La prima cosa venuta in mente una volta visto Jurassic World è: “Ma era proprio necessario?”. Assolutamente no. Già questa moda di Hollywood di voler fare i remake dei numerosi film cult del secolo scorso per ovviare alla crisi di idee che imperversa ultimamente non è una bella cosa; se consideriamo inoltre le manovre dietro a questo qui, c’è solo da innervosirsi.
Quando lo annunciarono la prima volta c’era il dubbio se si trattasse di un sequel oppure di un reboot (anche se ormai le differenze tra reboot e remake, che generalmente potrebbe portare a nuovi sequel, sono talmente sottili che rischiano di diventare la stessa cosa), ma col passare del tempo le probabilità andavano tutte sulla prima opzione. Peggio ancora: si tratta di un sequel solamente del primo Jurassic Park di Steven Spielberg. Per cui, in questa linea temporale, “Il Mondo Perduto” e “Jurassic Park 3” non sono mai esistiti. Però ulteriori problemi sorgono quando nella campagna di marketing virale del film (e persino al suo interno) vengono menzionati degli eventi dei 2 seguiti.

Il film vede come nuovi protagonisti Chris Pratt, reduce da Guardians of the Galaxy, come un ex soldato e adesso addestratore del team di 4 velociraptor visto sin dal primo trailer (ed è una delle cose che ha fatto discutere di più i fan, ma che in fin dei conti  è stata esposta abbastanza bene), Bryce Dallas Howard in una delle sue peggiori interpretazioni attoriali (forse seconda a Lo Hobbit) la quale riesce a compiere tutte le azioni nel film con i tacchi a spillo (che nemmenno Megan Fox in Transformers) e, come tradizione vuole, ci sono una coppia di bambini interpretati da Ty Simpkins (l’irritante bambino di Iron Man 3) e Nick Robinson (probabilmente scartato da un film di Carlo Vanzina) che andranno a ficcarsi nei guai nel corso del film. Di ritorno dal primo film del franchise invece c’è il personaggio di Henry Wu (interpretato da BD Wong), ovvero lo scienziato a capo della creazione dei dinosauri, che nel suddetto, aveva incrociato i DNA dei sauri con quello dei rospi per evitare che si riproducessero senza considerare però che sono creature ermafroditi, causando perciò il disastro che tutti abbiamo visto; in Jurassic World, anzichè stare in prigione per l’azzardo commesso che causò anche delle morti, lui ha il medesimo ruolo, solo che stavolta ha utilizzato il codice genetico delle seppie (sarà parente alla lontana di Ulysses Claw da Avengers: Age of Ultron).

Un punto in equilibrio precario è l’Indominus-Rex, la cui presenza era possibile percepirla sin dal primo trailer, ovvero un ibrido creato appositamente per questo capitolo. Il motivo per cui hanno creato questa creatura è un po’ una specie di metafora dello stesso film: dato che la gente vuole vedere cose nuove poichè stanca delle solite attrazioni, hanno creato questo nuovo dinIndominusempireosauro più grande e con più denti [quindi dato che la gente ha già visto tutto, bisogna creare un nuovo film nato dalla costola di un’originale, con degli effetti visivi sempre maggiori per il loro divertimento]. Il fatto che il pericolo principale del film sarebbe stato proprio l’ibrido si poteva intuire sin da quando è stato rivelato. Un punto in equilibrio precario perché questo “personaggio” è stato sfruttato SIA bene SIA male. Per cominciare, a parte Henry Wu, nessun altro personaggio sull’isola (tantomeno il direttore del parco o il personaggio di Bryce Dallas Howard) sa di preciso da quali animali sia composto l’I-Rex (oltre ai DNA dei vari sauri, sono stati uniti i geni di altri animali quali seppia, serpente e…raganella…..) e il motivo per cui questo mostro scappa dal suo recinto è appunto perchè non si conoscono le sue potenzialità, descritte come degli effetti collaterali (ma si può mettere una bestia in una gabbia senza sapere di cosa è capace? Minimo ci vorrebbero anni di studi per capire se è una cosa fattibile). La scena della sua fuga è sfruttata molto bene, tra l’altro, perchè è una delle varie prove di intelligenza di questo essere; citando lo youtuber Matioski: “Non è un dinosauro, è un mostro alla Godzilla“.

Il problema vero e proprio è tutto quanto il film. La sceneggiatura è scritta davvero male e se davvero questo è il risultato ottenuto con 4 anni di lavoro (poichè è stato annunciato un nuovo film su Jurassic Park sin dal 2011) è davvero pessimo. Certo, potrei continuare. Si potrebbe fare un’analisi durante tutto il film e trovarvi cose che non vanno. Questa recensione può durare molto di più (da quando ho scritto quella su Blade Runner sbilanciandomi sulla lunghezza, ci faccio più attenzione) e rischierei di cadere in cose e di analizzare particolari già detti da molti altri, ma se i problemi sono proprio quelli è inevitabile che ci si possa ripetere tra più persone.
Molta gente ha gradito il film perché l’ha guardato prendendo il film come una trashata, ma francamente l’idea dei creatori di questo film è tutto l’opposto. Certo, il finale è degno di un film dell’Asylum, ma ciò comunque non giustifica questa scelta direzionale presa.
Questo Jurassic World, personalmente, non si doveva fare (sopratutto se consideriamo le modifiche sulla linea temporale dette in precendenza), si è rivelata un’altra delusione. Probabilmente faranno dei sequel, dato che sta incassando molto bene al botteghino, dato che ormai ad Hollywood si ragiona in questi termini.