Siamo in quello che potremmo definire un periodo molto florido per la Big Finish Productions. I range dedicati a Doctor Who nell’ultimo anno sono aumentati di parecchio e hanno portato al grande pubblico nuove avventure dedicate ai Dottori classici e non. Da Agosto scorso infatti sono usciti box set dedicati al Terzo Dottore (re-interpretato da Tim Treloar, data la scomparsa di Jon Pertwee nel 1996), al War Doctor (John Hurt), “The Diary of River Song” (Alex Kingston), alla UNIT, al 6° Dottore (Colin Baker) con l’antologia “The Last Adventure“, hanno risuscitato Torchwood e adesso il 10° Dottore (David Tennant) e Donna Noble (Catherine Tate) si sono uniti alla ciurma offrendoci tre audio adventures in un’unica raccolta.
Per chi non ha familiarità con questo format, gli audio-drama della Big Finish sono quanto di più simile ad un episodio standard di una serie tv si possa avere, ma senza video. Perciò oltre agli attori a recitare ci sono musiche ed effetti sonori che rendono il tutto un’esperienza molto vicina al guardare una puntata; l’immaginazione, poi, gioca un ruolo fondamentale poiché siamo noi ad immaginarci le situazioni tramite ciò che ascoltiamo.

Detto ciò, a differenza dei box set sopra citati, le tre puntate di “The Tenth Doctor Adventures” non costituiscono una storia più grande che trova il suo finale nell’ultima. Ci sono comunque degli indizi e frasi, come degli easter egg, che possono aiutarci a collocare questi episodi all’interno della quarta stagione di Doctor Who televisivo. Si tratta di tre storie molto ben strutturate e scritte che senza problemi vanno ad inserirsi tra le più belle storie della Big Finish, anche se non le migliori in assoluto, ma che presentano un piccolo problema in cui è piuttosto facile incappare.

#1 – “Technophobia“, by Mark Fitton

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Ambientato in un futuro prossimo, il Dottore e Donna visitano il Museo della Tecnologia di Londra ma a quanto pare qualcosa non va. Le persone hanno una graduale ed improvvisa repulsione verso la tecnologia che utilizziamo ogni giorno. Computer, smart-phone, automobili o ascensori che siano, le persone non riescono più a comprenderli e ne sono impauriti. E la situazione peggiora di ora in ora.
Come storia d’apertura non è niente male. Diversamente da buona parte degli audio-drama di Doctor Who della durata di un’ora, questo ci getta in mezzo all’azione sin dai primi minuti, dopo una sorta di “re-introduzione” di Donna e del Dottore per fare scena. Spesso viene tirata in ballo in maniera indiretta la dipendenza che abbiamo nei confronti della tecnologia oggi giorno e ritroviamo praticamente tutti gli elementi caratterizzanti dell’era Russell T. Davies. Sarebbe un bell’opener di stagione se vogliamo paragonarlo al medium televisivo. Il problema di questa storia è che in alcuni tratti risulta prevedibile, dalla copertina possiamo subito intuire chi sia il responsabile di tutto ciò che accade e il modo in cui viene risolto il tutto è un pochino banale anche se attinente alla storia raccontata.
David Tennant riesce benissimo a calarsi nuovamente nei panni del personaggio che l’ha contraddistinto (uno dei più iconici, senza dubbio) ed è l’elemento che risalta di più in tutto l’episodio. Nonostante il fatto che noi non siamo in grado di vederlo on-screen, possiamo benissimo immaginarlo mentre recita grazie alla caratterizzazione sempre fresca e variopinta del 10° Dottore in tutte le sue sfaccettature. D’altra parte, invece, Catherine Tate non brilla particolarmente in questa storia. La caratterizzazione di Donna non supera la media degli altri personaggi presenti e personalmente ho trovato difficile associarla alla versione televisiva che era decisamente superiore. Sembra come se nonostante si stesse scatenando l’apocalisse davanti ai suoi occhi lei non si scomponga neanche un po’.

#2 – “Time Reaver“, by Jenny T. Colgan

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A causa di un guasto al sistema idraulico del TARDIS, il Dottore e Donna fanno tappa a Calibris, per far visita ad una vecchia conoscenza e per aggiustare il danno. Calibris è uno spazio-porto interamente artificiale, un punto di riferimento per i viaggiatori dove la criminalità dilaga e ogni cosa ha un prezzo.
Questa è con molta probabilità l’episodio più sperimentale dei 3 a livello puramente tecnologico legato allo storytelling. Ci sono stati alcuni audio-drama di Doctor Who in passato che hanno sfruttato il medium ai fini sia di narrazione che di effetti sonori. Un esempio che utilizza entrambi è il geniale “Scherzo“che vede solo ed esclusivamente l’8° Dottore (Paul McGann) e Charlotte Pollard (India Fisher) come personaggi nell’intera storia della durata di un’ora e mezza. Dopo che il TARDIS si disintegra, i due si ritrovano in un luogo in cui non esiste il concetto di tempo o spazio come lo concepiamo noi, a vagare nel nulla più assoluto all’interno di quello che viene definito “The Divergent Universe” … esatto, voi riuscireste a rendere una cosa del genere sullo schermo? Non credo proprio. Non è solo per questo che il medium audio viene sfruttato, ma anche per determinati effetti sonori all’interno della storia. “Time Reaver” sfrutta gli effetti sonori come conseguenza di un’arma chiamata, appunto, “Time Reaver” (Mietitore del tempo) che serve a prolungare per una quantità indefinita di tempo, persino anni, l’esatto momento in cui la vittima viene colpita. Agonia perenne, insomma. Si tratta di una storia che tende al genere noir ma con un sottofondo piuttosto dark che unito alle sperimentazioni audio e ai momenti comici ad alleviare la tensione, rende questa probabilmente la migliore puntata in questo box-set.
Stavolta Catherine Tate risuona molto più come Donna, sin dai primi minuti in cui è piuttosto annoiata dalla tappa su Calibris mentre le vorrebbe andare sul “Pianeta dei ragazzi”. Doveva soltanto ingranare la marcia, evidentemente. Questa puntata possiamo collocarla immediatamente prima di “Silence In The Library/Forest of the Dead” per via del dialogo finale tra i due protagonisti a bordo del Tardis, Tuttavia c’è un altro Easter Egg che quando è arrivato mi si è gelato il sangue nelle vene (ndr) per quanto avviene in maniera improvvisa. Spesso ci sono quegli scambi di battute umoristici tipici tra lei e il Dottore, ma la cosa che (almeno personalmente) ha risaltato all’occhio è il nome di Terry Molloy nel cast. Per chi non lo sapesse, lui è stato il secondo attore ad aver interpretato Davros nella serie classica di Doctor Who e lo ha ripreso anche in svariate puntate audio. Sfortunatamente ciò non significa nulla, dato che interpreta tutt’altro personaggio e non vi è alcun riferimento ai Dalek.

#3 “Death and the Queen“, by James Gross

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Donna ha finalmente trovato il suo principe azzurro. Letteralmente. Il principe Rudolph di Goratania le ha chiesto la mano, ma il Dottore è piuttosto sospettoso: non ha mai sentito il luogo dove si troverebbe il suo regno.
Death and the Queen” riprende in pieno lo stile di svariate puntate di Doctor Who televisivo (sia classico sia contemporaneo), ovvero un luogo chiuso sotto assedio. Non è la prima volta tra l’altro che un esercito di scheletri (o morti viventi, se preferiamo) appaia in un audio-drama di Doctor Who. Ma come spessissimo la serie ci ha insegnato, il mistero non sempre è come appare. Detto ciò, Catherine Tate è l’indiscussa protagonista di quest’episodio. Non solo vogliamo sapere cosa le succederà e la accompagniamo durante questo suo arduo “viaggio” verso l’ignoto del matrimonio nel passato, ma lei riesce a gestire magistralmente il tutto e non si può che rimanere soddisfatti da tale interpretazione. Ruba la scena anche allo stesso David Tennat, il quale può addirittura risultare irritante nei confronti di Donna. Con quest’episodio torniamo in fin dei conti ad un tema con cui il personaggio di Donna è molto legata: Sin da “The Runaway Bride” ci è stata presentata come una sposa ingannata dal suo stesso spasimante in favore di un sacrificio. Qui la situazione non è differente ed è come se tornassimo in circolo a quell’episodio natalizio del 2007, includendo anche un riferimento al matrimonio finale di Donna alla fine di “End of Time” da parte del Dottore.
Bell’episodio, con una buona gestione delle tempistiche e con un climax che scaturisce in una danza con la morte. Tuttavia la soluzione finale risulta piuttosto affrettata e ciò porta questa puntata ad essere leggermente inferiore a “Time Reaver” , lasciandoci con un desiderio di voler ascoltare altre uscite come queste.

In conclusione, “Doctor Who: The Tenth Doctor Adventures” rappresenta un’eccellente uscita, un’opportunità ben colta per riportare in vita il Dottore e Donna Noble contrariamente ad alcuni range della Big Finish che dopo un box-set sono terminati, come “The Third Doctor Adventures” ad esempio. Per David Tennant e Catherine Tate non sembrano essere trascorsi tutti questi anni e riascoltandoli sembrano essere sempre stati al nostro fianco, interpretando i loro rispettivi personaggi proprio come per un episodio televisivo standard. Speriamo di poter ascoltare nuove avventure piuttosto presto!