La morte ci ha trovato. Per quanto strenuamente abbiamo cercato di combatterla, di ingannarla, di aggirarla… essa ci ha trovato, ci ha preso e nei modi più inaspettati e originali.
Ma sapevamo che ciò sarebbe avvenuto, ciò che non potevamo sapere era che con essa saremmo cresciuti, avremmo imparato… Perché è questo che Dark Souls fa.
Prima ci uccide e poi ci fa imparare, crescere e innamorare. Il giocatore e il personaggio crescono insieme in questa saga, malgrado il posto nell’inferno sia loro garantito.
Dark Souls 3 è la terza e conclusiva fatica di Hidetaka Miyazaki, e degna succeditrice della saga della sadica From Software della quale ci resta solo da chiederci in quali strani modi ci farà morire questa volta.

E insomma… Nuovo Souls stessa storia… La nostra recensione domani mattina! Versione YOUTUBE: https://www.youtube.com/watch?v=4GwiL-iz5Fg

Pubblicato da 17K Group su Lunedì 11 aprile 2016

 


BENVENUTI A LOTHRIC

Nella realizzazione di Dark Souls 3 si nota subito una forte vicinanza al primo capitolo della saga, conservando tuttavia i vari aspetti del sistema di combattimento ora più fluido e veloce rispetto al passato. Ci è presto chiaro che tutti gli avversari che saremo chiamati a sconfiggere saranno ben più rapidi e letali rispetto ai nemici dei precedenti capitoli della serie Souls.
Nonostante a primo impatto sembrino “lontani” i tempi di Lordran e Drangleic, rispettivamente le terre del primo e del secondo Dark Souls, non mancheranno vari riferimenti al passato.
I collegamenti sono tanti e molti fanno sorridere, ovvio che un Souls non li serve già pronti, ma il giocatore che osa avventurarsi nell’universo di gioco, sopratutto se ha già vissuto i precedenti capitoli, sarà premiato con una buona dose di fanservice che fortunatamente non cade nel banale.
Il gioco di per sé riesce a far sentire il senso di “punizione” per gli errori commessi, ancor più degli altri capitoli. Essere troppo avidi nel colpire anche il più banale dei nemici o finire con le spalle al muro costerà cara la pelle al giocatore.Dark-souls-3-review-screenshot-1

Come detto prima, il terzo episodio della “saga maledetta” riprende molto più il primo e amato capitolo, ma non sono esenti i tratti emblematici del discusso Dark Souls II che avevano innovato la saga. In questo From Software è stata molto intelligente e capace, portando in questo Souls il giusto mix, selezionando accuratamente solo ciò che di buono c’era precedentemente, includendo elementi presenti anche in Bloodborne e Demon’s Souls.
Partiamo subito da quello che ha catturato la nostra attenzione sin dal primo risveglio: il Mana. Il ritorno della barra blu a un primo sguardo dovrebbe essere limitato alle magie e ai miracoli, ma nel nuovo capitolo sono state introdotte varie abilità speciali per le singole armi, la più comune, che useremo come esempio, è la Posa, disponibile impugnando l’arma a due mani; questa nuova modalità permetterà una buona diversificazione degli scontri, differenti a seconda dell’arma utilizzata. Diversamente da quanto visto su Dark Souls II, le doppie armi sono ora una categoria a parte, permettendoci di effettuare combo devastanti, rapide e precise, ed una varietà di animazioni ampliate rispetto al predecessore. Per quanto riguarda invece l’influenza di Bloodborne, non si può non notare l’evoluzione del combattimento, ora decisamente più agile, più orientato verso le schivate che alle parate, nonché i moveset di alcuni nemici che arrivano a sferrare combo devastanti abbinati ad una foga micidiale, perdendo quasi l’obiettivo al fine di colpire qualsiasi cosa sul loro percorso.

Le zone esplorabili saranno questa volta ben collegate tra di loro, ricalcando le scelte di alcuni spostamenti  (come il teletrasporto) dal primo capitolo e mantenendo comunque la centralità di un posto sicuro (il “falò centrale” questa volta chiamato “Altare del Vincolo”) dove saranno presenti alcun vendors e gli NPC che incontreremo durante il nostro lungo percorso.Dark-souls-3-review-screenshot-5

Il ritorno di Hidetaka Miyazaki si nota molto bene: vera e propria arte in movimento, ci si sente quasi obbligati a soffermarsi per ammirare la meravigliosa e mozzafiato Lothric. Più e più volte abbiamo riposto la nostra arma per prendere in mano l’amato binocolo e scrutare, attraverso le brecce nelle mura di cinta, la lontana catena di montagne oppure apprezzare la ramificazione imponente e fitta di un albero secolare ormai morente. Decontestualizzate potrebbero sembrare anche immagini positive, ma l’alone di tristezza, desolazione e distruzione, cala molto pesante su qualsiasi scorcio e paesaggio, ricordandoci dove siamo e cosa siamo.


GAMEPLAY

La prima impressione che un gioco come Dark Souls 3 offre è quello di una sfida equilibrata, ma seppur difficile a tratti, risulta sempre corretto nei confronti del giocatore, fornendogli tutte le carte in regola per prepararsi e difendersi nella maniera più giusta. Tutti gli attacchi dei vari nemici e boss sono totalmente intuibili e, grazie alla grande importanza data dalla schivata in questo capitolo, schivabili.
Senza dubbio l’eredità trasmessa da Bloodborne ha donato ulteriori benefici alla saga, ponendo dinanzi al giocatore molti più nemici rispetto al passato, con altrettanta violenza e rapidità, come già anticipato in precedenza. Più volte durante le nostre partite ci siamo ritrovati spesso a pensare “spero proprio che sopra questa scala/oltre questa stanza/dietro a questa porta vi sia un falò” e siamo sempre stati accontentati, in maniera diretta o tramite una scorciatoia.Dark-souls-3-review-screenshot-4

Il gioco presenta una quantità di boss minore rispetto ai precedenti titoli in favore però di una buona diversificazione e qualità degli stessi. Di base ognuno di loro possiede alcuni attacchi standard, come assalti concentrati ad area, che prevengono la possibilità da parte del giocatore di battere il nemico solo standogli sotto le gambe; quasi tutti i boss possiedono più fasi, allo stesso modo di quelli di Bloodborne. Infatti arrivati ad una soglia di danno inflitto, questi modificheranno sia i loro attacchi che (spesso) armi e velocità di combattimento.
Interessante notare come i boss siano stati piazzati in punti strategici, spesso collegati a falò molto lontani tra loro ma facilmente accessibili grazie determinate scorciatoie (o Shortcut, come preferite) che, una volta sbloccate, ci permettono di correre direttamente alla battaglia principale evitando numerosissimi scontri. Si, il level design di Dark Souls 3 torna ai fasti del primo capitolo e si dimostra una delle tante punte di diamante del titolo targato From Software. Il posizionamento dei falò, gli shortcut, le zone segrete, tutto è coerente e, soprattutto, credibile. Le diverse aree del gioco si incastrano


ARMI, ARMATURE E MAGIE

La vera incognita per questo gioco era rappresentata dalla varietà di armi, compresi i relativi moveset; se da un lato avevamo Dark Souls 2 con le sue decine e decine di armi, ma dai moveset quasi inesistenti, dall’altro il picco di qualità raggiunto in Dark Souls con moveset vari e numerosi. Dark Souls 3 già nella prima ora di gioco permette di trovare mezza dozzina di armi tutte completamente diverse, per cui una spada lunga ed una larga avranno due moveset decisamente differenti. A questa diversificazione di movimenti contribuisce la nuova funzione “posa” che ogni arma possiede, ovvero due attacchi speciali (normale e pesante) attivabili con l’arma a due mani, sicuramente più forti e con effetti devastanti che faranno uso della barra del mana.Dark-souls-3-review-screenshot-6

Alla fine della nostra prima run con Dark Souls 3 ci siamo ritrovati con un equipaggiamento offensivo (compreso quello dei boss), avente una propria abilità speciale e moveset. Il Mana è una nuova barra presente nell’interfaccia utente, proprio come in Demon’s Souls dove gli incantesimi non possiedono utilizzi, ma ne consumano una quantità prestabilita. Come le armi normali anche molti catalizzatori possiedono un attacco speciale, permettendo un casting potenziato al costo di un po’ di Mana in più.

Continuando quindi a parlare di Mana, oltre alle classiche fiaschette Estus ambrate, nel gioco ne potremo compare una variante azzurra, dette Cineree che permettono, com’è facile dedurre, di ricaricare la barra del Mana e potranno essere generate tramite il Fabbro dell’Altare del Vincolo. Il Fabbro ci permette di ridistribuire tutte le nostre fiaschette tra Estus di fuoco ed Estus Cineree, oltre ad aumentarne gli usi tramite determinati oggetti che permettono il potenziamento delle fiaschette.Dark-souls-3-review-screenshot-7
Abbiamo completato il gioco al livello 70 con 40 ore di gioco; questo fa capire come a differenza dei precedenti capitoli il level up sia decisamente meno frequente e rende molto importante il modo in cui si decide di proseguire con il proprio personaggio, coloro che più di altri soffriranno di questo nuovo equilibrio saranno di certo quelli eclettici e gli incantatori, in quanto dover spendere i propri livelli in armonizzazione per aumentare i punti azione a causa del casting, compromette la possibilità di aumentare la potenza offensiva fisica. Le quest dei vari npc che incontriamo durante il gioco risultano tutte lunghe e particolari, con vari finali che possono intrecciarsi tra loro ed interagire, ad esempio aderendo ad un particolare patto ci ritroveremo a non poter completare la quest di un personaggio appartenente al patto opposto. Il gioco offre molte aree, delle quali alcune segrete molto ampie, tutte collegate tra loro in vari modi attraverso geniali ed inaspettati shortcut.


COMPARTO TECNICO E ART DESIGN

Dark Souls 3 possiede un art design unico, riprendendo quasi in tutto lo stile del primo capitolo con architetture ispirate a popolazioni realmente esistite sul nostro pianeta ma con dei colori molto più vivi e meno cupi, in maniera simile al secondo capitolo. Tutte le varie zone del gioco sono ben contraddistinte da un carattere unico sia architettonico che artistico che ne aumenta l’immersione, dando comunque l’idea di un regno molto più coerente rispetto al capitolo precedente. Seppur il gioco porta il nome di Dark Souls 3, sotto molti aspetti sembra una versione next-gent di Demon’s Souls, con ambienti pieni di dettagli, armerie degne di tale nome ove possiamo trovare decine di casse, barili e tutto ciò che sarebbe plausibile trovare in tali luoghi. Hidetaka Miyazaki disse “Un mondo ben costruito potrebbe raccontare la sua storia in silenzio”. La sua poetica nel modo in cui costruisce i giochi si può rintracciare anche qui; il mondo è costellato da elementi che ne narrano la storia, a partire da un non-morto che si inginocchia dinanzi ad una statua, al ritrovare un frammento di fiaschetta Estus su di un altare.Dark-souls-3-review-screenshot

Parlando invece del lato prettamente tecnico, ci troviamo di fronte allo stesso engine utilizzato per Bloodborne su PlayStation 4.  Mentre questo garantisce un’ottima cura dei dettagli e delle ambientazioni rese ancora più realistiche, rimangono molti difetti che ci accompagnano fin dagli esordi della saga Souls. Parliamo di compenetrazioni in abbondanza, tra cadaveri, oggetti e armature. Parliamo anche di nebbia ed effetti vari che fanno precipitare il framerate in maniera ridicola o dei vari bug di compenetrazione che finiscono per rallentare significativamente l’esperienza di gioco affaticando l’engine.

View post on imgur.com

Ma a parte i vari difetti, Dark Souls 3 e il suo motore di gioco propone modelli poligonali molto più dettagliati rispetto al passato, nemici adesso con le giuste proporzioni, e un ambiente di gioco estremamente curato grazie anche alla presenza del tessellation che ben ci allontana da pavimenti e muri completamente piatti.

Concludendo la nostra piccola parentesi tecnica, la qualità delle ombre su Xbox One è bassa mentre tutti gli altri effetti rimangono di ottima qualità, compresi i riflessi su muri e bagnato. Il framerate, incredibilmente, risulta stabile (tranne nel tutorial, a causa della fitta nebbia) ma senza rinunciare a qualche calo occasionale nelle zone più movimentate o al manifestarsi di glitch vari. Un passo in avanti ma che ancora ha bisogno di qualche limatura che probabilmente sarà sistemato un patch future come ormai ci ha abituati da tempo From Software.


ONLINE

Abbiamo volutamente ritardato l’uscita della nostra recensione per potervi parlare dell’esperienza online. I server sono aperti da poche ore ma ci siamo subito cimentati in invasioni e boss in co-op per capirne le meccaniche. Parliamo prima di tutto delle impostazioni che permettono significative modifiche alla modalità del gioco.

Invasori... non sempre malvagi.
Invasori… non sempre malvagi.

Avviata la partita, tramite delle impostazioni di gioco, sarà possibile disattivare il MatchMaking, infatti Dark Souls 3 è in costante ricerca di altri giocatori tra invasori e vari simboli di evocazione di altri giocatori. La disattivazione del MatchMaking tuttavia garantisce al giocatore parte dell’esperienza online, limitandosi soltanto ai vari messaggi lasciati nel mondo di gioco o alle macchie di sangue che ci permettono di rivedere le morti degli altri giocatori.
Un’ottima aggiunta al sistema online è invece la “Password” che permette di connettere il giocatore solo con altri giocatori che utilizzano la stessa password, questa può essere comodamente rimossa senza conseguenze una volta riusciti a fare il proprio ingresso nel mondo di gioco del proprio amico.
Mentre nei precedenti capitoli, sopratutto sul primo Dark Souls, volendo giocare con un proprio amico si finiva per essere evocati da tantissimi altri giocatori tranne proprio chi volevamo, adesso con una semplice password la ricerca MatchMaking sarà limitata ai nostri soli amici che la utilizzano.

Mentre tramite un particolare oggetto è possibile evocare fino a un massimo di 3 compagni, a scapito di aumentare drasticamente le possibilità di essere invasi da altri giocatori intenzionati a ucciderci, l’intervallo di livello tramite cui si trovano altri giocatori sembra essere aumentato drasticamente. Mentre non sta a noi riuscire a decretare con precisione i meccanismi tramite i quali è possibile invadere, evocare o farsi evocare da un altro giocatore di livello simile, possiamo riportare la nostra esperienza.
Col nostro personaggio livello 75 siamo infatti riusciti a connetterci con un amico di livello 95, una bella differenza che nei capitoli passati sarebbe stata quasi impossibile. Che questo porti sbilanciamento o meno, sarà la community e From Software a ricalibrare volta dopo volta il matchmaking ottenuto il giusto feedback.

Concludendo questo paragrafo sull’online, ancora una volta saranno cruciali i vari “patti“, che identificheranno la natura stessa del giocatore e gli daranno un vero e proprio gruppo a cui appartenere. La difficoltà dei boss in co-op invece, scala drasticamente a seconda del numero di giocatori con cui si sta affrontando, ma il più delle volte purtroppo il lavoro viene semplificato drasticamente, rendendo il gioco offline una sfida a nostro dire molto più appagante.


LORE, FANSERVICE O GENIALITÀ

Sin dall’annuncio del gioco, i fan erano apparsi preoccupati da come avrebbero dato coerenza alla lore della saga, dovuta a buchi di trama appartenenti al secondo gioco. La soluzione di From Software è stata molto furba, quasi ai livelli del tempo distrorto introdotto nel primo capitolo. All’inizio del gioco ci viene introdotta, come ogni volta, la prima fiamma che viene “legata” ed il ciclo ricomincia; si crea un nuovo mondo con nuove regole e qualche traccia dei precedenti. Semplice ed efficace. Ma di cosa tratta la lore del terzo capitolo? Noi siamo una Fiamma Sopita, un possibile nuovo Signore dei Tizzoni risvegliato dalle campane allo scopo di cacciare i restanti quattro presenti in questo ciclo e consecutivamente poter a nostra volta legare la fiamma.Dark-souls-3-review-screenshot-3

Una trama semplice che sembra fare quasi da caricatura a quella dei precedenti capitoli ma in un contesto totalmente nuovo con implicazioni diverse. Come anticipato, ogni ciclo presenta richiami ai precedenti e Lothric sembra una nuova Lordran quasi, con parti di Drangleic ed elementi provenienti da cicli a noi sconosciuti ma fino a quando possiamo considerare questa scelta come geniale e non una manovra di fan service? Vi sono più che forti richiami ai precedenti capitoli, in alcuni punti ci si chiede se alcuni personaggi siano citazioni o se tutto ci che si è visto in precedenza nel gioco stia influenzando la propria capacità di giudizio. Nelle prime ore di gioco questa scelta ci aveva resi dubbiosi e ci sentivamo quasi irritati da tutti questi elementi che sembravano mero fanservice, ma pian piano ci siamo resi conto di come hanno deciso di gestire la lore in questo titolo e ci siamo ricreduti, specie nel notare come da metà gioco risultava tutto più vario ed i richiami decisamente minori. Come ribadito in precedenza, il secondo capitolo è stato poco apprezzato dai fan, ma questo nuovo passo della serie Souls ci pare essere molto compatto e coerente, presentando un mondo con una sua storia che si amalgama bene con gli elementi di richiamo ai precedenti capitoli ed alla lore generale della saga.


 

GIUDIZIO FINALE

Dark Souls 3 non è solo un gioco per fan di vecchia data ma anche per novizi, sa insegnare al giocatore quando difendersi e quando attaccare dando libertà di azione assoluta, la componente GDR è veramente completa e matura rispetto al passato, permettendo, con compromessi, di creare il personaggio più adatto alle proprio stile di gioco. La trama è facile da capire ma il mondo che ci circonda è il reale nucleo della “lore” del titolo, unendo una storia avvincente a un art design degno di un museo. Il nuovo titolo di From Software ci premia con un’ottima longevità già fin dal primo completamento. Abbiamo giocato Dark Souls 3 per 40 ore su Xbox One arrivando al finale ed esplorando molte zone secondarie, ma non ci siamo ancora addentrati nel “New Game +”, modalità che permette di ricominciare il gioco conservando il personaggio ma aumentando drasticamente la difficoltà di gioco.

Dark Souls 3 è in definitiva uno dei migliori titoli usciti fin’ora in questo 2016, la sua componentistica online unita a un mondo di gioco intrigante e misterioso sarà capace di catturare il giocatore immergendolo in un mondo oscuro e pieno di sofferenza. Il gioco è disponibile da oggi 12/04/2016 su Xbox One, PlayStation 4 e PC.