I più vecchi capiranno, i meno giovani forse un po’ meno, ma chiunque sia appassionato di videogiochi e sia nato tra gli anni ’80 e ’90 ha almeno provato una volta nella sua vita l’esperienza di una sala giochi e delle sue ‘macchinette’, dove ci si passava del tempo davanti a videogiochi pixelosi sparando ad ondate di alieni dalla nostra navicella, e con Dystoria riproveremo esattamente quelle sensazioni.

Sviluppato da Tri-Coastal Games, Dystoria è il classicissimo shooter spaziale, senza gravità e sviluppato su tutti e 6 gli assi. Dal gusto spiccatamente retro, Dystoria riporta in chiave moderna i principi dei vecchi giochi Arcade a livelli, portandoli ad un livello superiore senza snaturare troppo le sue origini.

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Ispirato ai classici giochi Arcade, Dystoria ci farà compiere un bel salto nel passato ai tempi dei gloriosi giochi Arcade.

Il ritorno dei grandi classici

Come abbiamo già detto, Distorya ci farà compiere un bel salto indietro nel tempo, tornando alla nostra infanzia e a forse quelli che furono i primi videogiochi a cui abbiamo mai giocato. Ispirato dai classici anni ’80, come Space Invader, in Dystoria rivederemo la nostalgica figura di una navicella spaziale sfrecciare nello spazio digitale lungo una serie di livelli, distruggendo alieni e raccogliendo monete.

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Come vuole la tradizione, saremo al comando di una navicella in un mondo totalmente digitale a fronteggiare ogni tipo di avventura per finire i vari livelli.

Disponibile solo su Steam al momento, Dystoria combina le caratteristiche di uno sparatutto sviluppato su 6 assi ad una piccola, ma buona, dose di esplorazione lungo i vari livelli che affronteremo (che saranno ben 29 per la precisione). Dalla trama largamente ispirata a Tron, il nostro compito sarà quello di districarci in questo spazio digitale per fuggire dal mondo di led in cui siamo finiti per sbaglio dopo aver messo mano su di un videogioco arcade piombato dal cielo, scoprendosi una trappola lasciata dagli alieni.


Un mondo a 360°

Come già rimarcato più volte in precedenza, la meccanica a 360 gradi di Dystoria è un tassello fondamentale dell’esperienza di gioco che ci permetterà non solo di giostrarci su ogni superficie disponibile per muoverci al meglio, ma anche quella di esplorare ogni livello nel dettaglio e dando, quindi, un certo peso anche alla componente esplorativa che gli sviluppatori hanno voluto imprimere al gioco.

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Non si deve soffrire di equilibrio per poter giocare a Dystoria. Infatti la visuale sarà spesso ‘storta’ in questo mondo a 360°.

Esatto non avete capito male, proprio una componente esplorativa è questo quel tassello in più, quel ammodernamento non esclusivamente grafico, che è stato aggiunto alla classica formula Arcade. Infatti oltre a cercare una via di fuga per completare il livello possiamo anche decidere di abbandonare il sentiero principale per darci all’esplorazione di ogni piano, alla ricerca di monete (utili per potenziare la nave), componenti aggiuntivi per le nostre navicelle e porte segrete che conduco a zone inaccessibili altrimenti.

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Spesso dovremo ricorrere anche alle armi, ma non preoccupatevi avremo un buon arsenale.

Ma badate bene, non saremo gli unici visitatori di questo mondo. Ogni livello infatti sarà popolato dai consueti ‘alieni’ che dovremo occasionalmente sconfiggere per farci strada verso il nostro obiettivo.


Moderno è bello

Dystoria non è solo il ritorno dei giochi Arcade, ma anche un collegamento tra passato e presente. Se infatti il corpo principale del gioco si compone della classica modalità ‘spara e prosegui’ l’aggiunta della componente esplorativa e dello sviluppo della nostra navicella incarna il tocco moderno del titolo, poiché, nel corso del gioco, potremo potenziare, migliorare e acquistare vari modelli di navicelle con cui solcare questo mondo di led.

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Esplorare sarà fondamentale anche per poter progredire e collezionare oggetti e valuta utile per potenziare la nostra navicella.

Ben 9 modelli diversi di navicelle, 9 diverse tipologie di armi, bombe e varie migliorie permetteranno al giocatore di personalizzare la propria esperienza di gioco per renderla ancora più divertente, oltre ad essere un buon motivo per esplorare tutti i vari piani fino in fondo e spremersi le meningi per uscirne vivi da ogni situazione per raggiungere anche l’angolo più remoto dello spazio.

Ma purtroppo non è tutto oro ciò che luccica. Infatti se da una parte c’è un ottimo lavoro sul piano della modernizzazione di una vecchia formula come quella della Arcade, dall’altra parte ci sono alcuni difetti tecnici e non solo che non permettono a questo titolo indie di conquistare a pieno il cuore dei nostalgici, partendo da una difficoltà altalenante, nonostante la possibilità di scelta iniziale, che passa da livelli completabili senza sparare un colpo sino ad altri in cui, senza una strategia e una spiccata manualità e confidenza con i comandi, non si sopravvive fino ad alcuni bug del tutto risolvibili.

Proprio i comandi e la loro sensibilità sono forse per noi la vera nota dolente dei gioco. Poiché data la già alta sensibilità di mouse e tastiera, quella base del gioco è forse troppo elevata e senza l’utilizzo di un joypad la vita dei giocatori non abituali su PC si complica parecchio.

Altro rammarico è la totale mancanza di qualsivoglia tipologia di multiplayer, o quanto meno la mancanza di una leadboards che permetta di confrontarsi con amici e altri giocatori in giro per il mondo, togliendo in parte quel senso di sfida e quello stimolo che spingerebbe i giocatori a spendere più ore su questo nostalgico titolo.


Pro Contro
  • Graficamente piacevole
  • Ottima reinterpretazione dei classici Arcade
  • Modalità Six Axsis niente male…
  • …ma di difficile controllo senza Joypad
  • Totale mancanza di qualsivoglia multiplayer o leadboards
  • IA scarsamente interattiva
  • Presenza di alcuni bug risolvibili