Dopo il riuscito rilancio della saga di Tekken, che in Tekken 7 ha visto il giusto compromesso per tutti i fan, Bandai Namco ha deciso di provare a rilanciare anche un’altra saga iconica nel mondo dei picchiaduro, SoulCalibur.
Da qui la decisione di affidare lo sviluppo di SoulCalibur VIMotohiro Okubo, con il compito per l’ennesima volta di riappacificare software house e fan, ma soprattutto con il compito di dare nuova linfa vitale alla serie.

Queste sono le pesanti premesse con cui sbarca sul mercato SoulCalibur VI, da cui il futuro stesso del marchio dipenderà, visto il clamoroso flop della precedente iterazione, rea di aver snaturato l’anima della serie in favore di un competitivo ossessivo, e nemmeno ben riuscito.

Al grido quindi di squadra che vince non si cambia ci siamo buttati a capofitto in questa nuova impresa del producer Okubo, e dobbiamo dire che il risultato non è stato solamente centrato, ma è stato ampiamente superato.

Divertente, dinamico, moderno, immediato e profondo, questi sono solo alcuni dei tanti aggettivi che potremmo affiggere al petto di SoulCalibur VI, ma bando alle ciance e andiamo ad analizzare nel dettaglio ogni aspetto di questo riuscitissimo titolo.

L’anima e la spada

La rinascita di SoulCalibur passa dunque dalla riparazione agli errori del passato, ma non si limita solo a rimediare anzi, li tramuta in punti di forza su cui contare.

Se una delle accuse principali mosse ai capitoli precedenti era quella di non curare in modo adeguato il single player, vertendo molto sul competitivo, in SoulCalibur VI avremo ben due modalità, entrambe degne di nota, nel quale il giocatore potrà vivere i fatti narrati in questo capitolo: Bilancia dell’Anima e Le Cronache dell’Anima.

SoulCalibur VI
Questo sarà il nostro main menù, nel quale potremo scegliere la modalità che più ci intriga

La prima, Bilancia dell’Anima, è tutta nuova e permetterà di prendere parte agli eventi nei panni del proprio avatar creato da zero, giusto per rendere il tutto ancora più personale. Questa modalità, per chi è veterano della serie, ricorderà una versione migliorata di  Weapon Master Mode del secondo capitolo, ovvero un’avventura con una buona dose di sviluppo GDR, scontri con modificatori variabili e location multiple dove combattere, segno che gli sviluppatori vogliono riappacificare con i fan, tornando sulla carreggiata giusta tracciata dai primi capitoli.

Si avete letto bene, abbiamo parlato di GDR e per i nuovi fan della serie potrebbe suonare strano, ma Bilancia dell’Anima permette difatti di livellare il proprio personaggio, migliorare il proprio equipaggiamento presso un fabbro e persino di assoldare mercenari.

La struttura a tappe di Bilancia dell’Anima permetterà al giocatore di gestire al meglio la propria avventura, permettendo anche un certo grado di esplorazione della mappa di gioco

La possibilità di creare il proprio personaggio inoltre conferma un’altro gradito ritorno in SoulCalibur, ovvero l’editor dei personaggi di cui parleremo meglio dopo, che però in questa modalità si limiterà principalmente ad alcuni elementi estetici e poco altro, rilegando la scelta di stile di combattimento all’arma selezionata e al relativo personaggio del roster che la brandisce, tuttavia potremo variare leggermente l’impostazione del nostro stile scegliendo la taglia del nostro avatar, dal quale dipenderanno portata ed efficacia dei nostri attacchi.

Il tutto funziona alla grande e, nonostante una progressione iniziale sicuramente non tra le più veloci, riesce nell’intento di ampliare il coinvolgimento del giocatore nella storia principale, dato che potrete sbloccare dei ‘registri segreti‘ che andranno poi a completare le Cronache con informazioni extra, ottenibili sfidando tutti i personaggi del roster durante la vostra campagna.

Questa modalità inoltre permetterà di seguire dei tutorial all’inizio presso il Dojo di Drona, grazie ai quali il giocatore può imparare tutte le tecniche base e avanzate, sperimentando nel frattempo anche tutte le varie armi e relativi moveset, diventando così l’approccio migliore al titolo per i novizi del genere.

SoulCalibur VI
Allenamenti o missioni? La mappa di Bilancia dell’Anima e ampia e piena di attività

Altra chicca che ci regala questa modalità è il suo possibile sviluppo in base alle scelte morali prese dal giocatore: si potrà infatti cedere alla tentazione del potere della Soul Edge, oppure puntare alla Soul Calibur rimanendo sulla retta via.

Detto ciò, Bilancia dell’Anima offrirà non poche ore di intrattenimento al giocatore, candidandosi come interessante alternativa per chi non vuole buttarsi immediatamente nelle competizioni online.

Non scordiamoci però anche della seconda modalità single player presente in SoulCalibur VI, Le Cronache dell’Anima. In questa modalità è presente un filone di storia principale, con Kilik come protagonista e che racconta una storia che si dipana nel corso di qualche anno, altro richiamo alle vecchie abitudini della serie.

Ad accompagnare la main quest troviamo le side stories dedicate agli altri personaggi che si sbloccano dopo il prologo di quella con Kilik e vanno a completare nella sua interezza il quadro generale degli eventi narrati, tuttavia non vi è un ordine preciso da seguire, e ciò lascia libera scelta al giocatore di gestire il proprio tempo come meglio preferisce.
Dalla durate di circa mezz’ora l’una, queste storie secondarie prevedono una manciata di scontri, arricchendo di dettagli la trama.

SoulCalibur VI
Tutti i membri del roster di SoulCalibur VI avranno un loro ruolo nelle Cronache dell’Anima

Presente anche qui il lo scontro tra Ordine e Caos, tra Soul Calibur e Soul Edge, da sempre fulcro di ogni capitolo della saga, e ad aiuto dei novizi vi è una comodissima cut-scene introduttiva che ci racconta le origini di questa dualità, rendendo il tutto più comprensibile.

Tuttavia c’è da ammettere che il prologo di questa modalità potrebbe non convincere da subito visti i ritmi non proprio incalzanti, ma gli intrecci e i possibili sviluppi sono tutt’altro che banali e scialbi, appagando non poco il giocatore tra uno scontro e l’altro.

L’offerta single player di SoulCalibur VI risulta in definitiva molto buona, inoltre il titolo è ambientato nel sedicesimo secolo, rivisitando le vicende narrate nel primo capitolo, e ciò rappresenta chiaramente ancora una volta la volontà degli sviluppatori di volersi redimere dagli sbagli commessi, riavvicinandosi alle origini della serie, per poi svilupparle seguendo un nuovo percorso, quasi come a riscrivere la storia del brand.

La formula vincente

I picchiaduro da sempre hanno avuto come scopo principale, implicito o meno, quello di divertire i giocatori che, solitamente in compagnia, vedono questi titoli come un passatempo da spendere con i propri amici nelle classiche serate ‘pizza e videogiochi’, e questo SoulCalibur VI secondo noi può essere uno degli esempi più fulgidi e calzanti, vista la formula semplice ma completadivertente e coinvolgente.

Il gameplay conserva i tratti distintivi delle origini, ma rende gli scontri molto più spettacolari, tesi e dinamici. A primo impatto non stupisce per complessità, i comandi sono immediati e intuitivi anche per un profano del genere, tanto che pure i meno avvezzi non impiegheranno più di un match o due per entrare nel vivo del gioco.

Tuttavia non lasciatevi ingannare, SoulCalibur VI è tutt’altro che button-smashing visto l’ottimo lavoro svolto dai ragazzi di Bandai con il combat system, che andremo ad analizzare nel prossimo paragrafo.

Inoltre il bilanciamento tra offerta offline e multiplayer è ottimo, con il comparto online che presenta alcune delle modalità più classiche, come le partite classificate o le partite in lobby, senza esagerare oltre, abbandonando l’ossessività per il competitivo mostrata nel quinto capitolo ma senza ignorare il fatto che non si può vivere solo di single player.

Inserire solo Partite classificate e in lobby per iniziare è certamente una scelta cauta di Bandai per evitare il classico passo più lungo della gamba, ma con un Season Pass già annunciato ci si aspetta anche altre modalità, oltre i classici personaggi nuovi aggiunti in corso d’opera.

Graditissimo anche il ritorno dell’editor dei personaggi, che permette di modificare i personaggi già presenti in gioco ma soprattutto permette di crearne di nuovi, ampliando il già nutrito schieramento di personaggi a disposizione del giocatore, tra i quali non possiamo non citare lo Strigo, Geralt di Rivia, ospite d’onore di questo sesto capitolo della saga.

SoulCalibur VI
Scatenate la vostra fantasia e create personaggi originali

Combattere con stile

Eccoci dunque al piatto forte dell’offerta messa sul tavolo da SoulCalibur VI: il combat system.

Fondamentalmente il combat system è rimasto quello delle origini: un attacco verticale, uno orizzontale, la possibilità di sferrare calci e parare, con uno spostamento laterale che torna anch’esso quello di un tempo, abbandonando i sidestep inseriti nel quinti capitolo e riscoprendo una reattività molto apprezzata, e con le mosse speciali rilegate ai pulsanti dorsali del controller.

Come abbiamo accennato in precedenza non aspettatevi una grande complessità, poiché il team di sviluppo ha applicato una riuscitissima operazione di snellimento e semplificazione delle combo togliendo la necessità di passi laterali e modificatori direzionali, rendendo dunque il tutto molto più immediato, accessibile, fluido e coinvolgente.

SoulCalibur VI
Un combattimento agile, veloce, immediato e immersivo, cosa chiedere di più?

Ma non fatevi ingannare, questa operazione non ha minimamente intaccato la grande profondità del combat system offerto da SoulCalibur VI, con moveset che variano da personaggio a personaggio con un’ottima caratterizzazione, permettendo ai giocatori più esperti di inanellare devastanti combinazioni e gestire al meglio il combattimento secondo il loro stile preferito.

La grande novità introdotta da questo capitolo è sicuramente la Lama Invertita, o Reversal Edge, finita subito sul banco degli imputati ma che potrebbe in realtà essere un’interessante aggiunta al parco mosse a disposizione del giocatore.

La Lama Invertita è un colpo caricato capace di assorbire gli attacchi avversari, anche in serie, che una volta andato a segno dà il via a una spettacolare animazione a rallentatore, che si risolverà in base all’attacco selezionato dal giocatore.
Il principio infatti è quello della morra cinese: attacco verticale batte attacco orizzontale, attacco orizzontale batte passo laterale, e ovviamente passo laterale vince sul colpo verticale.

SoulCalibur VI
Carta, Sasso o Forbice?

L’esito di questo ‘scontro’ dipende quindi dalla fortuna del giocatore nell’azzeccare la scelta vincente, e questo ha fatto storcere il naso ai puristi della serie, i quali preferivano un combattimento basato tutto sulla qualità del giocatore che non comprendesse elementi lasciati al caso.
Tuttavia crediamo che questa aggiunta sia tutt’altro che nociva, integrandosi bene con il combat system e dando la possibilità ai giocatori di ribaltare situazioni pressanti, rimettendo in discussione qualsiasi match se utilizzata coi metodi giusti.
Inoltre ha sia i suoi svantaggi, essendo lenta e facilmente schivabile con uno spostamento laterale, e quindi anche abusarne può risultare controproducente.

Per chi è in cerca di conferme invece sarà ben felice di trovare nel proprio arsenale la Guardia Reattiva, sfruttabile in base alle esigenze senza limitazioni ma che richiedere un tempismo perfetto di esecuzione per poter stoppare l’avversario e spingerlo via.
I duelli diventano dunque, tra Taglio Invertito e Guardia Reattiva, molto più strategici e studiati, garantendo a chi padroneggerà queste tecniche un vantaggio cospicuo.

Bandai ha voluto però strizzare anche l’occhio alla spettacolarità, proponendo una versione rivisitata della Lama Critica, la classica mossa speciale utilizzabile caricando la relativa barra mettendo a segno hit su hit, che vede in SoulCalibur VI una semplificazione della meccanica ma non di certo un calo di utilità visti gli ingenti danni che arreca.

SoulCalibur VI
La spettacolarità non deve mai mancare

Immancabile anche la conferma della Lama Caricata, anch’essa rivisitata, che consente un utilizzo alternativo della barra dell’anima per entrare in una modalità potenziata, utilissima per incalzare l’avversario dato che ci concede l’accesso a un parco mosse più ampio, oltre a essere più rapidi e a infliggere danni maggiori.

Ovviamente l’efficacia di questo meccanica dipende da personaggio a personaggio, il che rende ancora più profondo e caratterizzato il tutto, inserendo variabili che andranno ad amalgamarsi irrimediabilmente con la bravura del giocatore.

Tutto questo insieme di novità e conferme, insieme ad alcuni degli elementi più classici come i Ring Out, le proiezioni e gli Spezzaguardia va a creare un combat system moderno ma mai pesante, che concilia sia i più pretenziosi sia i giocatori che cercano solo una valvola di sfogo per divertirsi con gli amici in compagnia.

Tante rivisitazioni, uno snellimento della forma e una nuova meccanica. Questo combat system è davvero adatto a tutti. Ma soprattutto consente a tutti di poter imparare e diventare sempre più forte

I combattimenti non sono mai monotoni e tanto meno sbilanciati, grazie anche all’ottimo bilanciamento tra i vari personaggi che mostra pochissime sbavature, e ciò rappresenta un vantaggio enorme per la saga di SoulCalibur, il cui rilancio passa per forza di cose dal combat system.

Tecnicamente parlando

Andando sul tecnico la grande novità è il passaggio a Unreal Engine 4, motore grafico che suona quasi come una garanzia, e così è stato, con SoulCalibur VI che si presenta in un buono stato di forma al lancio.

Come abbiamo potuto notare già ai tempi del nostro provato, la qualità tecnica principale mostrata dal titolo è sicuramente la fluidità, con un framerate roccioso e ancorato ai 60 fps, indipendentemente dalla console in questione.

Tuttavia questa forte attenzione alla fluidità del tutto, apprezzatissima per carità, va inevitabilmente a cozzare con la qualità dei modelli, che però non cedono nemmeno troppo terreno.
I modelli poligonali dei personaggi sono infatti discretamente realizzati, mostrando una certa attenzione per i dettagli, tuttavia però non tutti i volti sono riusciti al meglio.

Il sistema di illuminazione non brilla, o forse brilla anche troppo, ma giochi di parole a parte alcuni riflessi tendono a essere leggermente innaturali, ma forse questa remora è data dallo standard dei giochi attuali, che però diventa futile se si pensa al contesto del gioco e al suo focus principale, che certo non è una realisticità estrema.

SoulCalibur VI
Tante, forse troppe, scintille a ogni incrocio di lama renderanno ogni scontro ‘luminoso’

Ogni combattimento sarà messo in risalto da una curata ambientazione, in grado di creare una cornice degna di nota, colpendo il giocatore nonostante non sia l’aspetto che balza all’occhio per primo, e poco importa se la scena è statica o sfocata in lontananza, poiché a nostro avviso da un certo senso di retrò, che in un picchiaduro non può che evocare ricordi d’infanzia passati davanti ai cabinati a suonarcele con gli amici.

SoulCalibur VI quindi non eccelle ma non delude per nulla sotto l’aspetto grafico, mostrando un utilizzo del motore grafico di Epic più che buono, in crescita rispetto allo stesso Tekken.

Bene anche il netcode, vero spauracchio di ogni picchiaduro multiplayer, che pare in grado di garantire partite online senza tanti patemi.
Il nostro giudizio purtroppo però potrebbe essere influenzato dal fatto che, nelle poche partite fatte pre-release del gioco, il comparto multigiocatore non straripava di duellanti e che dunque la vera portata di questo comparto e del matchmaking si vedranno solo al lancio.

Unica vera pecca sono i tempi di caricamento, a volte piuttosto estesi.

In ultimo ma non meno importante, la playlist di colonne sonore selezionate che accompagneranno ogni combattimento è una vera chicca, incalzante e coinvolgente come non mai.

Menzione particolare va anche ai menù di selezione dall’interfaccia semplice ma ben fatta, soprattutto quello dei personaggi, con un’anteprima del combattente scelto in stile fumetto.


PRO CONTRO
  • Molti contenuti Single Player
  • Roster variegato e bilanciato
  • Combat System bilanciato e profondo
  • Gameplay stabile e fluido a 60 fps
  • Scontri dinamici e spettacolari
  • Purtroppo pochi contenuti multiplayer
  • Tempi di caricamento un po’ eccessivi
  • Buona grafica ma facilmente migliorabile
  • Più personalizzazione dei personaggi sarebbe stata gradita
Conclusione
SoulCalibur VI
8.5
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Studente di Ingegneria prima e appassionato di videogame poi, possessore di una PS4 ha concretizzato la sua passione per il mondo videoludico sposando il progetto del 17KGroup.