In attesa di giocare il capitolo conclusivo della fortunata saga di Yakuza, uscito in Giappone il 6 Dicembre scorso e in arrivo in Europa su PS4 entro la fine del 2017, possiamo intrattenerci con questo bellissimo prequel: Yakuza 0.

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Un esempio della riproduzione di Tokyo.

Il gioco, sviluppato e prodotto da SEGA, è uscito per PS4 il 27 gennaio 2017 e ripercorre la genesi di Kazuna Kiryu e di Majima Goro, partendo dall’affascinante Tokyo degli anni ’80.

 

Tutto ha un inizio…

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Esempio di Telekura.

La prima avventura di Kiryu ha inizio in un quartiere molto popolare di Tokyo. Sono i primi mesi del dicembre 1988 e il giovane protagonista si guadagna da vivere come scagnozzo di uno strozzino della Yakuza. Le prime immagini del gioco vedono Kiryu sistemare le ossa di un poveretto che dovrebbe pagare il proprio debito. In seguito dopo avergli sottratto tutto il denaro, lo vediamo consegnarlo al proprio capo che si compiace del lavoro svolto. La serata passa tranquilla; tra un paio si scazzottate di quartiere e una serata con l’amico fidato a bere e cantare al karaoke. La mattina successiva Kiryu scopre al Telegiornale che l’uomo che aveva pestato è stato trovato ucciso con un colpa di pistola, nonostante si fosse assicurato di avergli solo sistemato le ossa. Ad ogni modo Kiryu viene immediatamente convocato dai boss dalla Dojima Gumi appartenente alla ClanTojo, qui veniamo accusati di aver ucciso un civile non connesso alla Yakuza. Le cose si fanno pericolose per noi, ma il problema più grande e che l’omicidio è avvenuto in quartiere di Terobuchi dove la Yakuza aveva intenzione di fare importantissimi investimenti, e la polizia che ficca il naso non fa proprio bene agli affari. Nel frattempo l’amico Goro, ventiquattrenne direttore del cabaret “Grand” di Osaka, si trova invischiato in affari pericolosi proteggendo una cara persona.
Tutto questo sarà sufficiente per tenerci incollati allo schermo per molte ore?


Ditelo con un pugno …

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Ebbene si, è un po’ violento.

E’ difficile inquadrare Yakuza 0, sopratutto in relazione alle tipologie di gioco moderne, dove molte delle categorie molto in voga negli anni passati sono del tutto scomparse. Possiamo, però, affermare senza l’onta della smentita che Yakuza 0 così come tutta la serie di SEGA è un action adventure con fortissimi elementi del classico picchiaduro a scorrimento tanto in voga negli anni 90, inoltre le lunghissime e coinvolgenti sezioni di intermezzo lo avvicinano un po’ anche alle visual novel, molto apprezzate in Giappone.

Come tutti gli appassionati della saga sanno bene, Kiryu è un abile lottatore e il focus stesso del gioco si basa sui combattimenti a mani nude.
Il sistema di lotta di questo prequel non stravolge quello classico della saga, ma aggiunge una chicca piuttosto interessante: lo stile di combattimento. Kiryu può scegliere ben 3 tipi di stili di combattimento più un quarto bloccabile quando si raggiungono determinate condizioni. Abbiamo a disposizione uno stile Brawler che ricorda molto da vicino quello classico della serie e combina tecniche miste, disponibile sin da subito; il Rush che mette in rilievo la velocità di combattimento e schivata ed infine il Beast, che trasforma il protagonista in un vero e proprio wrestler, ponendo l’enfasi sulle prese o permettendo di scagliare contro i nemici ogni sorta di oggetto raggiungibile.
Goro possiede lo stesso numero di tecniche ma di tipo differente; lo stile iniziale è il Thug che come il Brawler di Kiryu è una tecnica mista, poi il Breaker, piuttosto spettacolare, che mischia il Tai Chi alla Capoeira, ed infine lo Slugger che mette l’accento sulle armi da combattimento classiche come nunchaku o anche mazze da baseball.

Ovviamente i tre stili possono essere personalizzati attraverso un albero che permette di far progredire le abilità del personaggio che usiamo più spesso come energia base, velocità e contrattacchi. A differenza degli altri titoli della serie per poter sbloccare determinate perk è necessario usare il denaro e non l’esperienza, che possiamo ottenere sia dai combattimenti come ricompensa, ma anche attraverso una serie di investimenti.
Kiryu potrà avvalersi di un’agenzia di immobili al fine di garantirsi una certa rendita a patto che non facciamo scelte troppo sbagliate; Goro invece si potrà dedicare a gestire un secondo locale notturno. Queste attività gestionali non sono obbligatorie ma apportano una componente fondamentale se vogliamo raggiungere una certa specializzazione marziale.

I combattimenti diventano meno ripetitivi grazie all’uso dei diversi stili di combattimento, a differenza di come succedeva con la serie precedente, e nonostante i nemici normali possano essere abbattuti senza troppa difficoltà usando indifferentemente uno stile piuttosto che un altro, la cosa è differisce per i boss. Ognuno di loro avrà differenti modi di combatterci: dal boss che tenterà di parare ogni nostro colpo a quello che non ci darà un attimo di tregua per finire con colui che manderà gruppi interminabili di scagnozzi per non farsi colpire; contro ognuno di loro è conveniente usare una tecnica piuttosto che l’altra.

Le attività secondarie da fare non sono tantissime ma possono portare via anche un bel po’ tempo. Vi consigliamo di provare a fare qualche partita ai coin-op di Super Hang-On e Out Run, visto che sono una riproduzione fedelissima dei classici da sala giochi anni 80. Ma anche le freccette e il karaoke meritano di essere provati, senza contare le scommesse sulle lotte tra donne. Tutto il fascino della cultura Giapponese passa anche per queste cose.


Gli anni d’oro di Tokyo

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Una partitina ad Out Run non ce la leva nessuno.

La cosa che maggiormente ci ha colpito di questo Yakuza 0 è la fedelissima riproduzione della Tokyo del 1988. Non solo è perfettamente riuscita ma grazie al doppiaggio magistrale, alla minuziosa cura dei dettagli, alle espressioni facciali dei protagonisti e alla ottime performance del motore grafico, SEGA ha realizzato un prodotto incredibilmente ben fatto e perfettamente integrato nell’universo di Yakuza.

La parte del leone la fa senza dubbio la componente narrativa; in questo aspetto i Giapponesi sono già maestri, pochi come loro sanno rappresentare il dramma interiore e la solennità di alcuni momenti topici. In Yakuza 0 si rasenta la perfezione, complice il doppiaggio e l’animazione facciale dei personaggi principali, ma a coadivare il tutto c’è anche la bontà del motore grafico che enfatizza le giuste sequenza di gioco. Abbiamo un rendering fluidissimo (60 fps) durante l’esplorazione e nelle fasi di combattimento capace di tenere a video numero NPC e poligoni e rendendo Tokyo davvero reale e presente. Nelle fasi di intermezzo viene usato un secondo motore di Rendering che fa scendere il framerate a 30 fps e aumenta i poligoni e i dettagli dei visi rendendo davvero difficile distinguere queste sequenze da quelle prerenderizzate.

Un traguardo notevole, quello raggiunto da SEGA, ma che mostra alcuni difetti per via del supporto alle console old gen (purtroppo è uscito anche per PS3). Possiamo infatti notare i soliti problemi di questi motori grafici dalla doppia vita: Mip Mapping sbagliato, texture a bassa risoluzione, ombre bitmap e il solito clipping, ecc. Niente di tragico, ci mancherebbe, ma va comunque segnalato.

Ho già parlato di quanto sia reale e viva la Tokyo rappresentata da Yakuza 0? Allora fatemi anche aggiungere che il realismo viene ulteriormente raggiunto dalle attività e dai prodotti mostrati nel corso del gioco, come le Telekura locali forniti di un centralino, dove i clienti attendono le chiamate delle studentesse per praticare l’enjo kōsai, o le pubblicità tipiche.

Niente è lasciato al caso, l’abbigliamento è praticamente perfetto e la colonna sonora, il cui tema principale è “Bubble” dalla band Hip Hop/Reggae “Shonan no kaze“, è proprio quella di quegli anni ma non sappiamo se tutti i brani sono originali o semplici riproduzioni di brani dell’epoca.

Pro Contro
  • Riproduzione di Tokyo esemplare
  • Ottimo motore grafico
  • Campagna lunga e avvincente
  • Alcune missioni ripetitive
  • Qualche problema dato dal supporto alle Old Gen
  • Sottotitoli in inglese
Conclusione
Yakuza 0
8.5
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Appassionato di Tecnologia, Scienze, Cinema e Sport, ne scrivo dalla metà degli anni '90. Nerd prima ancora che fosse figo! :)