Se esiste un brand di prodotti di intrattenimento che è capace di appassionare sia i piccoli che i grandi, questo è proprio LEGO: grazie alla forma caratteristica dei mattoncini da costruzione, i LEGO sono strumenti dotati di enorme versatilità e potenziale espressivo, ma al contempo risultando di semplicissimo uso. Lego Worlds è l’ultimo di una lunga serie di videogiochi di successo ambientati negli universi immaginari dei lego, nati da innumerevoli collaborazioni, ma si distingue dai più recenti in quanto da vita ad un gioco Sandbox focalizzato sulla libera costruzione e sull’esplorazione di un mondo generato proceduralmente.

 


GAMEPLAY – ANALOGIE E DIFFERENZE CON MINECRAFT

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Parlando di Lego Worlds è praticamente impossibile non paragonarlo all’indiscusso leader del settore dei sandbox game creativi degli ultimi anni, Minecraft: i due giochi hanno molto in comune e la loro natura può essere descritta brevemente come quella di giochi creativi che utilizzano dei blocchi costruttivi basilari come primitive, ma che contengono elementi di esplorazione e di combattimento che premiano chi si cimenta in questi campi; tuttavia Lego Worlds e Minecraft sono fatti di due sostanze ben differenti e questo lo si può notare anche dopo pochi minuti di gioco.

Dove Minecraft si basa su una struttura dati di Voxel, il titolo LEGO utilizza una struttura più scalabile e flessibile, che può tener conto di forme e dimensioni diverse; inoltre, dove Minecraft consente di collocare un blocco alla volta, qui è consentito invece manipolare facilmente aree di dimensione arbitraria grazie ai tool di world editing contenuti al suo interno.

Una ulteriore differenza giace anche sulla componente di esplorazione: la versione finale del gioco sfrutta questa parte del gioco come espediente per sbloccare nuove funzionalità e visitare nuovi ambienti oltre a fornirci tutte quelle risorse che possono essere utilizzate per la costruzione, mentre Minecraft è più orientato a una esplorazione intesa come una sfida alla sopravvivenza, che punisce duramente gli sbagli e che tiene in conto parametri come la fame.

 


COSTRUZIONE

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L’aspetto per cui è nato e costruito questo gioco è quello di poter realizzare mondi immaginari nello stile dei Lego e Lego Worlds lo fa in modo quasi impeccabile: ci vengono forniti innumerevoli approcci con cui possiamo dettagliare i nostri mondi e la classica meccanica riempi-svuota che vediamo nei voxel game è solo una di esse.

Lego Worlds ci consente di manipolare volumi e forme, di smussare o di livellare il mondo di gioco a nostro piacimento e di farlo con un semplice click: operazioni che in un gioco come Minecraft richiederebbero diversi minuti, per poi cumularsi in ore e ore di lavoro, qui invece vengono compiute nel giro di pochi secondi. Di contro, data la scalabilità del world editor del mondo di gioco, diventa piuttosto difficile e impegnativo dedicarsi al dettaglio, alle piccole forme ricercate, richiedendo molto tempo.

Una funzionalità molto interessante del gioco è quella di permettere di memorizzare costruzioni già presenti nel mondo di gioco e poterle ricollocare a nostro piacimento ovunque desideriamo, ve ne sono alcune già disponibili di default e la loro qualità complessiva è più che considerevole; l’aspetto migliore di questa funzionalità è l’esistenza di un editor ulteriore, che permette di avere maggiore controllo sulla porzione di mondo che si vuole clonare e inserire nel nostro archivio, modificandola e rimuovendo imperfezioni indesiderate.

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Ad aggiungersi alle funzionalità di costruzione vera e propria, è implementato anche un estensivo sistema di colorazione del mondo di gioco che permette di ricoprire di una tintura a piacimento i mattoncini oltre che i suoi abitanti; abbiamo tuttavia notato una più che considerevole difficoltà nell’uso di questo strumento, spesso impreciso e scarsamente modulabile

Infine, è presente nel world editor di mondi una funzionalità “storia”, che permette di ripercorrere i propri passi qualora avessimo commesso un errore o qualora volessimo evidenziare il contrasto tra prima e dopo il processo di editing, un’aspetto fondamentale in un editor che permette di controllare il mondo in modo così grande e flessibile.

In generale, gli strumenti di editing di Lego Worlds sono ben fatti e una volta padroneggiati possono dare risultati più che considerevoli.

 


ESPLORAZIONE

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Chi ha provato la versione Early Access di Lego Worlds ha potuto appurare come l’esplorazione fosse una componente non irrilevante, ma pur sempre secondaria di tutto il gioco. Questo non è assolutamente vero nella versione finale, in cui l’esplorazione ricopre una parte così rilevante del gioco da averci di fatto obbligato a rivedere la nostra posizione in merito.

Dove i limiti di questo aspetto nella demo si palesavano piuttosto rapidamente, la versione finale di Lego Worlds mostra un corretto “pacing”, ovvero una corretta gestione di tutti i ritmi con cui vengono introdotti nuovi aspetti al giocatore: dapprima avremo accesso a dei mondi tutorial, per poi poter accedere a dei mondi generati proceduralmente, di dimensione sempre maggiore. In questi mondi potremo darci all’esplorazione, alla costruzione così come alla risoluzione di piccole missioni che possono ricompensarci con crediti, oggetti o coi mattoncini dorati, la nostra “moneta” con cui avere accesso alle funzionalità offerte dal gioco.

Il generatore di mondi implementato nel gioco è stato in grado di sorprenderci sebbene non dia alla luce delle lande mozzaffiato, tuttavia è molto variegato ed esteso, al punto che prima di poter affermare di aver esplorato ogni aspetto del gioco potrebbero passare moltissime ore. Altro pregio è quello di implementare tantissimi biomi molto particolari, come ad esempio mondi di caramelle, vulcani o lande di cristallo.

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Ognuno dei biomi di Lego Worlds è caratterizzato in modo ben distinto, popolato da personaggi e animali specifici, adornato da strutture pre-generate e con una consistente estensione sotterranea, di cui tuttavia non siamo particolarmente soddisfatti: sebbene esistano diversi dungeon sotterranei epici e molte ricompense siano collocate nel sottosuolo, abbiamo constatato come queste siano difficilmente raggiungibili e talvolta ci obblighino a scavare sentieri nella roccia andando a intuito; avremmo preferito un sistema di caverne più interconnesso e radicato.

Ciò che tuttavia ci ha colpito più di tutto il resto è stato come siano state attuate le differenze tra versione early access e quella definitiva: infatti nella versione early access avevamo semplicemente accesso ad un solo mondo generato proceduralmente alla volta, mentre nella versione finale il nostro avatar esplora una galassia costituita da frammenti di lego, in cui sono collocati i diversi mondi esplorabili; questo è una sorta di richiamo a No Man’s Sky, ma con una proporzione e uno scopo molto più adeguati al genere e con la possibilità non solo di ritornare su pianeti già esplorati, ma anche di condividere il codice che li ha generati con altri giocatori. A questo va aggiunta non solo l’esistenza di una componente multigiocatore funzionante, che permette effettivamente di collaborare sia alla costruzione che all’esplorazione del gioco, ma anche la possibilità di condividere i codici che generano un mondo con gli altri giocatori, senza dover necessariamente effettuare una sessione online.

Concludendo l’argomento, l’esplorazione nella versione finale di Lego Worlds è una componente di rilievo e che sarà la vostra principale forma di intrattenimento non solo per le prime ore, ma anche a seguire, in generale fatta di tutta un’altra pasta rispetto alla versione early access.

 


CONTROLLI

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Lego Worlds in prima persona si comporta in modo molto simile a un FPS, mentre cambia molto il controllo in terza. Implementare due modalità così differenti è stata una scelta saggia che può soddisfare tutti.

Durante il periodo early access siamo rimasti contrariati dallo schema di controlli di Lego Worlds, sia su controller che su mouse e tastiera: eravamo incappati in una serie di spiacevoli situazioni in cui la disposizione dei controlli era decisamente abbozzata, obbligandoci a premere simultaneamente tasti normalmente controllati dallo stesso dito. Fortunatamente la versione finale del gioco rivede lo schema di controlli e in generale migliora tutta la “qualità della vita” nel gioco legata a interfaccia, input e feedback.

Anche se non siamo d’accordo con tutte le scelte adottate nella disposizione dei comandi, la versione finale adotta uno schema molto più ragionevole e affine a quella che è la tendenza generale dell’industria; l’aspetto positivo in entrambe le versioni è stata invece l’esistenza di una telecamera molto controllabile e che può essere impostata in diverse modalità, tra cui anche la visuale in prima persona, in grado così di soddisfare i gusti e le preferenze di ciascuno e di adattarsi alle varie situazioni: sarebbe stato molto difficile recuperare i tesori in alcune aree o strutture del mondo di gioco senza avere accesso alla visuale in prima persona, dove in un ambiente troppo stretto una telecamera in terza persona avrebbe manifestato problemi.

Più precisamente, la versione finale di Lego Worlds implementa una telecamera in prima persona il cui feel e i cui comandi sono molto simili a quelli di uno sparatutto in prima persona: crediamo che questa scelta di implementazione sia assolutamente encomiabile e un più che considerevole tentativo di soddisfare un vasto parco d’utenza fornendo quanti più approcci possibili al gioco.

 


GRAFICA

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Lego Worlds adotta lo stile grafico degli altri videogame LEGO e del suo mondo cinematografico, implementando algoritmi di rendering capaci di ottenere una qualità complessiva soddisfacente, specialmente per un videogioco fortemente orientato alla costruzione; gli asset di gioco rendono molto bene la sensazione di trovarsi in un mondo realizzato con i mattoncini di plastica del brand e tutti gli animali e personaggi del gioco sono animati molto bene, mantenendo il feel “elastico” degli NPC e animali a cui sarà sicuramente abituato chi ha già visto gli altri titoli LEGO.

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L’oscurità è forse fin troppo marcata in Lego Worlds. Può diventare difficile utilizzare alcune funzionalità creative durante la notte.

Nel gioco è tuttavia implementato un ciclo giorno-notte piuttosto rapido, in cui viene a formarsi una differenza di luminosità più che drastica; ci sentiamo di criticare il contrasto fin troppo evidente fra i due estremi, dato che in in situazioni dove vi è una scarsa luminosità il gioco diventa difficilmente intelligibile; l’assenza di controllo su questo ciclo rende molto complicato sfruttare appieno le sue funzionalità di costruzione, in particolare il processo di pittura. Esistono delle sorgenti di luce a cui il giocatore ha accesso, in forma di lanterne indossabili o di luci collocabili nel mondo di gioco, ma queste sono poco controllabili o non generano luce che viene riflessa dall’ambiente, solo luce diretta alla telecamera.

 


REPARTO SONORO

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Parlando del reparto sonoro del gioco, esso può far vanto di una vastissima colonna sonora, con molte tracce rilassanti e piacevoli che ci sentiamo in dovere di elogiare; inoltre, in generale, tutta la componente di suoni legata ad eventi in gioco, uso dell’interfaccia, attivazione dei comandi e ai caratteristici suoni di veicoli, animali e personaggi è ben realizzata e ognuno di questi suoni è distinto dall’altro. Abbiamo però notato qualche bug che manda in un fastidioso e cacofonico loop alcuni suoni, principalmente legati alla collocazione e alla rimozione di blocchi costruttivi.

Quello che tuttavia è così ben realizzato da meritare una menzione a parte è il doppiaggio: nella sua versione finale, Lego Worlds introduce una voce narrante che fa da guida e commenta i tutorial video, oltre alle sequenze di apertura del gioco, voce prestata da un Claudio Moneta che mette in atto una performance fra le migliori che si sian mai viste in un videogame.

 


CONCLUSIONI

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Lego Worlds è un eccellente Sandbox Game basato sul brand LEGO, che offre una grande capacità di controllo in ambito di world editing, ma soprattutto invita moltissimo all’esplorazione; nel complesso, la versione finale del gioco riesce a contraddistinguersi all’interno del genere perché vanta di una forte identità, ma anche perché realizza correttamente e nelle giuste proporzioni tutti i suoi aspetti.