NOTA: le immagini presenti in questo articolo derivano da sessioni di gioco, riprese direttamente indossando il visore PlayStation VR. La qualità delle stesse apparirà differente da quanto lo sia in realtà, in virtù di una esperienza diversificata in ambito VR.

Sono passati tantissimi anni da quando i board game fantasy hanno alimentato i sogni dei giocatori, specialmente se pensiamo al sempreverde Dungeons & Dragons, passando dal punto di vista testuale alle evoluzioni tabellari più complesse. Superato lo scoglio dell’azione diretta, effettuata di persona, come ogni gioco da tavolo impone, è bastato qualche anno e l’avvento di home computer per traslare un prodotto fisico in un mondo tridimensionale, mantenendo le atmosfere che presto si sarebbero tramandate negli anni successivi. Tramite l’utilizzo dei dispositivi specifici per la realtà virtuale di questa generazione, il team di sviluppo Psytec Games, che già conosciamo per la soddisfacente avventura su Windlands, decidere di riproporre una tipologia di gioco incastonata solo nella mente dei vecchi giocatori, ma mai dimenticata. Prende vita in questo modo Crystal Rift, nato principalmente su HTC Vive ed Oculus Rift, ma riadattato in seguito per PlayStation VR.

Crystal Rift
La trama sarà narrata dai pochi indizi che troveremo in giro nel dungeon.

Lì in fondo, il buio…

I più grandicelli sicuramente ricorderanno con nostalgia le ore passate su Dungeon Master, vero capostipite del gioco di ruolo in prima persona, ambientato nelle profondità di segrete, infestate da ogni genere di creatura malvagia che impedisce a chiunque di proseguire e trovare una via d’uscita. Senza dubbio la forte componente narrativa, unita al viaggio intrapreso attraverso un alter ego virtuale, consentiva una lunga serie di esperienze che mutavano a seconda dell’equipaggiamento in possesso e dai livelli dei dungeons che si susseguivano, tracciando una rotta ben precisa ed un background che affascinava chiunque si addentrava negli oscuri labirinti. Inutile rimembrare quell’avventura offerta da Elvira: Mistress of the Dark, in ogni sua piattaforma, o Eye of the Beholder, il cui rimando è sempre d’obbligo per un genere di questo tipo, ragion per cui nell’attuale generazione di console e PC, eccezion fatta per Legend of Grimrock, si avvertiva la mancanza di un dungeon crawling vecchio stile.

Crystal Rift
I corridoi bui spesso nascondono sorprese…

Grazie proprio a questi vecchi titoli, Crystal Rift non fa altro che proporre una rievocazione dei tempi passati, dove il movimento a caselle ben si sposa con le meccaniche proposte da PlayStation VR, sfruttando la realtà virtuale come mezzo di trasporto per un’immersione più appagante. A discapito delle produzioni antecedenti, non potremo selezionare il personaggio da utilizzare come alter ego, ma ci ritroviamo subito catapultati nel primo dungeon senza conoscere nulla sul nostro background o una sottile trama di fondo; saremo quindi nel buio più totale. L’impatto iniziale sarà soddisfacente, dove la grafica minimale ed i pochi elementi a schermo ci faranno apprezzare bene l’ambientazione a visore indossato, amplificata dalla buona colonna sonora di sottofondo, lugubre e ben contestualizzata. Percorrere gli angusti corridoi, tirare leve che sbloccano passaggi segreti o vie interrotte da meccanismi particolari, rappresenterà il punto cardine per la risoluzione dei dungeon, grazie anche ad un utilizzo saggio del controller, permettendoci di spostarci ed interagire con gli elementi ambientali grazie ad una configurazione semplice dei tasti.

Crystal Rift
Meccanismi e trabocchetti possono combaciare…

Orsù entrate, se ne avete il coraggio…

Se l’idea di fondo e la nostalgia dei vecchi titolo potrebbero far gridare al miracolo, mista alle lacrime per la gioia di rivivere quei momenti passati grazie ad una nuova veste grafica unita all’innovazione tecnologica donata dalla realtà virtuale, purtroppo l’euforia termina a breve. Oltre a stanze buie, tetre e tenebrose, pregne di meccanismi, trappole da eludere e facili enigmi da risolvere, dovremo anche affrontare le insidie rappresentate dalle creature che abitano i dungeon. I modelli di questi orridi nemici risultano artisticamente sotto le aspettative, lasciandoci talvolta indifferenti, sia dal punto di vista visivo che dalla loro intelligenza artificiale, nonché animazioni che delineano tutti i limiti offerti dal motore Unity. Difatti, durate l’esplorazione nelle segrete, sarà possibile recuperare anche delle armi da poter utilizzare contro i nemici, ma le loro animazioni, comprese le hitbox, sono abbastanza deficitarie, causando un sorriso piuttosto che l’immersione nell’ambientazione.

Crystal Rift
Occhio agli scheletri, non sono socievoli.

Una nota positiva è rappresentata, oltre che da alcune trovate sicuramente simpatiche, dalla longevità del titolo. Portare a termine tutti i livelli dei dungeon richiederà in media quasi dieci ore, offrendo un lasso di tempo dilatato, contando che ci troviamo di fronte ad un titolo studiato per la realtà virtuale. A tal proposito, Crystal Rift può essere giocato anche senza visore VR, sfruttando solo il proprio televisore e facendo così a meno dell’esperienza originale, perdendo molto in termini di immersività. Peccato non poter usufruire di una modalità che avrebbe permesso al titolo di ottenere maggior risalto, ossia un editor per la creazione personale di dungeon, con il quale poter pubblicare in rete le proprie mappe e consentire agli altri giocatori di poter sfidare la sorte grazie al nostro ingegno ed un pizzico di inventiva. Tale funzione è supportata solo sulla versione per Vive e Oculus, ma mancante per la controparte PlayStation VR. Tuttavia, grazie al suo prezzo competitivo, Crystal Rift offrirà parecchie ore all’insegna di quelle sensazioni provate tanti anni fa.


Pro Contro
  • Interessante rievocazione del dungeon crawling in chiave VR
  • Buona ambientazione
  • Alcune soluzioni degne di nota
  • Motion sickness ridotto
  • Alta longevità…
  • … che può trasformarsi in monotonia
  • Tecnicamente non all’altezza
  • Assenza di un comparto narrativo degno del genere
  • Mancata integrazione dell’editor di dungeon
  • Localizzazione in italiano assente
Conclusione
Crystal Rift Playstation VR
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Programmatore, analista software e scrittore, appassionato del mondo videoludico e cinematografico fin dalla tenera età. Iniziando con un Vic-20 ho cavalcato tutta l'evoluzione fino alla next-gen, riuscendo a mettere a disposizione tutta l'esperienza al servizio dei 17K.