Quattro anni fa Ubisoft stupì tutti, annunciando al mondo lo sviluppo di una nuova IP basandosi sulla libertà del giocatore di poter agire liberamente all’interno di una mappa, senza vincoli predefiniti. All’E3 2012 quindi fu presentato per la prima volta un trailer di Watch Dogs, apripista di una nuova frontiera delineata dal mondo dell’hacking, in concomitanza con l’evoluzione tecnologica moderna. Dopo aver pubblicato il titolo nel 2014 in cross-platform, a distanza di due anni gli sviluppatori calcano nuovamente il terreno con un sequel del tutto particolare.

Watch Dogs 2
Non è un agente della Divisione, ma Retr0 è l’esatta evoluzione dell’hacker…

Per la società avete meno valore dei dati che producete

In un mondo governato dall’influenza tecnologica è altresì scontato che la vita quotidiana sia regolata da ogni tipo di invenzione, capace di ottimizzare ogni singola azione in rapporto a qualità e tempo. L’evoluzione informatica ha reso possibile, soprattutto nell’ultimo decennio, la facilitazione in ambito comune di tutti quei comportamenti che richiederebbero fatica e dispendio psicologico, favorendo una maggior pianificazione ed affidando totalmente la risoluzione delle problematiche in mani artificiali. Tutto questo risvolto porta sicuramente a delle conseguenze e se da una parte lo sviluppo degli algoritmi genetici ha permesso all’intelligenza artificiale di sostituirsi a quella umana, particolarmente in ambito medico, senza tralasciare il settore automobilistico, d’altro canto la società ha man mano perso di vista la gestione della propria vita. Il controllo globale passa quindi per un quantitativo spropositato di informazioni che viaggiano attraverso un canale unico, un pianeta interconnesso da una rete cablata attraverso la quale ogni tipo di dato corre da una parte all’altra del globo. Paragonandolo ad un sistema informativo, potremo certamente associare un particolare dato ad un individuo, tutto immagazzinato in un sistema di elaborazione fisico. Tramite infrastrutture specifiche, composte da apparati hardware, ogni tipo di informazione personale risiede in determinati blocchi e può essere interrogato da chiunque e da qualsiasi terminale, previa violazione della privacy. Che si tratti del settore bancario, sanitario, amministrativo e quant’altro, la vita di ogni essere umano è costantemente archiviata e monitorata per uno scopo ben specifico. Per questo, a discapito dei controlli di sicurezza e manutenzione delle falle di sistema, l’utilizzo illecito di tali dati personali rappresenta una seria minaccia per una guerra futuristica senza precedenti. Abbandonato il concetto di Guerra Fredda, la nuova frontiera di un conflitto di interessi è dettata dalla violazione informatica ed i pericoli che questa può rappresentare. Tramite questa filosofia nasce Watch Dogs.

Watch Dogs 2
L’hackerspazio sarà il nostro covo, luogo perfetto per la pianificazione delle azioni contro il Sistema.

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Messi da parte i drammi esistenziali di Aiden Pearce, protagonista del precedente capitolo, rappresentando un hacker esperto nella violazione di sistemi informatici, questo Watch Dogs 2 ripropone la stessa logica ma in un contesto totalmente differente. Lo scenario viene dirottato su San Francisco, sostituendo quella Chicago più cupa in favore di una location luminosa ed ispirata. Il CenTral Operative System 2.0 (ctOS) è il sistema operativo evoluto installato nella città, controllandone ogni singolo aspetto, dalla gestione dei semafori alla videosorveglianza. L’unico fornitore del servizio, nonché manutentore del codice ha ancora il volto della già conosciuta Blume, detenendo il monopolio della sicurezza informatica. Come ogni società priva di scrupoli, la Blume utilizza qualsiasi informazione per i propri scopi, alterando, controllando e monitorando la vita di ogni cittadino, sostituendosi al libero arbitrio a seconda delle necessità. Gli unici in grado di contrastare questo enorme potere sono i membri del DedSec, un gruppo di esperti hacker intenti a fermare la società anche a costo di infrangere ogni legge vigente. Tutto partirà da Retr0, rappresentato da Marcus Holloway, un giovane hacker che a causa degli algoritmi del ctOS viene schedato ingiustamente come criminale, per cui si ritroverà a dover eliminare la propria identità dai server centrali, direttamente nel cuore della Blume. Il DedSec, viste le capacità informatiche ed atletiche di Marcus, deciderà di aggiungere un nuovo membro tra le proprie fila e viste le intenzioni della squadra, Retr0 sarà subito incline alla causa. Parte in questo modo una serie di operazioni a stampo sovversivo per ribaltare l’egemonia tecnologica, comprendente corruzioni in ambito elettorale, estorsione di informazioni di influenza finanziaria ed un controllo globale sulla vita di ogni singolo cittadino, nonché lo smascheramento del più grande social network installato nella rete sotto il nome di !Nvite.

Watch Dogs 2
Sembrano quasi dei bravi ragazzi…

Una volta entrati nel DedSec, faremo la conoscenza degli altri componenti del gruppo, tutti con una caratterizzazione particolare. Affineremo la nostra amicizia con Wrench, insolito individuo a stretto contatto con la sua maschera misteriosa ed uno strano rapporto con le attrezzature informatiche, coadiuvato da Horatio, coordinatore delle operazioni dalla doppia vita giornaliera, affiancato da Sitara, in sintonia con la sua vena artistica e paralizzato dalla poca socializzazione di Josh, se solo non fosse per le spiccate capacità di violazione di sistemi informatici. Ciascun elemento offre le proprie capacità al servizio del DedSec, cercando di rimanere anonimi alla vista della Blume, ma al tempo stesso trovando l’opportunità di accaparrarsi followers per aumentare la potenza di calcolo contro i forti apparati hardware dell’azienda nemica.

Partiamo col dire che tutto il concept non risulta particolarmente originale, riprendendo per buona parte quanto lasciato in eredità dal predecessore, ma ciò che appare palpabile fin da subito è un cambio generazionale. Non si tratta solo di un rinnovo estetico, più che altro a mutare maggiormente è il contesto. L’universo creato per Watch Dogs 2 è estremamente differente. Lasciando da parte i turbamenti di Aiden, compresa una trama più realistica rispetto al mondo attuale, questo sequel utilizza una variazione dell’ambiente odierno per simulare ogni tipo di problematica globale in chiave più ironica. Il filo conduttore resta solo la capacità di intraprendere una battaglia contro un sistema centrale governato da una multinazionale, ma il completamento dell’opera innesca una serie di eventi che possiedono un unico denominatore comune, sfiorando a più riprese teorie complottiste su un ipotetico Nuovo Ordine Mondiale ed esponendo il tutto tramite una caratterizzazione più giovanile. E’ proprio questo cambio che separa le linee temporali dei due prodotti, facendo viaggiare Watch Dogs 2 su un binario ben preciso dalla finalità basilare: il divertimento. I più grandicelli potrebbero storcere il naso per questo cambio di generazione, trovando abbastanza infantile e di poco gusto la caratterizzazione dei protagonisti. In verità per comprendere appieno il titolo bisognerà entrare nell’ottica di ciò che questo tenta di rappresentare. Gli stessi personaggi sono ben lontani dallo stereotipo di hacker, di solito visto come un genio dell’informatico la cui vita sociale è limitata dalle interazioni sui social network, no, in Watch Dogs 2 vi è l’esatto opposto, con l’uso di un linguaggio spregiudicato, a volte volgare e programmatori esperti in parkour e street art, nonché abili tiratori scelti senza alcun addestramento di tipo militare. Il sunto è semplice, si invoglia il videogiocatore ad affezionarsi ad ognuno di questi personaggi in maniera spensierata per dar sfogo alla creatività ed aumentare l’asticella del divertimento.

Watch Dogs 2
Ogni nuova identità è pensata per essere perfetta…

Siamo hacker non cracker!

Il punto di svolta di Watch Dogs 2 lo si deve all’evoluzione di un gameplay che per certi versi ha appassionato gli amanti del precedete lavoro Ubisoft, ma al contempo ha lasciato qualche perplessità dovute soprattutto alle lacune tecniche e concettuali. Le fondamenta sulle quali poggia questo nuovo titolo è rappresentato dalla modalità di modificare l’ambiente circostante, compreso il suo rapportarsi. Watch Dogs era stato elogiato, prima della sua uscita, per la capacità di combinare un free roaming con i diversi approcci per quanto concerne la libertà di azione. Alla fine, per quanto innovativo poteva sembrare, tutto si riduceva alla sola pressione di un tasto selezionando l’elemento a schermo con cui interagire, per questo la grave pecca, emblema di Watch Dogs, era rappresentata dalla banalità. Tralasciando altri aspetti estranei a questo ambito, le cose adesso sono cambiate. L’impatto visivo che si ha di San Francisco è ottimo, lasciando spazio a degli scorci degni di nota ed un paesaggio che al mutare del ciclo temporale è capace di assumere un fascino differente. La mappa si presenta con una grandezza accettabile, ma non enorme, però questo aspetto non mina assolutamente l’esperienza, anzi, tutto apparirà in secondo piano non appena visiteremo una Silicon Valley, patria tecnologica adibita alla produzione dei microchip, oppure la sede centrale della Nudle, che per colori, funzionalità e aspetto risulta un chiaro riferimento a Google.

Watch Dogs 2
Google avrà un nuovo concorrente…

La problematica principale è rendere possibile l’adattamento di un sistema basato sull’hacking con l’ambiente circostante. Ubisoft questa volta compie un ulteriore balzo in favore del gameplay. Il nostro compagno di mille avventure è uno smartphone (già visto per la verità, ma essenziale). Questo interessante giocattolo tecnologico sarà in grado di interagire con ogni singolo componente elettronico presente su mappa, anche con conseguenze differenti, dalla manomissione dei semafori all’esplosione di condutture. Non solo, ci farà anche acquistare app (con la valuta del gioco) come un normale dispositivo odierno, compresa la possibilità di ascoltare tracce musicali preferite con l’integrazione di un riconoscimento della musica quando ci avviciniamo a qualcuno che ascolta un brano che non conosciamo. Finalmente non si potrà più utilizzare una singola pressione per esercitare un evento, bensì avremo a disposizione una serie di possibilità che influenzeranno il mondo in maniera distinta. Come accennato in precedenza, il sistema che regola la crescita del personaggio è rappresentato dai followers. Questi hanno due finalità separate; da un punto di vista prettamente narrativo svolgono la funzione di far ottenere maggiori risorse hardware messe in condivisione dagli utenti che scaricano l’applicazione ufficiale del DedSec, mentre con il loro utilizzo è possibile impiegare dei punti abilità che sbloccano dei rami specifici, in modo da arricchire le capacità di Marcus nell’utilizzo dei suoi gadget. I followers sono ottenibili in svariati modi, dal completamento di missioni fino allo scatto di selfie in luoghi precisi di interesse.

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La ruota delle abilità fornirà elementi aggiuntivi che potenzieranno il nostro personaggio.

Le missioni principali saranno messe a disposizione dall’hackerspazio, hub di riferimento per il proseguo della trama, dandoci l’opportunità di pianificare e conoscere il futuro del DedSec. Oltre a visitare suddetti luoghi, sarà possibile interagire con gli altri membri, consultare audiolog ed usufruire di una speciale stampante 3D per la creazione di oggetti necessari al completamento delle quest. Sebbene la logica sia inverosimile, così come il poter violare la sicurezza di un server da una videocamera di sorveglianza con chissà quale principio informatico, le creazioni ritorneranno molto utili, specialmente il Jumper (drone terrestre con moduli integrati di violazione) ed il Quadrirotore (fantastico drone aerogiro che sorvolerà l’area alla ricerca di obiettivi). Generalmente le quest si suddividono in step, in modo da poter apprendere esattamente la vicenda e procedere alla sua naturale conclusione, non senza qualche risvolto imprevisto. La diversificazione delle azioni da svolgere è notevole, spaziando da un semplice sabotaggio dei server che risiedono alla Blume, al trafugare informazioni senza essere scoperti. Proprio per questo principio, l’approccio steath è l’anima del gameplay. Ciascuna missione può essere risolta in svariati modi, donando completa libertà al giocatore di approcciarsi alle missioni in base al proprio stile, ma bisogna sempre considerare un dettaglio importante: la vita del nostro alter ego. Il titolo è studiato per i meccanismi stealth, in quanto a seguito di scontri diretti imprevisti, basteranno un paio di colpi di arma da fuoco per farci fallire miseramente. Avremo tutto l’occorrente per distrarre i nemici, stordirli silenziosamente o usare la forza bruta, in ogni caso il risultato non cambierà.

Watch Dogs 2
Oltre ad esserci utile per le missioni, il Quadrirotore ci offrirà una perfetta vista dall’alto.

Tutta questione tecnica

Con Watch Dogs 2, Ubisoft modifica enormemente l’universo creato due anni fa, in virtù di un upgrade del Disrupt Engine, motore proprietario sviluppato proprio in occasione del titolo. San Francisco è una città viva, piena di attività da svolgere anche al completamento della campagna principale, dove la sua longevità si attesta in media sulle venticinque ore di gioco (sempre in base alla difficoltà). Se il comparto narrativo risulta abbastanza longevo, ulteriori ore verranno spese per il completamento delle missioni secondarie, tutte con un’interessante storia di fondo, oppure tramite l’apporto del multiplayer. Interessante l’utilizzo di quest in cooperazione con altri giocatori trovati in rete, oppure una modalità nella quale un hacker può invadere un altro player (un po’ il concetto visto su Dark Souls), consentendo fughe o catture al fianco dei poliziotti controllati dall’intelligenza artificiale. Proprio in merito a quest’ultima c’è da notare un algoritmo particolare per la gestione dei bot antagonisti. Una miglioria che giova al comparto tecnico, andando a beneficiare di strategie collettive ed imprevedibili per i nemici, fino ad arrivare alla consapevolezza che l’intera città reagisca in maniera reale a stimoli casuali. Purtroppo però non sempre questa IA è impeccabile e spesso assisteremo a situazioni abbastanza ridicole, con passanti che non si accorgeranno nemmeno di essere investiti da un’auto o che in caso di incidenti non accenneranno ad alcuna azione. Graficamente è appagante, offrendo una stabilità bloccata a 30 fps che in rari casi scende a causa delle azioni frenetiche e ai tanti elementi a schermo. Purtroppo alcuni difetti sono l’eredità pesante che questo sequel si trascina già dal primo capitolo. La gestione delle ombre ad esempio ne è un chiaro esempio e se l’illuminazione dinamica ha subito un grande ritocco (anche se l’antialias non è proprio impeccabile), alcune fonti luminose le fanno proprio scomparire.

Watch Dogs 2
Alcuni paesaggi di San Francisco sono realizzati con cura maniacale.

La fisica generale non è sicuramente delle migliori, visto che gli stessi elementi che hanno caratterizzato Watch Dogs sono presenti anche a San Francisco ed i pali, alberi e semafori vengono distrutti senza un principio fisico reale. Avendo a disposizione un prodotto complesso è naturale trovarsi di fronte a strani bug o glitch grafici, ma sono piccolezze che potrebbero essere gestite in futuro con semplici patch. Analogo discorso per alcune animazioni, a volte innaturali e legnose. La gestione di guida è resa molto più arcade e per carità, lungi dall’essere un titolo simulativo, tende però ad avere una guida abbastanza aggressiva soprattutto se si guida auto potenti, dove la stessa velocità, in mancanza di un HUD visivo, è causa dell’imprevedibilità di alcuni incidenti. L’albero delle abilità del personaggio principale favorisce una maggior profondità per la sua crescita, consentendo una varietà concreta nel gameplay, ma alcune di queste snaturano troppo il gioco, risultando troppo sbilanciate in favore del giocatore, come l’abuso del NetHack che consente una finestra temporale illimitata per individuare i nemici oltre le pareti, facendo perdere un po’ quel senso di sfida che potrebbe appagare. Una nota assolutamente positiva è rappresentata dall’ottimo comparto audio, sia per quanto riguarda la colonna sonora che il doppiaggio in italiano, anche se vi è qualche rara sbavatura con la sincronizzazione del labiale. Potremo andare in giro a riconoscere i brani musicali, per arricchire la nostra playlist, tramite lo smartphone oppure hackerare server in compagnia di una soundtrack classica sotto le note di Mozart.


Pro Contro
  • Un concentrato di divertimento
  • Campagna longeva e mai banale
  • Buona rigiocabilità
  • Gameplay solido e differenziato
  • Ottima ambientzione
  • Comparto grafico gradevole
  • Tecnicamente non impeccabile
  • Caratterizzazione dei personaggi rivedibile
  • Animazioni deficitarie
  • Qualche sbilanciamento di troppo sulle abilità
Conclusione
Watch Dogs 2
8.8
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Programmatore, analista software e scrittore, appassionato del mondo videoludico e cinematografico fin dalla tenera età. Iniziando con un Vic-20 ho cavalcato tutta l'evoluzione fino alla next-gen, riuscendo a mettere a disposizione tutta l'esperienza al servizio dei 17K.