NOTA: le immagini presenti in questo articolo derivano da sessioni di gioco, riprese direttamente indossando il visore PlayStation VR. La qualità delle stesse apparirà differente da quanto lo sia in realtà, in virtù di una esperienza diversificata in ambito VR.

Il mondo degli indie è caratterizzato molte volte dalla nascita di quelle piccole perle videoludiche che surclassano per qualità anche produzioni importanti, per questo, piccole software house si appoggiano a finanziamenti privati per poter sviluppare dei titoli altrimenti rinchiusi in un cassetto, non vedendo mai la luce. La stessa cosa è successa ai ragazzi di Psytec Games, dove con una campagna di crowdfunding sono riusciti nell’intento di pubblicare Windlands, un prodotto compatibile con PlayStation VR, miscelando l’action ed il platform tramite l’impiego della realtà virtuale.

Windlands
Sembra di essere a Gardaland, ma siamo nel mondo fantasy di Windlands!

I Made it to the Hub

In un mondo lontano, tanto tempo fa, un’antica civiltà portò alla luce strani manufatti dalle profondità della terra. Questi potenti artefatti furono il mezzo necessario a far fiorire una nuova società, che sfruttando il potere dei Cristalli, fu capace di costruire intere città fluttuanti, nonché artefici della nascita di potenti Titani con lo scopo di vegliare su di esse. Il tempo passò inesorabile ed i Cristalli godevano di una protezione offerta dalle stesse creature maestose, evitando che forze ostili potessero appropriarsene. Nelle Windlands l’armonia scorreva florida, fino all’arrivo di un evento improvviso. Una stella oscura discese dal cielo e portò il caos. I Titani furono corrotti e non riuscirono a scongiurare l’apocalisse che portò i cristalli a frammentarsi e disperdersi in tutte le città.

Dopo un lungo periodo governato dall’oscurità, un nuovo Guardiano si è destato, pronto a recuperare tutti gli artefatti e a riportare le Windlands agli antichi albori, sfidando antichi giganti e raccogliendo i Cristalli per riportare la serenità in tutte le città galleggianti.

Windlands
Occhio ai giganti, non sono per niente felici di essere stati ridestati dal loro sonno…

Volare, volare, volare…

Trama introduttiva a parte, Windlands pone tutta la sua potenza sul gameplay e l’aspetto visivo, incentrato principalmente sul concetto della realtà virtuale e quindi adatto alle meccaniche offerte da un visore. I ragazzi di Psytec Games hanno costruito un mondo fantastico, offrendo al pubblico un parco giochi in cui muoversi in prima persona. Lo scopo principale del titolo sarà quello di recuperare tutti i cristalli, esplorando e scalando qualsiasi tipo di superficie, grazie all’utilizzo di rampini, sfruttando una studiata verticalità. L’uso di questo utile oggetto non è nuovo all’interno della sfera videoludica e tanti titoli possono annoverare tra i vari gadget anche un sistema di spostamento come il medesimo, da Just Cause ad Uncharted, per fare un esempio pratico, ma grazie all’innovazione rappresentata dal VR, questa concezione garantisce un valore aggiunto importante, proprio per via della visuale in prima persona ed una maggiore immersione.

Il solo movimento della testa sarà sufficiente per selezionare la parte dove far attecchire il rampino e permetterci di scalare oppure volteggiare, oscillando nel vuoto, tutte le strutture fisiche che fanno da collante in tutto il mondo di gioco. Per offrire una cosa del genere, c’è bisogno di molto dinamismo, motivo per il quale Windlands è inglobato nel genere platform, in virtù di una certa abilità che ci permette di raggiungere determinati posti, anche ad altezze elevate. Questo stesso dinamismo può rappresentare un’arma a doppio taglio, in quanto se da una parte saremo impegnati in sequenze divertenti e complicate, al pari di uno Spider-Man novello, dall’altra potremo incappare nel fastidiosissimo motion sickness, causato per l’appunto dalla troppa velocità. Il team finlandese, a tal proposito, ha agito con molta efficacia per sopperire al problema, aggiungendo una serie di opzioni e limitando il presentarsi di un certo malessere unito a nausea, come l’angolo di movimento oppure una gabbia fittizia che circonda il giocatore. C’è da dire che i primi trenta secondi passati su Windlands rappresentano un tempo di ambientamento, dove l’iniziale vertigine risulta inevitabile, ma ben presto si tramuta in divertimento.

Windlands
Arrivare dall’altra parte sembrerebbe un’impresa ardua, ma sarà più facile del previsto.

L’insostenibile leggerezza dell’essere

La sensazione che avvertiremo aggirandoci tra le varie isole galleggianti sarà proprio legata alla gravità, dove spiccare balzi sfidando le leggi della fisica, combinando il tutto attraverso i rampini, ci farà assaggiare un divertimento particolare, misto ad una sudorazione delle mani, accentuata a causa delle altezze che offrono davvero una sensazione particolare per chi soffre di vertigini. Tutta la ricerca dei cristalli, oppure sfidare gli obiettivi secondari composti da strane tavolette nascoste negli anfratti più reconditi, viene accantonata in favore di un free-roaming dove dare libero sfogo all’esplorazione, fino a farci balenare in mente la voglia di toccare il cielo con un dito. A onor del vero, la trama viene solo citata nella fase iniziale, continuando con sporadiche avvertenze durante la conquista degli artefatti, ma di per sé è assai marginale, nonché carente.

Windlands
La grafica pulita, dai colori caldi, rende l’esperienza rilassante ed appagante al tempo stesso.

Visivamente Windlands si dimostra pulito e pieno di colori, con una densità poligonale ridotta al minimo, ma non per questo meno appagante, anzi, l’impatto complessivo è davvero buono e gradevole, sfruttando tutte le potenzialità offerte dall’engine Unity, dove anche la colonna sonora risulta essere rilassante ed azzeccata al contesto. Le pecche maggiori sono rappresentate da una longevità piuttosto striminzita, colmata solo dalla personale voglia di esplorare ogni singola superficie raggiungibile, come un qualsiasi open world, ma soprattutto da un background soltanto introdotto e malamente sviluppato. Anche la localizzazione in italiano è assente, così come i sottotitoli, ma questo aspetto risulta molto marginale a fronte del comparto narrativo quasi inesistente e seguire le poche evoluzioni della trama è comunque di facile apprendimento.


Pro Contro
  • Divertente platform studiato per il VR
  • Mondo completamente esplorabile
  • Gameplay semplice ed intuitivo
  • Colonna sonora evocativa
  • Buona rigiocabilità
  • Trama incocludente
  • Bassa longevità
  • Motion sickness dietro l’angolo
  • Mancata localizzazione italiana
Conclusione
Windlands Playstation VR
7.8
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Programmatore, analista software e scrittore, appassionato del mondo videoludico e cinematografico fin dalla tenera età. Iniziando con un Vic-20 ho cavalcato tutta l'evoluzione fino alla next-gen, riuscendo a mettere a disposizione tutta l'esperienza al servizio dei 17K.