I videogiocatori di vecchia data sicuramente ricorderanno con nostalgia i tempi ormai trascorsi, quando durante i pomeriggi, vista la mole di ore libere, ci si impegnava con la visione di quattro guerrieri ninja aventi le fattezze di tenere (non poi tanto) tartarughe dai colori identificativi ormai indelebili nei ricordi. Il brand delle Teenage Mutant Ninja Turtle (che chiameremo TMNT per comodità) si è evoluto nel tempo, alternando fumetti, serie animate, album di figurine e videogames ad essi dedicati. Ecco che al passo della next-gen, Platinum Games, sotto l’ala della produzione di Activision, decide di mettere mano al proseguo delle avventure, aventi come protagonisti proprio i quattro rettili mutanti, sulla falsa riga di quanto fatto precedentemente con altri mostri sacri, quali i Transformers (ma solo concettualmente), sfornando Teenage Mutant Ninja Turtles: Mutants in Manhattan.

TMNT
Non è un segreto che Michelangelo vada matto per la pizza!

Kawabonga!

La fine degli anni ’80 era caratterizzato dall’utilizzo degli Home Computer, dove affianco ai cabinati, offrivano l’intrattenimento con i personaggi più amati dell’infanzia. Come non rimembrare Teenage Mutant Hero Tartle, classico hack&slash a scorrimento orizzontale, dove ogni boss sconfitto veniva seguito dall’esclamazione più in voga delle tartarughe. Ebbene, dopo quei bellissimi tempi, la tecnologia si è evoluta, cercando di riportare in auge un mito mai tramontato. In attesa di poter ammirare al cinema il sequel del nuovissimo riadattamento targato Michael Bay, Platinum Games ha ritenuto opportuno bruciare i tempi ed offrire un’esperienza prima della visione del film, programmata comunque per il 7 luglio 2016. Quindi, amanti delle tartarughe, sarete nuovamente chiamati al fianco dei paladini aventi il nome dei protagonisti del Rinascimento. E’ doveroso ricordare che quando la notizia trapelata associava il nome dei Platinum Games a quello di TMNT, oltre ad una sorpresa iniziale, vi era un certo entusiasmo, soprattutto se pensiamo al curriculum della casa di sviluppo nipponica. Oltre al sopracitato Transformers, risultano altresì impossibili da dimenticare titoli del calibro di Bayonetta (con relativo sequel), MadWorldVanquishMetal Gear Rising: Revengeance, ma anche la tanto decantata esclusiva (per modo di dire) Microsoft, programmata nel 2017, col nome di Scalebound. Insomma Platinum Games raramente ha offerto dei titoli non all’altezza, visto il suo passato, però qualcosa sembra che questa volta non abbia funzionato a dovere ed il destino avverso si sia abbattuto nuovamente sulle tartarughe, anche dopo lo scarso risultato del prodotto confezionato da Kevin Munroe.

TMNT
L’impiego del Cel Shading mostra un accostamento tra la serie animata o i fumetti ed il videogioco.

Adoro essere una tartaruga!

Platinum Games per riportare alla gloria le gesta delle TMNT, affida la stesura della sceneggiatura nientemeno che a Tom Waltz, lo stesso scrittore della serie a fumetti, quindi ampio conoscitore dell’universo che ruota attorno ai nostri beniamini. La trama quindi è elaborata prendendo come riferimento il prodotto finale, ossia un videogame. Si parte alla volta dell’esplorazione in disparati scenari, dove il Clan del Piede compie le sue malefatte in tutta la città di New York. I protagonisti dovranno affrontare la loro nemesi principale, il nemico per eccellenza, quell’Oroku Saki che tanto è odiato, sotto le spoglie di Shredder. Prima di incontrarlo però, il quartetto ninja dovrà ripulire la città dai suoi scagnozzi, intraprendendo spericolati combattimenti contro vecchie conoscenze, incarnate nel duo Bebop e Rocksteady, oppure contro la figlia adottiva di Shredder, avente le fattezze di Karai, fino ad arrivare all’alieno Generale Krang. Durante la ricerca, spesso le tartarughe dovranno stare attente a non finire preda del Clan del Piede.

TMNT
New York sembra grande… ma vuota e priva di dettagli.

Il mio regno per una pizza!

Per la verità, la trama utilizzata in questo TMNT: Mutants in Manhattan è solo concettuale, visto che ci si limita a concludere un totale di nove scenari prima di arrivare al suo naturale termine. La base finale si traduce semplicemente in elimina i nemici e sconfiggi il boss di fine livello, un po’ alla stregua di quanto accadeva con i vecchi titoli da cabinati. Parlando di character design, invece, le personalità di Leonardo (leader del gruppo), Raffaello (sfrontato e bullo), Donatello (riflessivo e tecnologico) e Michelangelo (simpaticone ed amante della pizza) risultano coerenti con le loro trasposizioni fumettistiche o animate, dando risalto a quella sceneggiatura inesistente che lo relega negli abissi più profondi dei giochi senza un’anima precisa. Se il carattere dei protagonisti ninja aumenta la qualità del titolo, lo stesso non si può dire per tutti gli altri personaggi secondari o comprimari. April O’Neil e lo stesso maestro Splinter (saggio topone a suo agio con le arti marziali) fanno la loro apparizione sotto forma di cammeo, limitandosi a qualche battuta durante le scene in cinematics tra uno scenario ed un altro, non controllandoli mai in fase di gioco. Anzi, la reporter diverrà il vero nemico numero uno durante le missioni, tale da risultare spesso irritante con le sue interruzioni, ascoltando la sua voce in maniera ciclica.

TMNT
Tramite la Tartattrezzatura potremo personalizzare ogni personaggio con le abilità che più ci aggradano.

Portando con sé un bagaglio tecnico non indifferente, gli sviluppatori hanno rimodellato il gameplay da H&S, inserendo elementi più profondi, come l’evoluzione delle tecniche di combattimento, uniche per ogni personaggio. Prendendo possesso di una sola tartaruga (fino alla sua morte o cambio repentino in fase di difficoltà) potremo apprendere abilità univoche per il singolo personaggio controllato, tramite un sistema di avanzamento tipico del genere gdr. Può sembrare un’innovazione ben marcata rispetto al passato, ma ben presto ci si accorge che tutto ciò “stona” col concetto stesso del gioco, facendolo risultare abbastanza inappropriato verso il genere. Tramite l’apposita voce di menù, denominata Tartattrezzatura, si potrà personalizzare ogni singolo protagonista con una dotazione particolare, in modo da poterne usufruire durante gli scenari, a patto di far affidamento alla propria memoria per imparare gli effetti impostati su ciascuna tartaruga.

Se il gameplay di TMNT può risultare ostico e confusionario, il level design rappresenta la pecca maggiore. Gli scenari sono alla mercé di grandi stanzoni dove c’è un nemico da eliminare, cariche da disinnescare, oggetti da trasportare e tombini da aprire, tutto miscelato senza una logica ben precisa. Le mappe, oltre ad avere un riciclo di assets, sono rappresentative di un elemento anonimo all’interno del mondo di gioco. La ripetitività degli ambienti si fa largo già dalle primissime fasi di gioco. Percorrere corridoi all’interno delle fogne, esplorare le strade arrampicandosi sui palazzi e grindare sui tetti, rappresentano il punto cardine fino al completamento del titolo. Quella stessa ripetitività viene accentuata ulteriormente dalle missioni secondarie, evidenziate dalla buona April O’Neil, senza alcun legame con la trama principale (già di per sé povera).

TMNT
I nemici spunteranno da ogni angolo dello scenario, quindi sembra scontato l’esito della missione.

Tutto da rifare?

Tecnicamente parlando, il lavoro svolto da Platinum Games risulta sotto la media. Se l’aspetto visivo regala quel gusto cartoonesco (tramite l’impiego del Cel Shading), immergendosi quasi in una puntata televisiva, tutto ciò che appartiene al mondo di gioco non regala un grande impatto, sia emotivo che videoludico. Il doppiaggio in italiano è gradevole (a parte l’irritazione provocata da April, era stato già detto?), ma la colonna sonora e le tracce audio ascoltate risultano troppo anonime e piatte, venendo dimenticate subito. La longevità del titolo si attesta sulle quattro/cinque ore, a seconda della difficoltà, riuscendo a terminare l’avventura in maniera sequenziale e senza grandi intoppi. Nota a parte viene riservata alla difficoltà, associata al già citato level design. Impostando un livello di sfida più alto, tutto risulta più impegnativo, ma soccombere al boss di fine scenario comporterà un riavvio del livello, aumentando sia la longevità (ironia della sorte senza punti di respawn come espediente) che la frustrazione del giocatore che dovrà ripetere tutto da capo. Come se non bastasse, l’IA deficitaria dei propri compagni diventerà un ulteriore nemico al pari di chi incontreremo su schermo. Nota di demerito anche per il frame rate bloccato sui 30 fps che non ha una reale ragione d’esistere, visto che graficamente parlando non siamo su livelli alti, anzi, la mancanza di dettagli sullo scenario rende ancor più incomprensibile tale scelta da parte degli sviluppatori.

TMNT
Anche combattere sui treni in movimento ha il suo fascino.

Interessante invece risulta l’inserimento di una modalità online, dove poter cooperare con altri giocatori risulta abbastanza divertente. L’unico inconveniente è dato dalla mancanza di questi, con conseguente attesa biblica nel trovare componenti del gruppo. Non pervenuta invece una modalità co-op locale. Non basta un gameplay incentrato su un sistema profondo di avanzamento delle abilità o la caratterizzazione delle tartarughe, nonché i collezionabili a poter risollevare un titolo dal suo totale fallimento, macchiando in questo modo l’operato precedente dei ragazzi di Platinum Games.

 

Requisiti minimi di sistema:

OS : Windows 10 / Windows 8 / Windows 7 / Windows Vista
CPU: Intel® Core™ 2 Duo E4400 @ 2.0GHz / AMD Athlon™ II x2 250 @ 3.0GHz
RAM: 1 GB RAM
GPU:  NVIDIA® GeForce® 8800 GT / AMD Radeon™ HD 4770
DX: Versione 9.0C
HDD: 7 GB di spazio disponibile

 


Pro Contro
  • Character design appropriato
  • Stile grafico cartoonesco che richiama la serie a fumetti
  • Divertente in modalità cooperativa
  • Trama praticamente assente
  • Ripetitività delle missioni
  • Longevità ridotta al minimo
  • Level design appena abbozzato
  • Rigiocabilità limitata
  • Gameplay inappropriato
  • Tecnicamente non all’altezza
  • Comparto audio anonimo
Conclusione
TMNT: Mutants in Manhattan
5.0
Articolo precedenteXbox One – Supporterà mouse e tastiera
Prossimo articoloGli sviluppatori potranno usare i 6 TFLOPS come preferiscono
Programmatore, analista software e scrittore, appassionato del mondo videoludico e cinematografico fin dalla tenera età. Iniziando con un Vic-20 ho cavalcato tutta l'evoluzione fino alla next-gen, riuscendo a mettere a disposizione tutta l'esperienza al servizio dei 17K.