Chi va dicendo in giro che odio il mio lavoro
non sa con quanto amore mi dedico al tritolo

Se mettete insieme le parole esplosioni, distruttività ambientale e videogames, il titolo che le incarna al meglio è senza dubbio Red Faction il quale, sin dal 2001 con il primo capitolo, si è fatto portabandiera e assoluto innovatore nel genere. Era il 2009 e il terzo capitolo della serie, Red Faction: Guerrilla, si ritagliava un discreto successo di critica e di pubblico, seppur non riuscì a sfondare nelle vendite, complice anche l’agguerrita concorrenza del periodo. Erano gli anni degli albori del grande sviluppo degli open-world e Guerrilla riuscì a imporsi grazie al suo motore fisico, il GEO-MOD 2.0, in grado di gestire la strabiliante e realistica distruttibilità ambientale. Distruttibilità che allora non aveva eguali e  ancora oggi, a nove anni di distanza, è difficile trovare produzioni attuali in grado di reggere il confronto.

Dopo il fallimento di THQ e l’acquisizione di molti brand da parte della ex Nordic Games, ora diventuta THQ Nordic, è iniziata una campagna di rilancio di diverse IP famose da parte della stessa azienda. Dopo l’uscita della remastered di Darksiders, siamo arrivati al turno della saga di Red Faction. Partendo dal terzo e più amato capitolo della saga, con un forse banale ma simpatico gioco di parole, THQ Nordic ha rilasciato il 3 luglio 2018 per PC, PS4 e Xbox ONE Red Faction: Guerrilla Re-Mars-Tered. L’iniziativa di THQ Nordic potrebbe anche essere un tentativo di sondare il terreno, capire quanto l’interesse del pubblico per la serie sia acceso o meno, una sorta di test in vista di un possibile rilancio della saga di Red Faction? Per il momento sono solo speculazioni, per cui torniamo su Marte.

Non aspettatevi miracoli da questa remastered. Il gioco è rimasto identico a come lo avevamo conosciuto, stessi contenuti, stesse meccaniche. Solo l’aspetto tecnico è stato rivisto, con texture in 4K, effetti particellari e una migliorata gestione di ombre e luci. Un piccolo gioiellino arrivato dritto dal 2009 e tirato a lucido per l’occasione. Il che comporta che tutti i pregi di allora si sono mantenuti, ma allo stesso modo i difetti, che forse si sono fatti più pesanti, complice anche il passare del tempo e l’evoluzione dell’offerta del mercato videoludico. La nostra configurazione ci ha permesso di giocare senza difficoltà in Full-HD a 60fps fissi, forse con solo qualche piccolo tentennamento nei momenti più caotici e confusionari, ricchi di esplosioni ed effetti particellari.

L’anno è il 2125 e la terraformazione e colonizzazione di Marte procedono spedite. L’autorità è amministrata dall’EDF, l’Earth Defence Force, chiamata sul pianeta dai rivoltosi della Red Faction per sconfiggere la spietata ULTOR Corporation durante gli eventi del primo capitolo 50 anni prima. Complice la crisi economica e l’estrema penuria di risorse sulla Terra, i salvatori di un tempo sono diventati gli oppressori, instaurando una feroce dittatura militare, volta allo sfruttamento intensivo di Marte e dei suoi abitanti per garantire la sopravvivenza della Terra. Impersoneremo Alec Mason, un ingegnere minerario fresco di immigrazione che si ritrova, a suo malgrado, coinvolto nella guerra civile tra l’EDF e la Red Faction. La tematica è sicuramente interessante e offre un ribaltamento di punti di vista non proprio comune nelle narrazioni mainstream ma oltre a questo ha ben poco di concreto da proporre. La storia scorre abbastanza lineare, risultando godibile ma ben lontana dal far gridare al miracolo, supportata da una narrazione semplice e forse a volte fin troppo banale. Nulla di oltre al conflitto buoni vs cattivi, dove questa volta i buoni sono i guerriglieri, i terroristi, mentre il cattivo è lo stivale dell’oppressione militare supportata dall’autorità e dalle corporazioni. Buona idea di base ma sviluppata in modo semplice, seppur apprezzabile.

Come già accennato, non è certo la storia il punto forte di Red Faction: Guerrilla, ma il suo straordinario motore fisico, il GEO-MOD 2.0. “Far esplodere roba, ecco il mio piano” citando Borderlands 2 possiamo riassumere in una semplice frase lo spirito del gioco. Tutto ciò che c’è sulla mappa, e per tutto intendo TUTTO, è distruttibile: ogni costruzione, edificio, ponte, impianto industriale, antenna, barricata o quant’altro è riducibile in pezzi. La struttra open world fornisce una grande varietà di approccio e di libertà al giocatre, permettendogli di scegliere la tattica che gli è più congeniale per affrontare le missioni. Il vasto arsenale di armi, da quelle più moderne sottratte alle truppe EDF, a quelle arraffazzonate e improvvisate dei guerriglieri della Red Faction, passando per mine, cariche da demolizione e un simpatico fucile capace di sciogliere la materia, organica o meno che sia. Ah, come non dimenticare il nostro fido martello, inseparabile arma corpo a corpo capace di sbriciolare non solo il torace dei soldati EDF ma anche i più imponenti edifici, una martellata alla volta.

Complice anche l’abientazione (andiamo, Marte non è propriamente un posto variegato, oltre a sassi e… altri sassi non è che ci sia molto) le lande marziane non brillano di diversità e i sei settori in cui è diviso il pianeta tendono ad assomigliarsi forse un po’ troppo, andando a influire sulla varietà del gioco. Ogni settore offrirà una serie di missioni storia uniche, delle quest secondarie e una serie di obiettivi importanti da abbattere. Inoltre ciascun settore è caratterizzato da a due parametri, il Morale e il Controllo. Il Morale sale effettuando missioni in difesa della popolazione di Marte, effettuando una serie di uccisioni di truppe EDF e salvando civili. Più alto è il morale di un settore, più possibilità abbiamo di trovare casse di rifornimento e munizioni e più possibilità ci sono che, durante uno scontro a fuoco, i cittadini di Marte impugnino le armi per combattere al nostro fianco. D’altra parte il Controllo indica la presenza dell’EDF sul territorio e deve essere ridotto a 0 per poter liberare il settore. Come si abbassano i punti Controllo? Facile, facendo esplodere roba! Edifici e strutture dell’EDF, centri di comando, obiettivi secondari e principali, di vitale importanza, sono in grado di far precipitare il Controllo una volta abbattuti.

Purtroppo le quest secondarie non sono particolarmente variegate e tendono a ripetersi a lungo andare, rischiando di stancare soprattutto chi è ormai abituato agli open world moderni, completi, ricchi e vari rispetto alle desolate lande di Marte. Complice la guida con i veicoli, non proprio alla mano, rischia di rovinare sul lungo periodo l’esperienza di gioco di molti, visto anche il ruolo chiave che questi hanno in molte missioni, sia principali che secondarie. Il gunplay funziona, è semplice e non offre nulla di particolare, escluso il variegato e ampio arsenale capace di seminare morte nei modi più particolari (e pirotecnici) possibili. L’IA nemica (e alleata) invece soffre di qualche limitazione, limitandosi a sciamare nella nostra direzione, sia che si tratti di fanteria che di mezzi corazzati, senza alcun ritegno ne strategia.

L’offerta del gioco si va a completare grazie a un DLC storia, Demoni delle Badlands, e una ricca componente multigiocatore, sia locale che online. Squadra Demolizioni consiste in sfide a tempo durante le quali dovremo seminare più caos possibile sfruttando i mezzi offerti. Far saltare in aria tutto nel minor tempo possibile, incarnando la quintessenza di Red Faction. Il multiplayer online ci lancia in sfide e mappe a squadre o tutti contro tutti, fornendoci svariati sturmenti di distruzione con cui seminare il caos nella mappa. Un’offerta varia e integrata capace di aumentare considerevolmente la longevità del titolo.

A conti fatti non è facile inquadrare una remastered, pardon, una Re-Mars-Stered di questo tipo. Il lavoro svolto da THQ Nordic è stato, possiamo dire, il minimo indispensabile, necessario a dare una veste nuova al titolo senza andare a intaccare però l’offerta originale del gioco. I nove anni di differenza si fanno sentire e, tolta l’estrema libertà che la professione da bombarolo ci offre, l’open world di Red Faction: Guerrilla è invecchiato e sente il peso degli anni, risultando alla lunga vuoto e ripetitivo rispetto alle esperienze odierne. Ha senso quindi per coloro che hanno amato il titolo del 2009 investire nuovamente in questa Re-Mars-Tered? Se possedere il titolo originale su Steam sì, visto che THQ Nordic ha avuto l’apprezzabilissima idea di distribuire gratuitamente la versione rimasterizzata a chi aveva precedentementeo acquistato Red Faction: Guerrilla. Se non avete combattuto per la libertà di Marte nel 2009 e vi piace far saltare in aria roba (andiamo, a chi non piacciono le esplosioni? soprattutto se sono in grande stile) potreste farvi tentare dal prezzo contenuto, 19,99€ la versione Steam, 29,99€ quella console. Non aspettatevi però un’esperienza tripla-A di un open world odierno, potreste rimanerne delusi.

PRO CONTRO
  • Far esplodere roba resta un divertimento impagabile
  • Il GEO-MOD 2.0 può ancora dire la sua
  • Arsenale ricco e variegato
  • Ricco di contenuti, sia online che singleplayer…
  • … Che però possono risultare poco vari e ripetitivi alla lunga
  • L’Open World fa sentire il peso degli anni
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