Ieri sera su Sky Atlantic è andata in onda la prima puntata di “The Night Manager“, mini-serie thriller in 6 episodi tratta dall’omonimo romanzo di John le Carré realizzata dalla BBC in collaborazione con Ink Factory e la AMC. Rappresenta il terzo tentativo di trasporre il libro in un prodotto audiovisivo ma, a giudicare da ciò che ci viene presentato, questa potrebbe essere la volta buona.

La serie non perde tempo e si presenta sin da subito in una forma smagliante grazie alla sequenza dei titoli di testa, ai livelli dei migliori film su James Bond (e senza dover mostrare donnine succinte), offrendoci delle composizioni di immagini che sono davvero uno spettacolo per gli occhi.
La cosa davvero lodevole delle mini-serie o comunque delle serie televisive composte da pochi episodi a stagione è il fatto che in questo modo non perdono tempo. Non ci sono episodi filler fatti solo per riempire lo spazio in vista di qualcosa di meglio e non temporeggiano, così da focalizzarsi sulla trama nella maniera migliore. E The Night Manager non è da meno! Da subito l’episodio ci fa capire la situazione, il personaggio principale, le 5 W e ci getta nel mezzo degli eventi. Nel giro di pochi minuti riusciamo a capire che tipo di personaggio è Jonathan Pine (Tom Hiddleston) per poi aggiungere ulteriori pezzi al puzzle man mano che la puntata va avanti. Non c’è quindi una lenta costruzione della trama e forse è meglio così. Non ci si può distrarre 2 minuti che si potrebbero perdere dei dettagli importanti.

thenightmanager

Ad accompagnare Hiddleston in questa losca mini-serie abbiamo Hugh Laurie (conosciuto ai più come il Dr Gregory House) ad interpretare Richard Roper, ovvero l’antagonista della mini-serie. Certo, vederlo nei panni di un cattivo è una cosa che potrebbe lasciare un attimo spaesati e dire “Mah, vediamo un po’ come se la cava” per via del suo famoso ruolo sopra citato, ma non è la prima volta che lui veste un ruolo simile. Di recente è apparso nel film Disney “Tomorrowland” come una sorta di cattivo (si, “sorta” perché non si può dire che fosse davvero cattivo), ma con lo scorrere della puntata ci rendiamo sempre più conto che lui ha effettivamente la faccia adatta ad un ruolo del genere e la caratterizzazione del personaggio gliela fa calzare ancora di più.
Inoltre abbiamo anche Olivia Colman, tesoro nazionale inglese, nel ruolo di Angela Burr.

oliviacolman

La Colman (Broadchurch) interpreta quello che in origine nel romanzo è un ruolo maschile (infatti si chiamava Leonard Burr), ma lei riesce benissimo a compensare il tutto con una caratterizzazione che rende il suo personaggio fantastico. Di certo il cambio di gender è stata una mossa astuta e se l’avessero affidato a qualche altra attrice forse non sarebbe risultata un’interpretazione a questi livelli, invece l’attrice di Norwich risulta perfetta e per nulla forzata.

Come ogni cliffhanger che si rispetti, l’episodio finisce con la voglia di urlare allo schermo “NO!! CONTINUA, NON FINIRE!!” e purtroppo dovremo aspettare un’intera settimana per scoprire come prosegue il tutto.

Insomma, The Night Manager è davvero degno di essere vista e probabilmente è ciò di cui il panorama televisivo a livello di serie ha bisogno. Un prodotto di qualità che raggiunge livelli cinematografici e che non cade nel banale.