Siamo abituati a titoli in prima persona sempre più dinamici, sempre più veloci e sempre più slanciati verso l’adrenalina. Tuttavia esistono titoli in prima persona che intendono comunicare diversamente con il giocatore e che mirano ad esperienze molto differenti. Si può citare il caso di The Stanley Parable che vuole, con mezzi molto ironici, sottili e taglienti, stimolare il giocatore a riflettere su diversi aspetti dell’individuo nella società che spesso si danno per scontati. Oppure si può citare Portal, che mira a far avere al giocatore un’esperienza all’insegna del ragionamento logico che coinvolge le tre dimensioni e, insieme a Portal, si possono citare tutti i giochi puzzle in prima persona come il recentissimo Talos Principle.


Di cosa si tratta?

Heaven Forest è un gioco in prima persona indipendente prodotto dalla mente di uno sviluppatore Italiano, Fabio Ferrara, e pubblicato da Chubby Pixels, che mira a far riflettere il giocatore sul significato della vita. Heaven Forest NIGHTS, invece, è il seguito che analizzeremo con questo articolo. Il titolo è studiato per essere vissuto con dispositivi Oculus o VIVE, con i quali è possibile massimizzare il livello di immersività, ma è fruibile anche senza una di queste periferiche.

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Abbiamo uno scopo?

Innanzitutto, bisogna precisare che Heaven Forest NIGHTS non è propriamente un videogioco, bensì un’esperienza interattiva che coinvolge, per il momento, al massimo il senso della vista per trasmettere un messaggio insolito per i videogiochi: il significato della morte. Non proprio fra i temi più abbordabili e facili specie fra le persone meno riflessive.

Il gioco è, come già anticipato, un’esperienza con la telecamera in visione soggettiva che si preoccuperà di portarci alla scoperta del significato della morte e del ruolo che essa ricopre nella nostra esistenza. Il giocatore si vedrà calato nei panni di uno spirito, in quanto sarà abilitato al volo, e dovrà esplorare e visitare ogni luogo della mappa creata dallo sviluppatore. La mappa è ampia e, anche se si vedono sentieri tracciati chiaramente sul terreno, sono presenti numerosi bivi che arricchiscono la mappa e ci costringeranno a tornare più volte sui nostri passi aumentando il tempo di gioco in maniera molto furba, coerente e intelligente. Tuttavia il giocatore può muoversi liberamente e non ha limiti. Il giocatore ha uno scopo: trovare tutte le pergamene sospese in aria e i libri aperti sui leggii: essi recheranno diversi messaggi con formule filosofico-esistenziali per aiutare il giocatore a riflettere sul tema centrale del gioco.

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Il gioco inizia con la prima pergamena, esemplificativa di tutto ciò che ci basterà fare per addentrarci in Heaven Forest NIGHTS. Innanzitutto serve dire che lo stesso nome e l’ambientazione notturna ricalcano un topos nella simbologia comune che mettono in relazione la notte con la morte, infatti, il gioco, a differenza del capitolo precedente, è un’esperienza che mira a farci riflettere sul significato della morte, come già anticipato, e sul fatto che le nostre azioni abbiano un peso o meno in relazione alla nostra destinazione finale, una destinazione a cui nessuno scampa.

Il titolo, inoltre ci fa riflettere sia sugli aspetti prettamente naturalistici della morte, menzionando le leggi della termodinamica, sia gli aspetti più introspettivi e, a tratti, poetici della stessa, fornendo al giocatore un ventaglio di opzioni che gli permettono di maturare diverse convinzioni in base alle pergamene che più lo convincono. Possediamo pergamene che ci comunicano l’ineluttabilità di tale destino, in quanto ogni sistema termodinamico tende al disordine, e di come ogni essere vivente non faccia altro che vivere grazie alla morte di altri esseri viventi, in quanto per evitare il disordine termico un sistema necessita di energia per poter mantenere il suo stato attuale. Il tutto però non è portato agli occhi del giocatore con pessimismo o denuncia ma, al contrario, viene presentata la morte e la distruzione come processo essenziale della vita, senza le quali non potrebbe esserci la vita stessa. Lo stesso concetto lo si trova alla base della Trimūrti nella religione Indu, dove Shiva, la divinità della distruzione, attenzione, non della morte, è colei che si preoccupa di distruggere per permettere a Brahmā di creare e portare avanti coerentemente il ciclo naturale della vita e dell’universo.

Inoltre, molti messaggi invitano a riflettere sul nostro impiego di forze nelle attività che svolgiamo nell’arco della nostra esistenza. La fatica è strettamente legata al piacere e alla soddisfazione? La consapevolezza, che ci rende esseri in grado di intendere e di volere e pensanti, è veramente una qualità positiva della vita?  Tutti, e altri, interrogativi che vengono sollevati durante l’esperienza di Heaven Forest NIGHTS e a cui le pergamene cercheranno di rispondere. Sarà, poi, il giocatore a trarre le conclusioni da quanto vissuto.


L’ambiente di gioco

L’ambiente di gioco fornisce un’atmosfera perfetta per godersi in tranquillità una passeggiata riflessiva immersi in questo parco costruito ad hoc per portare agli occhi di tutti degli interrogativi e dei temi che l’uomo discute ormai da secoli. Il tutto sembra rimandare alla tranquillità della filosofia Zen: laghetti, canneti, prati, boschetti, templi e  animali, tutti illuminati da una fredda luce lunare, sono perfetti come atmosfera. Se si utilizza il VR, l’immersività arriva al massimo e si può godere appieno dall’ambiente sviluppato dal programmatore. Inoltre, è possibile raccogliere diversi oggetti collezionabili durante la nostra passeggiata: questa implementazione non è risultata particolarmente convincente anche se, da un lato, allunga il gioco e, magari, il giocatore scopre per caso pergamene o libri che non aveva notato, ma, d’altro canto, distoglie molto l’attenzione dall’obiettivo primario: riflettere.

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Molti scorci sono belli da ammirare

Tecnicismi

Dal titolo, trattandosi di un indie, non ci si aspetta particolare cura tecnica, in particolare se il gioco è fruibile per VR ma la grafica risulta semplice, bella da vedere e funzionale per lo scopo che si prefigge: creare una buona atmosfera. La grafica semplice, inoltre, non permette dimostrazioni di sorta. Tuttavia, l’effetto “luce divina” che illumina le pergamene risulta leggermente straniante, in quanto il fascio luminoso si rivela non provenire dalla luna e dunque essere un artificio, sì funzionale per mettere in evidenza una pergamena o un libro ma che tradisce un po’ la coerenza del tutto.

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In conclusione

Heaven Forest NIGHTS si rivela essere più un’esperienza in prima persona che va oltre la definizione “videogioco”. Il titolo si pone in quella categoria di prodotti volta alla divulgazione e, quindi, dei videogiochi come potente mezzo di comunicazione per tematiche più impegnate e più accademiche. Il tutto si trova in forma semplificata e riassunta, proprio per rendere accessibile ai più l’esperienza di maturazione che il gioco offre, anche se, ovviamente, l’acquisto già pregiudica un’intento riflessivo, pertanto, non è consigliato l’acquisto a cuore troppo leggero. Se, invece, avete voglia di godervi una passeggiata e interrogarvi per mettervi in discussione e maturare, di sicuro, Heaven Forest NIGHTS è un titolo da non perdersi. Tuttavia, non ho trovato molto coerente il voler trovare diversi tipi di collezionabili in giro per la mappa. Qui trovate notizie riguardo l’autore.