Dopo tre anni di assenza, Gearbox Software torna sul mercato, lanciando una nuova IP: Battleborn. L’ultima volta che accadde era il 2009 e Borderlands ridisegnava l’intero mondo degli sparatutto in prima persona, unendo di fatto il genere FPS con i meccanismi RPG di progressione del personaggio e del sistema del loot. Con Battleborn Gearbox si distacca dalla scia di Borderlands per andare ad esplorare un genere che da anni è diventato un fenomeno mondiale: i MOBA. Assieme ai propri compagni di merende (stiamo parlando di Overwatch di Blizzard, Paragon di Epic Games, Paladins di Hi-Rez Studios e Lawbreakers di Boss Key Productions) Battleborn, rilasciato il 3 maggio 2016 per PC, PS4 e Xbox ONE, si pone l’obiettivo di creare un genere ibrido, che unisca le meccaniche di shooting con il sistema ad eroi dei MOBA, i cosiddetti “DotA-Like”, per creare un multiplayer competitivo e accattivante capace di ridisegnare un genere, quello degli sparatutto, a detta di molti discretamente inflazionato.

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LIVE TOGETHER OR DIE ALONE

Prima di entrare a fondo nel gioco è bene analizzare che cosa Gearbox ha deciso di offrirci con Battleborn. Divenuto ormai un marchio della Software House texana è il PvE, sviluppato attraverso una campagna di otto missioni più prologo, al quale si affianca forse la vera anima del gioco: il multiplayer competitivo che prende il nome di Versus. Battleborn infatti è l’unico dei DotA-Like a presentare una modalità Storia singolo e cooperativa e le aspettative a riguardo erano state, almeno da parte mia, decisamente alte. L’ambientazione è promettente: i Varelsi, una misteriosa razza aliena proveniente da un’altra dimensione, hanno iniziato a rubare ogni stella della Galassia, aiutati dal traditore Rendain. Solo una stella resiste, Solus, dove gli ultimi supersititi, i Battleborn appunto, si sono radunati per scongiurare la fine e salvare la Galassia dall’oscurità. Se la cosa ha catturato la vostra attenzione, Gearbox ha pubblicato online un fumetto interattivo diviso in tre capitoli che raccontano il prologo del gioco che potete trovare qui.

Ci sono da spendere due parole sullo stile di Battleborn. Il marchio di Gearbox trasuda da ogni pixel, dal character design semplicemente fenomenale, al design semplice ma accattivante fino alla narrazione e le battute sferzanti e irriverenti, capaci sempre di strappare più di un sorriso dalle labbra di noi giocatori. Curatissimo nelle animazioni e nel character design dei personaggi, Battleborn fa senza dubbio il suo punto di forza nella rosa dei 25 eroi giocabili, tutti diversi, con uno stile unico. Tutto il gioco è impostato per avere un design cartoon, curatissimo e coloratissimo, in grado di spaziare da paesaggi giacchiati, passando per lussureggianti foreste e antiche architetture, fino a finire nel lusso tecnologico delle strutture nemiche. Aggiungete al tutto quel tocco di pazzia e follia a cui Gearbox ci ha abituati e otterrete un’atmosfera di gioco semplicemente fantastica.

C’è da dire però che la modalità Storia sia più che altro un pretesto per fornire una serie di missioni PvE unite da un filo logico, in quanto lo sviluppo della trama del gioco è piuttosto banale e senza una struttura portante vera e propria. Sembra quasi che Gearbox si sia concentrata maggiormente sullo sviluppo della lore che sulla narrazione della trama stessa. Nonostante ciò la componente PvE funziona, alternando missioni di offesa, di scorta e di difesa di punti di controllo. Forse un po’ troppo simili tra loro come obiettivi, la varietà è assicurata dalle ambientazioni e dalle mappe, tutte diverse da loro e molto ben studiate. La cooperazione è essenziale per proseguire vittoriosi tra le orde di mob ansiosi di suicidarsi sotto il nostro potenziale d’attacco i quali tenteranno di sopraffarci più per numero e mera forza bruta più che per tattica e abilità. L’IA è quasi assente, tranne che per alcuni boss, ma nonostante ciò, soprattutto a difficoltà Avanzata, tenere testa alle ordate di nemici è sicuramente un’impresa.

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La modalità Storia può essere affrontata in singolo, in split-screen o in co-op online a 5 giocatori. Ovviamente giocata assieme ad amici, o comunque in co-op online, il divertimento cresce esponenzialmente, confermandosi come un’esperienza molto versatile, adatta anche ai neofiti dei giochi PvE alle basse difficoltà, più impegnativa e ricca di sfide per i giocatori più esperti. Una pecca per quanto riguarda la modalità Storia è il sistema di matchmaking. Mentre giocando in singolo o comunque avviando una partita privata si può scegliere quale missione affrontare, in matchmaking verranno proposte randomicamente tre missioni sottoposte a votazione e non sarà possibile scegliere direttamente in quale missione giocare. Questo porta all’abbandono già in fase di caricamento di alcuni giocatori, i quali erano alla ricerca di una missione particolare e si sono ritrovati ad affrontare una missione che magari avevano appena concluso. Ciò, unito ai tempi di attesa del caricamento non proprio rapidi, è un grosso punto a sfavore. Speriamo che Gearbox possa prendere conto della cosa e sistemarla tramite update futuri.

Una piccola chicca della campagna sono le animazioni che accompagnano la Storia, in particolar modo l’intro del gioco. Oltre alle classiche cinematiche con l’engine del gioco che presentano i vari boss o gli intermezzi delle missioni, Gearbox questa volta ha deciso di investire una parte del budget per realizzare delle vere e proprie animazioni in 2D. Sì, come se fosse un cartone animato. La qualità di tali sequenze è impressionante, curiosa la scelta di staccarsi da una classica cinematica in CGI o in game engine, scelta senza dubbio più che riuscita, che riesce ad unire lo stile di Gearbox con un’animazione classica 2D. Promossa a pieni voti.

EVERY KIND OF BADASS

La modalità Storia di Battleborn è certo un più che gradito contenuto ma è senza dubbio il multiplayer competitivo il vero fulcro del gioco: la modalità Versus. Qui i nostri 25 Battleborns si scontreranno 5 contro 5 in frenetici scontri. Prima però di entare nel dettaglio delle modalità, è bene parlare un attimo dei nostri Eroi. I personaggi si dividono in tre classi, Attacco, Difesa e Supporto, in base alle loro specifiche abilità. Inoltre sono divisi in cinque fazioni che si ricollegano direttamente alla lore del gioco. Esse sono Il Consorzio, gli Eldrid, i Rinnegati, i Pacificatori e i Jennerit. Ogni fazione, oltre ad avere un background diverso, ha delle peculiarità uniche che le distinguono dalle altre.

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Il vero punto di forza di Battleborn sono proprio i suoi 25 Eroi, ciascuno personalizzato e caratterizzato in modo unico, sia dal punto di vista del character design, sia da quello del gameplay. Tutti i personaggi sono diversissimi tra loro, ciascuno con un proprio background e una storia, che è possibile scoprire sbloccando particolari sfide dedicate. La struttura dei Battleborn comprende una serie di abilità passive, un’abilità d’attaco principale ed una secondaria, e due abilità speciali a cui va ad aggiungersi l’abilità finale, sbloccabile al livello 5. Ebbene sì, Battleborn presenta un sistema di livelli in partita, dove giocando, completando obiettivi ed effettuando kill otterremo punti esperienza che ci faranno guadagnare livelli fino ad un massimo di 10. Per ogni livello potremo sbloccare un punto abilità, tramite un intuitivo menù chiamato Helix, strutturato appunto a doppia elica come il DNA. Tramite la pressione dei grilletti potremo scegliere uno dei due potenziamenti proposti. Il sistema di livelli Helix è pensato per essere immediato e intuitivo, così anche nel bel mezzo degli scontri più concitati potremo sbloccare preziosie abilità! Ciò permette inoltre di creare diverse built per il nostro personaggio di partita in partita, anche di sperimentarne di casuali, consentendoci così in una partita successiva la possibilità di cambiare approcio a seconda della situazione. Gearbox è riuscita nel complesso a fare un ottimo lavoro di bilanciamento, soprattutto nel rendere ogni Battleborn diverso dagli altri, unico nel suo stile di gioco. Certo, alcune limature al bilanciamento di alcuni personaggi sono ancora da effettuare, ma siamo sicuri che ogni problema di questo tipo verrà risolto con futuri update. Ma quando la rosa di eroi spazia da il classico soldato fucile d’assalto e granata, ad una streghetta spara-palle di fuoco, passando da un fungo antropomorfo e curatore, ad una ragazza punk e al suo demone che l’accompagna per finire con un piccolo e pucciosissimo pinguino che guida un mecha armato di spuntoni, fiamme e altri accessori tamarri… Non potrete certo lamentarvi della mancanza di scelta!

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Guardatemi, sono un pinguino!

Le modalità che compongono il Versus sono 3: Cattura, Incursione e Fusione. Ogni modalità dispone di due mappe, alle quali se ne aggiungeranno altre tramite futuri update. Un’offerta non prorpriamente ricca, certo, ma che verrà, appunto, ampliata in seguito. Cattura è la modalità più classica, deatmatch a squadre con l’obiettivo di mantenere il più a lungo possibile tre punti di controllo sulla mappa. Incursione invece è una modalità molto più tattica, dove la coordinazione è essenziale ed è quella che forse si avvicina maggiormente al genere MOBA. Ogni squadra ha due Sentinelle da difendere, le quali sono protetti da scudi. Scortando i propri scagnozzi controllati dall’IA verso la Sentinella nemica si potranno disattivare gli scudi, per poi attaccarla con tutte le proprie forze. La squadra che riesce a distruggere la Sentinella nemica si aggiudica la vittoria. Fusione è senza dubbio la modalità più innovativa di quelle introdotte da Battleborn: questa volta dovremo scortare i nostri scagnozzi verso degli altari per poterli sacrificare ad una divinità alquanto esigente. La partita si sviluppa così su due fronti, uno di difesa dei propri altari (o di offesa contro gli scagnozzi nemici) e l’altro di scorta ai propri scagnozzi! Condurli sotto il fuoco nemico verso quell’enorme bocca infuocata che vuole mangiarseli potrebbe non essere così facile!

Un altro elemento chiave del gameplay sono le schegge, ottenibili rompendo dei particolari cristalli distribuiti tramite la mappa. Lo scopo di questa valuta è quello di acquistare le torrette sul campo di battaglia, fondamentali per assicurare la difesa di una determinata zona. Sia di supporto che ti offesa, le torrette sono un elemento chiave nel gameplay e nel controllo mappa di Battleborn.

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Corri, Marchese!

Giocando sia in modalità Versus che Storia sbloccheremo dei punti esperienza, divisi tra Gradi Comando e Livello Personaggio. I Gradi Comando, segnati in verde, sono i punti esperienza che attestano il nostro livello in gioco e sono legati al nostro profilo giocatore. All’inizio disporremo di 7 Battleborn giocabili, tuti gli altri verranno sbloccati al completamento di particolari sfide o con il raggiungimento del relativo Grado Comando. I Gradi Comando servono anche a sbloccare titoli, distintivi e l’accesso a bottino più raro. Al contrario il Livello Personaggio, in blu, va da una scala da 1 a 15 ed è legato ad ogni singolo personaggio ed indica il nostro grado di progressione con quel personaggio specifico. Anche in questo caso, con l’avanzare del Livello, sbloccheremo skin, pose e mutazioni speciali per il nostro ramo Helix da usare in partita.

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Il sistema Helix. Ci piacciono le modifiche genetiche, eh?

Completando le missioni e i match online sbloccheremo anche una particolare valuta del gioco, i crediti. I crediti servono a comprare i pacchetti bottino, che tramite un generatore casuale potranno ricompensarci con aspetti, pose o oggetti da usare tramite un sistema particolare chiamato “Carichi”. I Carichi sono un insieme di tre oggetti che danno bonus al nostro personaggio in game. Per attivare ogni oggetto abbiamo bisogno di raccogliere in partita un determinato numero di schegge. Con la progressione del Grado Comando sbloccheremo più carichi, in modo da diversificare l’equipaggiamento che decideremo di usare in game. Usando un personaggio melee useremo dei boost al corpo a corpo e alla velocità di movimento, se invece usiamo un personaggio che fa affidamento alle sue armi, impiegheremo dei potenziamenti alla stabilità del fucile, alla velocità di ricarica e così via. E non preoccupatevi, il gioco utilizza solo la propria valuta di crediti, non vi è l’ombra di microtransazioni!

SCINTILLIO

C’è poco da dire sul lato tecnico di Battleborn. La versione provata da noi è stata quella Xbox ONE che, come per PS4, gira a 1080p e 30fps. A parte il framerate (60fps forse non guastavano), il gioco è tecnicamente ineccepibile. La grafica cartoon facilita il lato tecnico, risulando però curata in ogni suo aspetto. Il gioco è bello da vedere e lo è sempre. Stesso discorso per il sonoro: la localizzazione italiana è riuscitissima con un doppiaggio di prima qualità, un sound design che fa la sua figura e una colonna sonora coinvolgente che da il meglio di se nelle intro e presentazioni delle varie missioni.

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CONCLUSIONI

Battleborn è indubbiamente un titolo particolare, che unisce due generi molto popolari, gli FPS e i MOBA, andando a collocarsi come shooter competitivo basato sugli Eroi. Sviluppato da Gearbox, il marchio dei creatori di Borderlands si sente in ogni aspetto del gioco, dal design cartoon all’ironia e sfacciataggine che ci accompagna per tutta l’esperienza di gioco. Lo stile è cartoon ma non per questo banale o piatto, anzi! I colori, il design di architetture, mezzi e oggetti, i paesaggi, tutto è studiato nei minimi particolari ed è capace di sorprenderci ad ogni scorcio. I nostri 25 eroi, i Battleborn appunto, sono tutti diversi da loro in quanto a meccaniche, design e caratterizzazione e sono senza dubbio il punto di forza del prodotto. Battleborn offre due modalità, Storia e Versus. Storia, affrontabile in singolo o in cooperativa a 5 giocatori, propone una serie di missioni PvE accomunate da un filo conduttore, che risulta tuttavia non essere abbastanza sviluppato, quasi come fosse un pretesto per collegare tra di loro le missioni stesse. Versus invece racchiude la vera anima di Battleborn, lanciando i giocatori in un multiplayer competitivo 5vs5 su tre modalità: Cattura, Incursione e Fusione. Forse l’offerta al lancio non è ricchissima ma ulteriori espansioni arriveranno in futuro. Il gameplay è semplice e intuitivo e si fonda da una parte sulle peculiarità di ciascun eroe, dall’altra sulla raccolta di schegge da impiegare poi per l’attivazione dei Carichi che offrono bonus al nostro personaggio e per l’acquisto di torrette, fondamentali per il controllo mappa. Di fatto Battleborn a parte il suo stile non ha molto di innovativo da offrire, ma risulta comunque un’ottimo prodotto più che godibile. In questa unione ben riuscita tra shooting, tattica e controllo mappa, con l’aggiunta di una rosa di eroi tutti diversi e unici Gearbox ha colto nel segno ancora una volta.