In tanti abbiamo giocato a Bioshock o per lo meno lo abbiamo sentito nominare. Bioshock: The Collection è il tentativo di portare l’intera serie su piattaforme Next Gen, col particolare di fare un lifting ai primi due titoli della trilogia e valorizzare visualmente anche su PC dei capolavori che graficamente sono invecchiati molto in fretta.


PREMESSA – LA GRANDEZZA DI BIOSHOCK

La serie di Bioshock è particolare perché in un’epoca di shooter moderni e che si contaminano l’un l’altro, adotta uno schema oldschool per gestire sia il gunplay che l’arsenale, allo stesso tempo implementando meccaniche RPG che lo rendono estremamente flessibile e basato sulla personalizzazione e progressione personaggio.

Bioshock è una manna scesa dal cielo per coloro che non si trovano a proprio agio in una generazione di sparatutto sempre più veloci, frenetici e orientati su una forte esperienza multigiocatore, puntando tutto su una narrazione fortissima, incisiva; prima dell’arrivo di Infinite, Bioshock non faceva praticamente uso di Cutscene o intermezzi narrativi, lasciava che tutto fosse narrato dai registri audio sparsi per il gioco e facendoci guidare dalle voci provenienti dalla radio, con un protagonista muto.

Una recitazione decisamente all’altezza del contesto anche per la versione italiana, permette a Bioshock non solo di eccellere, ma di essere una serie del tutto particolare nell’industria dei videogame.
È necessario fare questa premessa, perché la serie di Bioshock è un capolavoro assoluto, perfezionatasi ed evoluta nel tempo, ma Bioshock: The Collection è un tentativo impacciato, per quanto riguarda la versione PC, di riportare alla gloria una serie che essenzialmente non aveva bisogno di alcuna revisione, per lo meno non di una revisione così poco incisiva e che di contro si porta appresso una mole di problemi che non possono essere ignorati.


RAPTURE RIVISITATA

Bioshock – originale

Bioshock: The Collection offre su PC un upgrade visuale solo per Bioshock 1 e Bioshock 2: infinite è infatti un titolo recentissimo, con un reparto artistico che è riuscito a fare un capolavoro di fatto senza precedenti, estremamente curato in ogni dettaglio tecnico, artistico e di level design. Infinite si trova in questa collection in quanto capolavoro ultimo della serie e nato alla fine della settima generazione di console, non raggiungendo il suo pieno potenziale su Xbox 360 e PS3.

A venir rivista è invece Rapture, la città dove sono ambientati i primi due titoli, la metropoli sottomarina dove i sogni diventano realtà e dove la tecnologia ha fatto progressi così potenti da andare addirittura a degradarne completamente il tessuto sociale, riducendola a una sorta di tomba in cui circolano pazzoidi strafatti di droghe genetiche.

Bioshock – Remaster

Sarebbe più giusto, tuttavia, riformulare la frase precedente dicendo che “dovrebbe essere rivista Rapture”, perché tirando le somme, Bioshock 1 e 2 sono dei remaster tutto fuorché degni di nota, degli upgrade visuali che si limitano a qualche texture di risoluzione maggiore, modelli delle armi con miglior topologia e meglio definiti, ma niente di più. La sensazione che ci ha attanagliato mentre ripercorrevamo le stanze e i corridoi di Rapture, era di essere di fronte a qualcosa di già visto, di vecchio, talvolta spingendoci erroneamente a credere che questi remaster fossero addirittura peggiori delle versioni originali.

Quello che non capiamo dunque è la necessità di pubblicare questa collection anche su PC, quando il miglioramento visivo c’è ma è praticamente impercettibile: abbiamo reinstallato i vecchi titoli e paragonato degli screenshot ottenuti in gioco per constatare le differenze e sebbene ci siano, non sono rilevanti.


LE PARTI DOLENTI

Bioshock 2 – Originale

Il problema non nasce quando ci si domanda la necessità di fare un remaster che poi un remaster non è, piuttosto quando si constata la mole di problemi tecnici che si manifestano su PC. Allo stato corrente, Bioshock 1 e 2 Remaster sono, senza giri di parole, un disastro.

Le impostazioni grafiche sono di fatto assenti, spesso non vengono memorizzate e talvolta il gioco parte avviato in una finestra, ma percepito dal sistema come se fosse a schermo intero, andando peraltro a incasinare anche tutte le altre finestre aperte su Windows.

La sensibilità del mouse è estremamente frustrante, col cursore che schizza da una parte all’altra dello schermo pur spostando il mouse di pochi millimetri; cambiare la sensibilità peggiora le cose, perché se impostata al minimo la sensibilità in game è ridicolmente bassa ma nel menù rimane altissima, complicandosi ulteriormente se si va ad alzarla per rendere possibile giocare.

Bioshock 2 – Remaster

Quel che è peggio però è l’implementazione dei menù stessi: si ha la forte sensazione di essere di fronte a un porting appena abbozzato quando si cerca di interagire coi pulsanti che diventano inerti alla pressione dei tasti del mouse. Fortunatamente ci si può spostare con le freccette (cosa non possibile nei titoli originali) ma alcuni pulsanti sono fuori dalla portata di queste ultime; in questo caso ci si è anche presentato un ulteriore problema, perché per qualche ragione il gioco ci ha cominciato a chiedere di usare il pad Xbox One per interagire col menù, oltre a darci suggerimenti che invece di evidenziare i pulsanti della tastiera mostravano quelli del pad Xbox.

Un errore ha fatto sì che comparisse l’interfaccia grafica per Xbox One nel primo Bioshock.

A tutto questo vanno aggiunti diversi problemi sporadici come crash durante i salvataggi, la disattivazione totale dell’audio su Bioshock 1 e un errore in avvio di Bioshock 2 che ha fatto sì che il gioco girasse a 1 FPS; per rivoltare il coltello nella piaga, Bioshock 1 remaster soffre di texture popup in diverse occasioni. Insomma, non potendo avere un remaster che sia visualmente stravolgente o con differenze notevoli, ci saremmo aspettati almeno qualcosa di tecnicamente ineccepibile.


GLI ASPETTI POSITIVI

Pochi ma buoni i nuovi contenuti per Bioshock Remaster, tra cui un commento del direttore.

La mole di problemi che si sono manifestati ci ha frustrato parecchio, ma vanno comunque notati alcuni aspetti positivi: Bioshock 1 infatti implementa diversi contenuti aggiuntivi tra cui un museo di concept scartati durante lo sviluppo del gioco, contenente diverse curiosità, e una modalità aggiuntiva costituita da dei livelli rompicapo che abbiamo trovato parecchio impegnativi e geniali. Inoltre, sempre con Bioshock 1 è integrato un commento del direttore davvero ben realizzato.

L’aspetto più positivo che ci sentiamo in dovere di premiare, è la decisione di rendere accessibili gratuitamente i remaster di Bioshock 1, 2 e il suo DLC Minerva’s Den nelle librerie degli utenti che già li avevano comprati in passato su Steam. Non siamo di fronte a dei remaster eccezionali, memorabili o altro, ma poterne fruire comunque gratuitamente, nella speranza che vengano mantenute le promesse di patch e fix, è un gesto encomiabile; anche Bethesda ha scelto di rendere accessibile gratuitamente The Elder Scrolls V: Skyrim Special Edition ai possessori dell’edizione completa di Skyrim su Steam.

 

PRO CONTRO
  • Collection ricca di contenuti
  • Remaster gratuiti ai possessori degli originali
  • Nuovi contenuti speciali
  • Upgrade visuale appena percepibile
  • Troppi problemi tecnici
  • Impostazioni grafiche quasi totalmente assenti