Puntata che gioca il tutto e per tutto, The Night Manager si riconferma essere un prodotto televisivo al pari (se non di più) dei migliori 007. Effettivamente Tom Hiddleston potrebbe anche essere un buon James Bond, qualora gli venisse affidata la parte.
La settimana scorsa abbiamo potuto fare la conoscenza dell’antagonista di turno, Roper (Hugh Laurie), in una “mood” piuttosto strafottente che forse poteva lasciarci non pienamente soddisfatti senza rimandi a stereotipi. Stavolta vediamo il suo personaggio in una veste più “matura”, a distanza comunque di sei mesi dal precedente episodio. Anzi, la serie ne approfitta per mostrarci che, nonostante i soldi e la corruzione, in fin dei conti è una persona piuttosto normale. Diversamente dal primo, la struttura di questa puntata è circolare, iniziando da un pianificato attentato alla vita privata di Roper da parte dell’MI6 (Pine è coinvolto direttamente) per mostrarci poi come siamo arrivati a quella situazione… e oltre.

Olivia Colman continua a dare una brillante interpretazione mostrandoci il suo personaggio, Angela Burr, sotto varie sfaccettature: quella ufficiosa del suo ruolo all’interno dell’MI6, determina a più non posso, quella da donna matura e incinta e quella da amica. Infatti Pine acconsente al tornare ad essere un assassino sotto richiesta della Burr, dato che il loro obiettivo comune è proprio Roper. La domanda che sorge spontanea è se lei stia inseguendo una vendetta personale o professionale. dato che sono ormai diversi anni che lo sta inseguendo. Tuttavia capiamo che una volta arrivato il momento Pine va oltre la missione, oltrepassando le istruzioni affidategli in modo da finire proprio nel ventre della bestia: la villa privata di Roper.
Nella parte centrale della puntata, Tom Hiddleston continua a dare un’eccellente performance dimostrando che potrebbe essere un valido James Bond, durante la sua permanenza nel Devon, in Inghilterra (in una zona costiera non lontana dalla famosa baia di Broadchurch). Il suo repentino cambio di identità gli sarà molto utile più avanti anche per sfuggire allo stesso Roper, dato che il suo assistente dopo una ricerca ha ottenuto due identità distinte (Jonathan Pine e Thomas Queens), mentre nel Devon lui si fa chiamare Jack Lindon. Senza ombra di dubbio, è una vendetta personale che insegue, essendo Roper dietro agli eventi accaduti nella puntata precedente.
Capiamo invece una cosa fondamentale del personaggio interpretato da Hugh Laurie: essendo un padre, oltre ad un riccone corrotto, suo figlio Danny rappresenta un chiaro punto debole e potrebbe benissimo essere utilizzato come chiave  di scambio o come ricatto (come vediamo a inizio puntata). Capiamo quindi che nonostante la scorza da strafottente miliardario e bastardo a 24 carati, lui è anche un uomo ragionevole e in fin dei conti affettuoso nei confronti di chi gli sta più vicino. La cosa basta per far alzare il suo personaggio di livello rispetto al’episodio precedente. In più… che cosa sta tramando la sua amante?

Questa seconda puntata di The Night Manager si è rivelata probabilmente migliore della precedente. Certo, non avrà un inizio intrigante a tremila con tutti i complotti e segreti orientali, ma recupera facilmente con ulteriori pezzi aggiunti al nostro puzzle e grazie alle eccellenti interpretazioni dei tre pezzi grossi Tom Hiddleston, Olivia Colman e Hugh Laurie.