Black Ops 4Capita sovente di affrontare ogni anno un nuovo capitolo di una serie particolare, soprattutto per quanto riguarda le simulazioni sportive, per cui questo ottobre 2018 sarà ricordato per la riproposizione di un brand al quale ci si resta affezionati da tanto tempo. Anche se tema ed ambientazione variano ad ogni capito, la serie dedicata a Call of Duty è diventata ormai un appuntamento inseparabile, aumentando di interesse soprattutto se si tratta di Treyarch. La saga di Black Ops la conosciamo benissimo, anche se dal terzo episodio ha subito una netta evoluzione, soprattutto per quanto riguarda l’ambientazione. Percorrendo ormai le orme del suo predecessore, Black Ops IIII è entrato prepotentemente sul mercato degli FPS (First Person Shooter), riconfigurando ancora una volta il concetto che offre il brand stesso, ma al contempo donando al videogiocatore un’ulteriore esperienza che man mano tende ad attirare nuove leve al suo cospetto.

Black Ops 4
La scelta stilistica del titolo riprende la numerazione romana della Roma antica…

Ritorno al futuro

Con un percorso iniziato da Sledgehammer in Advanced Warfare, il tema di Call of Duty si è spostato verso un futuro alternativo, condito da soldati tecnologicamente avanzati e l’impiego di attrezzature Hi-Tech in aiuto alle forze speciali. Non a caso esoscheletri e armi tecnologiche hanno caratterizzato l’inizio del cambio generazionale, intervallato dalla breve parantesi di WWII, complice l’uscita del suo diretto concorrente, nella fattispecie di quel Battlefield 1 e del suo ritorno alle origini reali. Superato il conflitto della seconda guerra mondiale, Call of Duty torna sulla scena da protagonista con il quarto capitolo dedicato a Black Ops, riprendendo buona parte dei contenuti del suo predecessore.

Black Ops 4
Il menù iniziale, a dire il vero un po’ scarno, racchiude tutte le modalità disponibili.

Sin dalla sua ufficialità, il numero quattro che ha contraddistinto il titolo ha alimentato le fantasie più sfrenate dei fan. Oltre all’aspetto puramente stilistico, il numero romano inciso sulla copertina rimanda alla numerazione nella Roma antiche, piuttosto che quella medioevale. Una scelta molto oculata che trova riscontro anche all’interno del gioco stesso, dove alcune modalità prendono a piene mani il contesto proveniente dalla storia stessa. Però l’aspetto più marcato resta la naturale evoluzione dei suoi personaggi: gli Specialisti. Esattamente per la presentazione nel terzo capitolo, gli eroi rappresentano un ulteriore taglio col passato. Seguendo il filone degli Hero Shooters, Black Ops 4 modernizza il concetto e lo eleva ad un grado più alto, dove la cooperazione sarà sì richiesta, ma ben bilanciata a seconda delle necessità di squadra. Tornano quindi le vecchie conoscenze di Black Ops 3, ma ancora più convincenti ed ognuno con un suo background personale che esula dalla sola descrizione leggibile sulla sua scheda personaggio.

Black Ops 4
Gli Specialisti avranno una propria sezione dedicata!

Solita vita, solite meccaniche, ma…

Sarebbe scontato recensire un Call of Duty soltanto per il comparto multiplayer, la più solida modalità di ogni CoD, fregiandolo del titolo opportuno, ma Black Ops 4 è molto più di quel che ci si aspetta. Le differenze sostanziali risiedono un un TTK (Time To Kill) più diluito e la mancanza di auto-rigenerazione dopo un gunfight. Sarà invece presente un’abilità speciale che consentirà ad una siringa di far scorrere più adrenalina e recuperare, quindi, punti vita. Tale agevolazione (si fa per dire) ha un costo in cooldown, cioè un tempo di ricarica che consentirà al giocatore di non abusare troppo del reintegro, anche se la gestione dei perks e del loadout del proprio Specialista consente la riduzione di tale tempistica. Anche per questo motivo, la salute è stata aumentata del 50% in virtù del fattore rigenerate assente. Sono state eliminate anche dinamiche correlate alla parte più tecnologica degli Specialisti, vale a dire la corsa sui muri ed il doppio salto, anche se il balzo ha subito una strana tendenza a non sottostare alla reale legge di gravità terrestre. Di conseguenza la velocità di movimento e di Pure Action hanno subito un lieve rallentamento, non per questo avaro di momenti epici.

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Le mappe sono variegate e ben strutturate.

Nonostante quasi tutte le modalità siano state mantenute, alcune hanno avuto un addio (definitivo o provvisorio ancora non si sa) come il divertentissimo Gioco delle armi, ma ne sono state introdotte altre di egual spessore, se non addirittura di qualità superiore e più appaganti. Certamente i vari Deathmatch a squadre, Cerca e Distruggi o Uccisione Confermata risultano ancora oggi le playlist più apprezzate, così come Dominio e Controllo, ma la vera novità dal punto di vista del multiplayer risiede in Furto. Chi ha avuto la possibilità di provare il vecchio Payday può stare tranquillo che questo Black Ops 4 riprende solo il concetto, con delle dinamiche divertenti e di facile apprendimento. Due squadre si alternano nel recupero di un’ingente somma di denaro per estrarlo in punto preciso attraverso un elicottero. Si parte con una gestione oculata del proprio equipaggiamento, con dei crediti (fittizi) spendibili per armi e oggetti, per poi fiondarsi insieme alla squadra in uno scontro che non tollererà l’entrata dopo la morte. Una sola vita sarà richiesta per scontro, rendendo tutta la partita più ragionata e consentendo al gruppo di affiatarsi come per una partita a scacchi.

Black Ops 4
La nuova modalità Furto rappresenta una buona variante rispetto alle classiche modalità.

Al netto delle modalità disponibili, vi è anche una modifica sostanziale alla playlist presente su Veterano, speciale attività che prevede l’utilizzo di un numero inferiore di modalità aventi delle modifiche sostanziali al gameplay. L’eliminazione del radar non consente ai giocatori di capire la posizione del nemico, così come un TTK più ridotto induce alla cautela, nonché il fuoco amico causerà errate uccisioni da parte dei compagni di squadra. Per evitare l’abuso consistente dovuto alla morte per blu-su-blu (ossia da parte degli stessi compagni di squadra), Treyarch ha introdotto un sistema di espulsione dalla partita per uccisioni multiple errate. Tale sistema è sicuramente utile per eliminare giocatori che effettivamente disturbano il match, ma risulta anche controproducente nel caso di morti accidentali. Dietro gli angoli angusti, il nome del giocatore alleato non si leggerà mai bene, così come granate a frammentazione, lanciate prima che il compagno di squadra si fiondi verso il nemico, saranno impossibili da calcolare. La maggior parte delle volte sarà proprio il nostro alleato a cercare la morte, per farci espellere di conseguenza senza peccato.

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I livelli delle armi consentiranno l’installazione futura di accessori e mirini.

Quando all’inferno non ci sarà più posto, i morti cammineranno sulla terra!

Eccoci qui a dover raccontare l’epopea più stramba provata su Black Ops 4. Per chi non fosse pago del comparto multiplayer, può benissimo virare verso l’avventura cooperativa dedicata agli Zombies. Oltre ad un matchmaking online (fino ad un massimo di quattro giocatori), sarà possibile anche cimentarsi nell’uccisione dei non morti su schermo condiviso, in compagnia di un amico o consorte (ebbene, nella nostra prova anche il gentil sesso ha approvato tale macabra sentenza, essendosi divertito con una smorfia in volto). In verità questa speciale modalità ha trovato un gradito intermezzo tra un Deathmatch a squadre e un Tutti contro Tutti. Come da consuetudine, il comparto Zombie risulta essere un’avventura divertente se giocata in gruppo e consente un numero spropositato di ore da spendere su mappe variegate, in abbinamento della difficoltà.

Black Ops 4
Pronti a scatenare l’Inferno?

Una tra queste suddette mappe avrà come ambientazione un’arena in epoca romana (sarà quindi facile capire il riferimento precedente, sì ci divertiamo anche con gli easter egg, ndr), dove i partecipanti dovranno sopravvivere a quante più ondate composte da zombie, campioni, tigri e qualsiasi amenità demoniaca uscirà dalle pareti (no, non quelle di Alien). Tutto ciò sarà condito da quel tocco di humor che spezzerà la tensione e ci farà sorridere a suon di battute divertenti fuoriuscite dalla bocca dei nostri eroi. Durante questo marasma di follia, le armi non accenneranno a vomitare proiettili sulle creature, aprendo la strada verso un labirinto ancor più tetro, fatto di cunicoli e sfide da superare, rammentando infine che le munizioni non saranno infinite, allorché dare le spalle ai nemici non sarà dopotutto salutare.

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Bellissima l’Arena romana e splendida la serie di passaggi esplorabili.

La personalizzazione del nostro alter ego ha una profondità notevole, variando dalla modifica strettamente estetica, all’oculata scelta delle Specialità da conoscere a menadito, compresa la selezione degli Elisir a far il paio con i perks eruditi nel comparto multiplayer. Per poter padroneggiare questa modalità bisognerà depennare tutti gli impegni dal calendario e dedicarsi in maniera meticolosa alla scoperta di ogni specialità, elisir e mappa con cui giocare, paventando l’idea di dover sconfiggere una moltitudine di nemici al fine di scoprire quanti più indizi possibili.

Black Ops 4
Bisognerà giocare davvero tanto per capire come creare il proprio eroe.

Manca sicuramente qualcosa…

Sebbene i contenuti certamente non mancano in questo Black Ops 4, si ha la sensazione che qualcosa manchi comunque all’appello. Chi vuole superarsi col proprio livello di competitività può farlo attraverso il multiplayer e chi vuole affrontare un’avventura con gli amici può scegliere il comparto zombie. Molte cose le diamo per scontate, in quanto Call of Duty non ha certo bisogno di presentazioni. Il gameplay fondamentalmente è rimasto quasi invariato, al netto di modifiche e aggiunte gradite che evolvono soltanto un livello quasi completo, per i quali Treyarch è stata costretta a intraprendere una strada ben precisa.

Black Ops 4
Il Quartier Generale degli Specialisti ci fornirà tutte le informazioni su ciascun membro, oltre a farci capire le differenti modalità presenti su Black Ops 4.

La campagna single player è stata rimossa dal concetto di Black Ops 4. Durante il suo sviluppo, non è stato pianificata l’introduzione di una campagna per giocatore singolo (o anche co-op offline), ma la casa di sviluppo statunitense ha pensato bene di far approcciare futuri giocatori, ignari del titolo e mai fruitori finali di un CoD, attraverso un sistema intelligente, quanto mai appropriato. Gli eroi indiscussi di Black Ops 4 sono senza dubbio gli Specialisti. Quale occasione migliore di poterli mettere in campo guidando il videogiocatore nelle varie modalità proposte? Si entra di diritto nel Quartier Generale degli Specialisti, un luogo che rappresenta un HUB per coloro che vogliono conoscere il background degli eroi e capire il funzionamento di ciascuno di essi. In linea di massima si tratta di un enorme tutorial che getta le basi per introdurre al giocatore quello che lo aspetterà nei mesi seguenti. I più feticisti troveranno anche di gradito gusto i file relativi ai dossier di ciascun Specialista, dove scene di intermezzo, realizzate con un performance capture degno di nota, si alterneranno agli obiettivi preposti dall’istruttore guida. Niente campagna quindi, ma un modo intelligente di far conoscere Black Ops 4 ad ogni tipologia di videogiocatore.

Black Ops 4
Ogni Specialista possiede una particolare abilità e storia.

Siamo giunti al termine

Sembrerebbe che i contenuti siano finiti, dove il palato fine di ogni giocatore può trovare il giusto gusto sulla base delle proprie attività, però Treyarch schiocca le dita e propone in salsa coddistica ciò che la moda attuale propone sotto gli occhi di tutti. Sarebbe facile far scaturire il motto: basta seguire la moda del momento. In un certo senso può essere vero, ma Black Ops 4 unisce l’estro del gameplay, al quale siamo abituati, alla leggerezza di un Battle Royale più adrenalinico e dinamico. Senza paragonare tutto a PUBG o Fortnite, ognuno di essi con particolari pregi e difetti, Blackout rappresenta il punto nevralgico che spezza la competizione del multiplayer e la longevità degli zombie.

Black Ops 4
Blackout ci consentirà di personalizzare il nostro alter ego.

Una volta selezionato l’aspetto estetico del personaggio, saremo catapultati, grazie anche all’utilizzo di una tuta alare, in quel centro di raccolta per esseri digitali che prendono insieme al concetto di Adunanza anche il sunto: ne rimarrà solo uno. La nozione è semplice quanto divertente. Come in ogni (o quasi) Battle Royale, si viene messi insieme ad altri cento (più o meno) personaggi, gettati in una mappa di elevata grandezza e si aspetta l’ultimo superstite. L’Adunanza è data dal fatto che ad intervalli regolari alcune zone della mappa risultino interdette, pena la morte, fino a concentrare gli ultimi restanti in un angusto spazio, sempre più ristretto, aspettando l’eliminazione reciproca. Fin qui, niente di nuovo sotto il sole, se non per l’evocativa scena con la tuta alare al posto di bus o paracadute. Data la visuale in prima persona e la dinamicità di CoD, bisogna anche prestare attenzione ad una particolare funzione tra PvP e PvE. Oltre ai nemici (rappresentati da giocatori in carne ed ossa) da eliminare, vi sono anche complessi residenziali da disinfestare. La presenza di zombie famelici renderà tutto ancora più eccitante, ponendo una certa ansia su chi si accingerà ad aprire una porta per visitare una casa.

Black Ops 4
Volare con la tuta alare è veramente uno spettacolo!

L’inventario giocherà una carta importante (seppur all’inizio sia un po’ ostico da utilizzare e capire, soprattutto nelle fasi più concitate). Ci saranno oggetti in grado di curare le ferite ed accessori da installare sulle proprie armi, nonché equipaggiamento di livello superiore. Questi ultimi non si differenziano nel danno (ogni arma di differente grado non ha potenziamenti riguardante il danno) provocato, bensì dal numero di accessori installati. All’interno di complessi, case e baracche potremo trovare sia armi che equipaggiamento utile alla sopravvivenza, ricordando che il rumore è sinonimo di attrazione. Anche i veicoli possono prestarsi per il movimento sulla mappa, la quale porta in dote vecchi ricordi provenienti dagli altri CoD precedenti, ma producono rumore, rendendoli di facile individuazione.

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Nelle abitazioni si potranno reperire armi ed equipaggiamento per la sopravvivenza.

C’è posto per tutti!

Black Ops 4 rappresenta l’ultimo capitolo dedicato a CoD che veramente permette a videogiocatori più disparati di coesistere e convivere con ogni modalità a disposizione. La mancanza di una campagna forse si è sentita più di ogni latra cosa, ma l’opportunità di provare ogni Specialista, comprensive le modalità, attraverso il QG è stata sicuramente una mossa precisa e oculata, nonché apprezzata. Il multiplayer si presta al solito comparto solido e ben congeniato, anche se porta con sé gli stessi difetti strutturali dei capitoli precedenti e qualche problema legato al lag. L’impiego dei livelli per armi, con conseguente sblocco di ulteriori perks e armi aggiuntive rappresenterà il blocco iniziale, dove a parità di abilità ci penserà il loadout a scompensare un singolo gunfight. Alcune abilità degli Specialisti sono da limare e bilanciare, ma sotto questo aspetto, tramite patch sempre frequenti, tutto si potrà sistemare.

Black Ops 4
Chi salta prima non sempre sarà agevolato…

Sotto l’aspetto visivo, Black Ops 4 paga un motore grafico al di sotto di quanto offerto dalla concorrenza e se gli effetti particellari e l’estetica delle armi possono essere notevoli, tutto quello che concerne ambientazione e modelli non fa certamente gridare al miracolo, anzi abbiamo assistito a caricamenti lenti delle texture, nonostante l’impiego di una Xbox One X, e all’incedere dell’effetto pop-in anche a brevi distanze. Per fortuna in rarissimi casi si è scesi sotto i 60fps, segno che l’ottimizzazione sulla console è stabile ed un punto di forza, anche in sessioni di gioco con split screen. A tutto c’è un prezzo; la stabilità del frame rate è accompagnata da difetti grafici ed una pulizia che non sempre è evidente. A calcare maggiormente la mano è il sistema di matchmaking, poco reattivo e ancora instabile. Nella modalità Blackout, con partite in fase molto avanzata, le connessioni si son spesse interrotte, causando la perdita di statistiche e punti esperienza accumulati. Nella modalità zombie siamo rimasti addirittura con sessioni in pausa di venti minuti alla ricerca di ulteriori giocatori, sintomo di una modalità in apnea vista la longevità nel terminare le partite.

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I filmati di intermezzo sono realizzati magistralmente, anche dal punto di vista registico.

In definitiva Black Ops 4 offre una marea di contenuti da giocare, adatti per ogni tipologia di giocatore, ma al giusto compromesso. Visivamente anonimo, ha il pregio di convogliare tantissimi videogiocatori in un unico titolo, dove qualche sbavatura verrà sicuramente limata nel tempo, ma che porta con sé gli stessi difetti dei predecessori, cercando di innovare e portare sempre soluzioni aggiuntive, ma che hanno ancora bisogno di quel santo evolutivo tanto sperato in un Call of Duty.

PRO CONTRO
  • Il ritorno di Black Ops in grande stile
  • Tantissimi contenuti al lancio
  • Modalità zombie divertente e appagante
  • Blackout superbo
  • Multiplayer solido
  • Graficamente anonimo
  • Mancanza della campagna single player
  • Qualche problema legato alla stabilità
  • Alcune scelte discutibili di game design
Conclusione
Call of Duty: Black Ops 4
8.2
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Programmatore, analista software e scrittore, appassionato del mondo videoludico e cinematografico fin dalla tenera età. Iniziando con un Vic-20 ho cavalcato tutta l'evoluzione fino alla next-gen, riuscendo a mettere a disposizione tutta l'esperienza al servizio dei 17K.