Dark Souls III è senza dubbio uno dei titoli che più ci hanno soddisfatto quest’anno, con una varietà di ambientazioni molto ampia, difficoltà e divertimento equilibrati. L’annuncio di Ashes of Ariandel aveva estremamente rincuorato la community perché vi erano piccole lacune che potevano venir approfondite in maniera più che intelligente.
Le ultime settimane hanno portato ad un sacco di notizie relative alla durata e ai contenuti del dlc, oltre 15 ore di gioco assicurate per completarlo. Forse hanno un po’ esagerato

Oggi è disponibile per tutti la prima delle due espansioni di Dark Souls III: Ashes of Ariandel, noi lo abbiamo provato su Xbox One ed i sentimenti suscitati da questo contenuto aggiuntivo sono molto altalenanti.

Ambientazioni e Art Design

Le ambientazioni di questo contenuto aggiuntivo contano forse i picchi artistici più alti ritrovati nel titolo From Software, visuali degne di un paesaggio montanaro di Caspar Friedrich. Si passa dalla stradina di montagna ad un villaggio deturpato dalla peste in maniera così naturale che poche parti del gioco o della saga From ci hanno colpito così positivamente. Molto positivo l’uso dei particellari per simulare le nevicate e sorprendentemente (rispetto al gioco base) non appesantiscono eccessivamente il framerate.

Gameplay

Il gameplay presentato nel dlc ha subito pochi cambiamenti rispetto al titolo base, sfruttando al massimo alcuni elementi già presenti, quale l’effetto gelo ed il sanguinamentoAshes of Ariandel 2. Ciò che più ha sorpreso è l’interconnessione tra le varie zone della mappa, shortcut studiati in maniera minuziosa, quasi da quadro di Escher.
I nemici nel dlc risultano veramente tanti, da gruppi di mob dormienti, ronde e imboscate riempiono le aree del gioco in maniera molto intelligente e funzionale. I branchi di lupi sono forse la più grande sorpresa del dlc, il loro comportamento è forse uno dei più realistici mai riscontrati nei videogiochi; non attaccano se non sono in branco e a volte seppur in branco si limitano a ringhiare minacciosamente senza agire, inseguendoci finché non ci allontaniamo dal loro territorio.
I boss non risultano molto ispirati, ricordano molto quelli presenti nei precedenti titoli e non ci limitiamo ai precedenti Dark Souls ma anche racchiudendo le ispirazioni a Bloodborne. Questa mancanza di originalità va a scontrarsi con la cura nel level design del mondo.

Da questo punto in poi la recensione assumerà toni più malinconici dovuti alla delusione dei futuri punti che tratteremo.
Se il numero di nemici e il loro posizionamento è un punto a favore, il loro output di danni in ng+ o superiore risulta decisamente squilibrato, almeno rispetto al resto del titolo ritrovandoci in alcuni punti a dover attirare i nemici singolarmente perché attirarne un secondo comporterebbe una sconfitta certa.

Trama

Un punto sempre criptico nel trattare Dark Souls è la trama, che si parli di lore presente nelle descrizioni o di ciò che il gioco ci racconta tramite dialoghi, sempre di mezze verità si parla. In Ashes of Ariandel la trama che troviamo non ci ha colpito, il modo con cui trasmette la propria storia è veramente mal organizzato ed i personaggi presenti sono veramente vuoti e in alcuni punti contraddittori.
L’espansione ci porta in un mondo dipinto che fa la vocina a quello presente nel primo titolo senza però mai giustificare tale somiglianza. Presentando tante citazioni, ancor più forti rispetto al gioco base che risultano persino fuori luogo a causa della mancanza di reali collegamenti. Certo, vi sono indizi su legami tra il mondo di Ariandel ed il mondo di Ariamis ma nessuna conferma scritta o tramite un dialogo; un collegamento esplicito avrebbero solo giovato all’espansione.
Anche la mancanza di un reale finale (con tanto di arena del boss finale che non si spegne dopo aver ricaricato l’area) fa sembrare il dlc incompleto, quasi come mancasse un’azione finale. Abbiamo anche speso oltre 5 ore a provare varie azioni nelle zone di Ariandel nella speranza di trovare il finale ma senza esiti positivi.

Ashes of Ariandel Durata

La critica maggiore va alla durata, seppur Hidetaka Miyazaki aveva promesso 15 ore di gioco, noi abbiamo completato Ashes of Ariandel a Ng+++ in circa 6 ore, trovando tutti i contenuti del gioco (elenco alla mano dei nuovi incantesimi, armi e tutto il resto), con un personaggio in linea con la difficoltà del gioco base soffrendo un po’ dei danni esagerati in alcuni punti dell’espansione.

Arena

Ashes of Ariandel introduce la modalità Arena, già presente nei precedenti titoli, che permette tramite una serie di impostazioni di effettuare sconti tra più giocatori in varie modalità anche “private” tramite password. Questa modalità risulta molto interessante in quanto apparentemente la connessione risulta migliore rispetto ai “fightclub” organizzati nelle varie zone del gioco base.
Attualmente è presente solo una mappa (la presenza di altre mappe è assicurata dalla possibilità di selezionarle) abbastanza equilibrata ed ispirata alla zona finale del gioco base.
Vi è solo una critica verso la modalità arena, ovvero la mancanza di una ricompensa a seguito della vittoria; nessuna ricompensa di anime o oggetti legati al patto vengono donati ai vincitori, quindi si tratta di una mera vittoria morale.

Considerazioni finali

Ashes of Ariandel è un’occasione sprecata da parte di From Software, in quanto, seppur offra un contenuto artistico di rilievo non riesce nell’intento di intrattenere per un quantitativo di ore consono ad un dlc “souls-like“. La mancanza di un reale filo conduttore nell’espansione lo fa sembrare più un preludio al prossimo contenuto aggiuntivo, in arrivo in primavera. La distanza temporale tra i due però non è un punto a favore in quanto la sola modalità arena non basta a giustificare tale attesa.

Ashes of Ariandel 3