E’ sempre difficile valutare un gioco basato su un Manga/Anime come questo OnePiece Burning Blood e risulta ancora più difficile quando si è appassionati della saga. Se poi aggiungiamo che la serie è nel momento migliore della sua storia, potete immaginare quanto sia duro restare obiettivi.

La saga di One Piece (“All’arrembaggio” in Italia) ha visto la sua prima pubblicazione in Giappone nell’ormai lontano 1997 ed è arrivata in Italia nel 2001. Sebbene quasi 20 anni possano sembrare normali per una serie, non è invece così per lo standard Giapponese, dove le saghe sia Manga che Anime hanno, normalmente, una ciclo di vita sotto i 10 anni e la maggior parte sotto i 5 anni; potete quindi immaginare, in tutto questo tempo, quanto sia solida e diffusa tutta la fanbase. Il manga di Eichiro Oda, edito da Shūeisha (in italia da Star Comics) ha prodotto fino ad ora ben 81 Volumi della collana Young (in Giappone) che al momento, (il fumetto è circa una stagione avanti) sono ben 744 episodi televisivi e una decina tra OAV e ONA. I numeri sono impressionanti, così come i fan sparsi per il mondo, ecco perché anche il caro Oda diede la sua benedizione allo sviluppo di una serie di videogiochi per tutte le piattaforme e anche per il mondo mobile.

Burning Blood è l’ultimo prodotto di una lunga serie di titoli picchiaduro 3D chiamati Brawler Tridimensionali: si discostano dai canonici picchiaduro 3D per un’approccio leggermente più tattico ed arene enormi. Il trend è ormai distintivo per quasi tutti i giochi da combattimento tratti da Anime/Manga, come la saga di Naruto Shippuden. Anche il titolo Spike Chunsoft, pubblicato da Bandai, non si discosta molto dal Bestseller Naruto e offre solo una manciata di modalità in più.


Il Gioco

maxresdefault

In One Piece Burning Blood potremo combattere nei panni del nostro caro Monkey D. Rufy e di tutta la sua combriccola di amici: avremo a disposizione ben 42 personaggi giocabili tra buoni e cattivi e una 60ina di supporto. I combattimenti saranno ad incontri uno contro uno, tre contro tre o anche nove contro nove, in una modalità di scambio di eroi, leggermente atipica; quelli di supporto saranno utili per poco e solo in situazioni specifiche. La modalità Storia ci vede affrontare la battaglia di MarineFord nei panni di Rufy e in brevissime side quest (solo incontri) con altri personaggi: partiremo quindi dalla Moby Dick di Barbabianca fino al tragico finale con Ace. Una manciata di incontri che si esauriscono subito e che lasciano l’amaro in bocca, vista l’enorme quantità di personaggi giocabili. Le altre modalità di gioco sono: Base Pirata, dove potremo costruire la nostra ciurma preferita attingendo a piene mani da tutti i pg disponibili, comprandoli in una valuta aumentabile affrontando le battaglie VS Ricercato, Online, dove affronteremo casualmente scontri con altri appassionati come noi sparsi sul globo e VS Ricercato, dove potremo affrontare battaglie contro uno specifico gruppo di nemici e sconfiggerli per accumulare punti e valuta per migliorare la nostra ciurma. Infine potremo anche immergerci in Battaglia Pirata, per fare i soliti scontri con i nostri amici che sono a casa con noi o per fare pratica e Bandiera Pirata che è senza dubbio la modalità più interessante e stimolante, sceglieremo una fazione pirata e ci scontreremo con le altre (sia gestite dalla CPU che da altri giocatori) per il predominio del Grande Blu.


Il Gameplay

one-piece-burning-blood-recensione-testo-2-gamesoul

Purtroppo è questo il comparto che decreta se il gioco sia meritevole o meno. Nonostante l’eccellente riproduzione delle mosse caratteristiche dei personaggi e il loro impatto visivo, il gioco soffre di un fortissimo sbilanciamento tra i personaggi e la loro IA.
I personaggi che beneficiano di molti attacchi dalla distanza riescono ad essere più pericolosi e rendono difficile avvicinarvisi, anche per via di una IA che tende sempre ad allontanarsi e le arene enormi non facilitano il compito. Se poi mettiamo che alcuni boss/personaggi uccidono con pochissimi colpi potete capire la frustrazione di affrontare certe battaglie. Per fortuna non è così negli scontri con altri giocatori online, dove è più facile divertirsi e trovare avversari imprevedibili. Altro elemento che non ci è piaciuto è il tutorial che non enuncia esattamente i tasti necessari per una combo, ma li etichetta con nomi generici e spesso ci troviamo a non sapere l’esatta sequenza da premere. Inoltre non ci sono moltissime mosse o breaker che possono rendere imprevedibile lo scontro e alla fine vi ritroverete ad usare sempre le stesse, che sono anche molto semplici da eseguire.


Audio e Grafica

1

Il comparto grafico è fatto molto bene, i personaggi sono ottimamente animati e caratterizzati, anche l’interfaccia non stona affatto e ricalca lo stile tipico del manga. L’unica nota dolente sono i fondali e le arene: molto anonime e poverissime di dettagli. I combattimenti e le combo sono giustamente esaltanti e rendono molto il senso tipico dell’anime. Le mosse e gli intermezzi dei pg meno noti invece sembrano una brutta copia di quelli più blasonati e, in ogni caso, non ci metterete molto a desiderare di saltarle.
La colonna sonora è un piacevole miscuglio di sonorità originali e riciclate dall’anime: mi è piaciuta molto, sopratutto quella degli intermezzi e delle varie schermate di modalità di gioco. Il doppiaggio è quello originale Giapponese e, se siete tra quelli che guardano la serie sottotitolata, vi sentirete subito a vostro agio. Anche gli effetti sonori sono ben fatti e ottimamente sincronizzati. Dobbiamo però rilevare che il continuo parlare in Giapponese durante un combattimento può a volte dare fastidio ed i sottotitoli in italiano non rendono la cosa meno irritante.

Pro Contro
  • Realizzazione dei Personaggi
  • La sensazione di stare nell’Anime
  • Tante modalità di gioco
  • Grave sbilanciamento tra i Personaggi
  • Fondali e Arene anonime
  • IA Migliorabile