Quando si parla di videogiochi, viene automatico pensare a titoli dove si spara, si guida un’auto o si disputa un match al proprio sport preferito, ma come sappiamo il panorama è ben più vasto. In fondo, la capacità dell’uomo di ideare nuove forme di intrattenimento è forse una delle espressioni migliori del suo intelletto, attività che mai come in questi anni, e grazie soprattutto all’elettronica di consumo, ha saputo sfornare una moltitudine di prodotti che espandono e reinterpretano il concetto stesso di intrattenimento. Dreii è l’ennesima dimostrazione di come questa ricetta funzioni. Andiamo a vedere come.

 

Non solo banche, orologi e cioccolata

Dreii è stato sviluppato dalla software house svizzera Etter Studio in collaborazione con il produttore Bitforge. Il progetto nasce nel 2013 e da allora ha fatto incetta di svariati riconoscimenti tra cui lo Swiss Game Award (2013) e l’European Design Award (2014). Nel 2015 lo stesso PewDiePie, il più noto youtuber di tutti i tempi, lo ha definito il “puzzle game più incredibile di sempre”. Il gioco viene pubblicato il 2 febbraio 2016 su Steam per Pc, Mac e Linux oltre che per i dispositivi Android e iOS in Europa e Nord America. Noi lo abbiamo provato nella versione per PlayStation 4, disponibile dal 9 marzo, che dà la possibilità di scaricarlo anche per PSVita. È prevista nella primavera di quest’anno anche la versione per Nintendo WII U, in modo da non escludere nessuno.

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La collaborazione renderà più semplice completare i livelli

 

Divertirsi con la fisica

Come anticipato ad inizio articolo, il concetto alla base di Dreii è quanto di più semplice possiate immaginare: avete presente i cubi di legno con cui da piccoli tutti abbiamo giocato (se non lo avete fatto correte subito a rimediare)? Stessa cosa. Ovviamente non avremo solo dei cubi, ma tutta una serie di solidi da impilare uno sull’altro fino a raggiungere una determinata altezza. La sfida è rappresentata ovviamente dalla gravità e dall’inerzia, dal momento che gli elementi non saranno afferrati fermamente da una mano, ma agganciati ad una corda. Ci trasformeremo quindi in una sorta di operatori di gru, dovendo prestare attenzione all’oscillazione del pezzo quando lo spostiamo. A complicarci ulteriormente la vita ci penseranno eventi esterni come improvvise raffiche di vento, porzioni del suolo instabili e, proseguendo nei livelli, assenza di gravità, magnetismo e l’acqua, in cui dovremo fare i conti con il galleggiamento. Insomma, la fisica è il vero protagonista di questo puzzle game ed influenzerà anche la manipolazione stessa dei pezzi: a seconda di dove vengono agganciati, essi potranno essere trascinati, inclinati o fatti rotolare.

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Le opzioni di dialogo sono composte da semplici parole che verranno tradotte nelle lingue degli altri giocatori

 

Costruzioni in compagnia

L’elemento che però contraddistingue Dreii rispetto ad altri titoli similari è la parte cooperativa. Il gioco infatti permetterà a tutti di entrare nella vostra partita per aiutarvi, senza limitazione di amicizia: chiunque potrà partecipare. Per permettere questo, i ragazzi di Etter Studio hanno implementato un sistema di comunicazione basato su una ruota attivabile dallo stick destro del controller, con la quale selezionare da una serie di termini semplici, quello più consono al momento. Il gioco è stato tradotto in 19 lingue, quindi non ci saranno barriere culturali di sorta. La cosa divertente, o almeno per noi lo è stata, è che non tutti quelli che parteciperanno alla vostra sessione saranno d’aiuto: nel caso troviate un collega non proprio capace le cose potrebbero complicarsi! A questo riguardo è opportuno un piccolo inciso personale: avvalendomi della collaborazione del nostro Giuseppe di Micoli, ho notato come la difficoltà dei vari livelli scenda sensibilmente quando giochiamo in compagnia, lasciando però inalterata la soddisfazione nel completarli. Fortuna ha voluto che nel bel mezzo della partita un altro giocatore, peraltro sconosciuto a entrambi, si sia aggiunto. Ebbene, il nuovo arrivato si è dimostrato non proprio un campione e nonostante la buona volontà, è stato più di intralcio che di aiuto. Da parte nostra, il tutto si è tradotto in grandi risate ma ciò non toglie il rischio che l’esperienza possa risultare frustrante, soprattutto se si è da soli con un compagno poco competente, ma questo vale in definitiva per tutti i titoli collaborativi.

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Linee nette e pulite, grafica semplice ed essenziale

 

Anche l’occhio vuole la sua parte. O forse no.

L’aspetto tecnico del titolo non ha bisogno di molti approfondimenti. Tralasciando la parte relativa all’implementazione della fisica, in cui non sono rilevabili difetti di sorta, l’aspetto visivo ben si attaglia al concetto stesso del gioco: semplice e lineare. Al di là dei cubi, cilindri e parallelepipedi che dobbiamo muovere, essenziali nelle linee e nei colori, gli stessi avatar sono rappresentati da forme schematiche ma dai colori decisamente più vivaci e la loro interazione con i pezzi è accompagnata da effetti sonori peculiari che rimandano ad antichi strumenti. La collaborazione tra i giocatori genererà quindi delle melodie che, occorre dirlo, in alcuni casi risultano un po’ cacofoniche. L’impatto visivo di questa scelta stilistica è però gradevole, e rappresenta nella sua semplicità una certa, ricercata, raffinatezza. La risultante di queste precise scelte di design è un’atmosfera rilassante e riflessiva sottolineata anche dalla quasi totale assenza di tutorial, ma lasciando semplicemente che sia la geometria e la fisica a istruire il giocatore.

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In Dreii dovremo essere precisi e delicati nel posizionare i bocchi

 

Un pò più a destra… un pò più a sinistra… Ok, molla!

In un gioco come Dreii, la componente più importante è senza dubbio rappresentata dal sistema di controllo. Creare la nostra torre di pezzi richiede infatti una spiccata precisione nel posizionarli, badando al corretto allineamento nel bilanciare i pesi in modo che la gravità non abbia la meglio. Purtroppo si nota una certa mancanza di fluidità e progressione, che può tradursi in bruschi movimenti in grado di mandare a monte una costruzione faticosamente realizzata. Va da sé che ciò rappresenta anche la maggior sfida di Dreii e inoltre potrebbe essere un difetto ascrivibile più alla periferica di controllo che non al gioco stesso e non avendo provato il titolo su altre piattaforme è impossibile dirlo con certezza. Comunque non è un problema che inficia l’esperienza di gioco e che probabilmente tende a sparire con la pratica. Resta però il sospetto che la piattaforma d’elezione sia quella dotata di touch screen, non solo per il controllo ma anche e soprattutto per il tipo di esperienza che si sposa ottimamente con smartphone e tablet.


Commento finale

Con Dreii, gli sviluppatori elvetici di Etter Studio reinterpretano uno tra i più tradizionali giochi dell’infanzia e lo fanno con uno stile semplice ed efficace. La difficoltà non eccessiva, soprattutto se giocato in compagnia, e la possibilità di connettere giocatori da tutte le piattaforme lo rendono un prodotto estremamente fruibile, anche dai più piccoli. L’acquisto è consigliato a tutti, soprattutto a chi è in cerca di un modo intelligente per ingannare il tempo sperimentando un’atmosfera calma e riflessiva che inizia ad essere poco presente nei videogiochi.