L’estro di Yoko Taro sicuramente non ha bisogno di presentazioni, derivante dal fatto che nei lontani primi anni del nuovo millennio portò alla luce una nuova creatura su console Sony, rappresentando tutto ciò che di critico poteva esserci nella sfera videoludica, ma non per questo Drakengard riuscì a restare fuori dall’animo dei videogiocatori. Proprio in quegli anni, col galoppare del progresso, comprese risorse hardware più potenti, i giochi di ruolo per console cominciavano ad avere una propria identità, viaggiando su binari ben precisi e delineati. Il gran finale dell’epopea nipponica non si concluse, nonostante tutte le sue varianti, ma al contrario, permise tramite una sua costola la nascita dell’universo di NieR, che tra alti e bassi ci ha consentito in questo 2017 di godere di un ulteriore seguito in esclusiva su Playstation 4 e PC, anche a costo del cambio di mano, in ambito di programmazione, infervorando un nuovo scenario più futuristico e abbandonando il fantasy puro; ciononostante NieR: Automata è destinato a far parlare di sé anche nelle successive generazioni.

Nier Automata
Una volta premuto il tasto, tornare indietro sarà veramente difficile…

For the Glory of Mankind!

Senza dubbio l’evoluzione di Drakengard è forse una delle più affascinanti, un concept puramente fantasy, condito dai classici elementi (odierni) dei giochi di ruolo, che faceva drizzare le antenne a tutti gli amanti del genere JRPG, in particolar modo quando la caratterizzazione dei personaggi e una trama lineare, ma ricca di colpi di scena e risvolti, erano in disaccordo con quanto deciso dal giocatore che, inerme di fronte a certe decisioni o eventi, non poteva fare a meno di lasciarsi trasportare dalle conseguenze e decidere ciò che il fato aveva già sentenziato. D’altronde il mondo di NieR doveva pur partire da un’idea e per ovviare a quel senso di “nuovo“, lo stesso Drakengard ha dato la spinta per la sua nascita, ma, è anche vero che un collante che tenga stretto i due mondi non può essere rappresentato solo da un mero ponte di cristallo, ragion per cui, gli eventi narrati in NieR non solo differiscono per periodo, mantenendo concettualmente lo stesso universo, ma modificano anche l’approccio sul genere. La metamorfosi la si nota soprattutto tramite l’innesto di elementi che ne caratterizzano proprio una sfera più fantascientifica, lasciando che il fantasy scivoli nel modo più indolore possibile.

Non soffermandoci troppo sulle vicende del povero padre, omonimo del titolo, ripercorrendo le sue gesta in quel lontano 2010, NieR: Automata passa nelle mani di un altro testimone. Cavia ha ormai esaurito il rapporto con Taro, che nell’estenuante ricerca di un possibile team di sviluppo che sposi la sua causa, posa infine gli occhi su PlatinumGames, con la collaborazione nella produzione di Square Enix, sobbarcandoli del peso della sfida. Quindi, pronti, via e siamo già all’inizio della nuova avventura.

NieR Automata
La Terra, devastata dalla guerra, è ormai un luogo colonizzato dalle biomacchine.

Futuro. Il pianeta Terra è occupato da violenti alieni, che scatenano una guerra senza precedenti con la civiltà umana. Non potendo far altro che assistere alla propria estinzione, gli ultimi superstiti decidono la strategia migliore da adottare: abbandonare il pianeta verso un luogo più sicuro, rappresentato dalla Luna. Lontani dalla propria casa, gli umani cercano disperatamente un modo per riequilibrare l’esito del conflitto, instaurando la nascita del corpo YoRHa, sempre agli ordini del consiglio dell’umanità, ultimo baluardo contro lo sterminio del genere umano. Tale sistema difensivo comprende una vasta schiera di androidi, il cui compito sarà quello di recarsi sulla Terra per combattere la fanteria degli alieni, rappresentata dalle biomacchine. L’androide YoRHA Numero 2 Modello B (2B) sarà incaricato dell’incursione immediata al centro del conflitto, facendosi largo lungo uno scenario post-apocalittico insieme ad una squadriglia di assalto, col solo obiettivo di eliminare tutte le biomacchine esistenti sul pianeta, così da ristabilire l’ordine e consentire ai sopravvissuti umani di poter far ritorno.

NieR Automata
Quella che inizialmente sembrerà una facile missione di ricognizione, si trasformerà in qualcosa di più grande per 2B.

Are you 2B?

L’idea di fondo di NieR: Automata probabilmente rappresenta lo stereotipo comune derivante da un’ipotetica battaglia tra l’umanità ed invasori alieni, nulla di più utilizzato nei vari ambiti della letteratura classica di fantascienza mista al panorama videoludico, nonché velati rimandi alle opere del Sol Levante quali Ghost in the Shell e Neon Genesis Evangelion. Con il nostro pianeta sconquassato dalla guerra, sorge al tempo stesso un’ultima speranza rappresentata da esseri sintetici senzienti, dotati di intelligenza artificiale e devoti all’essere umano come fonte di difesa e soluzione estrema per debellare la minaccia. Fin dalle primissime fasi non si avrà un attimo di respiro, prendendo subito confidenza con il nostro alter ego, sotto mentite spoglie di una bella fanciulla dai capelli color platino, rispondente al nome di 2B. Grazie all’impiego della tecnologia offerta dagli aeroscheletri, cercheremo di penetrare attraverso la resistenza del nemico, nel cuore di una fabbrica utilizzata come uno dei centri nevralgici per la produzione di biomacchine. Lo scenario, in volo, è quantomeno destabilizzante, dove l’intera squadriglia viene spazzata via di colpo, lasciandoci come unico superstite e pronti a far valere le nostre capacità combattive contro altre macchine, all’apparenza vuote e prive di qualsiasi sentimento. Un aiuto prezioso proviene dall’androide 9S, di classe supporto, concepito con la funzione di scanner. Il duo, inseparabile per la maggior parte dell’avventura, proseguirà districandosi in un mondo privo di vita umana e dominato dalle biomacchine fino ad arrivare nel cuore della resistenza, pronti a stilare il rapporto su quanto emerso in precedenza.

Al contrario di 9S, dove la curiosità dell’androide è tangibile fin dalla sua presentazione, 2B rappresenta un soldato di prim’ordine programmato per seguire le direttive dei suoi superiori senza porre domande aggiuntive, disprezzando qualsiasi essere non umano incontrato. Di contro, il rapporto che si instaurerà con 9S completerà un cammino destinato a rivoluzionare il concetto stesso della propria creazione.

NieR Automata
Le abilità combattive di 2B ci consentiranno di eliminare agevolmente gli invasori, tutto ammirando la sinuosità dei suoi movimenti.

 Controllo del sistema

Eccoci arrivati al punto nevralgico. Recensire un titolo come NieR: Automata è estremamente complesso, soprattutto se il genere JRPG ci ha consentito negli anni di apprezzare un comparto narrativo che si snoda attraverso l’avventura e la caratterizzazione dei personaggi. Non fa eccezione la vicenda che ruota attorno a 2B e 9S, dove per impostazione naturale sulla quale si basa tutto il titolo risulterebbe deleterio, per chi vorrà intraprendere l’esperienza, privare la gioia della scoperta anche accennando in maniera marginale qualsiasi riferimento alla trama. In virtù di una story-line che prosegue al termine con giusto equilibrio, bisognerà lasciarsi alle spalle ogni genere di sottovalutazioni presentate nei tempi iniziali. Se il concept non sembra propriamente originale, ricalcando quanto già visto in precedenza, bisognerà prepararsi a una bomba emotiva che investirà perfino le creature prive di sentimenti. Quello stesso turbinio sarà tangibile anche nel modo in cui affronteremo le vicende degli androidi protagonisti, integrandosi perfettamente con le idee di Taro, ma al tempo stesso richiamando elementi già presenti nel capitolo precedente.

NieR Automata
Osservare la devastazione provocata dalla guerra, ci farà provare una sofferenza verso il mondo che conosciamo.

NieR: Automata presenta al suo interno una miscela di generi che si incastrano come un grande orologio, i cui ingranaggi risultano tutti indispensabili al funzionamento. Con semplicità passeremo da sequenze action, con un gameplay frenetico incentrato sulle abilità e la forza di 2B, fatto di schivate, colpi leggeri e pesanti provocati dalle sue armi bianche (richiamando anche quel balletto delle lame danzanti di BloodRayne) e il supporto del piccolo robottino Pod al suo fianco, fino ad arrivare a intraprendere un’esperienza al pari dei vecchi shooter arcade a scorrimento orizzontale. La catena funziona, anche perché i movimenti sinuosi di 2B ben si sposano con le meccaniche dei giochi di ruolo. Essendo un androide, le abilità che le consentiranno di diventare un essere più devastante saranno rappresentate dagli innesti di chip direttamente nel suo slot di memoria. Oltre all’esperienza accumulabile per il completamento di missioni o incarichi, necessaria a far salire di livello 2B, non vi saranno attribuiti dei punti abilità, ma sarà necessario espandere il banco di memoria per poter installare dei potenziamenti che comunque potremo acquistare o trovare come ricompensa durante qualsiasi uccisione di biomacchine o famigerati boss. Come se non bastasse, il modulo Pod sarà costantemente controllato per fornirci fuoco di soppressione o concederci maggior potenza d’attacco, tutto attraverso uno speciale colpo caricato, utilizzabile solo al termine del suo cooldown. In aggiunta ai nostri poteri, le armi rappresentano il potenziale offensivo di 2B, permettendole di portarne solo due, ma che possono essere intercambiate anche durante uno scontro già avviato. Inoltre, visitando il mercante d’armi, sarà possibile potenziare l’equipaggiamento e le armi a disposizione, sulla base delle risorse ottenute, necessarie al progredire del livello, innalzandone le statistiche.

NieR Automata
Per installare nuovi aggiornamenti sarà necessario espandere la memoria di 2B.

Anche il metallo possiede un’anima

PlatinumGames ha dimostrato ancora una volta di essere a proprio agio con dei concept fuori dall’ordinario e pur restando nella memoria, Bayonetta incarna il giusto spessore che dovrebbe far capire quanto la casa di sviluppo giapponese abbia trasmesso con questo NieR: Automata. Sebbene graficamente non rappresenti un grande passo in avanti per questa nuova generazione, la sua vera potenza scaturisce da una direzione artistica eccellente, oltre che da una trama dai risvolti del tutto inaspettati e che muta nel breve periodo, che riesce a donare delle emozioni uniche coerenti con l’universo creato. Anche se ogni sfaccettatura potrà essere apprezzata da chi è amante della saga, NieR: Automata può essere goduto appieno anche a chi non conosce le vicende passate, risultando un titolo che può restare in piedi da solo. L’aspetto estetico dei vari scenari è sicuramente evocativo, come ad esempio desolante Luna Park pieno di biomacchine che incarnano la sua tristezza, facendo breccia nel cuore di metallo dei nostri androidi. La caratterizzazione di ogni singolo personaggio ci pone dinanzi a un bivio formato dalla consapevolezza che l’anima risiedente nei circuiti è molto più viva rispetto a quella di qualsiasi essere umano. Oltre a poter ammirare gli scorci emozionanti dei vari luoghi, verremo pervasi dalla sublime colonna sonora che ci accompagnerà per l’intera avventura, dove ogni traccia musicale rappresenta qualcosa di unico e contestualizzato, risultando l’ennesima violazione nel nostro sistema emotivo personale.

NieR Automata
La nostra unità Pod ci ricorda di tanto in tanto i ricordi appartenenti alla vecchia civiltà umana ed al loro modo di rapportarsi.

Lì dove tutto è finito, tutto ha inizio

Una menzione particolare, che merita una sezione dedicata, è senz’altro relativa alla longevità dell’esperienza. Come di consueto, un gioco di ruolo pone le proprie basi su una campagna principale da seguire, in cui la trama viene integrata dai vari incarichi secondari che arricchiscono il mondo di gioco. Nel caso di NieR: Automata, niente è come sembra. Completato l’obiettivo primario, nell’arco delle dieci ore totali (a seconda della difficoltà), tutto sembra non soddisfarci. Tante lacune e soluzioni forzate restano nella nostra mente, lasciando spazio all’interpretazione personale. Diversi buchi di sceneggiatura appaiono evidenti e tante domande restano senza risposta. Proprio quando lo smarrimento comincia a prevaricare, ecco che nei titoli di coda qualcosa cambia, opprimendoci nell’animo. L’avventura non termina per davvero, anzi, per comprendere appieno tutto ciò che può offrirci sarà necessario rigiocarlo più volte, mantenendo i progressi raggiunti, non solo perché il finale può mutare a seconda delle azioni intraprese, ma perché a mutare sarà lo stesso gameplay. Non vogliamo certamente rovinare la sorpresa, ma nonostante la fugace prima esperienza, abbiamo accumulato più di quaranta ore di gioco, prima di ricevere tutte le delucidazioni necessarie a comprendere il titolo (perché ogni tassello andrà al suo posto), consentendo al tempo stesso di ammirare l’ottimo lavoro effettuato da PlatinumGames in merito a risvolti del tutto inattesi, rivelatisi una carta vincente e molto apprezzata.

NieR Automata
Il nostro Pod si renderà utile soprattutto negli scontri a lunga distanza.

 La perfezione è arrivata?

Il lavoro confezionato da PlatinumGames non solo offre un JRPG di tutto rispetto, per trama e ambientazione, ma riesce a sopperire anche al peso eccessivo dei dialoghi, dove le emozioni talvolta non hanno bisogno di essere pronunciate e anche la voce del silenzio può essere recepita nel profondo. Tuttavia, commozioni a parte, NieR: Automata non risulta perfetto, nonostante tutto il potenziale a disposizione. La perfezione non esiste, al contrario di 2B che come androide incarna l’essere che non può commettere errori, a riprova di ciò bisogna precisare che graficamente il titolo non risulta al passo coi tempi, complice anche la voglia di concedere i 60 fps in un titolo incentrato sulla terza persona, proprio per permettere di sfruttare al massimo le sessioni action, compreso il movimento della videocamera. La stabilità del motore di gioco è deficitaria, causando dei rallentamenti improvvisi e cali senza un reale motivo. La resa poligonale e le texture non risultano tali da poter appesantire il mondo di gioco (basti notare il fastidioso pop-in), visto che solo i modelli dei personaggi (ma non tutti) appaiono con una risoluzione maggiore rispetto al resto. Risultano molto interessanti i cambi di inquadratura, spesso alternando fasi di hack ‘n’ slash con il genere platforming, passando anche per una visuale 2D in pieno stile arcade.

NieR automata
L’ironia degli sviluppatori si ripercuote anche all’interno del mondo di gioco.

Anche il livello di scalabilità dei nemici non è propriamente efficace, dove è possibile sopperire a seconda del livello di difficoltà, orientata sulla bassa asticella per chi vuole godersi solo la trama senza avere un’esperienza troppo impegnativa (consentendo di terminare il tutto anche senza morire), per poi alzare il tiro fino alla modalità estrema, dove i riflessi faranno la differenza pena una morte immediata. Per chi vuole cimentarsi col supporto on-line, in NieR: Automata sarà presente un sistema Souls-like, ossia la possibilità di trovare, in giro per la mappa, i corpi senza vita degli altri giocatori che bypassando i loro circuiti potranno allearsi temporaneamente con noi per il proseguo delle missioni.


Pro Contro
  • Una delle esperienze più emozionanti degli ultimi anni
  • Trama profonda e ben strutturata
  • Gameplay solido e variegato
  • Charatcter design di alto livello
  • Eccezionale colonna sonora
  • Alta longevità
  • Comparto grafico non al passo coi tempi
  • Evidenti problemi tecnici
  • Level design deficitario
Conclusione
NieR: Automata
9.0
Articolo precedenteDestiny 2 Leak DLC e importazione: tutto ciò che dovete sapere
Prossimo articoloLa serie live-action di Final Fantasy XIV arriverà su Netflix quest’autunno
Programmatore, analista software e scrittore, appassionato del mondo videoludico e cinematografico fin dalla tenera età. Iniziando con un Vic-20 ho cavalcato tutta l'evoluzione fino alla next-gen, riuscendo a mettere a disposizione tutta l'esperienza al servizio dei 17K.