Salve a tutti videogiocatori, oggi vi parleremo di Party Hard, uscito l’anno scorso ad Agosto, sviluppato dalla Pinokl Games e dalla tinyBuild Games, rinomata sviluppatrice di titoli mobile. Party Hard è un gioco, che come tutti gli altri tinyBuild, ha un grafica “a 8-bit” nel senso che ogni singolo oggetto è formato da pixels al quanto grossi rispetto a quelli a cui oggi siamo abituati, ma ciò rende ancora più particolare Party Hard. Il gioco è molto intrigante e non è il solito titolo sfornato per grandi e piccoli della tinyBuild Games. Saranno riusciti gli sviluppatori a portarci qualcosa di effettivamente nuovo sulla scena dei particolarissimi 8-bit?

 

La Storia

Party Hard è incentrato su un uomo, Mr.West che, durante un interrogatorio con i due soliti poliziotti che si spalleggiano a vicenda per farlo parlare, comincia raccontare la sua storia e di tutti i suoi massacri. Così inizia il gioco che sin da subito ci porta a compiere degli efferati omicidi solo per il fatto che non riusciamo a sopportare i rumori molesti delle feste vicine. Questa è la storia principale, non molto profonda e sviluppata ma particolarmente attuale. La mancanza di una trama vera e propria è purtroppo un elemento di perdita del gioco sviluppato dai ragazzi di Pinokl, anche se crediamo sia stata una scelta molto ben ponderata dagli sviluppatori quella di tralasciare molti dettagli sulla storia, mantenendo però una line-story per concentrarsi di più sui livelli stessi. Non mancheranno colpi di scena e stravolgimenti di trama, ma emerge chiaramente che il team di sviluppo abbia voluto porre l’enfasi più sul gameplay e sul level design, piuttosto che su di una story-line spacca mascella.

Party Hard

Level Design 

Ora passiamo all’argomento centrale, e su cui i creatori di Party Hard, a parer nostro hanno dato libero sfogo alla loro genialità e crudeltà. All’inizio non si è introdotti da nessuno tutorial se non da piccoli pezzi di carta gettati qui e la per la mappa, che spiegheranno le basilari meccaniche del gioco. La curva d’apprendimento non è rapida, Party Hard non è un arcade e per portare a casa il risultato sarà necessario familiarizzare con la mappa per carpirne i segreti, le dinamiche ed il comportamento dell’IA: durante ogni partita avremo a che fare con buttafuori di ronda, vittime imprevedibili o eventi esterni quali rapine e l’intervento della polizia. Sarà fondamentale riuscire a capire la mappa e i singoli personaggi che la popoleranno, ma non solo: le singole mappe sono estremamente interagibili, e Mr. West dovrà usare al meglio una molteplicità di gadget che combinati con l’ambiente porteranno morte e distruzione sui festaioli rumorosi che disturbano la quiete del quartiere. Party Hard è di per sé un gioco molto complicato, e in caso di fallimento le stesse mappe cambieranno in termini di gadget e oggetti interagibili, per offrire un grado di sfida sempre costante.

Per quanto riguarda la rigiocabilità, la Pinokl Games ha trovato un buon modo per far rimanere su Party Hard i giocatori più assetati di sangue finita la campagna principale. Completata una missione infatti, quest’ultima sarà rigiocabile, sia con il protagonista principale sia con altri personaggi che sbloccheremo proseguendo nella storia e trovando particolari easter egg all’interno del gioco. Ogni assassino ha abilità diverse, e i più prodighi potranno completare il gioco provando tutti i perk diversi dei tanti assassini disponibili.

Gameplay

Il gameplay del gioco è ben strutturato: i passaggi da una modalità stealth, durante la quale cercheremo di uccidere senza farci vedere, a momenti di fuga o frenesia omicida risultano molto ben combinati. Nel gioco ogni singolo partecipante alla festa è di per se una vedetta che  può allertare la polizia alla vista di un omicidio. Oltre a loro però ci sono anche i buttafuori che verranno a placcarci se dovessimo avvicinarci troppo ad un eventuale area vip: per eliminarli basterà creare un diversivo e prenderli alle spalle. Prima di mettervi all’opera vi consiglio sempre di dare uno sguardo a tutte le trappole attivabili, ai flussi delle persone in determinate stanze, la possibilità di usare eventuali botole e di eliminare primi fra tutti gli individui che si sono assopiti. Questi in breve sono i nostri consigli per eccellere in questo gioco che richiede molta pazienza, astuzia, ingegno e sangue freddo.

La Musica & Altri Effetti Sonori

Le musiche durante le prime partite erano orecchiabili e sembravano quasi tutte differenti, ma ascoltandole ripetutamente, dopo essere stati uccisi o catturati per l’ennesima volta, rendono l’esperienza di gioco, superato quel livello molto gratificante . Per quanto riguarda gli effetti sonori, Party Hard non mi ha deluso, ogni singolo oggetto che può esser usato per uccidere qualcuno ha un suono realistico, ben dettagliato e accurato. Per giocare a Party Hard oltre ad avere buon occhio per ritrovare il proprio personaggio dopo che quest’ultimo è uscito da una botola o da un fumogeno dal quale affiorano cadaveri, bisognerebbe avere anche buone orecchie così da capire attraverso lo squillo di un telefono o il rumore delle sirene l’arrivo di una volante che potrebbe avere anche il compito di arrestarvi. In queste occasioni l’unico problema è la sovrapposizione di troppe voci che urlano per aver trovato simultaneamente diversi cadaveri. L’urlo simultaneo di mezza discoteca non è l’ideale mentre si ha l’intento di scappare da un agente.

party hard

PRO CONTRO
  • Ottimo Level Design
  • Svariate possibilità per uccidere
  • Effeti sonori ben dettagliati
  • Storia poco coinvolgente
  • Alla lunga ripetitivo
  • Scarsità dei gadget
  • Costo eccessivo

 

 

 

 

Conclusione
Party Hard
5.5
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