The Witness nasce dal genio creativo di Jonathan Blow, creatore di Braid, che, mettendo insieme un piccolo gruppo di artisti e sviluppatori, ha dato vita al capolavoro che è The Witness sviluppato inizialmente per Play Station 4 e PC e in seguito portato su Xbox One, ancora attesa la versione iOS. Ma cos’è esattamente The Witness?

Un’Isola intrecciata in fili luminosi

The Witness si apre in un tunnel buio in cui il protagonista, di cui durante tutto il gioco vediamo solo l’ombra, si trova di fronte a uno schermo sul quale è raffigurata una linea orizzontale, con un punto di inizio e una fine, il primo enigma che una volta risolto aprirà la porta che ci porrà davanti all’enigma successivo. Una volta risolti i primi due enigmi si salirà in superfice per scoprire di essere in un’isola deserta, nella quale ci troveremo difronte a diversi pannelli con enigmi sempre diversi da dover risolvere.

Gli enigmi da risolvere sono sempre diversi, sì, ma sono per gran parte identificati da pannelli che si collegano tra loro con cavi che si illuminano ogni volta che l’enigma è risolto, collegando il pannello all’enigma successivo. I pannelli/schermi percorrono tutta l’isola adattandosi però ai diversi ambienti che ci si trova difronte, sia per forma che per modalità di risoluzione.

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È proprio questo che collega tutti i diversi ambienti tra loro dando coerenza e armonia al gioco e dando al giocatore un “filo” logico da seguire che fin da subito diventa il punto di riferimento familiare del gioco.

Gli enigmi e la loro risoluzione, sono infatti tanto diversi quanto sono diversi gli ambienti dell’isola. Questo è un altro elemento che da coerenza al gioco, poiché ogni ambiente di gioco costituisce un “set” di enigmi che si risolvono, seppur con difficoltà sempre crescente, tutti nello stesso modo e, una volta risolti tutti, attiveranno un laser che a partire da un cubo giallo posto all’interno dell’area, punterà su una struttura ad archi posta sulla montagna più alta dell’isola.

La vastità e il silenzio di una solitudine quasi inquietante

The Witness ci propone un mondo in cui, come abbiamo già accennato, il protagonista si trova da solo in un’isola interamente da esplorare. L’isola è molto vasta e attraverso sentieri battuti o lastricati ci guida al suo interno attraverso i suoi diversi biomi, naturali o artificiali.

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Si parte da un tunnel sotterraneo per ritrovarsi in un castello diroccato in cui piante e vegetazione hanno preso il sopravvento, si continua per foreste autunnali, in giardini labirintici all’interno delle mura di un castello, si passa ad ambientazioni desertiche, a foreste di giunchi, ad ambientazioni da safari, passando per fiumi, montagne, templi, cave d’estrazione, spiagge, laboratori di ricerca, villaggi e altro ancora… Insomma, l’ambiente è davvero vario ed è proprio questa varietà e vastità che ci fa sentire sempre più il senso quasi opprimente di solitudine.

La solitudine può essere anche piacevole, ci si gusta – in silenzio, visto che il gioco non presenta soundtrack – i paesaggi che si susseguono nel nostro cammino, tra un enigma e l’altro, ci si ferma a osservare i dettagli di quel mondo che sono stati curati quasi maniacalmente dagli sviluppatori, che però non li hanno mai posti casualmente, infatti molti dei dettagli ambientali hanno uno scopo ben preciso e aiutano il giocatore nella risoluzione dei diversi enigmi, ma su questo ci soffermeremo più avanti.The Witness Cancello

Ciò che rende opprimente e inquietante questa solitudine è la presenza di statue sparse nei vari ambienti del gioco, raffiguranti gli abitanti dell’isola nelle pose più disparate, quasi come se gli stessi fossero stati pietrificati improvvisamente.
Piccoli dettagli di disegni particolari, aree che sembrano abbandonate di fretta e furia… e alcuni ambienti stessi, le cave d’estrazione, i laboratori di ricerca, le zone safari… tutte queste zone hanno quel qualcosa che suggerisce fossero aree in costruzione o costruite con uno scopo, dettagli che sottolineano come quell’isola fosse piena di vita un tempo, tempo che sembra però essersi, letteralmente, pietrificato.
Dettaglio ancor più inquietante è che più ci si avvicina al luogo dove i vari raggi laser convergono, in cima alla montagna, più le statue si fanno numerose.

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L’isola può essere esplorata dall’interno, camminando lungo i sentieri o vagando a nostro piacimento per il mondo che è infatti totalmente libero ed esplorabile in ogni sua parte, attraversando sia le zone “aperte” che le zone “chiuse” a patto che si risolvano gli enigmi per sbloccarle.porte chiuse da aprire the witness Ma l’isola può anche essere circumnavigata attraverso una piccola barca che ci propone un percorso esterno all’isola e che permette anche di raggiungere più rapidamente determinate zone. La barca, infatti, una volta selezionato il percorso, dal suo punto di inizio al punto che decidiamo essere la nostra destinazione, ci porterà automaticamente a destinazione. Un plus? È possibile scegliere la velocità con cui far muovere la barca e decidere quindi se muoversi rapidamente da un luogo all’altro o se fare un giro panoramico e godersi il paesaggio.

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A volte basta osservare…

A volte però godersi il paesaggio non è solo fine a se stesso… Spesso i puzzle infatti, come vi abbiamo accennato sopra, nascondono la loro soluzione proprio attorno a loro.

Se molti puzzle sono perfetti per chi ama scervellarsi con logica e calcoli, altri sono puramente grafici e le loro soluzioni si mimetizzano perfettamente col mondo di gioco.

Per farvi qualche esempio pratico, alcuni pannelli richiederanno al giocatore di trovare l’angolazione giusta poiché i raggi solari riflettano su di essi rivelando la soluzione corretta, altri ancora vedranno la loro soluzione riflettersi in specchi d’acqua o vetri al di sotto di essi, altri ancora richiederanno al giocatore di ascoltare il suono degli uccelli nel gioco e riprodurne sui pannelli lo spettro sonoro, per altri basterà notare la disposizione dei frutti sugli alberi o notare le ombre che gli oggetti proiettano sul pannello da risolvere, altri ancora richiederanno al giocatore di camminare fisicamente su delle pedane per replicare la soluzione grafica ottenuta dai nostri passi sul pannello ad esse collegato, o ancora di guardare le immagini attraverso vetri colorati per comprenderne la vera soluzione e così via…

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Le modalità di risoluzione dei vari enigmi sono davvero tantissime e tantissimi sono i puzzle che troveremo disseminati per l’isola, si parla di più di 700 enigmi dei quali 400 sono necessari per sbloccare il finale di gioco del quale non ci soffermeremo a parlare nello specifico in questa recensione per non rovinare a coloro che vorranno giocare il titolo l’emozione di lasciarsi trasportare in questo fantastico mondo.

Non mancano gli easter-egg… Vi capiterà durante il corso del gioco di risolvere enigmi che vi porteranno a trovare dei fogli con soluzioni a puzzle che non vi sarà chiaro fin da subito a cosa si riferiscano, ma se vi spingerete abbastanza in là nell’esplorazione, troverete una stanza sotterranea con un proiettore che si attiverà solo se inserirete nel pannello a esso collegato le forme trovate su quei fogli ben celati degli enigmi che sarete riusciti a decodificare. Ciò che apparirà in questa stanza “cinema”, saranno delle registrazioni, non create di proposito per il gioco, ma che svelano parte del significato del gioco stesso.

cinema the witness
Sono video che mostrano come il progresso scientifico sia parte della natura umana che sempre curiosa di esplorare e conoscere cose nuove ci spinge a fare scoperte che prima pensavamo impossibili. Le registrazioni sono 6, e ogni forma trovata nel gioco sbloccherà un video diverso, ma tutti, seppure non siano strettamente collegati tra loro, o collegati al gioco in se, condividono un elemento simile ed è il tema che in qualche modo ha una base scientifica in ognuno dei video, temi che fanno sempre, in qualche modo, riflettere se li si ascolta con attenzione.

Altri Easter-Egg sono i Puzzle Ambientali, presenti nel gioco fin dal primo momento ma difficili da notare se non dopo aver completato il nostro percorso all’interno del gioco, dopo aver impiegato tanto tempo nel gioco che la nostra mente si è ormai abituata a quelle forme e alla mentalità da puzzle-solver così da riuscire a riconoscere quelle iconiche forme ovunque nell’ambiente che ci circonda, ovunque nel gioco. Alcuni di essi sembreranno non fare assolutamente nulla, ma molti, alcuni tra i più impensabili sbloccheranno passaggi segreti che ci porteranno in un’area del tutto nuova e sconosciuta del gioco.

SPOILER The Witness

In Conclusione…

The Witness è un’esperienza, è un viaggio in cui il giocatore sente davvero l’emozione della scoperta, in cui non ci si vuole fermare un attimo e si vuole continuare a esplorare e a capire quel mondo, perché siamo lì, da dove siamo partiti, perché l’isola è disabitata, il perché di tutti quei fogli, disegni, statue, ombre, villaggi e paesaggi. E la bellezza del titolo va ricercata proprio in questo. Nelle domande che ci poniamo, le domande che ci spingono a voler continuare a giocare, le domande e la curiosità che ci invogliano, puzzle dopo puzzle, a volerne sapere sempre di più di quel mondo così particolare e così suggestivo che ci circonda.

The Witness è un ottimo puzzle game, adatto a chiunque voglia immergersi in un mondo nuovo e sia disposto a scoprirlo nel suo dualismo tra natura e scienza. Tecnicamente e artisticamente impeccabile con un sonoro ben fatto, l’assenza di una soundtrack può dirsi parte integrante del titolo poiché spinge il giocatore nel modo più naturale possibile ad addentrarsi e a esplorare l’isola disabitata in cui si ritrova, a porsi domande alle quali è chiamato a dare una risposta puramente personale poiché il titolo non presenta una vera trama ma riesce ugualmente a catturare il giocatore e a incuriosirlo grazie a tutti gli elementi che lo compongono.
Il gameplay è solido basato sul concetto del labirinto, coerente ma sempre vario, il gioco ha una longevità molto alta e non mancano gli spunti di riflessione.
Un titolo che fin dai primi trailer è riuscito a conquistarci con i suoi colori vibranti e le sue ambientazioni suggestive, sebbene è chiaro fin da subito che l’assenza di una trama e la struttura in se del titolo non lo rendano un gioco per tutti.
Nella nostra esperienza abbiamo trovato in The Witness un gioco dinamico che si pone come un ottimo passatempo e un buon esercizio per la mente grazie ai suoi puzzle non impossibili ma decisamente interessanti e stimolanti che ci sentiamo di promuovere a pieni voti.