Il team polacco The Astronauts, nato da una costola di People Can Fly, che ricorderemo nel coinvolgimento di Gears of War: Judgment, presentò a Settembre 2014 il suo primo titolo indipendente. C’era grande interesse fin dalle prime dichiarazioni di Adrian Chmielarz (co-fondatore della casa indie), soprattutto per quanto riguardava l’aspetto narrativo.

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Lasciate ogni speranza, voi che entrate a Red Creek Valley

Questa è un’esperienza di gioco narrativa che non ti conduce per mano

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Nessun luogo è veramente sicuro

E’ la prima frase che ci appare non appena avviamo questa fantastica esperienza e già traspare quella che probabilmente è l’atmosfera che ci accompagnerà durante tutto il viaggio. A primo impatto, ci troviamo di fronte ad un titolo in prima persona, priva di qualsiasi interfaccia solita nei punta e clicca, compreso il classico zaino pieno di materiali ed oggetti, npc coi quali interagire e regolari enigmi bloccanti che non consentono il proseguo dell’avventura fino alla rispettiva risoluzione. Niente di tutto questo. Verremo catapultati in uno scenario mozzafiato, senza apparentemente conoscere il nostro obbiettivo e non sapendo quello che ci aspetta. Il nostro alter ego sarà Paul Prospero, un investigatore privato con innate capacità intuitive miste a poteri sovrannaturali (ricordando un po’ l’agente Cooper di Twin Peaks), il quale indaga, presso il luogo di Red Creek Valley, sul ritrovamento di un bambino, nella fattispecie Ethan Carter. Proprio il piccolo ha scritto una lettera all’investigatore, chiedendo il suo aiuto ed una volta giunto sul posto, Prospero avrà bisogno di ulteriori informazioni affinché possa risolvere il caso. Lo scopo quindi non sarà soltanto quello di raccogliere oggetti, parlare con la gente o risolvere enigmi, ma prendere coscienza con l’ambiente circostante ed esplorare ogni angolo della mappa, al fine di non lasciare nulla indietro. Non vi è una lineare zona di esplorazione, al contrario, si è liberi di girovagare per l’immensa Red Creek Valley, con il pericolo di non aver visto abbastanza.

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Red Creek Valley offre un panorama davvero stupendo

Il motore che non t’aspetti

Il comparto grafico, ottenuto tramite l’utilizzo dell’ormai rodato Unreal Engine 3 (esatto, proprio lui), è davvero notevole. Ogni dettaglio è curato con maniacale attenzione e già dall’inizio dell’avventura non si può non contemplare la bellezza delle zone boscose o il lago che costeggia Red Creek Valley. Il risultato è simile ad una cartolina, con un’illuminazione dinamica che ci fa pensare ad un utilizzo di un motore grafico di nuova generazione, ma in questo caso l’Unreal Engine 3 è stato sfruttato al massimo delle sue potenzialità, oltre al merito di chi si è occupato della realizzazione di texture e modelli. Nello specifico, per poter ottenere un simile dettaglio, gli sviluppatori hanno utilizzato la fotogrammetria, tecnica adoperata in vari ambiti come architettura, archeologia ed anche nella cinematografia. Questo metodo consente di elaborare modelli tridimensionali, digitalizzati partendo da foto reali e ricostruiti in seguito in ambiente di sviluppo. In questo modo è stato possibile rendere più realistico tutto il paesaggio.
Il solo passeggiare tra i sentieri forestali rende l’ambientazione più immersiva, gustando la bellezza del luogo (molti lo utilizzeranno per effettuare screenshot da poter apporre su desktop) e favorendo l’immedesimazione col nostro alter ego.
Tutto questo è amplificato da un audio di ottimo livello, passando da musiche ambientali a momenti in cui potrete avvertire solo il vostro respiro. Purtroppo però è assente una localizzazione italiana e dovremmo accontentarci dei soli sottotitoli per quanto riguarda i dialoghi.
Il comparto narrativo è ben congeniale, offrendo una trama coinvolgente e interessante, con omaggi lovecraftiani più o meno velati, atmosfera in primis. La nota dolente potrebbe essere rappresentata dalla longevità del prodotto. Il susseguirsi degli indizi, la loro risoluzione e la consapevolezza della trama, sempre più chiara man mano che si procede, volge al termine dopo sole cinque ore di gioco, allungate tramite un’esplorazione più approfondita e la contemplazione del territorio.


E’ tutto oro quel che luccica?

Purtroppo però non ci sono solo aspetti positivi, ma possiamo tranquillamente affermare che oltre ad essere soggettivi (alcuni), possono risultare di poco conto.
Il fattore esplorazione può rendere l’esperienza frustrante, per il semplice obbiettivo di dover, per forza di cose, non lasciare indizi per strada o evitare di perdersi qualche passaggio narrativo. Così come la durata troppo breve per un classico investigativo, che punta più sulla magnificenza dell’ambiente tale da far passare questa durata in secondo piano.
Una nota molto dolente, invece, è rappresentata dalla gestione dei salvataggi automatici, facendoci riprendere il gioco sempre in posti differenti dal relativo snapshot o addirittura riproponendoci passaggi di gameplay già completati in precedenza. The Astronauts ha tentato tramite una patch apposita di ovviare a tale problema, ma questo risulta ancora ingestibile.
Da notare che l’uscita di questo prodotto ha avuto un precedentemente sviluppo per PC, ma gli sviluppatori hanno riconvertito il tutto per console PS4 (in uscita nel 2015), cambiando anche il motore grafico e vista la possibilità di utilizzare una next-gen, hanno preferito utilizzare l’Unreal Engine 4. Successivamente si è avuta la notizia che nel 2015, lo stesso prodotto sarebbe stato reso compatibile con le periferiche virtuali, quali Oculus Rift, in modo da poter sfruttare appieno l’interazione con la realtà virtuale, rendendo l’esperienza ancor più immersiva.
Possiamo in definitiva accertare che i punti di forza di questo titolo indie sono sicuramente grafica, sonoro e narrazione, mentre gli aspetti negativi sono da imputare alla longevità, al sistema di salvataggio automatico e alla sensazione di aver perso qualche indizio per strada.
A prescindere da queste imperfezioni, The Vanishing Of Ethan Carter resta un titolo molto valido ed imperdibile, per chi ama vivere un’avventura grafica dalle sfaccettature horror a stampo lovecraftiano ed investigativo, reso possibile anche dal prezzo modesto di soli 18,99€, acquistabile direttamente su piattaforma Steam.

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Pro Contro
  • Ottima realizzazione grafica
  • Trama coinvolgente con perfetto stile narrativo
  • Ottima colonna sonora e gestione dell’audio ambientale
  • Originale gestione e conclusione degli enigmi
  • Pessima gestione dei salvataggi automatici
  • Breve durata
  • Rigiocabilità limitata
Conclusione
Voto
8.1
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Programmatore, analista software e scrittore, appassionato del mondo videoludico e cinematografico fin dalla tenera età. Iniziando con un Vic-20 ho cavalcato tutta l'evoluzione fino alla next-gen, riuscendo a mettere a disposizione tutta l'esperienza al servizio dei 17K.