Starlink Versione Fisica Xbox OneAnche Ubisoft non sfugge al “fascino” del toys-to-life, come Nintendo con gli Amiibo, Skylanders di Activision, Lego Dimensions, ecc., e lo fa con la sua nuova Proprietà Intellettuale (IP): Starlink: Battle for Atlas.

Il primo passo di Ubisoft Toronto verso questo particolare settore del videogaming viene affrontato in modo molto convincente: innanzitutto i giocattoli non sono per forza necessari, ma servono solo ad arricchire il gameplay. Hanno un costo tutto sommato accettabile e non sono troppi: 4 Piloti, 4 Navicelle, e 4 Armi, oltre ad una versione esclusiva per Nintendo Switch di Fox Mc Cloud che comprende la Airwing e 3 differenti armi.

La Missione

L’iniziativa Starlink è la missione principale che unisce scienziati e piloti partiti alla ricerca pacifica di nuove scoperte scientifiche. Il fondatore è il brillante astrofisico Victor St. Grand che mette insieme un equipaggio di piloti ed esploratori spaziali e con essi parte alla volta del sistema stellare Atlas a bordo della nave spaziale Equinox.

Una volta giunti nel sistema stellare, la Equinox viene attaccata da una misteriosa navicella, che in seguito conosceremo far parte della Legione Dimenticata, che minaccia l’intero Atlas. Durante l’assalto, Victor St. Grand viene rapito e la Equinox, danneggiata, finisce su uno dei pianeti del sistema Atlas. All’equipaggio e in particolare alla nuova recluta Mason Rana non resterà altro che esplorare i 7 pianeti del sistema, per trovare il proprio mentore.

La tecnologia Starlink

E’ proprio Mason Rana che sviluppa la tecnologia Starlilnk: un sistema di teletrasporto per armi e oggetti, che consente ai piloti (e di conseguenza ai giocatori) di cambiare immediatamente configurazioni e armamenti delle navicelle del gioco. Per alimentare tale tecnologia è necessaria una sostanza molto rara chiamata Nova, che viene sintetizzata dall’Electrum un particolare elemento energetico che si trova solo su Atlas.

La Legione Dimenticata e i Guardiani

Nel proseguo dell’avventura avremo continuamente a che fare con un ordine robotico chiamato la Legione Dimenticata e sentiremo nominare più volte i loro creatori: i Guardiani.

Starlink: Battle for Atlas
Le battaglie con i boss sono elettrizzanti

I guardiani sono una razza biologica antica e potente, che abitava questo sistema qualche millennio fa, a loro viene attribuito addirittura la creazione di alcuni dei pianeti di Atlas. Tuttavia sembrano essere del tutto scomparsi, sebbene tracce della loro cultura e tecnologia appaiono ancora sui pianeti del sistema.
La Legione Dimenticata fu, come scopriremo presto, creata dai guardiani per servirli, ne consegue che nel loro profondo inconscio cibernetico, hanno un desiderio ossessivo di riportarli in “vita”. Grax è il comandante della Legione Dimenticata che ha risvegliato dall’ibernazione le sue creature per tornare, come i guardiani di un tempo, a dominare sull’universo, recuperando tutto l’Electrum sparso per Atlas, anche se ciò dovesse significare la distruzione di alcuni pianeti.

Il sistema Atlas

Starlink: Battle for Atlas è un RPG Open World, che ci vede scorrazzare, nel sistema di Atlas per completare le proprie missioni e sconfiggere Grax e la Legione Dimenticata; tuttavia ci toccherà spesso infiltrarci in qualche deposito di Electrum in rovina, esplorare relitti di navi abbandonate, fare ricerche sulla fauna dei pianeti, decifrare reliquie dei Guardiani, creare avamposti e razziare covi di pirati spaziali alla ricerca di tesori. Tutto questo viaggiando tra i pianeti del sistema, in un modo molto simile a come succede nell’opera unica di Hello Games, No Man’s Sky: semplicemente volandoci di persona.

Starlink: Battle for Atlas
Il sistema starlink in opera … molto figo.

Il sistema di Atlas, che per inciso è visibile anche dalla Terra nella costellazione del toro e creatosi circa 500 milioni di anni fa, è formato da un sistema stellare Triplo nel cuore dell’ammasso delle Pleiadi a circa 444,2 anni luce dalla terra ed è attualmente diviso in 3 settori principali: commerciale, di frontiera e il settore oscuro.

Le scelte che faremo nel gioco determineranno l’evoluzione anche fisica del sistema e il comportamento dei nemici: ad esempio se decidiamo di contrastare poco o nulla la Legione Dimenticata essa prederà sempre di più il controllo di Atlas.

Ogni pianeta del sistema ha la sua storia specifica, decentemente narrata da Ubisoft, e in generale si rifà alla Febbre dell’Oro, periodo storico che il nostro pianeta ha effettivamente vissuto.

Secondo Joshua Mohan (Lead Narrative Designer) “Abbiamo studiato 3 famose mete dei cercatori d’oro: Australia, California, e Yukon, in cui si ripetono modelli chiaramente identificabili. Ci hanno aiutato a strutturare i nostri mondi selvaggi, per delineare le società in precedenza fiorenti e in seguito decadute“.

Starlink: Battle for Atlas
A volte per raggiungere posti lontani su un pianeta conviene alzarsi in quota.

I 7 pianeti di Atlas sono:

Sonatus (settore commerciale), un mondo di musica e mistero. Si racconta che il guardiano che lo ideò volesse creare una macchina che producesse musica in eterno.

Haven (settore commerciale) inizialmente era un classico pianeta dalla vegetazione lussureggiante e la fauna unica, ma con il tempo si è rivelato un posto molto pericoloso e pieno di loschi nascondigli.

Kirite (settore commerciale) era un pianeta quasi completamente ricoperto d’acqua, ma un meteorite lo rese l’arido deserto che possiamo vedere ora, attira molti minatori per l’abbondante riserva di minerali.

Tundria (settore di frontiera), pianeta freddo e glaciale, dalla bassa gravità e l’atmosfera rada, famoso per i laghi di metano e l’atmosfera surreale.

Vylus (settore di frontiera) fu pensato per essere una vera e propria Piastra di Petri, e ad oggi si può dire che lo è diventato davvero, ospitando la più grande muffa senziente della galassia: Ur-Spore.

Ashar (settore oscuro) ha un clima bollente, causato dalle continue eruzioni di lava, che ne determinano una flora e una fauna piuttosto uniche, ma è anche un rinomato rifugio di malviventi.

Necrom (settore oscuro) è il luogo dove è stato assemblato Grax, ed è dominato da un’atmosfera sottile e tossica, oltre che a strane strutture naturali simili a ciminiere.

Le astronavi e le fazioni

Girovagando nel sistema di Atlas faremo inevitabilmente la conoscenza di 3 fazioni, che oltre a fornirci missioni e lavoretti, ci permetteranno di approfondire la storia e influenzare alcuni eventi globali.

La Spedizione è un’organizzazione scientifica che si occupa di studiare i pianeti Atlas, e lo fa in modo pacifico e rispettoso.

I Minatori, come lo si evince dal nome, sono commercianti coloni del sistema di Atlas che sono specializzati in minerali e molto attaccati al loro luogo.

I Fuorilegge sono il classico per ogni Open World che si rispetti, e Starlink ne ha una notevole rappresentanza: il sistema vi ringrazierà ogni qual volta ne farete fuori uno.

Per diventare l’eroe definitivo di Atlas avrete a disposizione una discreto numero di Astronavi Modulari (ben 5: Zenith, Pulse, Nadir, Neptune, Lance), ognuna con delle sue caratteristiche specifiche, alle quali potete cambiare allestimento di armi e piloti (ben 9: Mason Rana, Hunter Hakka, Razor Lemay, Chase Da Silva, Judge, Shaid, Kharl Zeon, Levi Mc Cray, Star Trail e per i fortunati possessori di un Nintendo Switch: Fox Mc Cloud) in 2 modi distinti: fisicamente, acquistando i kit giocattolo applicabili sul Joypad e cambiandoli di volta in volta, oppure in modo del tutto digitale scegliendo l’equipaggiamento dal menù del gioco.

Starlink: Battle for Atlas
Sempre molto belle le battaglie spaziali.

La combinazione scelta andrà variata spesso per massimizzare l’effetto su determinati nemici e/o per attivare determinati elementi del gioco, perché ogni arma possiede un elemento essenziale che combinato nel giusto modo può fare più o meno danni ad un nemico specifico. Ecco gli elementi in gioco: Gelo, Congelamento, Vortice, Pozzo Gravitazionale, Surriscaldamento, Fuoco, Sollevamento, Sovraccarico di Stasi e Cinetico.

Il gioco

Dopo che abbiamo approfondito il mondo di gioco e le meccaniche della storia passiamo alla domanda cruciale, com’è Starlink?
Partiamo dal presupposto che il gioco si rivolge ad un pubblico giovane e ciò lo vediamo innanzitutto dalla mancanza di una solida sceneggiatura; ma non fraintendiamo, la trama è certamente leggera e sotto certi aspetti banale, ma diverte quanto basta e sopratutto è perfettamente funzionale al gioco. Permette di creare un multi-verso semplice e funzionale, alla portata di tutti, e più che altro si sente solo la mancanza di un approfondimento verso alcuni personaggi cruciali, che a nostro parere avrebbero meritato un po’ più di cura.

L’ambientazione varia e ben distribuita, tra sezioni sui pianeti e battaglie spaziali, trova la giusta dimensione grazie ad un intelligente uso del gameplay, che impreziosisce alcune sessioni di gioco caricandole di un pathos cinematografico preso in prestito dai vari blockbuster cinematografici come Star Wars. Anche il passaggio da un pianeta all’altro viene reso movimentato e imprevedibile dall’inserimento di eventi ad hoc.

Il giusto numero di missioni secondarie e non troppo impegnative, rende piacevole il gioco e restituisce una certa continuità che ci porta naturalmente all’avanzamento della trama e alla progressione della nostra navicella.

Con l’aumentare dei punti esperienza e un grinding non troppo ripido, ci ritroveremo già dopo poche ore gioco con una navicella ben corazzata per affrontare gran parte dei nemici, il tutto sostenuto da un eccellente gameplay, che sebbene sia ripetitivo non lo è tanto da renderlo noioso: è un piacere blastare un nemico dopo l’altro, combinare le armi e generare reazioni devastanti e pirotecniche.

Starlink: Battle for Atlas
La scelta giusta di armi elementali farà la differenza tra la sconfitta e la vittoria.

La progressione con elementi RPG molto semplici (uno skill tree semplificato ma efficace)  non riguarda solo il nostro pilota, ma ha effetto anche sulla navicella e le armi specifiche; inoltre anche la Equinox avrà bisogno di upgrade importanti per il proseguo dell’avventura.

Elementari, ma piacevoli, anche le brevi sessioni di Building sui vari pianeti, che ci permetteranno non solo di aiutare le fazioni amiche, ma anche di ottenere maggiori ricompense.

Il sistema di controllo della nostra navicella è coadiuvato da notevoli aiuti software (orizzonte automatico, schivate, ecc.) per rendere le sessioni di battaglie molto arcade e appassionati.

Le uniche critiche che ci sentiamo di fare a Ubisoft riguardano una certa facilità di grinding, un po’ di ripetitività con le missioni secondarie, un gameplay forse troppo semplice (tuttavia molto divertente) e una storyline un po’ banale, ma adeguata al target di utenza.

Multiplayer

Starlink può essere giocato interamente in co-op multiplayer utilizzando lo splitscreen in modalità locale: sarà possibile così scambiarsi i moduli le navicelle e i piloti.

Una menzione di pregio alle animazioni di intermezzo in computer-grafica che ci sono sembrate sempre molto divertenti e ben realizzate.

Il Comparto Tecnico

Il motore grafico utilizzato per Starlink è lo stesso Snowdrop che Ubisoft ha usato per The Division e Mario + Rabbids Kingdom Battle; lo abbiamo notato sopratutto sui pianeti con maggiore vegetazione, dove ci sono discreti dettagli e un illuminazione che spesso lascia stupefatti. Non brilla per il fotorealismo, ma crediamo sia stata una scelta precisa del team, che ci ha tenuto particolarmente a saturare i colori creando dei bellissimi mondi surreali. Abbiamo rilevato pochi e trascurabilissimi bug e una perdita di dettagli solo per alcuni relitti spaziali, dove le proporzioni e le dimensioni degli stessi non ci hanno convinto del tutto. In generale possiamo dire che è un ottimo motore di gioco, ma non raggiunge l’eccellenza dello stesso che troviamo in The Division.

La fluidità rimane sempre ad alti livelli: non abbiamo riscontrato quasi mai rallentamenti, eccetto per qualche sequenza di intermezzo, che imputiamo ad un buffering non del tutto ottimizzato (eravamo su Xbox One S).

Il comparto audio è più che dignitoso: i doppiaggi sono buoni ed efficaci, gli effetti audio rendono giustizia alla varietà degli elementi del gioco e le musiche sono adeguate, offrendo brani classici e moderni con la giusta alternanza.

Sconsigliamo di giocare con i toys montati sul pad, se volete utilizzare le cuffie, in quanto gli stessi coprono la presa jack.

Potete acquistare il gioco in versione Xbox One, PS4 e Nintendo Switch su Amazon, cliccando sulla piattaforma che possedete.

PRO CONTRO
  • Grafica e animazioni molto buone
  • Gameplay solido e divertente
  • Toys-to-life originali e ben fatti
  • Campagna principale breve
  • Leggermente ripetitivo
  • Trama un po’ troppo “leggera”