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Eccoci qui a recensire uno dei titoli che, seppure in sordina, si candida ad essere una delle esclusive di maggiore qualità del 2015. Ori and the Blind Forest non sarà Halo 5, non sarà Bloodborne, ma riesce a tenere testa ai pesi massimi del settore con discreta nonchalance. E tutto questo nonostante sia l’opera prima dei Moon Studios, una software house indipendente, quasi sconosciuta. Certo, Ori and the Blind Forest è un gioco diverso e sicuramente non per tutti i palati. Platform adventure in 2D, rientra nel genere Metroidvania, a cui appartengono quei titoli action adventure in due dimensioni dove esplorazione e combattimento sono legati indissolubilmente. Scordatevi infatti una mera carrellata di paesaggi mozzafiato, l’ambiente che ci circonda è letale e per sopravvivere dovremo imparare al meglio i meccanismi di un gameplay decisamente non banale, che si evolverà col proseguirsi della nostra avventura.

 

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Amicizia

L’avventura nella quale siamo introdotti inizia tramite un prologo interattivo tanto bello quanto struggente. La foresta si spalanca di fronte a noi durante una notte tempestosa, tra le foglie ed i rami trasportati dal vento volteggia però una piuma, particolarmente luminosa, che si poggia accanto a Naru, creatura simile ad un orso dai richiami decisamente orientali. Dalla piuma scaturisce Ori, il nostro eroe, ed è l’inizio di una amicizia tanto intensa quanto breve. La foresta sta morendo, e le due creature devono fare i conti con la carenza di cibo. Naru porge ad Ori l’ultimo frutto rimasto del loro raccolto, prima di spegnersi e lasciare l’amico, quasi un figlio per lui, da solo. Ori non ha nessun motivo per rimanere, e trovando sulla sua strada l’ultimo rappresentante di un potere ormai sopito, si mette in marcia per tentare di risvegliare la foresta che sta velocemente appassendo.

L’incontro tra i nostri eroi è semplicemente poetico

 

 

 

 Dinamicità ed esplorazione..                         

Pad alla mano, ci ritroviamo in controllo di Ori, che si dimostra fin da subito molto agile e veloce. Le sue animazioni sono lavorate a puntino, si muove rapidamente tra le prime ambientazioni della foresta che, nonostante sia relegata ad un piano di due dimensioni, da un’idea molto concreta di profondità. Alberi, cespugli, creature, tutto si muove in primo ed in secondo piano, facendoci immergere alla perfezione grazie all’enorme cura per il dettaglio dei Moon. Da subito capiamo chiaramente che ci troviamo di fronte ad un platform diverso. E’ vero, lavorare a titoli in 2D non richiede mai un’enorme fatica agli sviluppatori per mantenere il titolo fluido e con una risoluzione importante. Qui però non manca nulla. Il lavoro di Moon Studios è ineccepibile sotto questo aspetto, con i suoi 1080p a 60 frame al secondo, in un periodo per l’industria dove i titoli tripla A si attirano polemiche a causa dei molteplici problemi tecnici. La tela è il nostro schermo, gli sviluppatori hanno dipinto un mondo magico, ricco di dettagli ed ambientazioni suggestive che ci lasciano a bocca aperta, come bambini stupiti di fronte ad una sorpresa. I colori sono sgargianti, e lo saranno sempre di più nel mentre ravviveremo la foresta. Il titolo, da questo punto di vista, è quasi un’esperienza onirica, grazie anche ad una colonna sonora che non abbiamo paura a definire meravigliosa, che ci prende per mano e ci accompagna nell’esplorazione, per nostra grande felicità. Giusto per darvi un’idea, la trovate acquistabile su Amazon, e chi sta scrivendo queste righe non può che consigliarvi un ascolto. Le musiche, non volendo togliere nulla al gameplay e alle ambientazioni, sono forse l’aspetto più riuscito dell’opera dei Moon Studios. Opera che prima di tutto, sa emozionare. E non è forse questo il traguardo più alto che un videogame può raggiungere? Una cosa è certa, chiunque si addentrerà nella foresta ne rimarrà estasiato, e difficilmente riuscirà a staccarsene molto presto.

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Le ambientazioni disegnate dai Moon Studios ci portano in un sogno da cui difficilmente vorremmo svegliarci

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..ma soprattutto azione ed avventura

 

L’aspetto che forse sorprende, che dopo le prime ore di gioco ha sorpreso anche noi, è che Ori and the Blind Forest non è solo un viaggio attraverso scenari fantastici. Il titolo offre azione ed esplorazione, e questo binomio d’avventura è al centro del titolo dei Moon Studios. La storia si svolge in una grande mappa, ricca di segreti e zone nascoste, la cui maggior parte non sarà esplorabile da subito ma potremo visitarla ottenendo nuove abilità. Abilità con cui Ori dovrà presto imparare a destreggiarsi, dato che la foresta è tanto bella quanto fitta di nemici e di creature pericolose. Eliminandole e raccogliendo oggetti otterremo punti esperienza, che ci permetteranno di salire di livello potenziando ben tre categorie di perk, quelli relativi al combattimento, all’esplorazione ed alla sopravvivenza del piccolo Ori. La creatura inoltre potrà imparare abilità speciali, come il doppio salto o la scalata sui muri, che saranno fondamentali per proseguire nell’avventura. Queste abilità sono ottenibili da speciali alberi che si incontrano in determinati momenti, sono una manciata e ci permetteranno di raggiungere quelle aree che prima erano inaccessibili, oltre a rendere quelle già visitate più semplici.oriScreenGinsoA Un altro elemento azzeccatissimo è l’hud, ridotto al minimo per lasciare spazio ai paesaggi e non rovinare l’atmosfera: due semplici file di piccole sfere misurano la quantità di salute e l’energia a disposizione, ed al centro di queste un indicatore in cui fluiscono i punti esperienza raccolti. L’attacco con cui Ori si difende è intuitivo e rapido, è legato alla pressione del tasto X ed andrà a colpire automaticamente le creature che ci si pareranno davanti. Questo è un bene perché molte volte dovremo usarlo durante una scalata od un salto, durante una planata od una fuga alla Indiana Jones da un fiume di lava. Dopo poche ore passate a fare pratica coi comandi e con le abilità giuste, è un piacere combinare le capacità motorie ed offensive del protagonista per superare rapidamente trappole piene di artigli letali e colme di nemici. Gli scontri con i boss, se così possiamo chiamarli, sono altamente spettacolari e riassumono la dinamicità su cui il titolo è incentrato. E’ altrettanto vero che spesso questi passaggi non sono molto intuitivi e ci richiederanno alcuni tentativi per proseguire. Ori and the Blind Forest è un platform che punisce, il livello di sfida è costantemente forse un po’ troppo alto, anche se non insormontabile. Ed è un peccato, perché ripetendo più e più volte lo stesso frangente si rischia di perdere quella sensazione di rapidità e libertà che il titolo ci regala quando proseguiamo spediti tra i tronchi della foresta. D’altronde questo aspetto potrà piacere a quei giocatori che cercano una sfida, e dobbiamo ammettere che la soddisfazione è arrivata a palate una volta superato uno scontro particolarmente ostico. Dispiace inoltre riscontrare un design dei nemici un po’ banale e  molto poco variegato. I Moon Studios hanno fantasia e arte da vendere, e ci saremo aspettati una caratterizzazione dei mob più appagante. Se volessimo poi trovare il pelo nell’uovo, si è attirato delle polemiche il sistema di salvataggio della partita. Esso infatti è totalmente nelle mani del giocatore, che per salvare deve spendere una sfera di energia tra quelle in possesso. I salvataggi automatici sono rarissimi, il che vuol dire che un giocatore preso dalla dinamicità dell’esplorazione possa dimenticarsi di salvare i progressi ed essere costretto a ripetere un ampia sezione dell’avventura. Il risultato è un titolo impegnativo dal punto di vista del gameplay, forse non adatto a coloro che si aspettano una avventura grafica. Dovrete essere pronti a morire, e sorridendo ci viene in mente Dark Souls, che forse, in alcuni frangenti, è anche più semplice (del resto non ci si chiede di planare su di una distesa di spine o di scappare da un vulcano in eruzione, giusto?).

Thu_May_21_18-05-31_UTC+0200_2015Dopo quasi 11 ore di gioco, e dopo ben 440 morti tutte meritate, ci siamo trovati di fronte alla nostra ultima sfida.

Ori and the Blind Forest è un “must have”, un gioiello neanche tanto grezzo che vi regalerà emozioni, prima di tutto. Il lavoro dei Moon Studios rasenta l’opera artistica, per quello che riesce a dare agli occhi e alle orecchie del giocatore. Quello che sorprende è che tutto ciò sia supportato da un gameplay divertente e studiato per essere coerente con l’ambientazione. Ori, il protagonista, si comporta e si muove proprio come una creatura della foresta dovrebbe fare, in maniera agile e veloce, tra doppi salti e scalate. Questo riesce a farci immergere ancor di più nello splendido mondo dipinto dai ragazzi di Moon Studios, e forse proprio questo dualismo gameplay – ambientazione rende Ori and the Blind Forest un titolo davvero speciale. Certo, alcune scelte di gameplay come il salvataggio dei progressi e la difficoltà di alcune sezioni sarebbero da rivedere, ma sono dettagli che sicuramente non minano la solidità del titolo. Da segnalare una meravigliosa colonna sonora, il fiore all’occhiello dell’opera. Il risultato di tutti questi fattori, come avrete capito, è un platform in 2D che, nonostante appartenga ad un genere solitamente relegato a comparsa dell’industria videoludica moderna, rientra a pieno titolo tra le esclusive di maggior peso rilasciate nel 2015, andando a sfidare a colpi di qualità e contenuti i giganti tripla A. E noi, per lo scontro, puntiamo tanto sul piccolo Ori.