11113847_1641355546100404_3522247459419414113_nIl piccolo studio italiano (precisamente romano) Storm in a Teacup ha rilasciato da poco il frutto dei loro sforzi ma soprattutto della loro illimitata immaginazione maturato in poco più di un anno. Il 15 maggio è infatti uscito Nero in esclusiva per Xbox One al prezzo di 19,99€. Si tratta di un’avventura grafica decisamente incentrata nel risvegliare le nostre emozioni più profonde. Ci troveremo a scoprire un mondo immaginario, ricco di ogni stranezza, e faremo un grande viaggio dentro una storia angosciante che ci accompagnerà per tutto il percorso e che ci lascerà molte domande e riflessioni sul valore della famiglia e dell’amore. Il gioco inizialmente era previsto per Wii U successivamente convertito per Xbox One lasciando la base di produzione immutata ovvero interamente sviluppato con Unity, il che non ha giovato molto a livello di frame rate. C’è da dire però che titoli così “impegnativi” in narrazione nella categoria di graphic novel non si erano mai visti; questo ci fa ben sperare per il futuro di questo genere sulla console di casa Microsoft.

Un viaggio senza ritorno

Nero inizia con una scena molto affascinante, un personaggio incappucciato che ci fa pensare ad un bambino, naviga in un mare pieno di meduse fluorescenti fino ad approdare in una piccola spiaggia; da qui inizierà il gioco e il nostro viaggio. L’ambientazioni sono molto suggestive, ricche di dettagli e di colori davvero vivaci, degli elementi in aperto contrasto con lo sfondo buio dei primi capitoli. La partenza lascia un po’ disorientati, trovandoci di fronte a scritte luminose fluttuanti che piano piano riusciremo a distinguere tra loro. Avremo delle frasi che raccontano una storia, una fantasia o un’adolescenziale verità, seguite da dialoghi e risposte dei protagonisti di questa toccante storia. Non vi sveleremo il finale di questa storia, così che possiate apprezzare ogni singolo passaggio di questa avventura. Possiamo solo dire che quello che in realtà sembra solo una passeggiata in un mondo dominato da meduse, bruchi fosforescenti e piccoli meccanismi da attivare, si rivelerà invece il racconto di una dramma che ci ha lasciato in alcuni punti davvero senza parole e con occhio lucido per la profondità e la narrazione con cui è raccontato.

11202885_1640049816230977_8028050139196481216_o

Che ci faccio in questo mondo?

In termini di gameplay le possibilità di azione sono praticamente nulle. Questa avventura è in prima persona per farci così calare più nella parte ma le uniche interazioni con il mondo che ci circonda saranno tramite meccanismi e enigmi da risolvere di difficoltà davvero bassa, tranne per forse due enigmi che ci ritroveremo a risolvere senza averne compreso la logica. Alcuni di essi non sono determinanti per completare la storia e giungere alla fine, serviranno solo per scoprire narrazioni secondarie ma che completano il quadro completo della narrazione. Troveremo disseminati per i quattro mondi, che rappresentano anche i quattro capitoli del titolo, frammenti di foto che uniti completano una cornice, sbloccando così obiettivi e aneddoti secondari alla vicenda. In più avremo dei poteri, infatti con il grilletto sinistro avremo a disposizione una sfera di energia blu che rilasciata interagirà con i meccanismi da sbloccare o semplicemente ci aiuterà a far luce negli angoli più bui del mondo che stiamo scoprendo. Non saremo soli in questo gioco, per quasi tutta la durata del gioco, a parte i primi minuti di gioco, una figura anch’essa incappucciata veglierà e ci aiuterà (molto poco in realtà) a risolvere gli enigmi. Potremo indirizzare questo adulto senza volto dove ne abbiamo necessità, come ci capiterà in alcuni casi. Ultima possibilità di scelta è la velocità di esplorazione potendo scegliere di correre anche se la velocità non avrà un cambio consistente. Quello che possiamo consigliarvi è di usare la velocità standard, molto lenta, per apprezzare tutti i dettagli, così da assaporare tutta l’atmosfera che vi circonderà per tutta la durata del gioco.

nero-385109

Una dolce nota mi accompagna

La musica che ci accompagnerà in questo viaggio è davvero sublime forse una delle migliori caratteristiche. Ritmi giusti per ogni mondo, da una dolce ma allo stesso tempo straziante ninna nanna, ad un rumore di acqua, goccia per goccia, quando attraversiamo luoghi più misteriosi ed umidi. Non solo la scelta è azzeccata ma è il mezzo più forte per farci immedesimare in questa narrazione, come se le note esprimessero il nostro stato di animo.

nero-immagine-recensione-2

Ehi! C’è qualche problema!

Se la trama e la narrazione vi conquisteranno ci sarà il frame rate a farvi storcere il naso. Soprattutto nei primi due mondi dove lo spazio di movimento è davvero minimo ed obbligato, le immagini non saranno fluide, anzi, procederemo molto a scatti. Questo capiterà molto frequentemente quando ci troveremo all’interno delle caverne e della laguna, andrà a migliorare nei successivi capitoli dove il campo di azione è un po’ più ampio ma ben lontano da un open world che si rispetti. La via che dovremo seguire è ben delineata ed effettivamente visibile grazie alle strade battute o a vicoli delimitati da arbusti e prati. In alcuni tratti anche la grafica per gran parte rifinita perde molto trovando alcuni dettagli molto meno puliti e più spigolosi. A volte sembra di non giocare ad un titolo nuovissimo che può far affidamento a livelli di texture ormai all’avanguardia.

caterpillar

Ehm.. Can you repeat please?

Una nota dolente va sottolineata. Nonostante tutto sia italiano, dagli ideatori al titolo, la lingua del gioco è solo l’inglese. La voce narrante, le frasi che ci accompagnano e i sottotitolati parlano lingua anglofona e questo è davvero un peccato. Per chi non è pratico di questa lingua sarà una sfida saper cogliere tutte le sfumature di questa storia. Sicuramente un supporto in lingua italiana, almeno a livello di sottotitoli, renderebbe il tutto più comprensibile. Dato il messaggio e la storia che si vuole raccontare, a nostro avviso sarebbe stato sicuramente più coinvolgente e comprensibile. Ma non disperate, l’inglese in cui ci imbatteremo non è complesso, anzi piuttosto basilare.

EGex6

Tutto qui

Un’altra pecca di Nero è la sua “vita”, purtroppo un gioco di parole triste in questo contesto. Questo titolo giocato a ritmi lenti, così da apprezzare ogni minima sfumatura, può durare all’incirca 4 ore, arrivando a 6 se si completano tutti gli obiettivi secondari, cercando i frammenti di foto e i meccanismi ed enigmi non essenziali. Purtroppo non ci sono molti spunti per poter giocare nuovamente il gioco e non c’è apparente motivo di esplorare un mondo che corre su binari ben delineati. Quello che rimane di questo gioco è una storia molto dura e toccante ma che difficilmente giocheremo più di due volte.

rsz_mon_may_18_22-51-26_utc-0200_2015

Commento finale

Nero è un gioco coraggioso per un team indipendente alle prese con il suo primo gioco ma è grazie a questo coraggio che è riuscito a sfondare le porte di Xbox con un genere che per quest’ultima trovava poco spazio. La storia che ci viene raccontata è struggente, angosciante e molto triste, un vero e proprio dramma ma ogni parola e immagine riesce a colpire con una emotività travolgente. Anche una volta spenta la console la sensazione che il gioco trasmette permane e lascia un profondo senso di riflessione sull’amore incondizionato e il dolore di una perdita. Nonostante la trama, la grafica e la musica riescono a creare un’atmosfera assolutamente coinvolgente, alcune cose invece lasciano molto a desiderare. Il frame rate in alcuni stralci di gioco è davvero frustrante, alcuni dettagli dello scenario sono poco puliti e grezzi, poco coerenti con le possibilità grafiche di oggi. Quello che c’è da apprezzare nonostante i difetti evidenti è il messaggio che Storm in a Teacup vuole lasciare e in questo ci sono riusciti alla perfezione