“Un lupo affronta un altro lupo. Uno è Luce e Speranza, l’altro è Buio e Disperazione. Quale dei due vince? Quello che nutri”

Negli ultimi anni, se sentiamo parlare della Disney ci vengono subito in mente tutti i lavori sui media da questa acquistati recentemente (Marvel, Star Wars e trasposizioni Live Action dei lungometraggi animati della stessa sono ormai sulla bocca di tutti). Tutti noi sappiamo che però “mamma Disney” è stata anche l’autrice di molti capolavori originali che hanno segnato la nostra crescita, che siano essi a tecnica mista (un esempio può essere Mary Poppins) oppure dei veri e propri film. Con molte probabilità un gran numero di questi film non li avrete sentiti nominare per via del loro fioco successo, ma che sono rimasti comunque dei cult degni di nota: un esempio è The Black Hole (1979) e non è un esempio casuale, perché in questo Tomorrowland c’è un riferimento al film (è la seconda volta, dopo TRON: Legacy 2010). E parlando appunto di film originali Disney (che non siano trasposizioni del calibro di Maleficent e Cenerentola) l’ultimo che è stato realizzato dovrebbe essere stato proprio il suddetto TRON: Legacy, a distanza di ben 5 anni. Perciò, con Brad Bird alla regia (già regista di perle d’animazione come Il Gigante di Ferro, i film Pixar Gli Incredibili e Ratatouille e del recente Mission: Impossible – Protocollo Fantasma), Tomorrowland – Il Mondo Di Domani si presenta come un kolossal diretto ad un pubblico sia di ragazzi sia di famiglie con delle tematiche lungi dall’essere banali.

Tommorowland come ci viene presentato dal trailer distribuito nelle sale cinematografiche non mostra il quadro completo (e anzi, è meglio così, piuttosto che un trailer che spoilera tutto il film) ma ci da solamente pochi indizi. Si potrebbe azzardare a dire che non ci dà l’idea corretta del film, rimanendo piacevolmente sorpresi una volta in sala. Il futuro è davvero inevitabile? Le azioni che stiamo compiendo in quest’epoca ci porteranno davvero alla rovina? E non c’è un modo per evitare la fine del mondo? La distopia in contrasto all’utopia fa da base al lungometraggio. Nelle prime parti del film vengono persino nominate celeberrime opere distopiche (del calibro di 1984 di George Orwell) che vengono definite come immintenti realtà.
Protagonista della vicenda è Casey Newton (Britt Robertson), una ragazza determinata che vuole evitare il futuro della sua famiglia e che cada in disgrazia, sabotando il cantiere di Canaveran dalla demolizione, onde evitare che suo padre (un ingegnere della NASA) perda il lavoro. Le sue azioni vengono notate dalla misteriosa Athena (Raffey Cassidy), un robot con le sembianze di

Disney's TOMORROWLAND..Athena (Raffey Cassidy)..Ph: Kimberley French..©Disney 2015
La piccola e misteriosa Athena

una bambina, che consegna indirettamente una strana spilla a Casey… una spilla che semplicemente toccandola, le mostra Tomorrowland.
Il film tuttavia ci anticipa mostrandoci la storia dell’altro protagonista della vicenda: Frank Walker (George Clooney). Sin da bambino, Frank aveva un sogno [“Quale sogno?” “Avere un sogno!”] e cosa c’è di più bello per un bambino vedere (o poter) realizzare i propri desideri e speranze? Nonostante il suo passato pieno di “Lascia perdere! Questa cosa è inutile!” lui non si è arreso e all’Esposizione Universale del 1964 ha mostrato il suo prototipo di Jetpack a niente popò di meno che a Hugh Laurie, dal quale però riceve l’ennesimo “NO”. Viene tuttavia aiutato da Athena, la quale ha visto le potenzialità di Frank e lo aiuta ad arrivare a Tomorrowland. Col passare degli anni, però, Frank viene esiliato a causa di una scoperta da lui fatta, che potrebbe sconvolgere il corso della storia.
Cos’è, poi, Tomorrowland? In una parola: Utopia. E’ un mondo perfetto, un mondo dei sogni, una città nel futuro dove non ci sono guerre, carestie, corruzioni di alcun tipo e dove la pace regna sovrana. O almeno così era…

TOmorrowland 2
Frank Walker (George Clooney), ormai vecchio e rassegnato, nel suo laboratorio

La Disney ha deciso di puntare su un film con delle tematiche abbastanza adulte, nonostante il target di pubblico, per cercare di tornare alla ribalta dopo i fiaschi di Prince of Persia o John Carter (del quale la Disney ha perso i diritti e si sta pensando ad una serie tv distribuita da un’altra major cinematografica). Il film poi potrebbe essere accomunato ad Interstellar di Christopher Nolan per quanto riguarda la tematica di non gettare la spugna dinnanzi all’apparente insormontabilità del futuro; nutrire il “lupo” della speranza, piuttosto che quello della disperazione, è l’unico modo per evitare che il nostro mondo vada alla rovina.
Il film non può certo essere definito un capolavoro, tuttavia riesce assolutamente nel suo intento di essere un film diretto ad un certo tipo di pubblico. La storia è anche abbastanza matura, nei limiti sempre imposti dalla Disney, tuttavia certo non può essere definita una “novità assoluta”; molte cose si sono già viste ma non minano la visione generale. Un film del genere mira inoltre a stupire lo spettatore, non tanto con la CGI (che ormai è all’ordine del giorno nel cinema hollywoodiano) ma con le invenzioni della città di Tomorrowland. C’è una sequenza in cui viene mostrata la città nel fiore degli anni (poi rivelatasi essere un’utopia di un’utopia) in cui vengono mostrate parecchie costruzioni ed invenzioni nel panorama del futurismo. Questa sequenza è stata in grado di stupire il sottoscritto. Un film del genere infatti dovrebbe puntare anche a quello e c’è riuscito (anche se non “in pieno) e se dopo così tanti anni di effetti visivi che mirano a stupire lo spettatore (fallendo spesso e volentieri) sono le “invenzioni” a riuscire nell’intento, questo non può far altro che piacere. Oltre a tutto questo c’è una piccola sequenza ambientata in un negozio nerd in cui mi sono divertito a trovare tutte le citazioni qua e là. Appunto in questa sequenza Casey vorrebbe sapere di più sulla spilla di Tomorrowland, posandola sul bancone sulla copertina della trasposizione a fumetto del su citato The Black Hole (personalmente adoro quel film e il suo finale enigmatico). Un negozio del genere è il sogno di ogni nerd. Una nota negativa per questa scena va a tutte le citazioni forzate a Star Wars con tutti i modellini e gadget che vengono volutamente messi in evidenza per ricordarci che la Disney ci sta marcando davvero troppo sul franchise e sta cercando in tutti i modi di ricordarci che adesso è di loro proprietà e che uscirà un nuovo film a breve (più o meno).

Tomorrowland – Il Mondo di Domani è dunque un buon film di intrattenimento, un kolossal firmato Disney e Brad Bird che non è un capolavoro ma comunque piacevole, a tratti sorprendente e fa anche ritrovare un po’ il bambino che è in noi non senza uno sguardo sul futuro.