Il panorama videoludico che fa riferimento al PC Gaming è sì pieno di titoli ad alte prestazioni e dalla qualità tecnica magistrale ma è anche ricchissimo di titoli Indie, magari più semplici a livello tecnico ma spesso capaci di raccontare storie coinvolgenti o di stupire e catturare con soluzioni di gameplay innovative e fuori dalla norma. Quest’oggi parleremo di A Tale of Caos: Overture, una simpatica avventura grafica vecchio stile rilasciata su Steam e sviluppata dai ragazzi di Expera Game Studios, una piccola e italianissima Software House di recente fondazione. Il gioco è stato pubblicato su Steam lo scorso 21 dicembre 2016.

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A Tale of Caos: Overture è il seguito del primo capitolo della serie, A Tale of Caos: Prelude, che si richiama ai vecchi punta-e-clicca old school della Lucas Art. L’avventura grafica ci catapulta nei panni di Terribilia Van Quinn, detta Terry, una giovane e brillante apprendista Tecnomante, appena entrata in servizio presso Albion McMaster, il più potente e famoso Maestro Tecnomante. Terry tuttavia è tanto geniale quanto distratta e impulsiva, contribuendo a definire così il carattere di un personaggio veramente particolare. Qualcuno ha parlato di voci nella testa che spingono a rubare qualsiasi oggetto, anche il più disparato, trovato sulla mappa di gioco? A chiudere il quadro dei nostri personaggi principali abbiamo Heimlich, un particolare gufo meccanico creato da Terry stessa che ci accompagnerà e ci assisterà nella nostra avventura.


Caos, non Chaos!

Il gioco, pubblicato su Steam, è composto da tre Atti, di cui solo il primo attualmente giocabile e disponibile. L’avventura inizia con Terry e Heimlich in missione con il loro maestro, McMaster (un nome molto emblematico, devo dire), il quale è alla ricerca di un misterioso e potente artefatto che sarà in grado di aiutarlo a portare a compimento il lavoro della sua vita. Per Terry è la prima missione con McMaster e l’esuberanza e la volontà di non deludere il maestro ci accompagneranno per tutto il gioco. L’atmosfera è quella di un tecno-fantasy bizzarro, curioso e con una certa dose di non-sense che contribuisce a rendere il tutto più divertente e mai banale. I riferimenti non mancano, da Guida Galattica per Autostoppisti di Douglas Adams al povero Windows 10 che diventa Door 10, anni luce avanti rispetto a quell’aborto mal riuscito di Door Svista. In questo universo fantasy ma non troppo è il Caos a governare. Attenzione, Caos è diverso da Chaos e il gioco ce lo farà notare più volte! Che cosa sia esattamente questo Caos attorno al quale il mondo di gioco ruota non viene approfondito nel Primo Atto anche se siamo fiduciosi che l’argomento verrà affrontato negli Atti successivi.


Old School

A Tale of Caos: Overture è esattamente quello che sembra: un avventura grafica punta-e-clicca vecchio stile, ispirata alle produzioni Lucas Art degli anni 90. La pixel art la fa da padrona e così anche il superamento di enigmi più o meno complessi che saremo chiamati ad affrontare. Il ruolo di Heimlich sarà centrale, in quanto in grado di dispensare preziosi consigli sul come superare determinate sfide o addirittura potremo chiedergli di agire direttamente in particolari contesti. Terry disporrà poi di un inventario, composto da quattro particolari strumenti e da una sacca dove riporre tutti gli oggetti che raccoglieremo (o ruberemo a seconda dei casi) nel corso della nostra avventura. Gli strumenti a nostra disposizione sono il Rilevatore di Fase, il Set Alchemico Portatile, il Multiattrezzo e l’Eco-Motore, tutti fondamentali per supeare le diverse prove. In particolar modo il Rilevatore di Fase è uno strumento che vi tornerà molto utile poiché vi impedirà di andare alla caccia selvaggia del pixel nascosto in quanto sarà in grado di evidenziarvi tutti gli oggetti o gli elementi con cui potete interagire in ogni singolo scenario. Come ci si può aspettare da un’avventura grafica, la collezione degli oggetti e le interazioni con gli npg sono fondamentali e al centro dell’esperienza di gioco. I personaggi sono sempre ben costruiti e ognuno con un particolare tocco di personalità che li rende interessanti e curiosi, Terry in testa.

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Cuore di A Tale of Caos resta la narrazione e la storia in sé che ne fanno da anima portante. I dialoghi sono spesso geniali o comunque molto azzeccati, sempre ricchi di citazioni e ironia, in grado di strappare un sorriso al giocatore in ogni situazione. Per la storia è ancora presto fornire un giudizio in quanto abbiamo assistito al Primo Atto di tre nel quale sono stati presentati i personaggi e gettate le basi dell’intera vicenda, che però incuriosisce il giocatore spingendolo a chiedersi come il tutto si svilupperà.


Pixel Imperfetti

Ci sono però dei limiti nel lavoro svolto dai ragazzi di Expera Game Studios. Parliamo per prima cosa dal punto di vista tecnico. Il gioco non presenta problemi dal punto di vista prestazionale, i caricamenti sono veloci e il tutto è sempre fluido. Anche le animazioni in pixel art dei vari personaggi sono ben realizzate e curate, così come gli scenari anche se, spesso, sono stati utilizzati dei colori troppo violenti e accostamenti poco azzeccati nella palette colori di diversi personaggi. Le musiche e l’arte di A Tale of Caos: Overture sono in perfetta linea con i vecchi punta-e-clicca a cui si ispira e poco altro c’è da dire da questo punto di vista.

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Argh, quel rosso

Primo punto che gioca veramente a sfavore di A Tale of Caos è la gestione dell’inventario e degli strumenti, decisamente poco intuitiva. Capire solo come usare gli strumenti richiederà una certa dose di tentativi e, una volta superata la prima fase, ci ritroveremo ad usarli senza pietà contro ogni cosa interagibile dei vari scenari, senza molto successo per giunta. Quando infatti ci troveremo bloccati nel superare alcuni ostacoli, ci verrà in aiuto il “Walkthrough”, ovvero un’opzione inserita nel menù di gioco che ci fornirà suggerimenti, da semplici indizi fino ai passaggi necessari da compiere filo per segno.

Quando impiegeremo i nostri strumenti il gioco ci chiederà di affrontare un mini-gioco. Due di essi, quelli relativi al Multiattrezzo e all’Eco-Motore, sono abbastanza intuitivi e di facile soluzione, al contrario di quello legato al Set Alchemico Portatile. Per il Set Alchemico dovremmo invatti stabilire l’ordine e l’intensità di utilizzo delle varie componenti del Set per riuscire a trattare i nostri ingredienti ed ottenere così la nostra reazione alchemica. Purtroppo non abbiamo alcun indizio su come devono essere processati gli ingredienti e siamo costretti ad affidarci al caso. Nel caso di fallimento della reazione (altissimo viste le probabilità) ci verrà indicato quanti valori inseriti e quante posizioni assegnate fossero corrette ma non quali. Sarebbe veramente frustante se non fosse che il gioco ti consente di saltare il mini-gioco alla secondo tentativo fallito.

Dannato Set Alchemico Portatile, quanto ti ho odiato
Dannato Set Alchemico Portatile, quanto ti ho odiato

Ultima nota dolente è la durata del Primo Atto. Ci abbiamo messo poco più di due ore a raccogliere ogni oggetto e concludere l’Atto considerando una buona mezz’ora persa per capire come usare l’inventario e gli strumenti e altrettanto tempo per cenare. Gli sviluppatori promettono circa 10 ore di gioco quando anche gli altri due Atti verranno rilasciati, non ci resta che attendere e sperare in bene.

PRO
CONTRO
  • Atmosfera tecno-fantasy ben costruita
  • Personaggi divertenti e caratterizzati
  • Buona narrazione e tanto humor e non-sense
  • Avventura promettente
  • Tanta nostalgia
  • Colori della pixel art da rivedere
  • Inventario poco intuitivo
  • Mini-giochi da bilanciare meglio
  • Durata del Primo Atto troppo breve

 

Conclusione
A Tale of Caos: Overture
7
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Classe '94, è un grandissimo appassionato di Halo, Borderlands e A Song of Ice and Fire. Adora leggere, scrivere, disegnare ed, ovviamente, videogiocare. Studente di Illustrazione vorrebbe un domani lavorare nel mondo dei videogiochi. Collaboratore di Halopedia ed ora del 17K è pronto a dare il massimo per aiutare i meno fortunati a conoscere il verbo di Halo, oltre che ad indirizzarli a diventare dei veri Cacciatori della Cripta e ad venerare l'Unico Vero Re, Stannis della Casa Baratheon.