NOTA: le immagini presenti in questo articolo derivano da sessioni di gioco, riprese direttamente indossando il visore Playstation VR. La qualità delle stesse apparirà differente da quanto lo sia in realtà, in virtù di una esperienza diversificata in ambito VR.

Unearthing Mars 2Ebbene, il nostro Road to VR continua imperterrito, testando e provando sensazioni che il mondo reale non può darci, soprattutto in tutte quelle esperienze che richiedono un certo autocontrollo. Tra manicomi sperduti di The Inpatient o demoni impostori intravisti su The Exorcist VR, passiamo al genere fantascientifico impugnando un controller dedicato, già ampiamente trattato con aspetto soddisfacente nel primo approccio su Farpoint. Grazie ad una copia fornita da Winking Entertainment, abbiamo avuto modo di esplorare un luogo inospitale, cercando di sopravvivere il più possibile. Il pianeta rosso è sempre stato oggetto di numerose produzioni, nonché l’ultimo DOOM VFR, ma provare qualcosa di adrenalinico in salsa sci-fi è sempre qualcosa di divertente e Unearthing Mars 2: The Ancient War può essere l’occasione giusta per rievocare le medesime sensazioni.

Unearthing Mars 2
Il viaggio comincia!

Il tredicesimo piano

Facciamo un po’ di chiarezza. Dopo il primo capitolo, condito da una filosofia da film interattivo vecchio stile, Winking cambia le carte in tavola e cerca di rilanciare la sua idea iniziale. Tutto si svolge nella prospettiva del copilota, intento a scoprire i misteri e situazioni che ruotano sul pianeta Terra, virando poi su Marte, attraverso i ricordi di un soldato, le cui gesta lo elevano al ruolo di eroe. Per entrare nel corpo di questo combattente e rivivere le sue riminiscenze, il protagonista si serve del progetto Arca. In questo modo tutte le azioni avranno un impatto sul soggetto che utilizza il cristallo dell’Arca, imparando tutto ciò che è stato vissuto precedentemente.

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I modelli dei personaggi sono realizzati splendidamente.

Tutto si concentrerà al centro tecnologico della Base Pastore sulla Terra, cercando di sopravvivere a degli organismi aventi intelligenza artificiale superiore alla norma ed impazzita e trovando il vero fautore di questa evoluzione: Black Sword. La caccia si rivelerà ostica, soprattutto perché la struttura è piena di insidie, quali corridoi angusti che pullulano di mastini cibernetici e fotocellule laser capace di azionare trappole. Grazie agli straordinari poteri e riflessi dell’indomito guerriero, facendosi strada con la forza, si arriverà all’inevitabile scontro finale, con la concezione di non aver assimilato troppo dei ricordi, anzi la confusione regnerà sovrana.

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Pronti a utilizzare l’Arca?

Realtà virtuale alla massima potenza

Poche volte abbiamo potuto notare una certa cura nella realizzazione di modelli ed ambienti così definiti, specie se parliamo di realtà virtuale espressa da PlayStation VR. Nei casi specifici, abbiamo elogiato il lavoro espresso su FarpointUntil Dawn: Rush of Blood, dove i personaggi rappresentavano una parte di immersività importante. E’ il caso anche di Unearthing Mars 2: The Ancient War, dove le scene di intermezzo offrono al giocatore di immedesimarsi col protagonista (a cosa servirebbe la VR altrimenti) e di vedere distintamente i personaggi secondari, nonché i nemici, tutti con modelli qualitativamente di alto livello. Una menzione particolare sull’aspetto visivo non può che andare all’estetica delle armi, realizzate benissimo e dall’appeal molto futuristico.

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L’estetica delle armi è veramente fantastica!

Bene, il concept si sposta dal film interattivo alla piena azione frenetica di uno sparatutto in prima persona. Il tutorial iniziale è molto intuitivo e utile allo scopo, permettendoci di capire subito i comandi e la rispettiva funzione. La piena compatibilità con la periferica dedicata, quale AIM Controller, garantisce al giocatore una piena immersività e divertimento nel prendere la mira ed eliminare qualsiasi minaccia si frapponga tra noi e il nostro obiettivo principale. Lo stile di movimento si avvicina più a DOOM VFR che a Farpoint, dove la libertà dell’esplorazione risultava preponderante, piuttosto Unearthing Mars 2 si configura come uno shooting su binari, come i vecchi House of the Dead o Time Crisis di antica data. Infatti, non potremo camminare liberamente per gli ambienti, ma utilizzeremo i nostri spostamenti verso punti prefissati sulla mappa, in modo da attendere la trappola prefissata o far partire un determinato trigger.

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Alcuni ambienti sono grandissimi e realizzati bene, ma non potremo visitarli nella loro interezza…

Quindi si ripropone lo sparatutto su rotaia (con tanto di indicatori) simil Rush of Blood, con controlli meno statici e gameplay molto interessante. In alcune fasi di gioco è stato implementato il sistema bullet time, ossia rallentamento del tempo, in modo da fornire al giocatore la tempistica giusta per abbattere i nemici. Tale potere si può utilizzare attraverso il comando correlato, mostrando anche i punti deboli degli avversari.

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Il bullet time regalerà dei momenti spettacolari.

Una sorpresa a metà

Dato un comparto artistico e visivo interessante, se rapportato alle tante produzioni per PSVR, Unearthing Mars 2 smette di offrire l’effetto sbigottimento dopo poco più di due ore, termine temporale che mette fine all’intera esperienza. La sua breve longevità, unita alla scarsa cura per l’aspetto narrativo, pone il titolo in un limbo. Gli sviluppatori hanno gettato interessanti basi per una saga futuristica, condita da elementi che destano curiosità, ma gestiti troppo superficialmente. La trama alla fine rimane confusa e un pretesto per indurre il giocatore a superare livelli, dove nemmeno l’ironia dei dialoghi riesce a far superare lo scoglio.

Qualsiasi cosa abbiano rinchiuso nella struttura, certamente non sarà amichevole…

Superati una manciata di capitoli, eliminati boss e padroneggiato i propri poteri, oltre ovviamente a imbracciare il proprio arsenale, il pomeriggio giunge al termine con la lacrima sotto il visore e l’idea di aver perso un’occasione importante. Se il gameplay risulta molto divertente, così come le boss fight risultano più movimentate del solito, l’accortezza per qualche particolare fa tentennare il possessore del visore a rigiocare il titolo, anche perché tolto qualche bivio (che non porta a nulla di nuovo) e volendo migliorarsi nelle sfide, non si potrà fare nient’altro. Dopo aver ammirato le armi da fuoco alimentate ad energia, proprio queste ultime sono di numero assai limitato e con poca originalità: si va dal sempre onnipresente fucile automatico, al lanciarazzi o al classico fucile a pompa. Cambia il vestito, ma non l’utilizzo, ma c’è da ricordare che dal punto di vista visivo, tutte le armi sono bellissime. Peccato anche che il numero esiguo sia anche riferito a quante ne possiamo portare con noi. Potremo utilizzare solo due armi alla volta, tra primaria e secondaria.

Peccato che potremo portare con noi solo due armi…

La strada giusta

Al netto dei pregi e difetti di questo Unearthing Mars 2: The Ancient War, possiamo benissimo indicare come interessante la strada intrapresa da Winking Entertainment. La possibilità di sviluppare uno shooting su binari, sempre in ambito VR, non è proprio da scartare, anche se avremmo preferito più libertà di movimento. D’altro canto, il gameplay frenetico e l’interazione con il corpo reale resta molto divertente. Sarà possibile schivare i colpi dei nemici abbassandosi e inclinando il corpo, così come il superamento delle fotocellule laser richiederà il nostro movimento. Bellissimo l’effetto bullet time, come intravisto in Super Hot, incastrandosi perfettamente con la dinamicità degli scontri.

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Come si dice, più sono grossi…

Assoluto punto a favore è rappresentato dalla totale mancanza di motion sickness, quella sensazione di malessere e nausea causato dal movimento della testa mentre si indossa il visore, soprattutto quando le immagini sono sfocate o non abbiamo un punto di riferimento del corpo del nostro alter ego virtuale. Noi abbiamo provato ad essere stoici e a giocarlo in piedi, gironzolando per la stanza sfoggiando l’AIM Controller come soldati, senza avvertire il benché minimo disturbo. Il sistema di puntamento risponde benissimo alle aspettative e la precisione non ha mai dato segno di cedimento, così come non abbiamo notato rallentamenti nel frame rate. Nonostante la localizzazione dei dialoghi sia in inglese, è possibile usufruire dei sottotitoli in italiano, ben accessibili e visibili, anche se alcune volte la traduzione non è stata impeccabile. Peccato solo non aver avuto il modo per approfondire meglio la storia che si cela dietro il grande impasto proposto, avendo avuto solo l’impressione che la trama sia stata solo inizialmente sviluppata e poi mal narrata.

PRO CONTRO
  • Adrenalinica esperienza in chiave VR
  • Ottima realizzazione grafica
  • Gameplay divertente e interessante
  • Audio coinvolgente
  • Mancanza di motion sickness
  • Comparto narrativo da rivedere
  • Breve durata
  • Rigiocabilità limitata
Conclusione
Unearthing Mars 2: The Ancient War
7.5
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Programmatore, analista software e scrittore, appassionato del mondo videoludico e cinematografico fin dalla tenera età. Iniziando con un Vic-20 ho cavalcato tutta l'evoluzione fino alla next-gen, riuscendo a mettere a disposizione tutta l'esperienza al servizio dei 17K.