World of WarcraftQuando sentiamo parlare dell’aspro, nonché eterno, conflitto tra Orchi e Umani, non ci riferiamo certamente all’omonimo romanzo di Nichols (sebbene di grande interesse e caratterizzazione), piuttosto la mente ci rimanda indietro nel tempo, precisamente agli inizi degli anni ’90, quando l’estro di Blizzard Entertainment dette vita al primo RTS basato sulla battaglia tra le due razze: Warcraft. La Prima Guerra si spinse oltre il mero massacro dei due schieramenti, ripercorrendo il conflitto nelle terre di Azeroth, patria degli umani. Qualche anno dopo, l’universo si espanse, dando vita a qualcosa di più enorme rispetto alla limitazione concettuale strategica con cui era nata e pochi si sarebbero aspettati che a distanza di quindici anni World of Warcraft avrebbe ancora trovato la linfa vitale per continuare ad imporsi tra i nostalgici MMORPG di un tempo. Nonostante le varie espansioni elargite durante gli anni, Blizzard allieta le ferie estive con l’uscita di un nuovo contenuto inedito: Battle for Azeroth.

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La prima schermata già trasuda curiosità…

For the Alliance!

Inutile girarci intorno, appena viene nominato il genere MMORPG, l’archetipo utilizzato sarà quello di World of Warcraft. Nato come compendio allo stesso universo su RTS, si è ritrovato ben presto ad acquistare così tanti seguaci da modificare i piani e le strategie di Blizzard. E’ vero, sono passati tantissimi anni e ormai i quindici milioni di giocatori sono un lontano ricordo (quel Guild Wars 2 tanto evocativo spodestò il primato), ma comunque ancora una cifra a sei zeri è presente nel mondo virtuale di WoW. Sulla base degli eventi scaturiti dal genere strategico (e perché no, anche del Boardgame), gli enormi continenti hanno subito una trasformazione strutturale, approdando così sotto le vesti di un ulteriore punto di vista. Inizialmente presentandosi con una grafica minimale e configurazione hardware non esosa, World of Warcraft narra principalmente le gesta di un eroe, creato dal giocatore, mentre la sua epopea ripercorre le Eastern Kingdoms o Kalimdor, passando per le principali capitali o posti inesplorati.

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La prima visita a Stormwind non si dimentica mai.

La trama che lega tutto il vasto mondo altri non è che il pretesto per indurre l’eroe a districarsi in varie missioni, con lo scopo di raggiungere il più alto livello e possedere un equipaggiamento adatto a sconfiggere i nemici più temuti. Essendo concepito come un Massive Multiplayer Online, il titolo in questione permette un’elevata interazione con gli altri giocatori sparsi per il mondo, comprese le case d’asta, commercio, gestione di una Gilda e tutto l’immaginario già rodato in Ultima Online. Ovviamente le due fazioni, essendo in guerra, possiedono un background differente, creato dallo stesso giocatore in ambito personale, con conseguente inizio dell’avventura in luogo differente e con dedicata linea di progressione. Ovviamente il contenitore è così vasto che nel tempo, non solo si sono aggiunte nuove classi (alcune faction lock, altre condivise), ma Blizzard ha potuto sperimentare espansioni dedicate all’aumento di oggetti, quest e soprattutto l’aggiunta di nuovi territori, esempio lampante furono le Outlands con l’ingresso di The Burning Crusade. Ovviamente non è tutto; Dungeon per i neofiti ed aspiranti eroi si possono incontrare per strada, dove sfide più grandi, quali i Raid, richiedono un numero maggiore di giocatori (alcuni hanno un man 25 e i vecchi addirittura a 40) e Battlegrounds o Arene sono infine dedicati alla parte PvP (Player vs Player). Insomma World of Warcraft sarà la concezione di quel Ready Player One visto di recente, capace di sostituire il mondo reale con uno altrettanto enorme (basti viaggiare per i continenti a piedi per scoprirlo) in salsa fantasy. Il primo amore però non si scorda mai e dopo quindici anni, il Paladin (volgarmente chiamato Pally) umano resta sempre nel cuore, lì inginocchiato all’entrata di Stormwind, dove gli antichi Re sovrastano il ponte di pietra, facendo riemergere antichi ricordi…

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E’ sempre bello far nascere un nuovo eroe!

For The Horde!

Inevitabilmente la nostalgia di percorrere giulivi i sentieri di Elwynn Forest ha prevaricato, ricordando i verdi pascoli e l’ululato lontano di lupi, ma Battle for Azeroth non è così magnanimo e ci catapulta subito in un conflitto dalle sorti imprecisate. Ci eravamo lasciati con Sargeras, il famigerato Titano Oscuro, mentre elargiva il destino di Azeroth facendola soccombere sotto i colpi della lama di fuoco. Il signore della Legione Infuocata aveva mosso i suoi passi fin dai tempi del Pozzo dell’Eternità, fino a trafiggere il cuore stesso di Azeroth con la sua spada e nel contempo essere recluso nella sua prigione. Il grido di dolore ha permesso all’Azerite di emergere dalle sue ferite. Con gli ultimi eroi di ritorno ad Azeroth ed il solo Illidan Stormrage a fronteggiare il Titano, i Goblin scoprono ben presto che ciò che sta fuoriuscendo dal pianeta non è solo la sua linfa vitale, ma un involucro per un potere ancora più grande.

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Non avremo nemmeno il tempo di prepararci alla prima battaglia…

Bene, venuti a conoscenza di tale forza, l’Orda pregusta l’occasione di impossessarsi dell’Azerite e sfruttare il suo potere per soggiogare l’intera Azeroth. Il Capoguerra Sylvanas Windrunner capisce ben presto che il dono sprigionato dai cristalli può riportare l’Orda agli antichi fasti, iniziando così una guerra aperta contro l’Alleanza. Bettle for Azeroth ci porta nel pieno di una battaglia campale nei pressi di Undercity, vecchia roccaforte della razza umana di Lordaeron, cominciando in questo modo il percorso dell’eroe. Data la maestosità del conflitto e con l’Orda praticamente messa in ginocchio, l’Alleanza tenta un ultimo assalto per spodestare il potere di Sylvanas, ma costei messa alle strette dalla vecchia guardia composta da Jaina ProudmooreVarian Wrynn (re di Stormwind) fugge portandosi con sé i suoi fidati alleati, consegnando temporaneamente la vittoria all’Alleanza.

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Sylvanas Windrunner è proprio un bel Capoguerra…

Lì, dove tutto è cominciato

Dopo il primo sviluppo datato ormai diversi anni, World of Warcraft ha subito un cambio pelle generazionale. Abbandonata la visuale isometrica del gioco strategico in favore di una prospettiva tridimensionale, è comunque rimasto al passo coi tempi invecchiando come il vino buono. Dopo ogni espansione rilasciata, venivano adeguati anche gli assets di gioco proprio per dare un senso completo di evoluzione. Tra i Coboldi iniziali sostituiti e Macignu di vecchia data, dopo la guerra epica iniziale di Lordaeron ci ritroveremo a seguire una quest line generica che ci porterà all’epilogo dell’avventura. Come da tradizione, il level cap è stato innalzato a 120, ma noi da buoni giocatori già possessori di una classe al vecchio livello abbiamo avuto modo di sperimentare la progressione del nostro eroe a suon di esperienza guadagnata da quest, mob kill ed esplorazione.

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Osservare la spada di Sargeras fa ancora impressione…

Per rendere fiero l’eroe, abbiamo impiegato circa trenta ore, soffermandoci maggiormente nei luoghi più interessanti e svolgendo ogni tipologia di missione assegnata dagli NPC (personaggi non giocanti). Diciamo che il concetto di Battle for Azeroth si rifà al vecchio vestito di World of Warcraft, dove c’era bisogno di seguire un obiettivo primario, circondato da solite side quest più disparate che ci consentivano di aiutare in qualche modo i vari personaggi. Questo serve innanzitutto per accumulare esperienza e avere la possibilità di aggiudicarsi un buon equipaggiamento donato da alcune ricompense. Inseguendo il nostro obbiettivo cardine arriveremo al cospetto di Magni Bronzebeard, caro vecchio nano, che ci consegnerà un Artefatto: il Cuore di Azeroth. Il suo funzionamento sostituisce quello delle armi omonime introdotte in Legion, dove la sua naturale trasformazione è legata all’accumulo di Azerite. Più linfa vitale raccoglieremo, più l’artefatto aumenterà il suo livello, rilasciando uno speciale potere passivo da incastonare in speciali armature o equipaggiamento. Andando avanti con l’avventura, sempre tramite apposite missioni, sarà possibile sbloccare razze aggiuntive alleate.

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Battle for Azeroth porterà con sé tantissimi nuovi contenuti.

Per l’onore!

La vecchia concezione del mondo condiviso ha subito un lieve cambiamento. Chi è nato sotto l’iniziale battaglia tra Orda e Alleanza saprà per certo che durante il cammino dell’eroe era possibile imbattersi in un personaggio della fazione avversaria, dalla lingua incomprensibile (non era possibile dialogare con essi), dando vita ad uno scontro che spesso terminava con la morte di uno dei marrani (ed il risveglio inevitabile presso l’angelo più vicino). Con il tempo, il server di gioco fu diviso tra chi prediligeva il PvE (Player vs Environment) e chi preferiva il PvP (Player vs Player), ma al contempo erano previste differenti modalità come Battlegrounds e Arene. In Battle for Azeroth c’è stata nuovamente l’unificazione di questi due mondi, lasciando inalterata la parte PvE.

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Ovviamente non potevano mancare nuovi territori esplorabili.

L’introduzione della modalità War Mode risulta essere una mossa vincente. Chi vuole divertirsi con amici o in solitaria, compiendo missioni ed esplorando i continenti, può benissimo continuare a farlo senza l’incombenza del nemico. Recandosi in una capitale affiliata si può attivare la suddetta modalità ed entrare di diritto tra i duellanti nell’aspetto PvP. In questo modo ci si potrà scontrare con altri personaggi reali che avranno anche loro attivato la funzione, mentre tutti gli altri saranno considerati non attaccabili. Ovviamente i bonus per aver abilitato la War Mode non sono da sottovalutare, tra Azerite ed esperienza aumentata, c’è chi potrebbe livellare più velocemente. Nonostante questa fusione tra PvE e PvP, resteranno comunque invariate le meccaniche relative alle Arene e Battlegrounds. Un ulteriore elemento che aggiunge linfa vitale al già corposo PvE è senz’altro la presenza dei Warfront. Si tratta di una modalità cooperativa a 20 giocatori che richiama alla memoria le meccaniche del vecchio RTS. Difatti bisognerà prendere il controllo della postazione attraverso la raccolta dei materiali, creare e sviluppare l’avamposto per poi attaccare i nemici o difendere l’area.

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Tantissime quest e attività ci attendono!

Terra in lontananza!

Come già accennato in precedenza, ogni espansione è accompagnata da un nuovo viaggio, in particolar modo se parliamo di nuove terre da esplorare, nuovi avamposti da aiutare e disparate missioni da affrontare. Raggiungere il level cap non è facile, soprattutto se decidessimo di utilizzare i vecchi territori; per questo motivo le isole di Kul’Tiras e Zandalar offriranno tantissime ore di divertimento. La prima isola ospiterà Stormsong Valley, cittadina nota per la sua venerazione sacra verso il mare, nonché grande centro portuale. Va da sé che il tema principale proposto viri verso un contesto piratesco, davvero ben ispirato. Di contro Zandalar è la terra dei Troll, dove la stirpe Zandalari, ultima della propria specie, dimora a Zundalar (il gioco di parole è fantastico, ndr) immersa in una lotta eterna verso i Troll del Sangue. Come da vecchia tradizione, ogni fazione può visitare e intraprendere quest in maniera distinta, così da mantenere fedele il contesto relativo. L’introduzione dei nuovi territori porta con sé anche le Incursioni, specifica modalità da tre giocatori per fazione che si contendono il territorio accumulando Azerite. Per poter ricevere il sangue vitale sarà sufficiente (per modo di dire) completare alcune attività, tra le quali l’uccisione dei giocatori di fazione nemica o il rispettivo Boss. Ovviamente terminare l’incursione garantirà una ricompensa anche a seconda della difficoltà selezionata tra Normale, Eroica o Mitica.

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La battaglia di Lordaeron sarà veramente epica!

Dulcis in fundo, Uldir rappresenta la ciliegina sulla torta in quel di Battle for Azeroth. Come riportato dai nani, da tempo immemore i Titani erano dediti a mantenere l’equilibrio tra i mondi. Essi costruirono una prigione sotterranea per rinchiudere alcuni Dei Antichi e studiarne così il loro potere, ma quest’ultimo si rivelò troppo grande per poterlo padroneggiare e controllare, così la prigione fu sigillata. Ovviamente stiamo parlando di un raid da 10 a 25 giocatori (chiaramente a livello 120), con la presenza di 8 Boss da sconfiggere, situato nell’isola di Zandalar presso l’area Cuore di Tenebra.

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L’aspetto visivo è innegabile…

Il tempo passa per tutto…

Sono passati quasi tre lustri dall’avvento di World of Warcraft nel panorama videoludico, ma Blizzard non ha mai mollato la presa, capace di sfornare espansioni ogni due anni e dando sempre linfa vitale ad un MMO che comunque porta il peso degli anni sulle spalle. Con Battle for Azeroth l’approccio della casa di sviluppo americana è quello dell’antico ritorno ai vecchi fasti, scelta quantomai azzeccata. Da un punto di vista estetico, quest’ultima espansione non fa rimpiangere gli scenari apocalittici di Legion, anzi, quasi come fosse il tema di quest’anno, i pirati ne fanno da padroni. Scorrazzare con abiti da bucanieri in mezzo a covi di efferati filibustieri, vista nell’ottica di World of Warcraft, ha senza dubbio un estremo fascino, merito soprattutto di un level design degno di nota. Blizzard ci aveva abituati sempre ad un cambio estetico, con grafica migliorata ad ogni aggiornamento massivo. Dato l’innalzamento graduale delle specifiche tecniche, ci saremmo aspettati un ulteriore aggiornamento visivo, ma è cambiato veramente poco ed i miglioramenti appaiono solo impercettibili, mitigati solo da un grande senso estetico.

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No, non siamo nel mondo di Jack Sparrow, ma i pirati sono bellissimi!

Arrivare al nuovo level cap non sarà cosa semplice, ma nelle zone giuste e grazie all’esperienza accumulata in tutti questi anni, questa espansione offrirà comunque al giocatore una longevità non indifferente, soprattutto se poi ci si soffermerà a completare ogni avamposto visitato, oltre a contemplare una serie spropositata di contenuti end game. Quest e missioni saranno molteplici e variegate, non annoiando quasi mai e ovviando a quella sensazione di monotonia associata al solito vecchio grinding o farming. I nuovi contenuti in favore del PvE arricchiscono un mondo già di per sé enorme, capace di soggiogare il giocatore con una caterva di contenuti e tantissime attività da svolgere. Una colonna sonora, sempre sublime, accompagnerà inevitabilmente il nostro eroe nel suo cammino, rendendo epico ogni scontro e memorabile ogni sua avventura. Peccato per la presenza di qualche difetto tecnico, in particolar modo di muri invisibili e compenetrazioni, oppure il bug iniziale della battaglia di Lordaeron. Nella fattispecie, se ci rifiutassimo di unirci allo scontro (tramite messaggio), saremo teletrasportati a Stormwind (nel caso di un personaggio dell’Alleanza) e per andare avanti nella storia bisognerà recarsi al porto della capitale per salpare con la nave apposita, cosa che non è specificata nella missione.

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Sargeras non c’è più, ma il suo ricordo esiste ancora…

I nuovi giocatori avranno l’opportunità di iniziare una seconda vita fino a raggiungere il livello 120, oppure utilizzare una classe di prova, proprio per prendere confidenza con le spell, talenti e artefatti, fino a poter utilizzare un token per portare direttamente l’eroe al livello massimo consentito prima dell’espansione. Dungeon e Raid consentiranno sempre di ottenere un equipaggiamento migliore, ma è bene ricordare che un gruppo ben affiatato è comunque consigliato e le gilde son sempre ben disponibili a reclutare nuovi membri. In definitiva, Battle for Zeroth arriva nel momento in cui gli MMO si sono espansi soprattutto su console, anche se con sistema ibrido ad istanze, rendendo World of Warcraft ancora il titolo indiscusso per quanto riguarda il genere. Il peso degli anni però si sta facendo sentire e probabilmente qualche variazione nel gameplay andrebbe forse valutata

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Tutto racchiuso in un’unica immagine…

 

Requisiti minimi di sistema:
OS: Windows® 7 64-bit
CPU: Intel® Core™ i5-760 o AMD FX™-8100 o superiore
VIDEO: NVIDIA® GeForce® GTX 560 2GB oppure AMD™ Radeon™ HD 7850 2GB o Intel® HD Graphics 530 (45W TDP)
RAM: 4 GB (8GB per Intel HD Graphics 530)
ARCHIVIAZIONE: 70GB di spazio disponibile, 7200 RPM HDD

Requisiti consigliati di sistema:
OS: Windows® 10 64-bit
CPU: Intel® Core™ i7-4770 o AMD FX™-8310 o superiore
VIDEO: NVIDIA® GeForce® GTX 960 4GB o AMD™ Radeon™ R9 280 o superiore
RAM: 8 GB
ARCHIVIAZIONE: 70GB di spazio disponibile, SSD

PRO CONTRO
  • Un gradito ritorno su World of Warcraft
  • Trama interessante e ben narrata
  • Nuove stimolanti modalità PvE e PvP
  • Tantissimi contenuti a disposizione
  • Colonna sonora impeccabile
  • Longevità aumentata
  • Gameplay pressoché invariato
  • Presenza di qualche difetto tecnico

 

Conclusione
World of Warcraft: Battle for Azeroth
9.0
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Programmatore, analista software e scrittore, appassionato del mondo videoludico e cinematografico fin dalla tenera età. Iniziando con un Vic-20 ho cavalcato tutta l'evoluzione fino alla next-gen, riuscendo a mettere a disposizione tutta l'esperienza al servizio dei 17K.