Lo studio nDreams, già autore di avventure esplorative incentrate sulla realtà virtuale, porta oltre che su PC, il suo nuovo titolo anche su Playstation 4 ed Xbox One; stiamo parlando di The Assembly. Il gioco, pensato ovviamente per un esperienza VR, ci catapulta in una realtà non troppo lontana dai giorni nostri, attraverso un racconto che narra le due facce della stessa medaglia, ovvero un’associazione, The Assembly, con due protagonisti coinvolti al loro interno che scioglieranno i nodi dell’intricata trama. Le prospettive sono diverse e ci porteranno a cambiare idea e valutare altri punti di vista finché non ci sarà chiesto di fare una scelta che cambierà il futuro nostro e del mondo. Immergersi in un mistero che avvolge una società dai fini ambigui, moralmente criticabile, ci porterà a chiederci se alla fine tali scelte siano condannabili o meno, tutto mentre cercheremo di fare chiarezza e trovare la verità. Ed il punto è esattamente questo; quanto la nostra morale può influire su di un titolo? Quanto discutibili possono essere le vicende che ci si prospettano davanti tanto da influenzare sulla nostra esperienza di gioco? Lo scopriremo insieme nella nostra recensione a seguire!

NB: Prima di iniziare dobbiamo fare una premessa d’obbligo. Il titolo è pensato, come detto in introduzione, per VR. L’esperienza provata nella nostra recensione, avvenuta su Xbox, è da considerarsi priva del visore, assente per la console Microsoft. Mentre scorrerete questa recensione tenete presente di ciò e di come questo influisca sull’esperienza di gioco

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Alla ricerca della verità

Una volta superato l’impatto del menù di impostazione calibrato per VR, rendendo su Xbox anche il solo ottimizzare la luminosità un ostacolo, veniamo trascinati nelle vicende che orbitano intorno a questa misteriosa organizzazione chiamata The Assembly. Inizieremo nei panni della Dottoressa Madeleine Stone, ed in modo molto frammentato e con continui cambi di scena, ci viene raccontato il suo background. L’impatto è forte, molto coadiuvato da un bel doppiaggio e sottofondo sonoro azzeccato. Precisiamo che la lingua su console è esclusivamente in inglese, sia per il doppiaggio che per i sottotitoli, mentre per la versione Steam le lingue supportate sono inoltre il tedesco ed  il francese. Per chi non è ferratissimo con la lingua anglofona potrebbe riscontrare qualche difficoltà nel comprendere appieno tutte le sfaccettature di questa storia, anche se le voci sono ben scandite e comprensibili consigliamo l’uso dei sottotitoli.

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Nelle prime fasi siamo letteralmente inghiottiti da una storia che si racconta da sola, senza nessun tipo di interazione tangente, ma solamente con semplici movimenti intorno a noi o piccoli spostamenti con la levetta. Solo quando ci ritroveremo nelle vesti del veterano Cal Pearson avremo il pieno controllo delle azioni, potendo esplorare, cercare e iniziare a decidere (seppur in minima parte) il destino che ci attende.

Alternando i due punti di vista proseguiremo nella storia seguendo dei binari ben impostati e lasciandoci in molte occasioni con poca libertà di scelta. Potremo approcciarci con l’intento di mettere mano su tutti i documenti disponibili e cercare tutti i segreti all’interno delle mura del bunker o semplicemente seguire il percorso che il gioco ha deciso senza perdere tempo. Da precisare che la libertà di azione non venga annoverata come critica, ma semplicemente un dato di fatto. Il mercato della realtà virtuale, come ben sappiamo, al momento può vantare delle avventure statiche e ben delineante e The Assembly ne è l’esempio. La tecnologia molto probabilmente ci porterà successivamente in un mondo virtuale videoludico dove tutto ci è concesso, ma non è questo il momento. Lo standard del VR impone dei binari da seguire ed il miglior modo per farlo è farsi trasportare su una linea retta e farci raccontare la storia che si spiega davanti a noi.

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Non ci prolungheremo nel parlare della trama in sé, essendo purtroppo già breve, ma vi lasceremo la possibilità di scoprire voi stessi le vicende e gli approcci all’interno di The Assembly. Il titolo infatti, se giocato anche cercando ogni piccolo particolare e visitando ogni stanza o sezione che ci è concessa, non durerà poco più di 5 ore. L’unico spunto per una futura rigiocabilità risiede nello sbloccare tutti gli obiettivi, che tranne per un paio, sono sbloccabili tranquillamente nella prima partita.

Quello su cui ci concentreremo infatti risiede nelle dinamiche di gioco.


Da che parte stare

Se tralasciamo la basilarità di interazione e movimento in 2D che trasforma il titolo in un semplice punta e clicca su console, in VR sicuramente rimane la facilità di esplorazione ed uso dei comandi (in questo caso con HTC o Oculus) nel “prendere” gli oggetti virtuali che ci circondano. Il merito al titolo va all’intreccio e di come ci lascia spettatori di una storia già scritta. Su questo, nDreams fa notare il lavoro svolto, sentendo in modo chiaro la differenza di approccio nelle vesti della Dottoressa Stone e del veterano Cal. La prima, grazie alle poche interazioni disponibili che le vengono concesse, riesce a darci l’impressione della “prigione” in cui si sente e in cui viene fatta sentire. Ci ritroveremo a cercare la nostra verità tramite piccoli enigmi dal gusto amaro di non aver scelta che farle (i rompicapo definirli facili è dir poco), dove ci metteremo alla prova con il nostro ingegno per perseguire il nostro scopo.

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Il nostro Cal invece, seppur spinto delle stesse motivazioni e dalla stessa voglia di conoscenza e verità, ha interazioni molto più ampie con il mondo circostante, riuscendo a farci credere che noi possiamo decidere. Rispetto alla dottoressa, potremo prendere oggetti, interagire con buona parte del mondo circostante e sicuramente una libertà di movimento molto più ampia. Non troveremo enigmi, ma ci imbatteremo in sfide veloci da completare senza troppo impegno, nonché soprattutto cercare, cercare e ancora cercare le risposte. Per il veterano saranno in dossier, PC, armadietti e quant’altro, mentre la dottoressa dovrà combattere con i proprio demoni, essendo per lei, la sua storia a dipanare ogni alone di mistero.

Nel fare tutto ciò, oltre a notare la buona caratterizzazione, vediamo anche un ottimo livello di dettaglio delle location, anch’esse con una loro storia e ricche di piccole e piacevoli oggetti e messaggi che contraddistinguono e rendono particolare ogni parte delle stanze. Troveremo laboratori abbastanza accurati nel dettaglio e nel realismo e anche piccole note personali qua e là all’interno delle varie stanze in cui ci imbatteremo.

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Come abbiamo già detto, è difficile poter analizzare qualcosa di già predestinato a seguire certi percorsi ed andamenti, ma seppur limitata a causa della natura per cui nasce, ovvero la realtà virtuale, si può certamente elogiare la caratterizzazione della storia e dei personaggi che ci accompagnano in questa avventura. Il messaggio, per quanto ci riguarda, è arrivato forte e chiaro anche nella sua semplicità di esposizione e realizzazione, dandoci le giuste impressioni della storia che viviamo nelle ore che il titolo ci concede. E, cosa ancora più impostante, solleva il nostro senso morale e la nostra voglia di chiarire gli aloni di un mistero che seppur non ci riguarda fa sì che ci immedesimiamo con la giusta suspense e ricerca. The Assembly è chiaro ed efficace in quel che vuole dire e far capire, cercando di farci riflettere su di una trama che pensandoci potrebbe non discostarsi di molto a quello che ci circonda, mettendoci di fronte realtà scomode e come le affronteremmo.

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IN CONCLUSIONE

The Assembly è una piccola avventura scientifica preimpostata per seguire una linea da cui non ci possiamo discostare, se non per piccolissime scelte di successione nel proseguire su un obiettivo imposto dal gioco. La nostra libertà è basata su cosa fare prima o dopo, ma pur sempre da fare. Non esiste scelta di trascurare qualcosa; prima o poi arriva il momento di andare avanti con la storia, che lo si voglia o no. Seppur sembra un grande difetto, in realtà si rivela piuttosto consono alla storia di cui siamo spettatori e all’approccio su cui nDreams ha deciso di puntare; la realtà virtuale. Purtroppo, è da considerare riuscito su PC e Playstation 4, ma rimane una versione a metà per Xbox One, non potendo appunto sfruttare l’origine del progetto per cui è nato, trovandoci un porting non ottimizzato per un esperienza a pieno in 2D. Il procedimento però rimane intatto, facendoci domandare e riflettere su quanto possa discostarsi il mondo se guardato da due persone diverse. Non si parla di forte emotività, ma di saper quale destino vorremmo per noi in determinate circostanze. Una storia buona, con relativi contorni musicali e sonori attinenti, ma con poco altro che questo, lasciandoci la sensazione, che arrivati al punto cruciale, qualcosa in The Assembly manchi.