Paper Dolls si configura come l’ennesimo horror in chiave VR. Dopo aver provato svariati titoli dello stesso genere su PlayStation VR, quali The Exorcist: Legion VR o The Inpatient, che fanno dell’ambientazione il proprio cavallo di battaglia, anche Paper Dolls cerca di riproporre qualcosa di simile, ma al contempo donando al videogiocatore un’esperienza più differente. Questa volta la scena si tinge di arte orientale, con l’ambientazione che richiama, per stile architettonico, una Pagoda dalle pareti tappezzate di carta invecchiata dal tempo e ormai logora, sfoggiando statue dal soggetto ben caratterizzato e tipico della cultura del Sol Levante.

Paper Dolls
I documenti sparsi nella casa ci forniranno una serie di indizi interessanti

A parte questo aspetto importante dovuto all’impronta horror del titolo, Paper Dolls gode di un interessante, quanto innovativo, gameplay che sfrutta al massimo le potenzialità dei controller Move. La nostra visuale sarà incentrata sulle nostre mani (riprodotte in ambiente VR) e premendo i trigger dei Move, in maniera alternata, sarà possibile camminare ed ispezionare le varie stanze della casa. Sempre utilizzando i trigger sarà possibile spostarsi a destra o sinistra, premendo ovviamente il corrispettivo consono alla mano appropriata, così come premendoli entrambi ci si potrà voltare alle spalle. Questo sistema di movimento, inizialmente sembrerà macchinoso e ostico, ma consente una buona libertà anche per afferrare simultaneamente oggetti o guardarsi intorno per osservare l’ambiente circostante.

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Un vecchio grammofono. Chissà a cosa potrà servire…

Paper Dolls non solo si rifà ai classici del genere, sfruttando proprio il binario del walking simulator, ma al suo interno è presente una progressione nello scenario basato su enigmi ambientali. Visitare l’intera dimora sarà arduo, dato il buio perenne, soprattutto quando ci si imbatte in porte sigillate che ci impediscono di visitare nuovi ambienti. Per riuscirci dovremo procurarci delle chiavi che variano a seconda del tipo di lucchetto e per trovarle sarà necessario usare l’ingegno, dovendo superare ovviamente delle prove.

Paper Dolls
L’inventario è gestito sapientemente, ma è molto limitato…

Esplora, trova e apri, ma attento…

Tutta la dinamica di Paper Dolls consiste nel girovagare per la magione, ispezionare ogni oggetto che desta curiosità e trovare la chiave per aprire la porta corrispondente. L’obiettivo ormai lo conosciamo, ma ogni porta aperta spalanca anche la vista verso l’ignoto. Per ricreare l’atmosfera giusta, gli sviluppatori hanno adottato il solito vecchio stratagemma: l’oscurità. E’ veramente buio addentrarsi nei corridoi angusti, cosicché onde evitare di utilizzare un defibrillatore a causa di jumpscare sparsi in modo più o meno coerente, l’utilizzo di una torcia aiuterà ad orientarsi nelle tenebre, rivelandosi anche utile nella scoperta di indizi.

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Quando dissero che il Mastro di Chiavi avrebbe avuto bisogno del Guardia di Porta…

Ad aiutare, anche se di poco, la sensazione di ansia, ci pensano le candele. Queste ultime saranno accese solo attraverso dei fiammiferi sparsi all’interno di credenze (apribili) e sui piani delle scrivanie. Essendo la realtà virtuale sviluppata sulla base di azioni reali, per accendere un fiammifero dovremo simulare la reale azione, di conseguenza anche spegnerlo verrà automatico. La fiammella della candela alimenterà lo scorgere di ombre paurose, accompagnate dagli strani lamenti che si odono senza motivo apparente. A questo punto, la mente crede ciò che l’occhio vede.

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Le candele, oltre a concedere luce in più, aumentano la sensazione di sicurezza

Paura o delusione?

Da un lato strettamente visivo, Paper Dolls riesce nell’intento di trasmettere timore e ansia nel giocatore, dove l’ambientazione e lo stile artistico tramutano il terrore in angoscia. La gestione dei suoni completa la parte spaventosa del titolo, dove oculati jumpscare, suoni gracchianti e tintinnii oppressivi inseguono il malcapitato ad ogni passo. Nonostante le buone intuizioni, soprattutto per quanto concerne il sistema di movimento ed alcune meccaniche degne di nota, nonché la gestione della fisica (sì, possiamo rompere i vasi) e l’assenza totale di motion sickness, Paper Dolls si perde nei meandri della banalità. Non siamo ai livelli di un titolo a stampo investigativo, così come gli enigmi presenti non risultano proibitivi, limitando tutto ad una ricerca di una chiave che apre la rispettiva porta.

Paper Dolls
Sembrerebbe una bambola…

Anche il sistema di salvataggio ha una sua originale ricerca nel contesto, dove la preghiera sarà orientata (soprattutto da parte nostra nella realtà) per scacciare le presenze demoniache presenti nella dimora, ma al netto di qualche spavento imprevisto, tutto termina in una manciata di poche ore, rendendo vana la speranza di intraprendere successive run se non per il ritrovamento di frammenti di pergamena o documenti. Tecnicamente non è esente da difetti e sbavature, così come alcune intuizioni geniali sono vanificate dalla compenetrazione delle nostre mani all’interno di porte e pareti, rendendo la sorpresa una mera occasione ordinaria. L’oscurità è sì un’arma appropriata al contesto, ma al tempo stesso un’arma a doppio taglio visto che il buio ci consente, spesso e volentieri, di non distinguere nulla, anche a causa di texture non proprio ad alta definizione. Quel senso di originalità aleggia come la fiamma sopita delle candele, dandoci la sensazione di aver già visto e rivisto situazioni di questo tipo.

PRO CONTRO
  • Trasmette attimi di terrore e ansia
  • Ottima ambientazione
  • Sonoro coinvolgente
  • Assenza di motion sickness
  • Trama appena abbozzata
  • Enigmi troppo facili
  • Poca originalità
  • Tecnicamente non esente da difetti
Conclusione
Paper Dolls
7.0
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Programmatore, analista software e scrittore, appassionato del mondo videoludico e cinematografico fin dalla tenera età. Iniziando con un Vic-20 ho cavalcato tutta l'evoluzione fino alla next-gen, riuscendo a mettere a disposizione tutta l'esperienza al servizio dei 17K.