THE BANNER SAGA 2

Uno dei temi di discussione più caldi degli ultimi anni nel campo videoludico è la visione dei videogiochi come una forma d’arte: tra grafiche mozzafiato e grandi attori del cinema sempre più coinvolti nel panorama dei titoli, gli sviluppatori stanno provando con insistenza ad elevare il loro prodotto allo status artistico con risultati a volte ben riusciti, a volte meno. The Banner Saga 2, o meglio, l’intera saga di The Banner Saga ci è riuscita. Questo è avvenuto grazie ad un piccolo progetto, nato qualche anno fa da un Kickstarter fatto partire da Stoic Studio, studio indipendente che all’epoca aveva come unico vanto solo la presenza di tre ex dipendenti BioWare, ed è arrivato ad essere oggi uno dei titoli più interessanti di tutto il mondo videoludico.

Ad affermarlo non siamo solo noi, ma l’intera critica del settore che ha promosso a pieni voti sia il primo che il secondo capitolo di cui vi parleremo quest’oggi.

 

ATTENZIONE: Il titolo ha inizio appena dopo la fine del primo capitolo, questa recensione potrebbe contenere spoiler di The Banner Saga. Per maggiori informazioni riguardo il primo gioco, consultare anche la nostra recensione.

 

the banner saga 2 pic 2ùRIPRENDIAMO DA DOVE AVEVAMO FINITO

The Banner Saga 2 riprende il concetto di sequel in modo fedele e letterario tanto che giocare ad esso senza aver vissuto il primo è quasi inutile; chiunque volesse giocare a questa piccola perla ha l’assoluta necessità di completare il precedente capitolo della saga per goderne a pieno di tutte le caratteristiche. Questo perché il video riassuntivo che ricapitola a grandi linee gli avvenimenti del primo gioco servirà solo a rinfrescare la memoria dei giocatori che hanno completato il primo titolo ma non sarà sufficiente a trasportare i neofiti nell’universo di The Banner Saga.
Ripartiremo, quindi, dalla fine del precedente gioco con l’opportunità di scegliere se ricaricare il nostro vecchio salvataggio, mantenendo quindi le scelte fatte durante la battaglia contro Bellower, o scegliere un eroe tra Rook e Alette in modo da utilizzare uno scenario differente da quello con cui si è concluso il primo capitolo.
Il gioco inizia con il giocatore che prosegue il lungo, crudele ed estenuante viaggio alla guida della carovana con lo scopo di raggiungere Arbherrang, l’ultima capitale degli uomini, e stavolta il viaggio sarà ancora più cruento e ricco di sofferenze, più di quanto lo sia stato lo scorso.

Nonostante ci siano ancora i Dredge a mettere i bastoni tra le ruote del giocatore, il nostro vero nemico sarà il mantenimento della carovana e dei suoi abitanti, che affronteranno la fame, il clima e la stanchezza che un lungo viaggio porta con sè. La gestione della carovana si basa su tre parametri principali: Cibo, Morale e Fatica e saranno tutti vitali per il buon proseguimento del gioco. L’estenuante viaggio verso la salvezza deve procedere velocemente, il tempo come le risorse, non vanno sprecate ma viaggiare peserà tanto sulla fatica e sul morale degli abitanti, mentre riposarsi aiuterà a guarire i vostri guerrieri ma rallenterà inesorabilmente il viaggio.
Durante ognuna delle scelte che saremo portati a compiere durante il gioco, dalla quotidiana gestione delle provviste alle fondamentali scelte di vita o morte che l’avventura ci porrà, saremo accompagnati da un profondo senso di scoraggiamento ed angoscia. Proprio come nella vita reale, ogni scelta porterà con sè delle conseguenze e noi dall’altra parte dello schermo ci ritroveremo coinvolti psicologicamente in tutte le decisioni che faremo durante il gioco e ne subiremo in prima persona ciò che ne consegue.
In The Banner Saga 2, quindi, ogni conversazione ci porterà ad una scelta che dovremo prendere con la consapevolezza dei suoi pro e dei suoi contro che non saranno mai molto evidenti ma comunque saranno intuibili per i giocatori attenti.

SI VIAGGIA, SI COMBATTE, SI SOPRAVVIVE…

In The Banner Saga 2, oltre alla parte puramente gestionale che fa da perno centrale della storia, ci troveremo davanti ad alcune, ben poche a dirla tutta, sessioni di combattimento che riprenderanno le meccaniche di gioco base degli strategici a turni. In confronto al primo capitolo queste sessioni saranno più equilibrate e dinamiche, grazie all’inserimento corretto degli Horseborn, nuova razza di centauri che potranno muoversi anche dopo aver attaccato, portando il giocatore a vivere la battaglia sul filo del rasoio nonostante gli elementi della vostra carovana non possano morire in battaglia ma solo ferirsi per un lasso di tempo.

Nella sua totalità e sopratutto se messo in confronto con gli altri giochi del suo genere, The Banner Saga 2 ci mostra un gameplay molto semplice da assimilare ma non mancheranno le variabili che condizioneranno l’esperienza di gioco. Ci ritroveremo davanti due valori principali, ovvero, l’armatura che ci permetterà di limitare i danni ed un altro valore che rappresenterà sia il livello di salute del singolo elemento che il numero di danni massimi che si potrà infliggere ai nemici. La morale e il numero di nemici eliminati in precedenza incideranno molto sulla forza di volontà che servirà ai componenti del nostro party ad utilizzare abilità speciali e a lanciare le magie. Inoltre, non potremo curare in battaglia i nostri compagni rendendo ogni nostra scelta, anche durante il conflitto, potenzialmente decisiva per la riuscita di essa.
Per quanto riguarda nello specifico la versione Xbox One del gioco, disponibile anche grazie all’iniziativa Games With Gold, possiamo dire che il gioco tecnicamente rimane molto buono, le difficoltà che uno strategico a turni rappresenta per un giocatore console, magari nuovo al genere, non sono poche e resta leggermente scomodo da giocare con il pad ma questo non può rappresentare una colpa nei confronti di Stoic Studio, essendo il controller l’unico mezzo con cui vivere l’avventura di The Banner Saga sulla console di casa Microsoft.

The Banner Saga 2 Pic1IL GIOCO, L’ARTE

Oltre al gameplay semplice e solido ed all’intreccio che coinvolge il giocatore in maniera molto forte, The Banner Saga 2 eccelle veramente sul lato artistico. I disegni fatti a mano, ispirati alla cultura nordica e vichinga, sono davvero la punta di diamante di un gioco che risulta un paradiso per le nostre pupille, nonostante sia povero di animazioni. Il doppiaggio, seppur poco presente, è ben fatto e la colonna sonora ad opera di Austin Wintory aiuta il giocatore ad immergersi con tutto se stesso in un’avventura che non può non rimanere nei cuori di chi riesce ad apprezzare il titolo.

The Banner Saga 2 non stravolge l’struttura molto forte che abbiamo visto nel primo capitolo, ma offre piccoli miglioramenti che rendono il titolo ancora più bello e godibile del precedente.

Non ci resta che aspettare il terzo e molto probabilmente ultimo capitolo di The Banner Saga.

CONSIDERAZIONI FINALI

The Banner Saga o si ama o si odia, ma sicuramente non resta anonimo nei confronti delle persone che hanno vissuto in prima persona l’intera avventura che trasporta il giocatore in un’opera d’arte piena di sofferenza.
La durata del gioco non è eccelsa ma questa mancanza viene sopperita dal grande fattore rigiocabilità, viste che le numerose scelte prese durante il gioco ricadranno sia sul percorso della carovana sia sui membri di essa.
Il difetto maggiore del gioco, invece, è la completa dipendenza dal primo capitolo. Come abbiamo già detto all’inizio della recensione giocare a The Banner Saga 2 senza aver giocato il primo è inutile e questo potrà condizionare molto il giudizio delle persone che non avendoci giocato, si ritroveranno nel bel mezzo di una storia della quale ignorano le fondamenta.