Ci dispiace molto dover pronunciare queste parole ma Agony è un titolo che ci ha un po’ deluso, che ci ha fatto faticare per completarlo e che ci ha lasciato perplessi sulla differenza fra premesse e realizzazione di un titolo che a primo impatto prometteva di rivelarsi molto interessante.
Probabilmente ciò dipende dal fatto che avessimo riposto una grande aspettativa in Agony, un titolo che da quando fece la sua prima comparsa nell’ormai lontano 2016 con il debut trailer aveva in qualche modo saputo intrigarci con dinamiche interessanti ed un’ambientazione crudele e senza pietà di un inferno ancor peggiore di quello dantesco.
Ora, al netto delle nostre ore trascorse su questo titolo sviluppato da MadMind Studio, non possiamo certamente dire che si tratti di quello che ci aspettavamo ma che sia solo lontanamente ciò che inizialmente era stato concepito.
Vediamo passo dopo passo cosa abbiamo apprezzato e cosa invece ci ha realmente deluso in Agony.

TRAMA

Dopo aver trascorso un “piacevole viaggio all’inferno” con DOOM, che pur non avendo una trama ricca di fantasia era comunque in grado di essere mutevole e coinvolgente, con Agony la trama è uno degli aspetti che ci ha deluso maggiormente.
All’inizio del nostro viaggio all’inferno ci è stata presentata una piacevole opening scene (che altro non è che il debut trailer del 2016 citato poco fa), passata la quale ci siamo ritrovati improvvisamente catapultati su un ponte di ossa davanti alle porte dell’inferno senza alcuna memoria di chi fossimo e come vi fossimo giunti.AgonyA partire da questo punto (e non si può certo dire di essere arrivati lontani) la trama perde via via di consistenza, riducendosi a meri dialoghi, o meglio, monologhi, piuttosto semplici e mai veramente d’impatto che, seppur progettati per fare da filo conduttore, non sono riusciti a tenere assieme i vari sottolivelli di questo titolo.

la trama è un tentativo mal realizzato di creare un mondo complesso basato sulla bibbia

L’unico vero obiettivo che ci è stato imposto dal gioco è stato quello di trovare la “Signora Rossa“, una sorta di potente entità infernale e forse la figlia stessa del demonio, l’unica a poterci “liberare” dalle eterne dannazioni dell’inferno.
Ci sono sorprendentemente molti rimandi biblici a Re Nimrod, Babilonia e la Torre di Babele così come altri numerosi luoghi iconici dell’opera di Dante Alighieri, come la Selva Oscura.
Nonostante tali ammirevoli tentativi di mettere su una trama “biblica” funzionante, questa non evolve come dovrebbe: rimangono molti punti vuoti e buona parte degli eventi non sono completamente comprensibili nemmeno leggendo le lettere di Nimrod sparse per gli ambienti di gioco.AgonyIl tutto, seppur con le migliori intenzioni, risulta confusionario e difficile da seguire, togliendo quindi ogni spunto di prosieguo con la trama già dopo circa un’ora di gioco.
La cosa che, dunque, ci ha deluso maggiormente è proprio che Agony avesse il potenziale di diventare un titolo di riferimento, di essere un’eccellente rappresentazione moderna del viaggio attraverso un Inferno da Divina Commedia ed i suoi gironi alla ricerca della salvezza, ma la realizzazione finale che abbiamo avuto modo di provare (su Xbox One X) ci ha lasciato più e più volte delusi e con un “tutto qui?” sulle nostre labbra.
Ci eravamo aspettati di più, più intrigo, più svolte inaspettate, qualsiasi cosa ma Agony si è purtroppo portato avanti come un lungo susseguirsi di eventi ben poco coinvolgenti.

GAMEPLAY

Arriviamo al secondo punto dolente di questo titolo, il gameplay.
Crediamo sia ormai opinione comune l’attribuire a titoli come Dark Souls e Cuphead il ruolo di giochi spesso punitivi, dove il cosiddetto trial & error fa da padrone fino a quando il giocatore non avrà appreso come procedere in uno o più punti ostici del gioco.
Agony, invece, pur mantenendo questa idea di titolo “punitivo” non offre mai realmente spunto al giocatore di migliorarsi, in quanto c’è ben poco che esso possa fare per combattere contro una IA troppo aggressiva e letale.

Agony

Molti aspetti di Agony, infatti, sono fonte di un’ enorme frustrazione per il giocatore, in quanto morire più e più volte nel medesimo punto senza avere poi la possibilità effettiva di comprendere come superarlo, non invoglia più di tanto a concedere ulteriori tentativi.

Agony è un titolo che non insegna nulla,
anche con la morte

DOVE ANDARE?

Non appena terminata la cutscene iniziale, il primo problema che ci siamo trovati ad affrontare è stato proprio dove andare, poiché l’unico obiettivo che il gioco ha proposto a schermo è stato “Trova la Signora Rossa”.
Un indizio decisamente di ben poco aiuto per capire dove recarsi.
Per sapere quale direzione prendere nel labirintico mondo di Agony, abbiamo avuto a disposizione però la possibilità di usare una sorta di fascio etereo che ci ha indicato la via da seguire.AgonySe state immaginando la utilissima linea blu di Dead Space fate pure un passo indietro. Qui si ha a che fare con una sorta di fascio di luce viola che dice sì dove andare, a patto che si riesca a convivere con i suoi due grandi difetti: la luce svanisce quasi subito e i suoi utilizzi sono limitati, fatto che costringe a farne un uso più che modico.

in agony vi perderete spesso volenti o nolenti 

Di contro, è comprensibile come la limitazione di questo potere sia probabilmente frutto della volontà degli sviluppatori di rendere più ostica e perigliosa questa traversata dell’inferno ma in numerosi casi, specie più avanti nel gioco, quando determinate ambientazioni divengono più caotiche, le limitazioni cominciano a farsi fin troppo pressanti.
Dalle opzioni di gioco è possibile rendere illimitati gli utilizzi di questo potere rendendolo per certi versi una funzione più utile a discapito, ovviamente, dell’immersività del gioco.

COME FARE?

Volendo apparentemente puntare ad un livello di difficoltà molto elevato, gli sviluppatori hanno pensato, in maniera molto infelice, di non inserire dei tutorial che spiegassero molte delle dinamiche inerenti a numerosi punti chiave del gioco come la risoluzione degli enigmi ambientali, la risoluzione dei sigilli e la possessione di altri corpi.
Il titolo delega infatti al giocatore il compito di scoprirlo da solo, il più delle volte pagando il conto con numerose morti e tempo sprecato per riuscire a comprendere una dinamica o un meccanismo che un semplice tutorial o suggerimento a schermo avrebbe potuto evitare.AgonyL’esempio più eclatante di questo problema è la possessione.
Verso la parte iniziale del gioco è infatti spiegato da una semplice schermata che la morte in Agony è solamente parte del gioco e che non si traduce subito in un game-over o un respawn da checkpoint.

Alla morte vi sarà infatti data la possibilità di “levarsi nell’aere” sotto forma di spirito ed entro un breve (spesso troppo) periodo di tempo potrete impossessarvi del corpo di uno degli altri sventurati che si trovano con noi all’inferno o di uno dei demoni che infestano gli inferi (anche se, come è bene sottolineare, ciò sarà possibile solo in una parte più avanzata del gioco).

la possessione, punto cardine del gioco,
è mal spiegata e spesso ostica

Non mostrando però alcun tutorial su come effettivamente si faccia a prendere il controllo di un altro corpo, questa dinamica chiave del gameplay risulta decisamente ostica da padroneggiare.AgonyCome conseguenza di ciò, si deve più e più volte morire e ritentare prima di comprendere effettivamente cosa fosse necessario fare durante l’animazione di possessione.
Sarà inoltre impossibile impossessarsi di un dannato qualora questo abbia un cappuccio e sarà quindi necessario scoprirlo prima di morire altrimenti quel corpo sarà precluso dall’utilizzo come “spawn point.

Questa funzione chiave non potrà essere utilizzata facilmente per superare nemici o ostacoli decidendo volontariamente di morire per entrare in un altro corpo ma solo come un modo per non morire subito al primo incontro con uno dei nemici.
Solamente verso la parte finale del gioco il vero potere di questa sorta di “reincarnazione” darà veramente prova di sé, anche se spesso si ridurrà solamente ad un pattern di cambi di corpo obbligato per poter procedere nel gioco.

Similmente a quanto era possibile fare con il fascio etereo, è disponibile nelle impostazioni l’opzione per rendere automatica la possessione semplicemente tenendo premuto un bottone (a discapito, nuovamente, dell’immersività).

RIPROVARE HA UN COSTO

Abbiamo più e più volte accennato come in molteplici casi il giocatore si possa trovare costretto a dover morire, ritrovandosi a dover ripartire da uno dei punti di respawn che prendono il nome di “Specchi dell’Anima“.AgonyTali peculiari elementi posizionati lungo la mappa di gioco fungono da checkpoint temporaneo ma soffrono della pesante limitazione di offrire solo 3 possibilità di utilizzo. Dopodiché, alla quarta morte consecutiva nel medesimo punto di respawn, il giocatore sarà condotto ad uno Specchio dell’Anima più indietro nel livello, dovendo riaffrontare l’intera sequenza.
Tuttavia si possiede un relativo vantaggio: ogni porta aperta e ogni cespuglio di rovi abbattuto rimarranno tali, facilitando l’attraversamento del percorso.

morire più volte di seguito vi farà tornare indietro e perderete parte dei progressi fatti

Come conseguenza di queste sfortunate scelte di level design e come conseguenza dell’aggressività di determinati nemici, il giocatore si ritroverà più e più volte a dover ripetere interi pezzi del gioco in un loop ripetitivo che mina pesantemente sia l’apprezzabilità del gioco che la pazienza del giocatore.

UN’ESPERIENZA MONOTONA

Per quanto ciò sia in linea con molti altri titoli del genere come Outlast, Alien: Isolation e altri, il gameplay di Agony vede un continuo susseguirsi delle medesime meccaniche perpetrato spesso in modo spossante, senza che questo offra un vero risultato apprezzabile.
Delle meccaniche stealth non si può certamente parlare bene, nonostante siano l’elemento più importante del gameplay.
In numerosi casi, colpevole una IA mal realizzata, i nemici sembrerebbero essere come per magia attirati dal giocatore e certo non aiuta l’assoluta condizione di inferiorità del personaggio rispetto ai nemici.
Un incontro diretto, di fatto, porta facilmente alla morte.
Oltre a questo problema di IA è importante sottolineare come il sistema di nascondigli, relativamente utilizzabile all’inizio del gioco, vada poi via via sparendo, rendendo difatto ostica e insensato qualsiasi approccio stealth.AgonyAd interromepere questa lunga partita a nascondino si trovano semplici enigmi ambientali che richiedono banalmente di trovare dei cuori o delle membra umane da posizionare in determinati punti per sbloccare nuove vie (o come nel caso della zona “Guardiano Della Luce” dare il via alla prima vera boss-fight) o il trovare alcuni simboli da poter utilizzare per completare dei sigilli che impediscono di proseguire lungo la via.

il gameplay di agony è monotono e spesso noioso 

Veramente deludenti sono, inoltre, le stesse boss-fight sia in termini di gameplay (che poco si discosta da quello relativo agli altri nemici) che di evoluzione della trama.

UN’AGONIA NON TROPPO DURATURA

Per portare a termine la campagna di Agony abbiamo impiegato circa 7 ore, in quanto i numerosi trial & error a cui siamo stati più o meno costretti dal gioco ed il dover ripetere molte delle zone in seguito al reset dei punti di respawn, hanno portato inevitabilmente a prolungare il titolo oltre quella che è la sua effettiva durata.AgonyIn questo caso ci sentiamo, però, di spezzare una lancia a favore del gioco in quanto gli sviluppatori hanno reso disponibili, oltre al finale principale, alcuni finali secondari a cui è possibile accedere solamente tramite determinate scelte in-game.
Ciò amplia temporalmente la fruibilità della campagna principale, ammesso e concesso che vogliate dargli una seconda run.

SUCCUBUS IS BETTER

Una volta completata la prima run con il protagonista, sarà resa disponibile al giocatore una seconda avventura “parallela” alla principale, dove anziché utilizzare un umano, vestiremo i panni della controversa Succube agli ordini della Signora Rossa.AgonyIn tale modalità sarà possibile sfruttare i numerosi poteri e stili di movimento tipici di questa creatura, migliorando effettivamente l’esperienza di gioco rispetto alla prima run.
Nella mediocrità generale del resto del gameplay di Agony, questa risulta invece essere una modalità relativamente ben riuscita.

AMBIENTAZIONE

Se da un lato tecnico e di gameplay difficilmente è possibile parlare in positivo di Agony, niente si può dire del comparto artistico che gli sviluppatori hanno saputo mettere in piedi per realizzare una delle versioni dell’inferno meglio riuscite sino ad ora.
L’inferno proposto da MadMind studios è forse uno dei più raccapriccianti mai trattati nella storia dei videogame, arrivando a spalleggiare anche quello visto nell’ultimo DOOM due anni orsono.Agony

Molto apprezzabile è inoltre la variabilità degli ambienti offerti da Agony, che riesce agilmente ad alternare ambienti chiusi e claustrofobici, come quelli incontrati all’inizio del gioco, con ambienti più aperti come la “Foresta Oscura” o le zone attorno all’Albero della Vita.

le ambientazioni in agony sono l’unico punto realizzato come dovrebbe

Ogni singolo ambiente che andrete ad incontrare avrà uno stile più o meno unico, con rimandi spesso colti e altisonanti che si rifanno anche ai temi biblici trattati nel gioco (come la porta di Babilonia o la Torre di Babele) o a tematiche peculiari come la lussuria o la pestilenza.Agony

GORE, GORE E ANCORA GORE

Il gore è ciò che fa da padrone negli ambienti di Agony piuttosto che la vera e propria paura: gli ambienti di gioco non risparmieranno mai elementi raccapriccianti come cadaveri, membra amputate che cadono dal cielo, feti cornuti appesi per i cordoni ombelicali, dannati impalati vivi che gemono dal dolore, pareti di ossa, muri di carne e tanto, tanto sangue.
Non mancano ovviamente anche i più classici riferimenti danteschi, come dannati costretti ad eterne sofferenze come l’essere arsi vivi o a vagare incessantemente in luoghi ameni per l’eternità.
AgonyNon neghiamo che molte delle aree affrontate, così come le tematiche da esse suggerite, ci abbiano colpito in positivo facendoci fermare più volte per osservare il panorama o date scene raccapriccianti.

MOSTRUOSITA’ DAGLI ABISSI

Altro punto ben realizzato dal punto di vista artistico sono i nemici, che seppur relativamente pochi in termini di numero, risultano generalmente ben realizzati e contestualizzati.
Il nemico con cui ci si trovaerà più spesso ad avere a che fare saranno le Onoskelis, termine derivato dal Testamento di Salomone che significa letteralmente “colei con le gambe da mulo“.AgonySecondo i testi biblici le Onoskelis erano “Donne dal corpo bellissimo e con le gambe da mulo” (TSol 4:2) mentre in Agony questa versione biblica è stata distorta in favore di una creatura ripugnante che mantiene sia le gambe da animale che un prosperoso seno femminile ma la cui testa è sostituita da una sorta di “vulvadentata ed un paio di corna caprine.

i nemici in agony non sono molti,
ma quelli presenti sanno essere raccapriccianti

Altre creature in cui ci si imbatterà durante il gioco saranno demoni più o meno potenti, mostri simili a ragni ma fatti solo di braccia umane, succubi, spettri di fuoco e financo il demonio stesso in corrispondenza del finale del gioco.

SESSUALITA’ DISTORTA

AgonyUn punto che ci teniamo a sottolineare, anche per la sensibilità dei minori, è la presenza di numerosi rimandi molto espliciti alla sessualità tramite genitali maschili e seni in bella vista.
Tuttavia il gioco pare non sia stato categorizzato come contente “adult content“.
Sconsigliamo vivamente di registrare clip o fare screenshot di gioco tramite le piattaforme integrate dei servizi Playstation o Xbox in quanto c’è la possibilità che possano essere talvolta riportati contenuti sessualmente espliciti e vengano presi provvedimenti disciplinari contro gli utenti.

GRAFICA, SONORO E PRESTAZIONI

UN’AGONIA PER GLI OCCHI

Tutto ciò che Agony ha guadagnato in complessità degli ambienti e realizzazione artistica viene purtroppo dissipato dal terribile comparto tecnico che vi sta dietro.
Al momento riteniamo sia una delle produzioni realizzate con il potente Unreal Engine 4 peggio sviluppate sul mercato, offrendo una qualità visiva mediocre e prestazioni scadenti che non ci saremmo mai aspettati di trovare in un titolo del 2018.
Dal punto di vista di pura grafica, i problemi in Agony sono molto numerosi ed evidenti minando alla base numerosi aspetti del gioco.AgonyTexture di bassa qualità, modelli poligonali spesso poco dettagliati (che risultano in modelli squadrati e poco realistici), un sistema di illuminazione insufficiente (spesso si brancola quasi nel buio) e una risoluzione che (almeno su One X) non è ben comprensibile quale sia.

il comparto tecnico di agony è purtroppo scadente 

Veramente orribili gli effetti utilizzati per realizzare le fiamme (che sono quasi ai livelli early Ps3) e le pozze di sangue, due elementi ricorrenti che minano ulteriormente l’apprezzabilità del gioco.

A.A.A. PRESTAZIONI CERCASI

Arriviamo all’ultimo punto dolente, le prestazioni.
Su Xbox One X (una console che non manca certo di potenza) le prestazioni sono a dir poco vergognose.
Al momento della pubblicazione di questa recensione, il framerate difficilmente riusciva a stare attorno ai 30 FPS, ricadendo spesso e volentieri sulla zona dei 20 FPS e alternando randomicamente dei lag a singhiozzo che portavano il gioco quasi al freeze per un secondo.
L’assenza di V-Sync peggiora ulteriormente questa sensazione di instabilità, rendendo all’effettivo spiacevole giocare in primis per l’instabilità tecnica.
Su PC la situazione sembrerebbe un filo migliore, vista la presenza di un framerate più stabile e il V-Sync attivo ma ancora lontana dalle prestazioni ideali per un titolo del genere.
Stessa situazione su Playstation 4 Pro dove similmente a Xbox One X si hanno framerate instabile, assenza di V-Sync e freeze randomici.AgonyLe versioni base delle console di casa Microsoft e Sony purtroppo vedono prestazioni ancora più instabili e buggate, che rendono la fruizione del gioco quasi al limite dell’impossibilità.

UN AUDIO CONVINCENTE

Si salva in calcio d’angolo il comparto audio di Agony, che in linea di massima è sufficientemente ben realizzato, con una colonna sonora azzeccata ed effetti audio ben realizzati.
Molto buono il doppiaggio, specie quello della Signora Rossa (che alla fine è i personaggio che parla maggiormente) anche se non si tratta del migliore sul mercato.AgonyCi teniamo a sottolineare come nella versione per Xbox One X siano presenti alcuni difetti audio che portano a distorcere determinati suoni in modo apparentemente incomprensibile.
Inoltre è anche successo che, a seguito di un respawn, l’intero audio di gioco andasse in crash e fosse sostituito da fruscii e gracchi costringendoci a riavviare il titolo dalla dashboard per poter continuare.

 

PRO CONTRO
  • Ambientazioni molto curate
  • Inferno ricreato magistralmente
  • Nemici ben realizzati
  • Adatto agli amanti dei giochi ostici
  • Trama non chiara e dispersiva
  • Gameplay confusionario e ripetitivo
  • Tecnicamente pessimo sotto molti aspetti
Conclusione
VOTO
4
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Annata 1993 dalla meravigliosa Toscana. Studente di Medicina & Chirurgia presso l'Università di Pisa. Da alcuni anni lavora come redattore nel settore del giornalismo videoludico per differenti testate. Videogiocatore dal 1998 e amante del gaming PC. Giocatore accanito su Playstation fin dalla vecchia PS1.